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CANTINA SOCIALE

Nardò – Enogastronomia e musica animeranno la prima edizione di Estate in cantina, appuntamento in programma stasera presso la Cantina sociale di Nardò di via De Gasperi (largo stazione). A partire dalle 21 si alterneranno sul palco i gruppi musicali “Ajèra Mea” e “Io, Te e Puccia”, i primi con un repertorio di pizziche e i secondi con folk, world music e tarantelle del Sud Italia.

Per l’occasione si potranno visitare i locali dello storico stabilimento vitivinicolo neretino fondato nel 1937, degustando vino accompagnato da grigliate, carne a pignatu e pettole. Previsto anche un pre-serata riservato ai bambini: per loro dalle 19.30 intrattenimento e spettacoli a cura dell’associazione ludico-ricreativa “I giardini di Kensington”. Gli organizzatori infine invitano a evitare di parcheggiare in zona stazione utilizzando i parcheggi poco distanti intorno allo stadio.

Una polemica attorno a questo appuntamento è sorta nei giorni scorsi ad iniziativa del  capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Daniele Piccione. «Inaudito constatare – ha rilevato l’esponente dem – che con delibera di Giunta si dia il patrocinio (e fin qui nulla quaestio) e si approvi una manifestazione al modico costo di 3.500 euro quando altre manifestazioni di caratura provinciale e regionale, vedi il Premio Battisti, vengono relegate in altre città (quest’anno si terrà a Galatone, ndr) per carenza di fondi. Piccione si dice “sorpreso” dal fatto che la dirigenza della società cooperativa “abbia rapporti familiari con un assessore comunale”.

vinolea cantinaroberto raheli al centroALEZIO. L’ultima vendemmia targata “Vinolea”, vecchia cantina sociale di via Garibaldi ad Alezio, risale ormai a otto anni fa: si lavorarono appena 380 quintali di uve, 250 dei quali di un solo socio (ne aveva trattati nei tempi belli fino a 23mila). Poi quella storia è finita ed è continuata con un nuovo piglio, impresso, dal giovane presidente Roberto Raheli (foto), quella del settore oleario. Solo che adesso, proprio in queste settimana, si deciderà anche se questa attività ha ancora un futuro  un futuro. Nonostante gli investimenti di appena due anni fa orientati tutti all’ammodernamento delle macchine, con un mutuo di 140mila euro. Solo che, subito, dopo, la lavorazione delle olive è passato da 12mila quintali del 2013 ai 1.500 dell’anno sacorso. Se anche quest’anno andasse così, non ci sono molte speranze di salvare questa realtà “nel disinteresse generale e totale”, rileva Raheli. Nonostante una situazione economica sotto controllo: 350mila eurodi esposizione  assorbibile, in tempi senza Xylella, in 4-5 anni. Il 19 ottobre inizia l’ultimo tentativo.

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