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Burgesi

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UGENTO. Falda idrica da monitorare e un Piano straordinario di monitoraggio per Burgesi. Questi gli ultimi interventi adottati dalla Regione Puglia per la ricerca di eventuali contaminazioni delle risorse idriche. Per Burgesi la Regione ha varato un corposo intervento da un milione di euro (da finanziare da parte del Ministero dell’Ambiente) per la verifica dell’integrità della barriera di confinamento della discarica nel territorio ugentino e per la verifica dell’eventuale presenza di fusti tombati. Su questo fronte la Asl lavorerà con l’Arpa Puglia e l’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. L’intervento va ad affiancarsi al progetto “Minore” con il quale la stessa Regione ha dato il via libera al monitoraggio della falda idrica nell’intero Salento leccese. In questo caso sarà possibile raccogliere, analizzare e studiare un campione significativo degli oltre 13mila pozzi autorizzati (ma altrettanti si stimano gli abusivi) che pescano in falda. Al progetto “Monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale” hanno aderito tutti i sindaci salentini.

Tra gli obiettivi del progetto è previsto l’incremento del numero dei fitofarmaci analizzati nelle acque, includendo anche il glifosate (erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura) mentre in un numero significativo di pozzi situati in allevamenti o aziende agricole si controllerà la qualità delle acque destinate ad irrigazione o abbeveraggio attraverso l’analisi di parametri chimici ulteriori rispetto a quelli attualmente monitorati. Fondamentale anche la campagna di formazione “L’acqua è vita in salute” che coinvolgerà le scuole sull’uso corretto delle risorse idriche. Dai risultati delle analisi si potranno eventualmente valutare le modifiche normative finalizzate ad aumentare i controlli necessari per il rinnovo delle autorizzazioni dei pozzi privati: non è esclusa neppure una moratoria sull’autorizzazione di nuovi pozzi al fine rallentare il processo di inarrestabile salinizzazione della falda salentina.

UGENTO. Il 22 luglio scorso le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano (ProLoco Beach di Gemini, ProLoco di Acquarica, C.I.A.T.D.M. sezione di Acquarica del Capo, ProLoco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Comitato Burgesi 2017, Associazione culturale Gemini, Associazione ProLoco Ugento e Marine e Comitato per Torre San Giovanni, hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia chiedendo attenzione per la vicenda della discarica Burgesi. Nello specifico è stato chiesto di poter partecipare ai prossimi tavoli tecnici sulla questione Burgesi. Le scorse settimane, infatti, con una nota indirizzata alla Regione e ad altri enti preposti, era stata chiesta la convocazione di un tavolo di “crisi ambientale”, per il quale non sono pervenute risposte.

«Quello che ci fa più paura è il modo eccessivamente pacato con cui le istituzioni stanno affrontando il problema, sapendo che qualcuno asserisce che nella discarica potrebbero esserci 600 bidoni di materiale altamente tossico- scrivono – ma a distanza di anni si continua ancora con le altalene dei monitoraggi, tra dichiarazioni e smentite sui risultati delle analisi: un giorno preoccupanti e l’altro rassicuranti». In questi giorni, sottolineano le associazioni, sono stati avvertiti i fastidiosi miasmi della discarica, un fatto già riscontrato anche dalle analisi dell’aria richieste dal Comune di Acquarica del Capo tra il 16.06.2015 e il 14.01.2016, in cui Arpa Puglia ha evidenziato, per quanto riguarda l’acido solfidrico (Relazione tecnica n.3/2015) 189 valori orari e 5 valori medi giornalieri superiori al valore di soglia olfattiva di 7 ug/m3.

Nel messaggio si chiede attenzione non solo per la Burgesi ma per qualsiasi situazione che comprometta il patrimonio naturale, anche con riferimento alla zona di S. Foca, dove si stanno vivendo tensioni profonde relative alla vicenda No Tap. «Sappiamo bene le difficoltà esistenti nel dover bonificare la Burgesi o altri siti inquinati, ma non possiamo risolvere i problemi fino a quando cittadini e politica operano in modo separato». Le rivelazioni di pentiti come Carmine Schiavone e Gianluigi Rosafio, hanno messo in rilievo come i il business dei rifiuti è avvenuto anche attraverso coperture politiche per questo motivo i cittadini chiedono trasparenza e confronto con le istituzioni. «Se entro dieci giorni non avremo una risposta o non avremo in seguito atti concreti per la risoluzione del problema- concludono le associazioni – saremo costretti ad attuare, nel rispetto delle leggi, iniziative più incisive di protesta».

La marcia per BurgesiUGENTO. Parere negativo da parte della Provincia di Lecce sul progetto   presentato dalla società “Ugentocava grandi lavori”di Acquarica del Capo circa la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali in località “Casino Arto”, a pochi chilometri dalla discarica di Burgesi. Nei mesi  scorsi erano state le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Presicce e Taurisano ad inviare le proprie osservazioni circa la fattibilità di tale impianto, chiedendo attenzione agli enti deputati a controllare e verificarne l’attuabilità sul territorio. Il 28 maggio scorso, inoltre, i cittadini, preoccupati  per la delicata vicenda dei presunti 600 fusti  tossici interrati nella discarica Burgesi,  hanno marciato chiedendo la bonifica ed esprimendo il proprio dissenso attraverso la richiesta di un impegno dei Comuni interessati a non far nascere altri impianto sul territorio. A tale richiesta  i Sindaci hanno espresso la volontà di aderire attraverso una delibera congiunta. Dall’analisi del progetto riguardante  il  nuovo  impianto  di rifiuti speciali in località Casino Arto, anche Arpa  Puglia e  il dipartimento di prevenzione della ASL hanno  riscontrato diverse  criticità. In particolare è stato evidenziato che la zona  in questione è in prossimità a zona sottoposta ad un vincolo paesaggistico territoriale  e dista solo un chilometro dal parco naturale di Ugento e  cinquecento metri dalle prime abitazioni di Gemini. Un altro elemento negativo è l’estrema vicinanza con gli altri impianti siti in località Burgesi. Il Comune di Ugento, infine, ha chiesto  di estendere la convocazione della Conferenza dei servizi  alla sezione attività estrattive  della Regione, in quanto la località “Casino Arto” è situata in un’area di territorio caratterizzata dalla presenza di cave.

 

discarica-Burgesi-UgentoUGENTO. “Nessuno storno verso il Pertusillo dei fondi stanziati dal Governo per i monitoraggi su Burgesi”, lo scrive e lo sottoscrive l’ingegnere Barbara Valenzano, direttrice del Dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia, per diradare dubbi e sospetti emersi in questi giorni da associazioni, esponenti politici e Sindaci di Ugento, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano. Nessun passaggio di denaro, dunque, da un’opera tanto attesa (scandagliare il sottosuolo per verificare la presenza o meno di 600 fusti con scarti cancerogeni provenienti da Nord Italia, come denunciato dallo stesso trasportatore di Taurisano) e un’altra opera (le acque del Pertusillo, in Basilicata, che dissetano anche parte del Salento jonico salentino, con l’ausilio dei pozzi della stessa zona sotto osservazione). Se non altro per una semplice ragione. Scrive infatti l’ingegnere Valenzano: “È doveroso  puntualizzare che il fondo di un milione di euro stanziato dal Governo per i monitoraggi in Salento nell’area di Burgesi e territori circostanti non è ancora stato trasferito da Roma alla Regione Puglia; quei fondi sono ancora a Roma e proprio in questi giorni ne abbiamo nuovamente sollecitato l’erogazione a favore della Regione Puglia presso i competenti uffici ministeriali, dopo una prima nota dello scorso 31 maggio”. L’equivoco sarebbe dunque sorto perché nella deliberazione regionale fonte delle agitazioni (controlli sulle acque del Pertusillo), sarebbe richiamato “lo stesso centro di costo che è chiaramente quello relativo ai monitoraggi, che la Regione intende potenziare con programmi straordinari”. Per chiedere immediati chiarimenti alla Regione sul presunto cambio di obiettivi era sceso in campo il parlamentare di Acquarica, Rocco Palese, e il consigliere regionale di Patù, Ernesto Abaterusso. Della vicenda si parlerà comunque il 19 giugno nella riunione già convocata da tempo dall’assessore Domenico Santorosola.

Burgesi ugentoUGENTO. Nessuna nuova commissione speciale, ma più poteri a quella ordinaria già esistente. Anche a Ugento, dopo Acquarica e Presicce, si è svolto il Consiglio comunale sulle recenti vicende della discarica di località Burgesi. Martedì sera, nella scuola media di Gemini, su richiesta dei consiglieri di opposizione l’assise si è riunita alla presenza di numerosi cittadini. La richiesta del gruppo di opposizione, guidato da Mario Paiano, di istituire una commissione speciale di indagine non è stata approvata dalla maggioranza. La minoranza aveva chiesto di creare un organismo indipendente dotato di autonomia economica per svolgere analisi parallele a quelle ufficiali, per esercitare il diritto di vigilanza e per analizzare tutti gli atti che riguardano la gestione della discarica. Il sindaco Massimo Lecci, però, ha affermato che «una commissione del genere oggi avrebbe pochi poteri: non possiamo avvalerci di poteri surrogatori né sostituirci alla Procura». La maggioranza ha poi deliberato di demandare alla terza commissione consiliare permanente lo svolgimento di tutte le indagini necessarie su Burgesi e sulla presunta presenza dei fusti di Pcb.

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