Home Tags Posts tagged with "cannabis terapeutica"

cannabis terapeutica

foto di gruppo Lapiantiamo a Lecce con sindaco Metallo e malati 24-5-14RACALE. «Dalla vostra ricerca dipende il nostro benessere. E vi ringraziamo». Sono state le parole di Lucia Spiri, presidente dell’associazione LapianTiamo di Racale, dedicate ai medici e ai ricercatori accorsi al Polo didattico dell’Asl di Lecce il 24 maggio per la Puglia Cannabis Conference. L’evento è stato organizzato da LapianTiamo e patrocinato dalla Regione Puglia e dalla Asl di Lecce con la collaborazione del Comune di Racale e dell’Università del Salento. Si è discusso di cannabis medicinale e di prospettive terapeutiche per malattie come sclerosi multipla, cancro, Sla e dolore cronico insieme agli esperti arrivati da Spagna, Svizzera e da diverse parti d’Italia. È stato proiettato anche un videomessaggio del presidente dell’Uruguay Josè Mujica.

«Ci riteniamo molto soddisfatti dalla riuscita dell’evento – commenta William Verardi, marito di Lucia – e ringraziamo le istituzioni che, dandoci fiducia, si potranno ritenere orgogliose di aver contribuito ad informare realmente medici e pazienti sull’uso della cannabis come medicina. Difficile descrivere l’energia dei tanti presenti, alcuni dei quali su sedia e con difficoltà a restare per diverse ore nello stesso posto». Applaudito l’intervento del sindaco di Racale Donato Metallo. Il progetto per ottenere le autorizzazioni per la coltivazione della canapa, da cui produrre, in proprio, il medicinale attende il via libera delle autorità. Il materiale raccolto durante la conferenza sarà pubblicato sul sito www.lapiantiamo.it, in cui è presente anche la sezione “Medical info”, gestita da esperti qualificati, pronti a dare le informazioni sulla cannabis terapeutica. Per donazioni: Associazione LapianTiamo – Iban: IT39Y0101080091100000004873.                 

 

Lucia Spiri e Matteo Viviani

Lucia Spiri e Matteo Viviani

Racale. Lo sguardo di Lucia Spiri a fine servizio sul suo sogno nel cassetto vale più di mille parole. La donna di Racale, affetta da sclerosi multipla, si è raccontata davanti alle telecamere de “Le Iene”, Italia1. L’inviato Matteo Viviani ha riacceso i fari sull’uso dei farmaci cannabinoidi a scopo terapeutico nella cura contro malattie come la distrofia muscolare, sclerosi multipla e così via.
Lucia, insieme al marito William Verardi e ad Andrea Trisciuoglio, ha fondato “LapianTiamo”, il primo cannabis social club italiano che si pone l’obiettivo di coltivare in proprio le piante di marijuana (da cui estrarre il principio attivo curativo) cedendola gratuitamente ai malati. Così facendo, i malati avrebbero meno problemi nel curarsi e lo Stato risparmierebbe sui costi per l’importazione dall’Olanda del farmaco necessario, il “Bedrocan”.
Con i contributi dei circa 250 soci, è stato acquistato un terreno di seimila mq sulla Racale-Ugento su cui si dovrebbero coltivare le piantine di marijuana, previa autorizzazione e sotto il controllo delle autorità. «E se non ci daranno le autorizzazioni – ha dichiarato Verardi – noi ci autorizzeremo da soli, perché non bisogna chiedere a qualcun altro il permesso di fare qualcosa che ti fa stare bene». Il servizio è andato in onda il 19 novembre scorso.

by -
0 1991

immagine

È stato mandato in onda ieri sera, all’interno del noto programma di Italia Uno “Le Iene”, il servizio dedicato al primo Cannabis social club italiano “LaPiantiamo”, di cui è presidente Lucia Spiri (foto). Ma a Racale, dove il club ha sede, la iena Matteo Viviani era venuta a luglio scorso e, in quell’occasione, aveva anche parlato della questione col sindaco Donato Metallo.

Ad oggi, il club conta 250 soci e porta avanti il suo obiettivo che è quello di ottenere che si produca in Italia un farmaco equivalente al Bedrocan (a base di canapa), evitandone l’importazione dall’Olanda. Ne gioverebbero tanti malati di sclerosi multipla che, nel servizio televisivo, raccontano di come sia cambiata la loro vita grazie all’uso terapeutico della cannabis.

Potete riguardare la puntata di ieri sera al seguente link: Puntata del 19 novembre 2013 – Servizio “Curarsi con la cannabis”

by -
0 1084
nugtella

Fonte: Huffington post

Da qualche settimana, in California, è in vendita la “Nugtella”: non si tratta di una “Nutella” contraffatta, ma di un prodotto terapeutico a base di marijuana (“nug” identifica la marijuana di alta qualità). A poter acquistare la crema spalmabile a base di cacao, nocciole e sostanza stupefacente, sono solo i possessori di una tessera sanitaria specifica per il consumo di cannabis a scopi medici. Dal 1996, in California, è diventato legale curare particolari malattie con la marijuana.

In Italia, la “nugtella” non è in commercio, e chissà se lo sarà mai, ma a Racale, in Salento, è nato il primo Cannabis Social Club italiano. L’associazione “LaPiantiamo” presieduta da Lucia Spiri ha destato, qualche tempo fa, anche l’attenzione delle “Iene” (ne abbiamo dato notizia in un articolo) che hanno realizzato un servizio la cui messa in onda è prevista per il prossimo ottobre.

E voi, come la pensate? Rispondete al nostro sondaggio in basso.

by -
2 2206

iene la piantiamo a racale (2)

RACALE. La nascita del primo Cannabis Social Club italiano, l’associazione “La PianTiamo” di Racale, presieduta da Lucia Spiri, ha destato l’attenzione di Matteo Viviani de “Le Iene”, che ha indossato abito e occhiali neri ed è sceso nel Salento, nei primi giorni di luglio, per approfondire il tema dell’uso della canapa a scopo terapeutico. Il servizio realizzato andrà in onda a ottobre.

Lucia è affetta da sclerosi multipla e utilizza un farmaco, il Bedrocan, estratto dai germogli della cannabis. Il medicinale è importato dall’Olanda, con ingenti costi a carico del Servizio sanitario nazionale. Da qui lo scopo dell’associazione: coltivare in proprio la canapa (cosa vietata dalla legge) per distribuirla con più facilità ai malati che ne hanno bisogno. Due i vantaggi: un corposo risparmio per le casse statali e un più facile approvvigionamento del farmaco per i malati che, così, eviterebbero il tortuoso iter burocratico necessario per farselo prescrivere. I cannabinoidi, come testimoniano i pazienti sottoposti a questo tipo di cure, contribuiscono ad alleviare i dolori derivanti da diverse malattie, tra cui Sla, diabete, tumori.

C’è da vincere, però, una serie di preconcetti, tra cui l’idea che assumere un cannabinoide a scopo curativo sia uguale a “farsi le canne”. È fondamentale, quindi, una corretta informazione: «Ogni contributo alla nostra missione – spiega Andrea Trisciuoglio, segretario de “La PianTiamo” – aumenterà la conoscenza, porrà un argine al dolore di tanti pazienti e contribuirà a diffondere il nostro progetto. Serve una svolta: la cura dev’essere un piacere, non più una sofferenza».

In Italia è consentito l’uso della cannabis curativa. La Puglia è una delle quattro regioni che la somministrano gratuitamente ai pazienti. Il farmaco si assume inalandolo, fumandolo o ingerendolo con i cibi.

«Il problema – aggiunge Andrea – è che in Puglia ci sono solo due medici disposti a prescriverla, costringendo il paziente a rivolgersi al mercato nero, con tutte le conseguenze che ne derivano».

Il sindaco Donato Metallo (così come i Radicali e il presidente della Regione Nichi Vendola) ha sposato la causa della legalizzazione a uso terapeutico della cannabis.

Intanto l’associazione non si ferma e nei prossimi giorni ufficializzerà l’acquisto di un terreno, sito sulla Racale-Ugento, su cui verrà coltivata la canapa per uso medico. Per informazioni: www.lapiantiamo.it.

by -
0 567

Racale. Cosa pensano della nascita del “Cannabis social club” le agenzie educative del paese? Queste le opinioni in merito del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo e del parroco della chiesa madre di Racale.

La professoressa Giovanna Anna Gambardella, alla guida dell’istituto comprensivo del paese, ha espresso apprezzamento per l’idea, soprattutto perché rivolta alla tutela degli ammalati. «La scuola – ha detto – è interessata a sensibilizzare le nuove generazioni sul rispetto delle regole e sull’educazione alla salute. Per questo abbiamo intenzione di organizzare dei convegni sul tema».

Pur apprezzando l’iniziativa dal punto di vista terapeutico, esprime qualche timore, invece, il parroco di “San Giorgio”, don Salvatore Tundo. «La preoccupazione – afferma – è che rendendo la cannabis disponibile per scopi terapeutici, non ci sia poi adeguata vigilanza affinché non sia utilizzata per altre finalità». Per don Salvatore la comunità deve assumersi la responsabilità di vigilare affinché la sostanza sia usata solo a fini terapeutici. «Credo – sottolinea ancora – che prima di agire si dovrebbe modificare la legge a riguardo. Dal punto di vista educativo, come si fa a spiegare ai ragazzi quando è giusto forzare una legge e quando non lo è?». E tornando a parlare dei compiti della società, ma a livello generale, chiude: «Speriamo che la comunità abbia la forza di caricarsi della giusta responsabilità. Guardando il modo in cui vigila negli altri campi, purtroppo non sembra che ci riesca molto bene».

PT

Nandu Popu e Don Rico dei Sud Sound System con Lucia Spiri, Andrea Trisciuoglio e il sindaco Donato Metallo

Racale. È nato ufficialmente a Racale il primo “Cannabis social club” d’Italia, un centro il cui scopo principale è quello di aiutare chi necessita di assumere canapa indiana a fini terapeutici e, per diversi motivi, non riesce ad accedere al farmaco. L’inaugurazione si è svolta il 29 gennaio, alla presenza di circa 400 persone giunte da tutta la Puglia. A fare gli onori di casa c’erano la presidente e il segretario dell’associazione “LapianTiamo”, Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio: entrambi assumono regolarmente il “Bedrocan” per alleviare le sofferenze causate dalla sclerosi multipla, malattia con la quale convivono da diverso tempo. Nei prossimi mesi l’associazione conta di poter avviare la coltivazione della canapa per venire incontro alle già tante richieste di aiuto.

Accanto ai due fondatori c’erano William Verardi, compagno di Lucia, che ha moderato il dibattito, l’onorevole dei Radicali Rita Bernardini, la co-presidente dell’associazione “Luca Coscioni” Mina Welby, il sindaco di Racale Donato Metallo, l’assessore alla sanità Roberto Ferenderes e i Sud Sound System. Da tutti sono arrivati attestati di stima nei confronti dell’iniziativa.

Dopo la relazione dell’assessore e medico Roberto Ferenderes, che ha illustrato i benefici della cannabis per curare i sintomi della sclerosi multipla, la parlamentare Bernardini, da sempre in prima linea nella lotta per la legalizzazione della cannabis, ha sottolineato l’importanza dell’interessamento del sindaco di Racale all’iniziativa, invitandolo a spedire una lettera ai suoi colleghi di tutta Italia affinché il nuovo Parlamento sia spinto dal basso ad approvare una nuova legge.

Fortemente emozionato, poi, ha preso la parola Donato Metallo, che ha ribadito il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale al progetto di Lucia e Andrea. Mina Welby, poi, ha criticato la legge antidroga, ribadendo l’assoluta necessità di garantire l’accesso alla cannabis agli ammalati. Ha preso la parola anche Nandu Popu dei Sud Sound System, esprimendo il suo plauso all’iniziativa.

La conferenza di presentazione si è chiusa con gli interventi di Andrea Trisciuoglio e Lucia Spiri, che, molto emozionati per essere riusciti a far compiere alla loro associazione i primi passi, ne hanno spiegato gli scopi, offrendo piena disponibilità a chi ha bisogno del loro aiuto.

Lucia Spiri  ha 31 anni ed è affetta da sclerosi multipla. Più volte ha testimoniato come grazie alla canapa indiana ha trovato sollievo nella sofferenza. Per questo la sua battaglia è quella di aiutare quelli che purtroppo si trovano nelle medesime condizioni e non riescono a farsi prescrivere il farmaco. Con la canapa indiana, non si guarisce ma qualcuno è riuscito a sollevarsi dalla sedie a rotelle.

Pierangelo Tempesta

by -
0 2046

Lucia Spiri

Racale. «Mi curo con la cannabis e sto meglio. Vorrei che tutti quelli che, come me, hanno bisogno di questa cura, potessero accedervi senza problemi». A parlare è Lucia Spiri , responsabile del primo “Cannabis social club” d’Italia, operativo a Racale dal 29 gennaio. Nato su iniziativa dell’associazione “LapianTiamo”, di cui Lucia è presidente, il centro promuoverà la coltivazione della canapa indiana da parte di chi ne ha strettamente bisogno per ragioni terapeutiche e non trova medici disposti a prescrivere il farmaco.

Lucia Spiri ha 31 anni ed è affetta da sclerosi multipla. Grazie all’uso terapeutico della canapa indiana, come lei stessa testimonia, è riuscita ad alleviare le sofferenze della malattia. La sua è una battaglia per aiutare chi si trova nelle sue stesse condizioni e non riesce a farsi prescrivere il farmaco. Nonostante in Puglia viga una delibera (la 308 del 2010) che autorizza l’erogazione del farmaco, infatti, non tutti i medici sono disposti a prescrivere la terapia ai loro pazienti. «I medici non sono abbastanza informati – spiega Lucia – oppure semplicemente preferiscono affidarsi ad altre cure che, alla fine, non si rivelano efficaci».

Il farmaco alla canapa indiana si assume in diversi modi: «Io preparo il burro, i frappé, le tisane, i biscotti – racconta Lucia – e, quindi, assumo la cannabis anche attraverso gli alimenti. Inoltre il farmaco si assume per inalazione, con il vaporizzatore».

Pieno appoggio all’iniziativa del «Cannabis social club» è arrivato dall’onorevole radicale Rita Bernardini, che è stata nominata presidente onorario dell’associazione. Riveste il ruolo di segretario, invece, il foggiano Andrea Trisciuoglio. Anche lui affetto da sclerosi multipla, insieme a Lucia conduce la lotta per permettere ai malati l’accesso alla canapa indiana. «Da quando assumo il farmaco – racconta – cammino con l’aiuto delle stampelle. Prima ero sulla sedia a rotelle. Il centro di Racale nasce perché vogliamo evitare che al calvario della malattia si aggiunga il dramma del dover rivolgersi alle organizzazioni criminali per reperire la cannabis».

Testimone, seppur non sul suo corpo, degli effetti benefici della cannabis è anche il fidanzato di Lucia Spiri, William Verardi: è lui che ha seguito l’evolversi della malattia della sua ragazza sin dai primi sintomi, ed oggi è un fervente sostenitore dell’associazione «LapianTiamo», nella quale ricopre la carica di tesoriere. «Il vero sollievo per Lucia – racconta – è arrivato quando ha iniziato ad assumere il farmaco alla canapa. È grazie ad esso se oggi Lucia, con le dovute accortezze, riesce anche a camminare».

Pierangelo Tempesta

by -
1 1141

Casarano. I miracoli succedono davvero, ma li fa la cannabis. Lucia, una ragazza di 30 anni affetta da sclerosi multipla, fino a quattro mesi fa stava su una sedia a rotelle. Oggi, grazie al “Bedocran”, un farmaco a base di infiorescenze essiccate di marijuana, ha cominciato a camminare. Lucia è uno dei cinque pazienti del “Centro di sclerosi multipla” dell’ospedale “F. Ferrari”, gestito dai medici Sergio Pasca e Roberto De Masi, sottoposta al trattamento della cannabis terapeutica.

«Io sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan – scrive Lucia – con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita». La ragazza è affetta da questa terribile malattia da undici anni, da quando ne aveva 19.

«Nei vari anni – prosegue il racconto – ho provato tutti i farmaci convenzionali che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni. Nel 2008 ho fatto un viaggio ad Amsterdam per testare personalmente le migliori varietà consigliate per la sclerosi multipla ed è lì che ho potuto testare su di me gli effetti benefici della cannabis. A fine maggio di quest’anno, il Centro di sclerosi multipla dell’ospedale Ferrari mi ha prescritto la prima ricetta per l’erogazione del farmaco: il Bedrocan».

Considerato che i farmaci tradizionali non risolvono i suoi problemi e considerato che la Regione Puglia, nel frattempo, aveva approvato la cannabis terapeutica, i medici del centro decidono di sottoporre la giovane paziente al rivoluzionario trattamento.

«Sono stata ricoverata sei giorni – prosegue Lucia – per iniziare questa nuova terapia. Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita. Dopo due giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana, somministrate in tre orari diversi della giornata».Il terzo giorno Lucia è riuscita a lasciare la sedia e a camminare sulle sue gambe, seppur con un aiuto affianco.

Il “Ferrari” è l’unica struttura sanitaria pugliese a praticare l’esperimento della cannabis terapeutica, somministrata gratuitamente, da ormai un anno. Il farmaco viene importato dall’Olanda attraverso un lungo e complesso percorso burocratico che coinvolge, tra gli altri, il Ministero della Salute italiano e l’Ispettorato alla salute olandese.                                     

by -
0 754

Casarano. All’ospedale “Ferrari” di Casarano la somministrazione di cannabis è legale. Ma, naturalmente, non è per tutti perché l’uso e la coltivazione della marijuana, che in Italia è sempre considerata una droga, sono vietati. Ne beneficeranno solo cinque malati affetti da sclerosi multipla.

Sono gli effetti delle norme contenute in un decreto ministeriale del 2007 e in una delibera della Giunta regionale del 2010 che permettono l’uso di marijuana a scopo terapeutico. Grazie a queste norme, inoltre, il presidio ospedaliero diretto dalla dott.sa Gabriella Cretì è il primo e unico ospedale in Puglia a sperimentare la somministrazione di cannabis terapeutica.

È ormai da circa un anno che è iniziata la somministrazione gratuita di un farmaco importato dall’Olanda..

I cinque pazienti, segnalati dal “Centro di sclerosi multipla”, ogni mese vengono legalmente trattati da cannabinoidi per lenire le terribili sofferenze che la malattia provoca e che irrigidisce i muscoli.

Ai malati vengono servite specie di tisane, a base di marijuana, che non stordiscono il paziente, come si potrebbe pensare, ma rilassano i muscoli contratti, a causa del potente irrigidimento, e allevia i fortissimi dolori.

Il farmaco – il “Bedrocan”, un composto a base di fiori essiccati di cannabis – viene custodito in una cassaforte all’interno della farmacia del presidio ospedaliero, diretta dalla dott.sa Agnese Antonaci.

Il via alla sperimentazione è partito grazie a un decreto dell’aprile 2007, firmato dall’allora ministro della salute Livia Turco, che inserì i cannabinoidi tra i farmaci, e a una delibera della Giunta regionale del 2010, firmata dall’attuale presidente della regione, Nichi Vendola, che ha stabilito l’erogazione a carico del servizio sanitario regionale.

l percorso burocratico per ottenere il farmaco, però, è lungo e complesso. Per fare l’ordine, la farmacia ospedaliera deve prima ricevere un’autorizzazione dal ministero della Salute.

Il “Ferrari” fa l’ordine all’azienda farmaceutica olandese, che a sua volta deve chiedere l’autorizzazione al suo Ispettorato alla sanità. Solo allora invia l’ordinativo. Il tutto attraverso un carteggio che deve essere sempre prodotto in originale, senza utilizzo di fax né e-mail, per evitare falsificazioni.

Voce al Direttore

by -
Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...