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Burgesi

Ugento – Tante le novità per l’annosa questione della bonifica della discarica Burgesi di Ugento dopo la manifestazione di ieri mattina da parte delle associazioni del territorio presso sede della Regione Puglia a Bari. In primo luogo è stato infatti sbloccato il fondo di un milione di euro destinato a Burgesi: nei prossimi mesi, dunque, si dovrebbe procedere con i monitoraggi della dismessa discarica alla ricerca dei fusti tossici che secondo il pentito Gianluigi Rosafio sarebbero stati illegalmente tombati. Una lunga giornata quella di giovedì 28 giugno, iniziata alle ore 10 con il raduno presso la sede della Regione Puglia di una sessantina di manifestanti con striscioni, bandiere e slogan, giunti da Ugento, Gemini e Acquarica.

Dopo ore di attesa è giunta la notizia che il Presidente della Regione, Michele Emiliano, a causa di impegni non sarebbe potuto essere presente e che a presiedere l’incontro sarebbe stata l’assessore al turismo della Regione Puglia Loredana Capone e Barbara Valenzano, dirigente regionale del dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio). Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni del territorio, il sindaco di Ugento Massimo Lecci, il sindaco uscente e attuale consigliere di minoranza del comune di Salve, Vincenzo Passaseo, i consiglieri regionali del M5S, Antonio Trevisi e Cristian Casilli e il consigliere regionale di Fdl Saverio Congedo. L’assessore Capone ha rassicurato le associazioni sul lavoro svolto dalla Regione Puglia e che l’attenzione su Burgesi continuerà rimanere alta, illustrando il contenuto della delibera del 29 maggio con la quale la Regione ha dato mandato alla Sezione ciclo Rifiuti di avviare con Arpa Puglia, Cnr e forze dell’ordine le indagini specifiche per la ricerca dei fusti di tossici eventualmente presenti.

Il sindaco di Ugento ha dichiarato che ritirerà il ricorso contro la Regione Puglia avverso le delibere regionali che facevano riferimento alla destinazione di una parte dei fondi alle analisi del Pertusillo e del Locone, e non alla Burgesi come previsto invece dal Ministero dell’ambiente, che aveva bloccato i fondi fino a quando non si sarebbe risolto il contenzioso. “Per permettere lo sblocco del finanziamento di un milione di euro – ha dichiarato il sindaco Lecci – sono state ottenute nell’ultima delibera regionale le integrazioni richieste, cioè le indagini sulla presenza dei fusti tossici come previste dal Piano al fine di avere la garanzia che le tracce di pcb non contaminino la catena alimentare”. “La dott.ssa Valenzano – riferisce Oronzo Ricchiuto, coordinatore del comitato – ha accolto la nostra richiesta di poter seguire le fasi del monitoraggio e della bonifica attraverso la presenza dei nostri rappresentanti e anche di tecnici da noi individuati, fissando per settembre un incontro per verificare l’andamento della situazione”. Secondo il consigliere Antonio Trevisi sarebbe opportuno iniziare le indagini geofisiche e procedere con i carotaggi sul Lotto n.3 su maglie di 10×10. “Bisogna ora passare dalle parole ai fatti – dice Trevisi – ricordando come il milione di euro stava per essere dirottato per altre finalità e come solo a seguito della nostra segnalazione è stato possibile bloccarlo”.

Notizie incoraggianti sul fronte del nuovo piano del ciclo dei rifiuti, come riferisce la dott.ssa Valenzano: “il piano prevede che in Puglia non sorgeranno più nuove discariche ma solo impianti per il recupero dei materiali della differenziata”. Le associazione per ora restano in attesa dei futuri sviluppi e si dicono soddisfatte per dialogo diretto che si è aperto con la Regione, visto anche la presenza di un confronto aperto tra diversi soggetti istituzionali e diverse forze politiche, segno che il problema necessita un’attenzione condivisa.

Ugento – Il 28 giugno 2018 alle ore 10 i cittadini e le associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano e del Capo di Leuca (Pro loco Beach di Gemini, Pro loco di Acquarica e Consorzio Pro loco del Capo di Leuca, Ciatdm sezione di Acquarica del Capo, Pro loco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Associazione culturale Gemini, Associazione Pro loco Ugento e Marine, Comitato per Torre San Giovanni e la Lilt sezione di Ugento) manifesteranno presso la sede della Regione Puglia per chiedere la bonifica di Burgesi. La partenza del pullman è prevista per le ore 6.30 da Ugento in piazza Italia, da Gemini alle ore 6.45 nell’area fitness (vicino la scuola media) e da Acquarica alle ore 7 in piazza dell’Amicizia. Alle ore 10 il corteo manifesterà in via Capruzzi dirigendosi verso la sede della Regione Puglia. Una delegazione dei rappresentanti delle associazioni incontrerà il Presidente Michele Emiliano e tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, nonché i parlamentari pugliesi che vorranno partecipare alla discussione. Le associazioni affronteranno la questione del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, il problema della bonifica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio, oltre alla questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

“La nostra amarezza dipende dal fatto di aver scritto più volte al Presidente Michele Emiliano – affermano i rappresentati delle associazioni – di aver chiesto dei tavoli tecnici con la presenza dei rappresentanti delle associazione e di non aver ricevuto mai delle risposte, nonostante la manifestazione del 28 maggio 2017″. Le preoccupazioni dei cittadini riguardano le dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, il quale ha affermato di aver tombato nella discarica 600 fusti di policlorobifenili (PCB) . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, come loro stessi scrivono dimostrano che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti PCB, rinvenuto nel percolato ma fortunatamente non ancora nell’acqua: una bomba ecologica che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra inquinando la falda. “Ancor più che il milione di euro – sottolineano – chiediamo la bonifica della discarica che non può aspettare; al di là che ci sia o meno la risoluzione del contenzioso con il Comune di Ugento, la Regione avrebbe comunque il dovere di provvedere e trovare soluzioni anche diverse con gli enti interessati al problema, anche perché servirà molto più di un milione di euro per monitorare e bonificare la Burgesi” .

Le associazioni si aspettano che il 28 giugno possa esserci un incontro costruttivo e soprattutto risolutivo. “Il Salento da tempo si attesta ai primi posti per gli indici di mortalità per cancro – concludono le associazioni – per questo l’impegno deve convergere ora più che mai verso la tutela dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini per scongiurare catastrofi ambientali”.

Ugento – Il 28 giugno 2018, alle ore 10, le associazioni del territorio manifesteranno presso la sede della Regione Puglia contro i ritardi della bonifica della discarica Burgesi. In una lettera al presidente della Regione Puglia i cittadini chiedono lo sblocco del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, la bonifica della discarica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio e un incontro nel corso della giornata con il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per affrontare le tematiche in questione e la spinosa questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

La stessa lettera è stata inviata e posta all’attenzione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Burgesi con i suoi presunti 600 fusti tombati illegalmente all’inizio degli anni 2000, così come si evince dalle dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, rappresentano un argomento scottante che non riguarda solo Ugento ma tutto il territorio – sottolineano le associazioni – una vera e propria bomba ecologica, che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra, inquinando la falda” . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, dimostrano – come loro stessi riferiscono – che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti Pcb policlorobifenili rinvenuti nel percolato, ma fortunatamente non ancora nell’acqua. ”Noi chiediamo la risoluzione di un problema gravissimo che porterebbe a conseguenze gravissime se quel pcb dovesse andare in falda – scrivono le associazioni al presidente Emiliano – lo chiediamo a tutti. A Lei Presidente della Regione Puglia, a tutti i consiglieri regionali, ai parlamentari di maggioranza e di opposizione”.

Il 28 maggio 2017, i cittadini, le associazioni e i sindaci marciarono verso Burgesi chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo. A luglio 2017 e a maggio 2018 le stesse associazioni hanno scritto più volte alla Regione Puglia chiedendo interventi e provvedimenti in tempi brevi, tra cui la risoluzione del problema dello stanziamento del fondo di un milione di euro destinato al monitoraggio della discarica, ma non è mai giunta alcuna risposta. ”Molti di noi hanno vissuto in famiglia e in prima persona le terribili vicende del cancro – scrivono ancora nella lettera le associazioni – e ci aspettiamo da lei un gesto di cuore come persona nell’accogliere il nostro invito all’incontro del 28 giugno. Ci appelliamo non solo al Suo ruolo politico e istituzionale e a quello di tutti i consiglieri regionali. Nonostante il Suo lungo e precedente silenzio noi vogliamo confidare in primis nella Sua umanità – concludono – umanità e dialogo sono appuntamenti al quale chi rappresenta noi cittadini non può e non dovrebbe mai mancare”.

Ugento – Le associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano con una lettera aperta tornano a scrivere al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano contro i ritardi della bonifica della discarica Burgesi. Interventi e provvedimenti necessari in tempi brevi, risoluzione del problema dello stanziamento del fondo di un milione di euro entro e non oltre il 31 maggio 2018 e convocazione urgente di un tavolo tecnico: questi i punti fermi della mobilitazione.

Quasi un anno fa, il 28 maggio 2017, cittadini e sindaci avevano marciato verso Burgesi chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo, ma ad oggi la situazione appare immutata. «Non possiamo accettare ritardi in una vicenda che richiede da tempo un intervento urgente, chiesto anche dalla Magistratura – scrivono nella lettera al presidente Michele Emiliano – come è noto, attendiamo di sapere se nella discarica sono presenti i 600 fusti di PCB, dei quali ha parlato il pentito Gianluigi Rosafio». A luglio dello scorso anno, infatti, con un’altra nota indirizzata alla Regione Puglia, alla Procura, alla Prefettura al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, Consiglio Nazionale delle Ricerche, alla Asl di Lecce e al Comune di Ugento, le stesse associazioni avevano richiesto un tavolo di “crisi ambientale” per avere chiarezza sulla situazione, senza ricevere alcuna risposta.

Nella nota odierna, indirizzata al Presidente della Regione Puglia, alcuni degli interrogativi sollevati riguardano l’annosa vicenda del milione di euro stanziata dal Ministero dell’Ambiente, in particolare l’assenza di riferimenti da parte della Regione in relazione alle attività di verifica della presenza dei fusti contenenti sostanze cancerogene nella discarica e nei pozzi esterni all’impianto, presente, invece, nel Piano di investigazione definito a luglio 2017. Il Comune di Ugento, infatti, aveva chiesto la rettifica delle due delibere regionali nella parte in cui si parlava del Pertusillo e del Locone, visto che le somme avevano una destinazione specifica per la Burgesi, mentre nella delibera regionale del 20 marzo 2018 – evidenziano le associazioni – si parla semplicemente di presa d’atto di un verbale, che non modificherebbe di fatto le delibere precedenti. Una vicenda che si protrae ormai da troppo tempo senza arrivare a una soluzione. «Se non giungeranno risposte concrete entro il 31 maggio 2018 – concludono le associazioni – saremo costrette a intraprendere iniziative di protesta che ci porteranno fino a Bari, non escludendo un presidio e blocco del conferimento dei rifiuti nell’impianto in località Burgesi durante tutto il periodo estivo».

Ugento – ≪Presto faremo sentire la nostra voce attraverso nuove iniziative», dichiara il coordinamento delle associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica, Presicce e Taurisano, esigendo chiarezza da parte della Regione Puglia sulla destinazione della somma di un milione di euro stanziata dal Ministero e chiedendo la bonifica urgente dell’ex discarica di Burgesi per la risoluzione del problema. Lo scorso 26 gennaio il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, infatti, aveva trasmesso il Decreto Direttoriale del 21 novembre 2017 di autorizzazione all’impegno della somma di un milione di euro in favore della Regione per l’analisi delle matrici ambientali in località Burgesi. Il trasferimento delle risorse, tuttavia, sarà valutato dalla Regione soltanto dopo la definizione del contenzioso avviato dal Comune di Ugento nei confronti della Regione Puglia. Un contenzioso scaturito da alcune decisioni della Regione, che aveva programmato di utilizzare parte dei fondi per altre emergenze con conseguente presentazione di un ricorso al Presidente della Repubblica da parte del Comune di Ugento. Le associazioni del territorio dichiarano di sentirsi deluse visto che la situazione è rimasta invariata dal 28 maggio, data in cui marciarono su Burgesi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’allarme ambientale chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo. Tutto questo nonostante l’estate scorsa avessero scritto al presidente della Regione Puglia sollecitando a intervenire.

Nell’ultimo incontro tenutosi ad Acquarica del Capo il 29 dicembre scorso, i Comuni interessati e i rappresentanti delle associazioni avevano incontrato l’assessore regionale all’ambiente, Filippo Caracciolo (successivamente dimessosi) che si era impegnato a risolvere la situazione. Da allora nulla: ≪Non possiamo accettare ritardi in una situazione che richiede da tempo un intervento urgente», ha dichiarato il portavoce del Coordinamento delle associazioni, Oronzo Ricchiuto. Nell’area procede, intanto, il monitoraggio statico sui pozzi intorno alla discarica, a cura di Arpa: l’acqua depositata è stata prelevata per essere esaminata e verificare il rispetto dei valori limite degli inquinanti nelle acque sotterranee. I valori ottenuti saranno confrontati con quelli derivati dal monitoraggio dinamico, ottenuto con delle pompe.

Ugento – A giorni dovrebbero partire i campionamenti della falda presso la ex discarica Burgesi, previsti dal “Progetto Minore” finanziato dalla Regione Puglia e della stessa Asl. Lo afferma il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, Giovanni De Filippis: “Avremmo dovuto iniziare il 5 febbraio scorso, tuttavia il protocollo necessita della sottoscrizione del dirigente mmbientale Arpa Puglia, dott. Nicola Ungaro, momentaneamente assente; la situazione pertanto dovrebbe risolversi proprio fra pochi giorni”.

Il Dipartimento di prevenzione della Asl inoltre, si sta impegnando ad individuare le connessioni tra ambiente e tumori, tema su cui giorni fa l’associazione “Salute pubblica” di Lecce ha sottolineato l’eccessiva mortalità attorno all’area di Burgesi rilevando dai dati Istat che dal 2011 al 2016 ad Ugento sono morti 373 uomini e 360 donne, a fronte di un dato atteso rispettivamente di 336 e di 318; ad Acquarica del Capo sono deceduti 150 uomini a fronte di un’attesa di 127; mentre a Taurisano sono deceduti 318 uomini e 301 donne a fronte di un dato atteso rispettivamente di 248 e di 260. Secondo l’associazione sarà importante conoscere le patologie che hanno causato questo eccesso di morti al fine di svolgere controlli mirati e individuare i fattori di rischio, tenendo conto del fatto che si è in attesa di sapere se nel sottosuolo siano stati tombati fusti contenenti Pcb.

La stessa preoccupazione è stata espressa dalle associazioni di Ugento, Acquarica, Presicce e Taurisano che da tempo si battono per la bonifica della discarica. I Sindaci di Ugento, Acquarica e Presicce, tra l’altro, nei mesi scorsi avevano presentato un piano di monitoraggio con una proposta di campionamento della discarica Burgesi per complessivi 447mila euro, elaborato con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), condiviso con Arpa Puglia e approvato dalla Regione. Per la realizzazione del piano erano stato stanziato un milione di euro dal Ministero dell’ambiente ma parte dei fondi era stata dirottata in Basilicata per il controllo dell’inquinamento dell’invaso del  Pertusillo. Il Sindaco di Ugento insieme ai colleghi, è intervenuto chiedendo la correzione della delibera in favore del caso Burgesi. Il travagliato iter, che avrebbe dovuto risolversi entro la fine di febbraio; adesso, a causa delle recenti dimissioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Filippo Caracciolo, queste tematiche sono state passate all’assessore Raffaele Piemontese con un prevedibile ulteriore slittamenti che si spera siano davvero brevi.

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UGENTO. Falda idrica da monitorare e un Piano straordinario di monitoraggio per Burgesi. Questi gli ultimi interventi adottati dalla Regione Puglia per la ricerca di eventuali contaminazioni delle risorse idriche. Per Burgesi la Regione ha varato un corposo intervento da un milione di euro (da finanziare da parte del Ministero dell’Ambiente) per la verifica dell’integrità della barriera di confinamento della discarica nel territorio ugentino e per la verifica dell’eventuale presenza di fusti tombati. Su questo fronte la Asl lavorerà con l’Arpa Puglia e l’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. L’intervento va ad affiancarsi al progetto “Minore” con il quale la stessa Regione ha dato il via libera al monitoraggio della falda idrica nell’intero Salento leccese. In questo caso sarà possibile raccogliere, analizzare e studiare un campione significativo degli oltre 13mila pozzi autorizzati (ma altrettanti si stimano gli abusivi) che pescano in falda. Al progetto “Monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale” hanno aderito tutti i sindaci salentini.

Tra gli obiettivi del progetto è previsto l’incremento del numero dei fitofarmaci analizzati nelle acque, includendo anche il glifosate (erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura) mentre in un numero significativo di pozzi situati in allevamenti o aziende agricole si controllerà la qualità delle acque destinate ad irrigazione o abbeveraggio attraverso l’analisi di parametri chimici ulteriori rispetto a quelli attualmente monitorati. Fondamentale anche la campagna di formazione “L’acqua è vita in salute” che coinvolgerà le scuole sull’uso corretto delle risorse idriche. Dai risultati delle analisi si potranno eventualmente valutare le modifiche normative finalizzate ad aumentare i controlli necessari per il rinnovo delle autorizzazioni dei pozzi privati: non è esclusa neppure una moratoria sull’autorizzazione di nuovi pozzi al fine rallentare il processo di inarrestabile salinizzazione della falda salentina.

UGENTO. Il 22 luglio scorso le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano (ProLoco Beach di Gemini, ProLoco di Acquarica, C.I.A.T.D.M. sezione di Acquarica del Capo, ProLoco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Comitato Burgesi 2017, Associazione culturale Gemini, Associazione ProLoco Ugento e Marine e Comitato per Torre San Giovanni, hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia chiedendo attenzione per la vicenda della discarica Burgesi. Nello specifico è stato chiesto di poter partecipare ai prossimi tavoli tecnici sulla questione Burgesi. Le scorse settimane, infatti, con una nota indirizzata alla Regione e ad altri enti preposti, era stata chiesta la convocazione di un tavolo di “crisi ambientale”, per il quale non sono pervenute risposte.

«Quello che ci fa più paura è il modo eccessivamente pacato con cui le istituzioni stanno affrontando il problema, sapendo che qualcuno asserisce che nella discarica potrebbero esserci 600 bidoni di materiale altamente tossico- scrivono – ma a distanza di anni si continua ancora con le altalene dei monitoraggi, tra dichiarazioni e smentite sui risultati delle analisi: un giorno preoccupanti e l’altro rassicuranti». In questi giorni, sottolineano le associazioni, sono stati avvertiti i fastidiosi miasmi della discarica, un fatto già riscontrato anche dalle analisi dell’aria richieste dal Comune di Acquarica del Capo tra il 16.06.2015 e il 14.01.2016, in cui Arpa Puglia ha evidenziato, per quanto riguarda l’acido solfidrico (Relazione tecnica n.3/2015) 189 valori orari e 5 valori medi giornalieri superiori al valore di soglia olfattiva di 7 ug/m3.

Nel messaggio si chiede attenzione non solo per la Burgesi ma per qualsiasi situazione che comprometta il patrimonio naturale, anche con riferimento alla zona di S. Foca, dove si stanno vivendo tensioni profonde relative alla vicenda No Tap. «Sappiamo bene le difficoltà esistenti nel dover bonificare la Burgesi o altri siti inquinati, ma non possiamo risolvere i problemi fino a quando cittadini e politica operano in modo separato». Le rivelazioni di pentiti come Carmine Schiavone e Gianluigi Rosafio, hanno messo in rilievo come i il business dei rifiuti è avvenuto anche attraverso coperture politiche per questo motivo i cittadini chiedono trasparenza e confronto con le istituzioni. «Se entro dieci giorni non avremo una risposta o non avremo in seguito atti concreti per la risoluzione del problema- concludono le associazioni – saremo costretti ad attuare, nel rispetto delle leggi, iniziative più incisive di protesta».

La marcia per BurgesiUGENTO. Parere negativo da parte della Provincia di Lecce sul progetto   presentato dalla società “Ugentocava grandi lavori”di Acquarica del Capo circa la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali in località “Casino Arto”, a pochi chilometri dalla discarica di Burgesi. Nei mesi  scorsi erano state le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Presicce e Taurisano ad inviare le proprie osservazioni circa la fattibilità di tale impianto, chiedendo attenzione agli enti deputati a controllare e verificarne l’attuabilità sul territorio. Il 28 maggio scorso, inoltre, i cittadini, preoccupati  per la delicata vicenda dei presunti 600 fusti  tossici interrati nella discarica Burgesi,  hanno marciato chiedendo la bonifica ed esprimendo il proprio dissenso attraverso la richiesta di un impegno dei Comuni interessati a non far nascere altri impianto sul territorio. A tale richiesta  i Sindaci hanno espresso la volontà di aderire attraverso una delibera congiunta. Dall’analisi del progetto riguardante  il  nuovo  impianto  di rifiuti speciali in località Casino Arto, anche Arpa  Puglia e  il dipartimento di prevenzione della ASL hanno  riscontrato diverse  criticità. In particolare è stato evidenziato che la zona  in questione è in prossimità a zona sottoposta ad un vincolo paesaggistico territoriale  e dista solo un chilometro dal parco naturale di Ugento e  cinquecento metri dalle prime abitazioni di Gemini. Un altro elemento negativo è l’estrema vicinanza con gli altri impianti siti in località Burgesi. Il Comune di Ugento, infine, ha chiesto  di estendere la convocazione della Conferenza dei servizi  alla sezione attività estrattive  della Regione, in quanto la località “Casino Arto” è situata in un’area di territorio caratterizzata dalla presenza di cave.

 

discarica-Burgesi-UgentoUGENTO. “Nessuno storno verso il Pertusillo dei fondi stanziati dal Governo per i monitoraggi su Burgesi”, lo scrive e lo sottoscrive l’ingegnere Barbara Valenzano, direttrice del Dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia, per diradare dubbi e sospetti emersi in questi giorni da associazioni, esponenti politici e Sindaci di Ugento, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano. Nessun passaggio di denaro, dunque, da un’opera tanto attesa (scandagliare il sottosuolo per verificare la presenza o meno di 600 fusti con scarti cancerogeni provenienti da Nord Italia, come denunciato dallo stesso trasportatore di Taurisano) e un’altra opera (le acque del Pertusillo, in Basilicata, che dissetano anche parte del Salento jonico salentino, con l’ausilio dei pozzi della stessa zona sotto osservazione). Se non altro per una semplice ragione. Scrive infatti l’ingegnere Valenzano: “È doveroso  puntualizzare che il fondo di un milione di euro stanziato dal Governo per i monitoraggi in Salento nell’area di Burgesi e territori circostanti non è ancora stato trasferito da Roma alla Regione Puglia; quei fondi sono ancora a Roma e proprio in questi giorni ne abbiamo nuovamente sollecitato l’erogazione a favore della Regione Puglia presso i competenti uffici ministeriali, dopo una prima nota dello scorso 31 maggio”. L’equivoco sarebbe dunque sorto perché nella deliberazione regionale fonte delle agitazioni (controlli sulle acque del Pertusillo), sarebbe richiamato “lo stesso centro di costo che è chiaramente quello relativo ai monitoraggi, che la Regione intende potenziare con programmi straordinari”. Per chiedere immediati chiarimenti alla Regione sul presunto cambio di obiettivi era sceso in campo il parlamentare di Acquarica, Rocco Palese, e il consigliere regionale di Patù, Ernesto Abaterusso. Della vicenda si parlerà comunque il 19 giugno nella riunione già convocata da tempo dall’assessore Domenico Santorosola.

Burgesi ugentoUGENTO. Nessuna nuova commissione speciale, ma più poteri a quella ordinaria già esistente. Anche a Ugento, dopo Acquarica e Presicce, si è svolto il Consiglio comunale sulle recenti vicende della discarica di località Burgesi. Martedì sera, nella scuola media di Gemini, su richiesta dei consiglieri di opposizione l’assise si è riunita alla presenza di numerosi cittadini. La richiesta del gruppo di opposizione, guidato da Mario Paiano, di istituire una commissione speciale di indagine non è stata approvata dalla maggioranza. La minoranza aveva chiesto di creare un organismo indipendente dotato di autonomia economica per svolgere analisi parallele a quelle ufficiali, per esercitare il diritto di vigilanza e per analizzare tutti gli atti che riguardano la gestione della discarica. Il sindaco Massimo Lecci, però, ha affermato che «una commissione del genere oggi avrebbe pochi poteri: non possiamo avvalerci di poteri surrogatori né sostituirci alla Procura». La maggioranza ha poi deliberato di demandare alla terza commissione consiliare permanente lo svolgimento di tutte le indagini necessarie su Burgesi e sulla presunta presenza dei fusti di Pcb.

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