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Giuseppe Tanisi

Taviano – Rifacimento del manto di alcune strade cittadine: è scattato il disco verde a Taviano. Consapevole dello stato di precarietà in cui versa il manto stradale, aggravato dalle avverse condizioni meteorologiche che si sono abbattute negli ultimi mesi, l’Amministrazione comunale ha da tempo programmato un massiccio intervento di rifacimento stradale, che prevede un investimento complessivo di 220mila euro. I lavori inizieranno in questo mese suddivisi in due stralci funzionali, cui seguirà un terzo lotto.

“Il piano di intervento – dichiara il Sindaco Giuseppe Tanisi – è volto a migliorare le condizioni di sicurezza e di percorribilità stradale e ad evitare che buche ed avvallamenti, attualmente presenti, possano insediare la circolazione veicolare e pedonale”.

Il primo stralcio prevede i lavori su via Casarano, importante arteria di collegamento che, passando dal Cimitero, porta al parco Ricchello, alle scuole medie e a piazza San Martino. Su questa strada, contestualmente, saranno eseguiti i lavori di sistemazione idraulici, per evitare eventuali allagamenti. Si passerà poi a sistemare via Montessori. Il 2° stralcio prevede più strade, iniziando dall’importante strada che porta ad Alezio e poi via Santacroce, che taglia tutto il paese, collegando la periferia Nord con quella a Sud. Altri interventi importanti si faranno su via Vittorio Emanuele III°, via Tempesta, via Beethoven, via Capitano Melica, via Rossini, via La Pira e, infine, via Unità D’Europa.

Tutti questi lavori risultano inseriti nel programma triennale dei lavori pubblici 2017/19 e nell’elenco annuale lavori pubblici 2017 che prevedono la realizzazione di un’intensa azione di sistemazione stradale, realizzazione di marciapiedi ed apertura di nuove sedi viarie nel territorio comunale. “Nei mesi scorsi poi – conclude il vice sindaco Francesco Pellegrino – abbiamo avviato una campagna di monitoraggio e diffida nei confronti delle ditte che hanno operato sul territorio cittadino, perché agiscano nella corretta esecuzione dei ripristini del manto stradale che mostra rapida tendenza al cedimento”.

Gallipoli – Scoppio di una bombola di gas intorno alle 23 di ieri sera in via Ariosto, nei pressi di Torre San Giovanni. Allarme tra i residenti nella zona, molto più affollata durante il periodo estivo, ma nessun danno a persone. Notevoli invece quelli alla struttura: la deflagrazione ha buttato giù un muro divisorio a pianoterra del già albergo “Porta d’Oriente”. Il cantiere di una impresa edile di Martano, era ormai in fase di ultimazione dei lavori di ristrutturazione che avrebbe portato l’albergo a riaprire i battenti dopo un lungo periodo di inattività: il “Porta d’Oriente” era di proprietà della società Cis Tour; poi un fallimento lo aveva fatto finire nelle aste giudiziarie. Lì lo aveva acquistato una società a responsabilità limitata con sede a Lecce, che ne aveva avviato la rinascita tramite importanti interventi comprendenti anche due appartamenti collegati all’attività alberghiera. L’obiettivo era aprire i battenti con la prossima stagione estiva; anche per questo i lavori erano proseguiti a ritmi piuttosto intensi e serrati. Gran parte dell’impalcatura esterna era stata da poco smontata.

Ora il cantiere è sotto sequestro, sia per le indagini in corso per stabilire la causa dello scoppio, sia per verificare staticamente le condizioni dell’edificio, nel cui interno erano in corso lavori di canalizzazione con l’impiego di materiali anche in rame. La bombola esplosa potrebbe essere stata usata per questi lavori? Questa comunque sembra essere l’ipotesi, al momento, più probabile mentre sono al lavoro vigili del fuoco di Gallipoli, poliziotti del commissariato e vigili del fuoco di Gallipoli; intervenuti anche i vigili urbani. Subito dopo lo scoppio, si era diffusa la voce di un attentato probabilmente a scopo estorsivo. Ma l’orario in cui è accaduto tutto quanto (un’oretta prima di mezzanotte) fa propendere verso lo scoppio casuale del recipiente contenente gas. L’immobile aveva un custode per il periodo in cui non erano impegnate le maestranze.

Gallipoli – Non si sa, al momento, se i proprietari dell’area a sud della Baia verde adibita a parcheggi durante l’estate, adiranno davvero le vie legali contro l’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva, che li ha obbligati ad ospitare gli automezzi dei vacanzieri durante lo scorso fin settimana. Quel che è certo che quella decisione del primo cittadino, presa venerdì 30 marzo e pubblicata il giorno successivo, è diventato già un caso politico. Con ironia che a tratti diventa sarcasmo, il gruppo consiliare di “Gallipoli futura” ha presentato oggi una interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta e di inserimento tra i temi da trattare nel prossimo Consiglio comunale.

Le firme dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi chiudono un documento lungo più di quattro pagine. Si parte con un appunto di natura tecnica: l’articolo da citare per l’ordinanza “contingibile e urgente” non sarebbe il n. 50 (da evocare in condizioni di emergenza sanitaria e di igiene pubblica) bensì il 54, sempre del decreto legislativo n. 267 del 2000. In questo passaggio normativo il Sindaco, in quanto “ufficiale di Governo”, può adottare “atto motivato” per prevenire ed eliminare “gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Ma. fanno notare Fasano e Cataldi, questo articolo prevede che “preventivamente deve essere informato il prefetto”: è stato fatto?, è la domanda conseguente. Al Sindaco si chiede quindi di indicare “la natura giuridica dell’atto emanato” ed inoltre se è a conoscenza che l’emanazione di un atto nullo – si scrive nella interrogazione – perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. A chi era comunque indirizzata l’ordinanza “quale la controparte cui intimare l’apertura dei cancelli?”- Infine “come mai l’1 aprile non si è proceduto a eseguirla? Chi ha omesso il rispetto di un ordine da lei impartito?”.

Com’è noto, l’accesso ai parcheggi è stato possibile solo il 2 aprile, pasquetta, e con una ditta che ha operato la rimozione dei lucchetti, come ricostruito da Piazzasalento.it in un precedente articolo, in cui si racconta del braccio di ferro tra proprietari della ex “Praja del Sud” e Comune. “Mi sono assunto tutte le mie responsabilità – ha dichiarato ieri Minerva – dando il via libera sulla litoranea che ha permesso ai lidi  di lavorare e alle persone di usufruire dei servizi senza disagi”.

Gallipoli – Primo mini test estivo nel giorno di pasquetta anche per la litoranea pedonale che porta a Baia verde e canale dei Samari. Un’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva, pubblicata sabato mattina e datata 30 marzo, ha dato la possibilità di raggiungere i lidi a piedi attraversando il cantiere dei lavori di riqualificazione e rigenerazione dell’arteria costiera. Il Comune, come da impegno preso con gli operatori balneari, ha garantito così sia l’accesso alle strutture insistenti in quel tratto che la pubblica sicurezza. Nelle prime ore del mattino di lunedì sono stati dunque aperti due varchi nelle recinzioni che delimitano l’area interessata dal cantiere per permettere il passaggio dei tanti giovani, ma anche famiglie con bambini e anziani che, nonostante qualche disagio e le poche informazioni a disposizione sulla viabilità e riguardo la possibilità di parcheggiare, non hanno rinunciato alla passeggiata in spiaggia.

Braccio di ferro sull’area dei parcheggi vicino alla Baia verde. Con lo stesso documento inoltre il primo cittadino (“assumendomi tutte le responsabilità del caso”, rileva Minerva) sempre per ragioni di pubblica incolumità e sicurezza , l’apertura e la fruizione gratuita della grande area a parcheggio alle spalle della strada e da cui si arriva in prossimità dei diversi stabilimenti. La società proprietaria dei  terreni però, sostenendo di non aver ricevuto comunicazione ufficiale di dover aprire i cancelli, ha lasciato i lucchetti ai cancelli d’ingresso, come li hanno trovati i gestori degli stessi posteggi. Niente parcheggi quindi la domenica di Pasqua. Stessa scena ha rischiato di ripetersi il giorno dopo; a quel punto però data la giornata di sole, la temperatura quasi estiva e l’evidente sopraggiungere di auto in cerca di sosta e di tante persone, sono stati sollecitati e allertati il Sindaco e i vigili urbani che,  dando esecuzione all’ordinanza comunale, hanno fatto aprire i cancelli con l’ausilio di una ditta esterna e nonostante il perdurante diniego del proprietario dei terreni (una società di Casarano). Quest’ultimo ha contestato che, al momento, non esista – come invece specificato nell’atto – alcun contratto di affitto. Bagarre e minacce di azioni legali a parte, il test è sembrato positivo ma va sottolineato che il carico antropico del lunedì dell’Angelo non è assolutamente paragonabile ai numeri estivi.

 Minerva: “Piano traffico ok, città piena di turisti. Ora sotto con i programmi estivi” “Al termine delle festività pasquali, alla luce di quanto avvenuto nei  giorni scorsi, delle presenze riscontrate e dei dati oggettivi raccolti,  posso affermare con fierezza che Gallipoli ha superato a pieni voti  questa prova”: questo il commento del Sindaco Minerva, per il quale “il boom di presenze conferma ancora Gallipoli come la meta preferita  dai turisti e da visitatori dell’entroterra: complice il bel tempo, ottimo coordinamento sull’organizzazione della città e sul piano  traffico. Il parcheggio libero e gratuito del centro storico, con sbarra  sollevata per permettere alle macchine di circolare senza ingorghi – prosegue Minerva – ha  favorito gli spostamenti verso il borgo. Allo stesso modo, assumendomene  piena responsabilità, il via libera sulla litoranea ha permesso ai lidi  di lavorare e alle persone di usufruire dei servizi senza disagi. Ora, a tamburo battente, siamo in piena fase di definizione  della linea programmatica per la stagione estiva alle porte”.

Gallipoli – Quella parte della litoranea sud interessata dal cantiere da 2 milioni di euro, quando sarà pronta? Se n’è parlato più di una settimana fa in commissione consiliare Lavori pubblici (e prima ancora in un incontro amministratori-imprenditori a inizi gennaio)  con molti uditori attenti e preoccupati. Amministratori e il dirigente responsabile hanno provato a rassicurare operatori e commercianti circa l’avanzamento dei lavori giunti – secondo le dichiarazioni in quella sede ufficiale – alla fase di pavimentazione e piantumazione del verde.  Allo stato dei fatti, che si evince dalle foto allegate, salgono però le preoccupazioni e i dubbi circa le sorti della stagione balneare per gli stabilimenti che insistono nel segmento che va dalla Baia verde al canale dei Samari.

Il tratto di strada interessato appare per tutta la sua lunghezza un cantiere quasi fermo o che progredisce a rilento: un percorso completamente sterrato; assenza di strumenti e mezzi di lavoro; nessuna traccia di illuminazione, sulla quale peraltro vi è divergenza di opinione tra Comune e Soprintendenza; tutto quasi sovrapponibile alle immagini di due mesi  fa,  ad eccezione dei tracciati degli impianti idrici, predisposti in prossimità dei lidi , per permettere alle autopompe dei vigili del fuoco di allacciarsi alla condotta in caso di incendi della pineta. In alcuni punti inoltre sembrano essere state puntellate le aree di sosta.

Durante l’incontro, sia l’opposizione che gli operatori avevano sollevato forti perplessità circa la viabilità di soccorso e il poco spazio a disposizione per far defluire le centinaia di turisti che a piedi raggiungono i lidi e permettere, al contempo, un eventuale passaggio di biciclette e mezzi di soccorso. In base ai puntelli posizionati, tra piazzole e manto vegetale, in effetti lo spazio per la corsia pedonale e, all’occorrenza, carrozzabile, risulta ridotto secondi i più. Al momento la costa è irraggiungibile in auto a partire dal primo ingresso di Baia Verde dove sono state apposte le transenne per evitare di trovarsi di fronte allo sbarramento del cantiere e al senso vietato di rientro in Baia Verde e fino allo svincolo in prossimità del canale dei Samari. Mentre restano da risolvere i problemi relativi a operazioni di carico e scarico e al conferimento dei rifiuti.

Va ricordato che la prima consegna dei lavori all’associazione temporanea d’imprese (la Fea srl di Castelfranco Emilia e la Macchia di Genga, Ancona) è avvenuta nel marzo 2017 (problemi di scadenza dei termini entro cui avviare l’intervento finanziato da Ue e Regione); poi vi è stata l’interruzione estiva e la riconsegna dei lavori lo scorso ottobre, con inizio effettivo nei primi di novembre e con conseguenti frequenti interruzioni tanto che l’assessore Cosimo Alemanno ha dovuto fare pressioni sulle imprese per sollecitare una maggiore produttività.

Gallipoli – Ufficialmente è ancora in forse per quest’anno il tradizionale “sparo del pupo” di San Silvestro: “Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma non si può andare avanti così, sempre col  fiato sul collo”, dicono ad una sola voce presidente (Giuseppe Chetta) e consiglio direttivo (Gianfranco Scialpi, Cosimo Perrone, Achille Maggino e Fernando Perrone) dei “Cantieri del Capodanno Gallipoli”, nel corso della conferenza-stampa di questa matina nella sala convegni della parrocchia S. Gerardo, ribadendo così che nulla è cambiato rispetto all’appello lanciato su questo giornale. E’ un fiume in piena Giuseppe Chetta: ha appena letto a nome  dell’associazione, un documento in cui si ripercorrono le varie tappe, sino ad arrivare alla situazione di stallo di questi giorni, anche se si lascia sfuggire un “io continuo a sperare”.  In poco meno di due anni (e non è cosa da poco per una realtà complessa come Gallipoli) hanno radunato in un unico sodalizio diverse realtà cittadine che da diversi anni organizzano  lo spettacolo di fine anno (tranne due gruppi). Se ne contano 12 nel Cantiere: Michael Trianni per “Reactive Team”, Michele Frisenna per “Viale Bari”, Salvatore Carretta per “Via Firenze”, Giovanni Carrozza per “Via Savonarola”, Cosimo Bianco per “Riviera N.Sauro”, Roberto Carroccia per “Via Imperia”, Alessio Abate, via “Via Arditi”, Giuseppe Chetta per “Staff via Varese”, Achille Maggino per “Ampalea dei Leoni”, Cosimo Perrone per “Centro Storico Riv.Diaz”, Gianfranco Scialpi per “Via Agrigento”, Mirko Cortese per “Via Pascoli”.

La “musica”, come detto, è sempre la stessa: locali dove poter lavorare la cartapesta; un impegno formale dell’Amministrazione comunale mgari con un protocollo d’intesa; un contributo economico: “ma quest’aspetto è secondario”, dice Chetta. Al Comune hanno scritto già da tempo; hanno poi reiterato le loro richieste a ottobre, ma, “al di là delle promesse verbali del Sindaco Minerva  (una volta anche alla presenza dell’assessore regionale Loredana Capone), non c’è stato ancora nulla di concreto.. In ” zona Cesarini” però, poche ore dopo la conferenza stampa, Minerva ha voluto incontrare gli esponenti dell’associazione e ha rinnovato l’impegno sia per i locali appena questi saranno liberati (la ex Caserma dei Carabinieri) sia per il protocollo d’intesa. L’assemblea de i “Cantieri di Capodanno”, convocata ad horas, ha preso atto della parola data dal Sindaco, e, sia pur nella ristrettezza dei tempi, si è detta pronta a rimettersi al lavoro a patto però che “l’Assise comunale produca per tempo gli atti dovuti” (cioè deliberi con atto di Giunta). “Ciò – proseguono – per il bene di questa tradizione esclusiva, patrimonio culturale e storico dell’intera cittadinanza”.  Fanno sapere intanto di avere declinato un invito “particolarmente allettante” dal punto di vista economico di un Comune vicino per l’allestimento in quella piazza di un’esposizione dei pupi in cartapesta. “Ma noi ovviamente rimaniamo ancorati ai nostri rioni per una valorizzazione delle periferie di Gallipoli”, concludono.

Nardò – “Sentita la relazione del Sindaco avv. Giuseppe Mellone; visto il ricorso innanzi al Tar Puglia sezione di Lecce prodotto dalla ditta De Pascali Pantaleo con sede in Nardò in via Emma Gramatica n. 48, col patrocinio dell’avv. Pietro Quinto, notificato al Comune di Nardò in data 06.11.2017 ed acquisito agli atti dell’Ente al Prot. 46274 del 07.11.2017, per l’annullamento – previa sospensione – della Determinazione n. 794/2017 con la quale il Comune di Nardò ha aggiudicato definitivamente l’appalto dei lavori per la realizzazione di un plesso in Via Marzano da destinare a scuola dell’infanzia e scuola primaria in sostituzione dell’edificio esistente, nonchè per l’annullamento di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente”, il Comune si è costituito in giudizio incaricando un avvocato esterno all’Ente perche “l’avvocatura civica risulta già gravata da ingente mole di lavoro”. La scelta della Giunta è quindi  caduta sull’avvocato Paolo Gaballo per “la particolare complessità della controversia in oggetto, data anche da valore economico della causa straordinariamente elevato”, un professionista “con specifica professionalità e con spiccate attitudini verso tematiche di diritto amministrativo del tipo in oggetto”, si legge sempre nella deliberazione di oggi, 27 novembre. Costo dell’incarico 5mila euro. Al di là delle probabili perplessità – già sorte in passato per nomine e spese legali, il procedimento giudiziario avviato dalla “De Pascali Pantaleo” rischia di influire sui tempi di realizzazione della scuola. Il bando è scaduto il 20 dicembre 2016; il costo delle operazioni di abbattimento e di ricostruzione superano di poco i 2 milioni; i trasferimenti delle 15 classi (dieci del Comprensivo e cinque dell’infanzia) sono state ultimate a metà dello scorso ottobre. Ora, ritenendo di avere motivi fondati, una impresa concorrente va al Tar per bloccare l’avvio dei lavori, l’ultima fase dopo l’agiudicazione definitiva dei lavori di cui si chiede l’annullamento.

Torre S.Giovanni lavori 1TORRE SAN GIOVANNI. Dopo un periodo di fermo di qualche giorno sono ripresi i lavori sul lungomare di Torre San Giovanni (foto). In questi giorni è in corso la pavimentazione dell’ultimo tratto dell’area pedonale, sotto la direzione dell’architetto Antonio Lecci. C’è attesa, intanto, per gli interventi nell’area archeologica della zona del porto: qui il cantiere è fermo da ormai diversi mesi. A quanto pare, si è in attesa di un incontro tra la Soprintendenza per i beni archeologici, l’azienda e la direzione dei lavori, in seguito ad alcune osservazioni sollevate dalla stessa Soprintendenza sulla collocazione dei percorsi pedonali tra gli scavi. Sarebbe infatti necessario modificare i percorsi per valorizzare al meglio i ritrovamenti e favorirne in maniera ideale la fruizione. Dall’ufficio tecnico, però, rassicurano: i lavori saranno terminati prima dell’estate. Il progetto prevede l’installazione di piani di calpestio in legno e di un sistema di illuminazione che farà risaltare le antiche vasche d’acqua. Anche l’area della duna ai piedi del faro, nella quale si trovano i resti della fortificazione messapica, sarà visitabile tramite un percorso.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...