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Gallipoli – Ufficialmente è ancora in forse per quest’anno il tradizionale “sparo del pupo” di San Silvestro: “Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma non si può andare avanti così, sempre col  fiato sul collo”, dicono ad una sola voce presidente (Giuseppe Chetta) e consiglio direttivo (Gianfranco Scialpi, Cosimo Perrone, Achille Maggino e Fernando Perrone) dei “Cantieri del Capodanno Gallipoli”, nel corso della conferenza-stampa di questa matina nella sala convegni della parrocchia S. Gerardo, ribadendo così che nulla è cambiato rispetto all’appello lanciato su questo giornale. E’ un fiume in piena Giuseppe Chetta: ha appena letto a nome  dell’associazione, un documento in cui si ripercorrono le varie tappe, sino ad arrivare alla situazione di stallo di questi giorni, anche se si lascia sfuggire un “io continuo a sperare”.  In poco meno di due anni (e non è cosa da poco per una realtà complessa come Gallipoli) hanno radunato in un unico sodalizio diverse realtà cittadine che da diversi anni organizzano  lo spettacolo di fine anno (tranne due gruppi). Se ne contano 12 nel Cantiere: Michael Trianni per “Reactive Team”, Michele Frisenna per “Viale Bari”, Salvatore Carretta per “Via Firenze”, Giovanni Carrozza per “Via Savonarola”, Cosimo Bianco per “Riviera N.Sauro”, Roberto Carroccia per “Via Imperia”, Alessio Abate, via “Via Arditi”, Giuseppe Chetta per “Staff via Varese”, Achille Maggino per “Ampalea dei Leoni”, Cosimo Perrone per “Centro Storico Riv.Diaz”, Gianfranco Scialpi per “Via Agrigento”, Mirko Cortese per “Via Pascoli”.

La “musica”, come detto, è sempre la stessa: locali dove poter lavorare la cartapesta; un impegno formale dell’Amministrazione comunale mgari con un protocollo d’intesa; un contributo economico: “ma quest’aspetto è secondario”, dice Chetta. Al Comune hanno scritto già da tempo; hanno poi reiterato le loro richieste a ottobre, ma, “al di là delle promesse verbali del Sindaco Minerva  (una volta anche alla presenza dell’assessore regionale Loredana Capone), non c’è stato ancora nulla di concreto.. In ” zona Cesarini” però, poche ore dopo la conferenza stampa, Minerva ha voluto incontrare gli esponenti dell’associazione e ha rinnovato l’impegno sia per i locali appena questi saranno liberati (la ex Caserma dei Carabinieri) sia per il protocollo d’intesa. L’assemblea de i “Cantieri di Capodanno”, convocata ad horas, ha preso atto della parola data dal Sindaco, e, sia pur nella ristrettezza dei tempi, si è detta pronta a rimettersi al lavoro a patto però che “l’Assise comunale produca per tempo gli atti dovuti” (cioè deliberi con atto di Giunta). “Ciò – proseguono – per il bene di questa tradizione esclusiva, patrimonio culturale e storico dell’intera cittadinanza”.  Fanno sapere intanto di avere declinato un invito “particolarmente allettante” dal punto di vista economico di un Comune vicino per l’allestimento in quella piazza di un’esposizione dei pupi in cartapesta. “Ma noi ovviamente rimaniamo ancorati ai nostri rioni per una valorizzazione delle periferie di Gallipoli”, concludono.

Nardò – “Sentita la relazione del Sindaco avv. Giuseppe Mellone; visto il ricorso innanzi al Tar Puglia sezione di Lecce prodotto dalla ditta De Pascali Pantaleo con sede in Nardò in via Emma Gramatica n. 48, col patrocinio dell’avv. Pietro Quinto, notificato al Comune di Nardò in data 06.11.2017 ed acquisito agli atti dell’Ente al Prot. 46274 del 07.11.2017, per l’annullamento – previa sospensione – della Determinazione n. 794/2017 con la quale il Comune di Nardò ha aggiudicato definitivamente l’appalto dei lavori per la realizzazione di un plesso in Via Marzano da destinare a scuola dell’infanzia e scuola primaria in sostituzione dell’edificio esistente, nonchè per l’annullamento di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente”, il Comune si è costituito in giudizio incaricando un avvocato esterno all’Ente perche “l’avvocatura civica risulta già gravata da ingente mole di lavoro”. La scelta della Giunta è quindi  caduta sull’avvocato Paolo Gaballo per “la particolare complessità della controversia in oggetto, data anche da valore economico della causa straordinariamente elevato”, un professionista “con specifica professionalità e con spiccate attitudini verso tematiche di diritto amministrativo del tipo in oggetto”, si legge sempre nella deliberazione di oggi, 27 novembre. Costo dell’incarico 5mila euro. Al di là delle probabili perplessità – già sorte in passato per nomine e spese legali, il procedimento giudiziario avviato dalla “De Pascali Pantaleo” rischia di influire sui tempi di realizzazione della scuola. Il bando è scaduto il 20 dicembre 2016; il costo delle operazioni di abbattimento e di ricostruzione superano di poco i 2 milioni; i trasferimenti delle 15 classi (dieci del Comprensivo e cinque dell’infanzia) sono state ultimate a metà dello scorso ottobre. Ora, ritenendo di avere motivi fondati, una impresa concorrente va al Tar per bloccare l’avvio dei lavori, l’ultima fase dopo l’agiudicazione definitiva dei lavori di cui si chiede l’annullamento.

Torre S.Giovanni lavori 1TORRE SAN GIOVANNI. Dopo un periodo di fermo di qualche giorno sono ripresi i lavori sul lungomare di Torre San Giovanni (foto). In questi giorni è in corso la pavimentazione dell’ultimo tratto dell’area pedonale, sotto la direzione dell’architetto Antonio Lecci. C’è attesa, intanto, per gli interventi nell’area archeologica della zona del porto: qui il cantiere è fermo da ormai diversi mesi. A quanto pare, si è in attesa di un incontro tra la Soprintendenza per i beni archeologici, l’azienda e la direzione dei lavori, in seguito ad alcune osservazioni sollevate dalla stessa Soprintendenza sulla collocazione dei percorsi pedonali tra gli scavi. Sarebbe infatti necessario modificare i percorsi per valorizzare al meglio i ritrovamenti e favorirne in maniera ideale la fruizione. Dall’ufficio tecnico, però, rassicurano: i lavori saranno terminati prima dell’estate. Il progetto prevede l’installazione di piani di calpestio in legno e di un sistema di illuminazione che farà risaltare le antiche vasche d’acqua. Anche l’area della duna ai piedi del faro, nella quale si trovano i resti della fortificazione messapica, sarà visitabile tramite un percorso.

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...