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Nardò – “Disconnettiti dai bulli” è il chiaro invito che la commissione Pari opportunità del Comune di Nardò rivolge agli studenti della città. Ai ragazzi delle superiori è riservato il concorso che invita a riflettere sui temi del bullismo e del cyberbullismo. Il bando lanciato dalla commissione comunale (presidente Federica Ruggeri, vice Mariangela Filieri, tutte donne le altri componenti) invita gli alunni neretini a produrre – singolarmente o per gruppi – degli elaborati (di testo, artistici, fotografici, multimediali) che denuncino i fenomeni del bullismo e dell’ormai diffuso “cyberbullismo”, cioè quegli atti di violenza e sopraffazione fisica e psicologica che avvengono – nelle scuole  e sempre più sul web – ai danni di coetanei svantaggiati, spesso con situazioni sociali o di disabilità difficili, e di frequente con preoccupante sfondo razzista, sessista o intollerante verso le diversità. Gli elaborati dovranno pervenire alla commissione (sul sito ufficiale del Comune le istruzioni sulle modalità di recapito) entro il 2 marzo 2018: nelle settimane seguenti saranno premiati – presso la sede scolastica  dei vincitori – tre dei lavori presentati che saranno poi utilizzati dal Comune e dalla Commissione per le eventuali iniziative di sensibilizzazione sul tema nei confronti della cittadinanza.

Casarano – Una cerimonia per premiare i protagonisti di due progetti dalla profonda valenza sociale. Si è svolto domenica scorsa l’incontro organizzato nell’Aula magna dell’ospedale “Ferrari” dal Tribunale per i diritti del malato di Casarano allo scopo di premiare i vincitori del progetto sulla prevenzione del bullismo, attivato nel polo 2 e nel polo 3, e i protagonisti del progetto “Chi ha meno può dare di più”, che coinvolge, dal 2008, undici ragazzi con sindrome Down impiegati come volontari nei servizi sociosanitari della Asl sotto la supervisione dei rispettivi tutor. Nell’ambito del progetto sul bullismo, sono stati nominati ambasciatori di Cittadianzattiva gli alunni Samuele Padovano, Alessia Pisanò, Gloria D’Aquino, Chiara Metafuni del Polo 2 e Angelica De Salvatore, Francesca Falconieri, Federico Giosuè Marigliano, Alessio Ferrari, Chiara Letizia, Matteo Memmi del Polo 3. «Questi alunni – spiega la dirigente provinciale del Tdm, Anna Maria De Filippi – hanno cambiato in meglio i loro comportamenti e si sono impegnati ad essere cittadini attivi, motivando il loro impegno». La seconda parte della manifestazione è stata dedicata al progetto “Chi ha meno può dare di più”. «Nel 2008 – dice la De Filippi – quando li ho incontrati per la prima volta, questi ragazzi erano giovanissimi, timidi, impacciati, sempre seduti vicino ai loro genitori. Oggi continuiamo a chiamarli ragazzi, ma sono ragazzi adulti, più sicuri di sé, indipendenti, socievoli, impegnati anche in altre attività sociali, insomma uomini e donne che hanno saputo riscoprire il sentimento dell’amore con una storia tenerissima e bellissima». Si tratta di Daniele Buccarella, Mirko Cataldi, Antonella Cavalieri, Davide De Giovanni, Chiara De Matteis, Maria Francesca De Pasquale, Elisabetta Fresca, Gian Vito Marra, Raffaele Marra, Luigi Palma e Pasquale Sicuro, impiegati nei servizi di Gallipoli, Maglie, Martano, Tricase e Poggiardo. Denso di commozione, infine, l’addio al volontariato attivo da parte di Anna Maria De Filippi, già presidente regionale di Cittadinanzattiva e protagonista di battaglie civiche e sociali di risonanza nazionale.

Nardò – “Se i genitori scoprono che il figlio è vittima di bullismo, devono immediatamente denunciare il fenomeno a insegnanti e dirigenti scolastici”: l’appello è della dottoressa Diana Papaleo, criminologa clinica e psicopatologa forense, di Nardò, impegnata in una serie di incontri presso gli istituti scolastici della provincia per discutere con i ragazzi di bullismo.

Anche stalking e femminicidio in un ciclo al “Vanoni”: si comincia il 20. Il primo si terrà mercoledì 20 dicembre 2017 presso l’Itc “E. Vanoni” di Nardò, davanti ad una platea di circa 400 ragazzi parlerà del problema della violenza, spaziando dal bullismo, al cyberbullismi, stalking, e femminicidio; gli altri verranno calendarizzati al rientro delle vacanze natalizie. Incontri necessari, anche in virtù di quanto è successo qualche settimana fa in città, quando un gruppo di adolescenti ha bullizzato un coetaneo.

Nell’ambiente familiare spesso i modelli diseducativi. “Spesso si cerca un capro espiatorio, tipico di una difficoltà a sapersi mettere in discussione, e ciò impedisce la ricerca di un’analisi profonda e sincera sulle cause – afferma la dottoressa Papaleo – alla base ci sono delle distorte capacità di relazione tra i ragazzi e molte volte le cause sono da ricercarsi nell’ambiente familiare e nel modello educativo che i genitori trasmettono ai figli”. La famiglia è il primo luogo dove cercare una spiegazione. “I bulli sono ragazzi educati a dominare o prevaricare gli altri e non perché i genitori siano a loro volta prevaricatori, ma perché, magari, nella relazione di coppia, mettono in atto comportamenti aggressivi nei confronti dell’altro coniuge. Possono diventare bulli anche i ragazzini a cui i genitori dicono sempre “sì” per compensare il senso di colpa. Le vittime dei bulli, invece, sono ragazzini timidi e introversi, magari troppo bene educati, che vengono “vissuti”, dal branco dei bulli, come dei deboli o dei perdenti”.

Piccoli segnali e dettagli trascurabili i campanelli d’allarme. I genitori devono assolutamente notare qualsiasi dettaglio dei propri figli, solo così possono scovare se è vittima di bullismo: tutto quello che per paura non viene detto spesso viene tradito dai gesti. “La vittima torna spesso a casa con libri e vestiti sgualciti o addirittura con dei lividi sul viso, sulle mani e sul resto del corpo; può anche chiedere continuamente del denaro ai genitori, necessario per darlo magari a chi lo minaccia – continua l’esperta – inoltre, la difficoltà a rivelare le vessazioni subite inducono la vittima a manifestare anche irritabilità, comportamenti aggressivi o stati d’ansia e depressione”.

Come intuire che dietro a certi atti c’è violento. Anche il bullo può essere facilmente smascherato. “Anche in questo caso i campanelli d’allarme sono l’aggressività e l’incapacità di instaurare una relazione paritaria con gli altri; di solito manifesta anche scarso rispetto delle regole e tende a disobbedire sempre ai genitori o ad altre figure adulte di riferimento. Il bullo può anche tornare a casa con oggetti o piccole somme di danaro di cui i genitori non conoscono la provenienza”. Devastanti le conseguenze sia per i bulli che per le vittime: i primi possono sviluppare dei disturbi della condotta; i secondi, invece, gravi disturbi psicologici come scarsa autostima, ansia e depressione.

GALLIPOLI – Un incontro di formazione per parlare di bullismo e di “cyberbullismo” è quanto propongono, a Gallipoli, l’oratorio Anspi San Gabriele dell’Addolorata e l’associazione San Gabriele dell’Addolorata. Allo scopo di analizzare un fenomeno preoccupante in forte crescita, giovedì 14 dicembre, alle 19, nel salone polifunzionale della parrocchia (sulla via per Alezio) sarà presente il professor Ivano Zoppi, dell’Università Cattolica di Milano,  coordinatore operativo del Centro nazionale per il supporto alle vittime di bullismo e cyberbullismo istituito dal Ministero presso la Casa pediatrica “Asst Fatebenefratelli – Sacco” di Milano. “L’Orco-web, hater e cyberbullismo” è il titolo dell’incontro, patrocinato dalla Provincia, “con il quale si intende sensibilizzare e formare educatori, docenti, genitori e catechisti ad un uso corretto del web oltre che ad informare sui fenomeni di hater e cyber bullismo, sempre più pericolosi e lesivi della dignità e della reputazione altrui”, affermano i promotori (informazioni e ulteriori dettagli ai numeri 0833/273840 o 393/8588827).

«Il web spesso nasconde forme subdole che mettono in serio pericolo i nostri ragazzi e quindi è necessario e urgente chiamare in causa il mondo degli adulti per mettere a punto nuovi e più efficaci mezzi di contrasto. La Rete – afferma il parroco don Piero Nestola, che è pure vicario episcopale per il sociale – è uno strumento importantissimo di conoscenza ma dobbiamo fornire ai più giovani gli strumenti necessari per utilizzarla con consapevolezza. Dobbiamo far capire con chiarezza agli adolescenti, la netta differenza che passa fra scherzo, insulto, violenza verbale e umiliazione dei compagni. Dobbiamo ribadire che il rispetto dell’altra e dell’altro, chiunque esso sia, è imprescindibile, che la società e la sua rete educativa, accoglie, non emargina, né lascia soli. Il nostro impegno non si esaurisce con questo incontro, ma sarà sempre più strutturato».

Nardò – «Una storia familiare “molto delicata”, nota e monitorata da tempo». È dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Nardò, Maria Grazia Sodero, il commento all’arresto di questa mattina dei due giovanissimi neretini (di 15 e 17 anni) per le violenze nei confronti di un coetaneo. «È una storia molto triste ed è un altro disarmante segnale del disagio relazionale che affligge un numero non irrilevante di adolescenti», afferma l’assessore ricordando come “la situazione familiare degli autori di questa azione terribile è molto delicata, la conosciamo e la monitoriamo da tempo. Si tratta di due ragazzini su cui i Servizi sociali del Comune e quelli dell’Ambito lavorano da anni e che sono stati e sono destinatari di una serie di azioni di sostegno e recupero. Per uno di loro, proprio nei giorni scorsi, è stato deciso l’inserimento in una comunità protetta. Purtroppo, non sempre tutto questo basta».

Intanto dalla conferenza stampa di questa mattina presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Lecce, emergono altri sconcertanti dettagli su quanto accaduto lo scorso 21 novembre. I due bulli, oggi fermati e condotti presso la Comunità pubblica per i minori di Lecce, hanno condotto la vittima in un bagno pubblico della città, dapprima con le buone e poi con calci, pugni e spintoni, costringendola a compiere atti di autoerotismo. Non bastasse tutto ciò, uno dei due ha pure ripreso quando accadeva con il cellulare per poi condividerlo sui gruppi whatsapp degli amici. Sempre con la violenza si sono poi impossessati del giubbotto e delle scarpe da ginnastica della vittima minacciandolo di non restituirgli gli indumenti se questi non avesse pagato la somma di dieci euro. Dalle indagini condotte dai carabinieri sono emersi tutti i riscontri alla storia raccontata dalla parte offesa e dai suoi genitori. Grazie all’ausilio delle immagini di videosorveglianza della zona, è stato poi possibile verificare l’entrata e l’uscita dei tre giovani dai bagni in questione, così come vedere che uno dei due indagati avesse addosso il giubbotto indossato poco prima dalla vittima, poi ritrovato nell’abitazione dell’indagato. I due dovranno rispondere di rapina, sequestro di persona, violenza sessuale, pornografia minorile ed estorsione.

Nardò – Due minori di Nardò sono stati arrestati dai carabinieri nelle ultime ore. Su di loro le accuse pesantissime di rapina, sequestro di persona, violenza sessuale, pornografia minorile ed estorsione. Tali reati sarebbero stati commessi lo scorso 21 novembre ai danni di un altro minore, appena 15enne. I due (di età compresa tra i 16 e 17 anni) sono stati arrestati su ordine del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Lecce. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Stazione di Nardò e della Compagnia di Gallipoli. Sconcertanti i contorni degli episodi incriminati: i due bulli avrebbero portato con la forza la vittima in un bagno pubblico della città costringendola a toccarsi i genitali davanti a loro e filmando la scena con un cellulare. Il video ha, purtroppo, “fatto il suo giro” sui social e la denuncia è scattata non appena la madre della vittima ne è venuta a conoscenza. L’accusa di estorsione è collegata al fatto che per restituire gli abiti rubati alla vittime, gli aguzzini avrebbero pure richiesto una piccola somma di denaro.

CASARANO – Minore, regole e bullismo sono le delicate tematiche trattate dal seminario di studi in programma nell’auditorium comunale di Casarano martedì 28 novembre, dalle ore 17 alle 20. “Il minore e le regole – importanza del ruolo genitoriale” è il tema dell’incontro promosso dall’Istituto comprensivo Polo 3 con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Lecce e del Comune.  Del sindaco Gianni Stefàno e della dirigente scolastica Rita Augusta primiceri gli indirizzi di saluto mentre l’introduzione è affidata a Roberta Altavilla, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lecce, che tratterà il tema “L’ordinamento giuridico e il minore”. “Dalla negazione delle regole al bullismo. Quale prevenzione?” è il tema curato da Maria Cristina Rizzo, procuratore capo della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Lecce, cui seguirà l’intervento della psicologa e psicoteraupeta Veronica Vantaggiato su “Facciamo rete! La prevenzione del bullismo e cyber bullismo”.

NEVIANO – La testata giornalistica nevianese “Giovanissimi del Salento” propone un concorso sul tema del contrasto al fenomeno del bullismo. “Sportivamente. A scuola di amicizia e solidarietà” è il titolo della prima edizione dell’iniziativa rivolta alle classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Neviano e Seclì, diretto da Ornella Castellano. Il tema dell’edizione è la lotta al bullismo e al cyber-bullismo attraverso lo sport. Ogni alunno può partecipare al concorso anche in forma collettiva proponendo un video o un progetto grafico, rigorosamente originale. I lavori dovranno pervenire all’indirizzo emailmichelegiannotta@tiscali.it, con allegata la domanda di partecipazione, entro il 31 gennaio 2018. I migliori elaborati  delle due categorie verranno pubblicati sul sito giornalistico www.giovanissimidelsalento.com e sul canale YouTube “Giovanissimi del Salento Channel”.

ARADEO. È ormai fuor di dubbio che sia un obiettivo primario della scuole la sensibilizzazione degli studenti contro ogni forma di bullismo, da quello espresso in forma diretta sulle persone, alla forma più insidiosa del cyber-bullismo, dove è sufficiente un click per rovinare la vita di una persona. Va quindi dato atto al dirigente dell’Istituto comprensivo di Aradeo, Carmela Cezza, di aver promosso una serie di incontri per sensibilizzare gli studenti su questi temi. Gli ultimi in ordine di tempo si sono svolti il 7 ed il 9 marzo ed hanno coinvolto gli alunni delle seconde classi della Media. Alla riuscita del progetto ha contribuito la preziosa collaborazione dei carabinieri, intervenuti con il comandante della compagnia di Gallipoli, tenente Francesco Battaglia e con il comandante della stazione di Aradeo, maresciallo Vito De Giorgi. Con loro, a dialogare con gli alunni, c’era anche un giovane rappresentante del movimento “MaBasta”, fondato presso l’istituto superiore Galilei di Lecce.

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cyberbullismo alezioALEZIO. Comprendere l’importanza del proprio mondo interiore “in divenire”, imparare ad avere piena consapevolezza dei propri punti di forza, nella costruzione di sè e del rapporto con gli altri. Lo sviluppo fisico nella fase di crescita che caratterizza la preadolescenza è solo la punta di un iceberg che cela risonanze psicologiche più profonde: il bisogno di trovare “la propria strada” in autonomia e di orientare la propria vita affettiva all’esterno del nucleo familiare. È partito il percorso di educazione socio-affettiva “Emozioni in gioco” promosso da Interferenze e pensato per i ragazzi della Scuola secondaria di primo grado del Comprensivo di Alezio.

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bullismoIN EVIDENZA. Il video fatto vedere, le necessarie conferme, ai genitori del 15enne aggredito in centro storico a Nardò (la terza di una serie di violenze ad opera di quattro giovani, tre dei quali minorenni) dice tanto sulla gratuità di certi atteggiamenti, che mirano unicamente a fare del male ed a godere dell’altrui sofferenza. Nel caso richiamato il ragazzo rischia di perdere l’udito. Mentre restano stabili i reati contro il patrimonio (furti, rapine, danneggiamenti, ricettazioni, estorsioni) compiuti da persone con  meno di 18 anni, salgono proprio i casi del genere prima richiamato e descritto. Lo conferma la Procura dei minori, procuratore capo Maria Cristina Rizzo, con la relazione presentata all’apertura dell’anno giudiziario, momento di consuntivo pubblico per tutti i magistrati. Che accende una spia preoccupante: il primo reato si compie con età sempre più basse.

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MATINO. “Bullismo e Ciberbullismo. Il ruolo dei docenti e dei genitori” è il tema del convegno organizzato il 4 febbraio, alle ore 17.30, presso Palazzo Marchesale. Il confronto sull’importante tema è organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune, dal Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori e dalla Camera minorile di Lecce. «Un argomento estremamente attuale che verrà affrontato attraverso punti di vista diversi» dichiara l’assessore al Politiche sociali, Vittorio Inguscio. Importante il ruolo del “Ciatdm”, da sempre in prima linea per ciò che riguarda le tematiche relative alla tutela dei minori per fare rete a fianco delle Istituzioni. «Parlare di questi temi per informare, aiutare e prevenire è fondamentale – afferma la presidente Aurelia Passaseo – così come è importante dare gli strumenti giusti sia agli operatori del settore scolastico sia ai genitori per contrastare e affrontare in modo adeguato tali problematiche». Tra gli interventi in scaletta anche quello di Giorgio Caputo, psicopedagogista clinico e cultore di criminologia presso l’Università del Salento che spiega: «Nelle scuole il bullismo è sempre esistito, oggi però si tratta di qualcos’altro. Se ieri certe situazioni erano tollerate e affrontate con severità dall’istituzione scolastica e il modello educativo funzionava perché il mondo adulto era compatto nelle reazioni adottate, oggi non è più così.

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bullismoCASARANO. Posizione archiviata a carico dei tre professori di una scuola superiore di Casarano nell’ambito dell’inchiesta sull’episodio di bullismo nei confronti di un disabile. I fatti risalgono al 2015 quando all’interno di una classe prima, durante la ricreazione, quattro studenti avrebbero preso di mira un compagno disabile finito imbavagliato con un nastro ed immobilizzato ad una sedia sino a ruzzolare per terra, tra la stupida ilarità degli astanti. Il giudice per le indagini preliminari, Giovanni Gallo, ha condiviso la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore, Maria Rosaria Micucci, la quale, al termine delle indagini, ha ritenuto insussistente la prova concreta che i docenti fossero in classe al momento dell’episodio di bullismo, verificatosi durante la ricreazione e, dunque, giusto al cambio dell’ora. Fu la madre del ragazzo finito vittima del “branco” a denunciare l’accaduto alla polizia di Taurisano in seguito al racconto del figlio e dopo aver visionato il video, lungo circa cinque minuti, realizzato dagli stessi autori del gesto e poi diffuso anche sui social tramite WhatsApp.

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bullismo2GALATONE. Assume contorni sconcertanti il caso di bullismo avvenuto lo scorso 19 gennaio vicino al passaggio a livello nei pressi del Castello di Fulcignano. Alla luce delle accuse formulate dal Sostituto procuratore presso il Tribunale dei minorenni di Lecce, nei guai vi sono quattro ragazzi di Galatone, un 17 enne, due 15enni ed un 14enne (quest’ultimo non imputabile e soggetto a diverso procedimento) accusati di violenza privata e lesione personali. Il branco avrebbe preso di mira due adolescenti più piccoli d’età trasformandoli in bersagli umani, bloccati sui binari, con la minaccia di dovervi rimanere sino al passaggio del treno e l’intimidazione di non riferire alcunchè ai proprio genitori.

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In un istituto superiore della città quattro studenti di una prima classe avrebbero preso di mira un compagno disabile

CASARANO. Un brutto caso di bullismo rischia di coinvolgere anche tre docenti di una scuola superiore di Casarano. I fatti risalgono ad un anno fa quando, durante la ricreazione, quattro studenti della classe prima di un istituto superiore della città prendono di mira un compagno disabile. Quanto accade in quei lunghi cinque minuti in quell’aula viene pure ripreso da alcuni telefonini e finisce sui gruppi whatsapp. Il disabile viene imbavagliato con un nastro e immobilizzato ad una sedia fino a farlo ruzzolare per terra, tra la stupida ilarità degli astanti. Nessuno denuncia l’accaduto: né gli altri compagni né i docenti, che pure, a quanto sembra, avevano pure avuto modo di visionare il video. Uno di loro, in particolare, avrebbe pure sollecitato i ragazzi a rimuovere il video e a cancellare i file. Ma cancellare le tracce dai moderni mezzi di comunicazione è impresa improba.

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Gentilissimo Direttore,
l’episodio di bullismo, avvenuto nei giorni scorsi a Galatone, ha messo in luce un meccanismo tipico di quando il genere umano si trova di fronte al peso delle proprie responsabilità individuali. Si corre, infatti,ad etichettare i “bulli”, ad esprimere “diagnosi”, a chiedere soluzioni tampone, ma questo,purtroppo, non risolve il problema,serve solo ad alleviare il nostro senso di colpa, la nostra responsabilità e la vergogna del “ non aver fatto abbastanza”. Ma quali possono essere gli atteggiamenti costruttivi?Cosa fare per migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi,delle vittime e dei bulli,affinché non diventino tali? Scrivo da addetta ai lavori, sono una psicoterapeuta, che lavora,anche, nelle scuole della Provincia di Lecce, faccio parte di un’associazione che sin dai tempi della sua nascita si è fatta promotrice di azioni di sensibilizzazione e prevenzione di tematiche quali la violenza in tutte le sue forme e ritengo fondamentale il ruolo della scuola. In questi anni abbiamo incontrato tanti ragazzi e, aldilà delle etichette, quello che abbiamo riscontrato e’ stato un forte desiderio di essere ascoltati, di avere degli spazi di ascolto. Nessun bambino, nessun ragazzo nasce bullo o vittima. Noi adulti abbiamo un potere, quello di fare, abbiamo la responsabilità di agire e di prenderci le responsabilità delle conseguenze per aver scelto di non fare. Quest’anno, come ogni anno, da cui l’associazione si e’ costituita, abbiamo proposto in alcune scuole del territorio, prima ancora dei fatti di cronaca nazionali e locali, dei progetti / laboratori sulle tematiche del bullismo, del cyberbullismo e della violenza: le risposte sono state flebili o nulle. Sottolineo, in quanto elemento importante, che le proposte erano a titolo gratuito. Ora mi chiedo e vi chiedo: dovremmo domandarci se il benessere dei ragazzi ci sta a cuore, se e’ importante o meno. La domanda e’ meno banale di quello che sembra: se vogliamo migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi dobbiamo essere pronti a fare sistema, a sfruttare ciò che arriva dal territorio, non pensando che si toglie tempo alla didattica, essere pronti ad investire tempo ed energie non solo per trovare soluzioni alle emergenze cercando pozioni magiche.

Maria Lucia De Vito – Tricase

Galatone.inddGALATONE. «Presenza, ascolto ed attenzione costanti da parte della comunità cittadina per salvaguardare i ragazzi e prevenire situazioni a dir poco spiacevoli». È quanto sostiene Giorgio Colopi (foto, accanto Annamaria Campa), psicoterapeuta che da tempo collabora con diverse scuole della provincia, ed in particolar modo di Galatone, all’indomani della notizia relativa all’episodio di “bullismo” avvenuto di recente in città. Quattro ragazzi del posto, tra i 13 ed i 16 anni, avrebbero costretto un 12enne a stendersi sui binari per poi, a quanto pare, colpirlo alle gambe  con dei  pallini e liberarlo solo all’arrivo della littorina. Sull’inquietante vicenda continuano ad indagare i carabinieri.

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Piazza didel popolo e palazzo baronale  PresicceSTIVALA_6321039546a15c35f5fbc02c6ec4c17dPRESICCE. Mentre tutto il paese è nel pieno dei festeggiamenti natalizi pare che continuino a verificarsi e a passare nell’indifferenza generale episodi di bullismo nei confronti di un disabile. A denunciarlo è un familiare della vittima che ormai stanco di subire in silenzio vorrebbe stanare i responsabili. Per questo lancia un appello: «Se siete stati testimoni di un atto di bullismo denunciate subito». «Nessuno si deve permettere di maltrattare e di prendere in giro un ragazzo disabile – racconta il familiare – e io non posso temere che succeda qualcosa ogni volta che esce da solo. È successo durante la festa di San Luigi quando qualcuno gli ha rubato quei pochi spiccioli che aveva in tasca, e anche alla festa dei “Colori dell’olio “è accaduto di nuovo. Mi dispiace dirlo, ma a Presicce non c’è attenzione per i disabili».

Inoltre mette sotto accusa tutti i cittadini che con molta leggerezza parcheggiano proprio sulle strisce gialle, riservate ai diversamente abili, impedendo a chi ne ha bisogno di usarle. «Mi dispiace che si siano verificati questi episodi, di cui non ero a conoscenza – commenta l’assessora ai Servizi alla persona, Marisa Stivala (riquadro) – noi come amministrazione cerchiamo di garantire il rispetto di tutti. In ogni caso siamo pronti ad intervenire nel momento in cui dovessero verificarsi di nuovo e si scoprissero i responsabili. Così come abbiamo fatto l’anno scorso a scuola, dove dopo alcune segnalazioni, di concerto con la dirigente scolastica abbiamo fermato i bulli e lì abbiamo messi in punizione».

Continua l’assessora: «Proprio da gennaio, inoltre, partirà a scuola un progetto sulle dipendenze, nel quale sono coinvolti tutti e due i Comuni, e attraverso lo Sportello rosa faremo partire un progetto contro il bullismo». La sensibilità e l’attenzione della popolazione verso questo problema, comunque, rimangono qualità gradite.

progetto bullismo - la terza da sx l'assessore pamela lecci

L’assessore Pamela Lecci, terza da sinistra, tra le volontarie

MATINO. È con le parole di Marco Mengoni che la campagna di sensibilizzazione contro il bullismo ha parlato ai ragazzi della scuola Media di Matino. «Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani», il ritornello della canzone che gli oltre 300 ragazzi della “Dante Alighieri” hanno cantato a squarciagola lo scorso 21 aprile, prima di approfondirne il testo insieme a volontarie e promotrici del progetto. «Aprile è il mese dedicato alla lotta al bullismo – ha spiegato l’assessore alle Pari opportunità Pamela Lecci – ma è solo una coincidenza, perché noi ci stavamo già muovendo in questa direzione».
Quello del bullismo, a Matino come altrove, è un problema particolarmente sentito. L’incontro con gli studenti, nato dall’impegno dello sportello Pari opportunità del Comune e dalla collaborazione della dirigente scolastica Giovanna Marchio, è stato utile a  potenziare negli alunni una  crescita sociale  attraverso  un approccio  ai problemi comportamentali di tipo empatico, stimolando una riflessione sulle loro dinamiche relazionali, sui segnali di disagio, sullo star bene a scuola.

Al progetto “Io non ci sto” (questo il nome dell’iniziativa) hanno lavorato Laura D’Amore, Roberta Imperiale, Stefania De Matteis, Irene Albanese e Giulia Vinci.
«Siamo tutti vittime e tutti bulli al tempo stesso» hanno ricordato le formatrici ai ragazzi, invogliandoli ad essere sempre se stessi, lontano dalle maschere e dai ruoli dietro cui spesso si fanno scudo. Perché essere bulli è essere forti fuori ma fragili dentro. «Fare gruppo non deve servire a dividere, ma ad unire, nel segno dell’amicizia. Bisogna essere sempre se stessi, senza farsi trascinare dal branco. Si è vincenti quando ci si fa promotori della condivisione», hanno spiegato le promotrici del progetto.
Il prossimo 8 maggio, a scuola, anche l’incontro con i genitori, per un’azione efficace che trovi il sostegno e l’indirizzo anche delle famiglie.

Scout Racale 2 La Specchia intervistano sindaco metalloRACALE. La “sfida”, lanciata sul portale scout “returntodreamland.it”, era questa: intervistare il sindaco del proprio comune su un argomento d’attualità e scrivere un articolo giornalistico da pubblicare, in qualsiasi forma, su uno o più mezzi di comunicazione. Obiettivo raggiunto, quindi, per le ragazze della squadriglia Puma del gruppo scout Agesci “La Specchia Racale 2”, appartenente alla parrocchia della B.V.M. Addolorata.
Gloria Coletta, Monalisa Gravili, Giulia Cimino, Elena De Lorenzis e la capo-squadriglia Ludovica Gravili hanno ospitato, qualche settimana fa, nella sede del gruppo scout di via Siena, il sindaco Donato Metallo per discutere con lui di bullismo e cyberbullismo – quest’ultimo nato con la diffusione capillare dei social network – ossia la violenza verbale e psicologica praticata con attacchi mirati e sistematici diretti a screditare la reputazione del destinatario e ad offenderlo pubblicamente.
L’argomento è particolarmente sentito da adolescenti e giovanissimi. Il lavoro delle Puma è stato coordinato dai “capireparto” Mattia Spiri e Mary Renna e dall’”aiuto caporeparto” Quintino Stamerra. È stata una schietta chiacchierata quella intercorsa tra il sindaco e le ragazze. Lo stesso Metallo ha raccontato di aver subito un atto di bullismo, quand’era adolescente. Le Puma e il primo cittadino hanno concordato soprattutto su un punto: il bullo sfoga la sua aggressività e le sue frustrazioni sugli altri perché ha più bisogno di attenzioni, vive in condizioni sociali più difficili, è più debole, più solo e più fragile. «Si dovrebbero tramandare le visioni, un po’ utopistiche, delle favole di una volta alle nuove generazioni – scrivono le giovani intervistatrici nella relazione di fine articolo – per ridurre l’aggressività che invade la nostra realtà».

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IMG_6319CAMPI SALENTINA. Nell’ambito della seconda giornata della XX edizione della Città del Libro, la rassegna internazionale degli autori ed editori del Mediterraneo, spazio anche all’approfondimento di delicate tematiche sociali che coinvolgono e condizionano la formazione delle nuove generazioni, quindi di grande interesse per adolescenti, famiglie ed educatori. Al centro del dibattito il tema attualissimo del bullismo e del doping, due facce della stessa medaglia che deviano da quello che dovrebbe essere un percorso sano e naturale, nella vita così come nello sport. Ospite dell’appuntamento, curato dall’Osservatorio nazionale Bullismo e Doping, l’atleta di Galatone Daniele Greco (foto), specializzato nel salto triplo, disciplina di cui è campione europeo indoor in carica, che vanta la 2ª miglior prestazione italiana outdoor con 17,47 m (2012) e la 2ª indoor con 17,70 m (2013).

Ho trovato l’incontro con i ragazzi molto stimolante – ha affermato Greco – mi ha ricordato quando da piccolo incontrai per la prima volta un campione dello sport. Ho visto in loro l’emozione di vedere di persona uno sportivo importante. Sono stati dei ragazzi molto partecipi e molto interessati anche perché sono argomenti che suscitano interesse in ognuno di noi, ponendoci interrogativi su come queste piaghe possano trovare soluzione”. L’incontro presso la Città del Libro (in programma sino a domani a Campi Salentina) ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte dei ragazzi che hanno avuto modo di confrontarsi con alcuni grandi campioni sportivi. Un modo per trasmettere ai giovani un messaggio positivo di una vita di sport all’insegna dei valori autentici.

Voce al Direttore

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...