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VERGARI RINONardò. Anche il Caffè letterario “trasloca” nel centro storico. Dopo undici anni l’associazione neretina lascia la sede di via Roma per trasferirsi al civico 12 di via Lata. L’atto costitutivo del “Caffè letterario” risale infatti al 12 dicembre del 2004, quando 28 soci fondatori si incontrarono per costituire un sodalizio che in questi anni è riuscito a promuovere attività istituzionali, sociali e culturali. «Abbiamo lasciato la nostra storica sede per un palazzo del centro storico. Questi nuovi spazi sono più consoni ai nostri obiettivi», ha spiegato il presidente Rino Vergari (foto). La nuova sede sarà inaugurata a settembre ma lo scorso 14 maggio l’associazione non ha voluto rinunciare ai suoi consueti appuntamenti dei giovedì letterari. Nella nuova casa di via Lata c’è stato un incontro con l’architetto Giancarlo De Pascalis, il quale ha parlato di “StoriArchitettuRestauro: curiosità antiche e nuove su Nardò”. De Pascalis, delegato provinciale del Fondo per l’ambiente italiano, si è spesso occupato del centro storico di Nardò.

san domenicoNardò. Sui generis, sicuramente. Per il valore e per il significato storico, sociale ed artistico che si porta dietro. È la chiesa di S. Domenico, sotto la luce con cui la descrive al “Caffè Letterario neretino” il professor Francesco Danieli di Galatone, studioso e docente di storia sociale dei media all’Università del Salento. Un incontro incentrato su argomenti e tematiche di “attualità sconcertante” che animano alcuni particolari della facciata del tempio domenicano del Cinquecento. Più specificamente, le caratteristiche degli “omuncoli” presenti nella parte intermedia, dopo la zoccolatura.

«La facciata della chiesa, voluta dal vescovo Ambrogio Salvio, anticipa un gusto artistico che ebbe la sua massima diffusione a metà Seicento, nonostante tutte le innovazioni dalle nostre parti fossero sempre arrivate con ottanta-cento anni di ritardo», spiega Danieli, che pone l’accento su alcune “provocazioni artistiche” anormali per l’epoca e per una sede di frati Domenicani, al tempo l’ordine più temuto. Sei figure sofferenti a causa del peso dei propri vizi, della mondanità, del confidare nei soli beni materiali, “nell’impazienza di liberarsi, ma senza mezzi per farlo”. Un teschio a rimarcare la morte spirituale; una sfera, a rappresentare l’attacamento ai beni terreni, che ripiega l’uomo; un omuncolo a testa in giù, ennesima condanna alle “devianze” sessuali; e poi un libro aperto verso l’osservatore, che non indica la conoscenza, ma la saccenteria, come monito ai fedeli e agli stessi domenicani, l’ordine dotto per eccellenza. Tutti vizi da stigmatizzare prima dell’ingresso in chiesa.

«Non una descrizione iconografica, ma iconologica: sono molti i simboli ricorrenti che hanno doppi significati, per essere interpretati da pochi, talvolta con la presa in giro dei committenti da parte degli stessi artisti. Perciò togliere le opere dal proprio contesto di riferimento significa impedirne la lettura», conclude il docente.
Sull’opera davvero interessante si può trovare su Youtube un bel filmato di Paolo Marzano dell’”Osservatorio sulla città”, effettuato utilizzando come strumenti i droni; titolo “Nardò, la storia sospesa”.

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NARDÒ. «Il Caffè letterario di Nardò è un luogo dove oltre allo stare insieme, i soci uniscono la passione per la cultura con l’etica, l’impegno sociale e la solidarietà»: questa la definizione che Gregorio Marcello Vergari (nella foto con Luisa Ruggio), presidente del sodalizio, dà dell’associazione che da dieci anni opera sul territorio neretino con varie iniziative. Naturalmente, in prevalenza di stampo culturale: l’ultima la presentazione di “Teresa Manara”, terzo romanzo della giornalista e scrittrice Luisa Ruggio, che ha dialogato nella sede di via Roma con il fotografo Mario Guerra, aprendo un percorso approfondito sull’identità salentina.

Ma non solo libri tra le attività: “Spicilegia sallentina” è il nome della rivista, curata dagli stessi soci (più di 150), che viene pubblicata ogni sei mesi; e sono sempre i soci a dar vita ad un coro polifonico che ha anche composto un “Inno al Salento”. Il 23 novembre, nel quadro del “Festival del XVIII secolo”, Corrado De Bernart ha tenuto una conferenza dal titolo “Un secolo di libertini”. Il festival, che si protrae con diverse date in vari mesi dell’anno, vede la collaborazione fattiva del sodalizio: ad aprile è stato presentato il volume “La chiesa e la confraternita di San Giuseppe a Nardò”, mentre a maggio, con “La musica diffusa: festeggiamenti alla maniera barocca” diversi artisti si sono esibiti in varie chiese.

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Melissano

Melissano

 

MELISSANO. Il Caffè letterario-filosofico “Alfieri” di Melissano organizza un nuovo appuntamento musicale e di riflessione sul tema “Mutamenti generazionali: salti di rottura o evoluzioni di crescita?”. L’incontro si terrà venerdì 16 alle 20 presso largo Gesù Redentore con musica dal vivo. Lo scorso appuntamento, il primo del Caffè letterario, si è svolto venerdì 11 ed ha visto la partecipazione della scrittrice Vittoria Coppola.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...