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ARADEO. È ormai fuor di dubbio che sia un obiettivo primario della scuole la sensibilizzazione degli studenti contro ogni forma di bullismo, da quello espresso in forma diretta sulle persone, alla forma più insidiosa del cyber-bullismo, dove è sufficiente un click per rovinare la vita di una persona. Va quindi dato atto al dirigente dell’Istituto comprensivo di Aradeo, Carmela Cezza, di aver promosso una serie di incontri per sensibilizzare gli studenti su questi temi. Gli ultimi in ordine di tempo si sono svolti il 7 ed il 9 marzo ed hanno coinvolto gli alunni delle seconde classi della Media. Alla riuscita del progetto ha contribuito la preziosa collaborazione dei carabinieri, intervenuti con il comandante della compagnia di Gallipoli, tenente Francesco Battaglia e con il comandante della stazione di Aradeo, maresciallo Vito De Giorgi. Con loro, a dialogare con gli alunni, c’era anche un giovane rappresentante del movimento “MaBasta”, fondato presso l’istituto superiore Galilei di Lecce.

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cyberbullismo alezioALEZIO. Comprendere l’importanza del proprio mondo interiore “in divenire”, imparare ad avere piena consapevolezza dei propri punti di forza, nella costruzione di sè e del rapporto con gli altri. Lo sviluppo fisico nella fase di crescita che caratterizza la preadolescenza è solo la punta di un iceberg che cela risonanze psicologiche più profonde: il bisogno di trovare “la propria strada” in autonomia e di orientare la propria vita affettiva all’esterno del nucleo familiare. È partito il percorso di educazione socio-affettiva “Emozioni in gioco” promosso da Interferenze e pensato per i ragazzi della Scuola secondaria di primo grado del Comprensivo di Alezio.

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bullismoIN EVIDENZA. Il video fatto vedere, le necessarie conferme, ai genitori del 15enne aggredito in centro storico a Nardò (la terza di una serie di violenze ad opera di quattro giovani, tre dei quali minorenni) dice tanto sulla gratuità di certi atteggiamenti, che mirano unicamente a fare del male ed a godere dell’altrui sofferenza. Nel caso richiamato il ragazzo rischia di perdere l’udito. Mentre restano stabili i reati contro il patrimonio (furti, rapine, danneggiamenti, ricettazioni, estorsioni) compiuti da persone con  meno di 18 anni, salgono proprio i casi del genere prima richiamato e descritto. Lo conferma la Procura dei minori, procuratore capo Maria Cristina Rizzo, con la relazione presentata all’apertura dell’anno giudiziario, momento di consuntivo pubblico per tutti i magistrati. Che accende una spia preoccupante: il primo reato si compie con età sempre più basse.

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MATINO. “Bullismo e Ciberbullismo. Il ruolo dei docenti e dei genitori” è il tema del convegno organizzato il 4 febbraio, alle ore 17.30, presso Palazzo Marchesale. Il confronto sull’importante tema è organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune, dal Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori e dalla Camera minorile di Lecce. «Un argomento estremamente attuale che verrà affrontato attraverso punti di vista diversi» dichiara l’assessore al Politiche sociali, Vittorio Inguscio. Importante il ruolo del “Ciatdm”, da sempre in prima linea per ciò che riguarda le tematiche relative alla tutela dei minori per fare rete a fianco delle Istituzioni. «Parlare di questi temi per informare, aiutare e prevenire è fondamentale – afferma la presidente Aurelia Passaseo – così come è importante dare gli strumenti giusti sia agli operatori del settore scolastico sia ai genitori per contrastare e affrontare in modo adeguato tali problematiche». Tra gli interventi in scaletta anche quello di Giorgio Caputo, psicopedagogista clinico e cultore di criminologia presso l’Università del Salento che spiega: «Nelle scuole il bullismo è sempre esistito, oggi però si tratta di qualcos’altro. Se ieri certe situazioni erano tollerate e affrontate con severità dall’istituzione scolastica e il modello educativo funzionava perché il mondo adulto era compatto nelle reazioni adottate, oggi non è più così.

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bullismoCASARANO. Posizione archiviata a carico dei tre professori di una scuola superiore di Casarano nell’ambito dell’inchiesta sull’episodio di bullismo nei confronti di un disabile. I fatti risalgono al 2015 quando all’interno di una classe prima, durante la ricreazione, quattro studenti avrebbero preso di mira un compagno disabile finito imbavagliato con un nastro ed immobilizzato ad una sedia sino a ruzzolare per terra, tra la stupida ilarità degli astanti. Il giudice per le indagini preliminari, Giovanni Gallo, ha condiviso la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore, Maria Rosaria Micucci, la quale, al termine delle indagini, ha ritenuto insussistente la prova concreta che i docenti fossero in classe al momento dell’episodio di bullismo, verificatosi durante la ricreazione e, dunque, giusto al cambio dell’ora. Fu la madre del ragazzo finito vittima del “branco” a denunciare l’accaduto alla polizia di Taurisano in seguito al racconto del figlio e dopo aver visionato il video, lungo circa cinque minuti, realizzato dagli stessi autori del gesto e poi diffuso anche sui social tramite WhatsApp.

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bullismo2GALATONE. Assume contorni sconcertanti il caso di bullismo avvenuto lo scorso 19 gennaio vicino al passaggio a livello nei pressi del Castello di Fulcignano. Alla luce delle accuse formulate dal Sostituto procuratore presso il Tribunale dei minorenni di Lecce, nei guai vi sono quattro ragazzi di Galatone, un 17 enne, due 15enni ed un 14enne (quest’ultimo non imputabile e soggetto a diverso procedimento) accusati di violenza privata e lesione personali. Il branco avrebbe preso di mira due adolescenti più piccoli d’età trasformandoli in bersagli umani, bloccati sui binari, con la minaccia di dovervi rimanere sino al passaggio del treno e l’intimidazione di non riferire alcunchè ai proprio genitori.

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In un istituto superiore della città quattro studenti di una prima classe avrebbero preso di mira un compagno disabile

CASARANO. Un brutto caso di bullismo rischia di coinvolgere anche tre docenti di una scuola superiore di Casarano. I fatti risalgono ad un anno fa quando, durante la ricreazione, quattro studenti della classe prima di un istituto superiore della città prendono di mira un compagno disabile. Quanto accade in quei lunghi cinque minuti in quell’aula viene pure ripreso da alcuni telefonini e finisce sui gruppi whatsapp. Il disabile viene imbavagliato con un nastro e immobilizzato ad una sedia fino a farlo ruzzolare per terra, tra la stupida ilarità degli astanti. Nessuno denuncia l’accaduto: né gli altri compagni né i docenti, che pure, a quanto sembra, avevano pure avuto modo di visionare il video. Uno di loro, in particolare, avrebbe pure sollecitato i ragazzi a rimuovere il video e a cancellare i file. Ma cancellare le tracce dai moderni mezzi di comunicazione è impresa improba.

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Gentilissimo Direttore,
l’episodio di bullismo, avvenuto nei giorni scorsi a Galatone, ha messo in luce un meccanismo tipico di quando il genere umano si trova di fronte al peso delle proprie responsabilità individuali. Si corre, infatti,ad etichettare i “bulli”, ad esprimere “diagnosi”, a chiedere soluzioni tampone, ma questo,purtroppo, non risolve il problema,serve solo ad alleviare il nostro senso di colpa, la nostra responsabilità e la vergogna del “ non aver fatto abbastanza”. Ma quali possono essere gli atteggiamenti costruttivi?Cosa fare per migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi,delle vittime e dei bulli,affinché non diventino tali? Scrivo da addetta ai lavori, sono una psicoterapeuta, che lavora,anche, nelle scuole della Provincia di Lecce, faccio parte di un’associazione che sin dai tempi della sua nascita si è fatta promotrice di azioni di sensibilizzazione e prevenzione di tematiche quali la violenza in tutte le sue forme e ritengo fondamentale il ruolo della scuola. In questi anni abbiamo incontrato tanti ragazzi e, aldilà delle etichette, quello che abbiamo riscontrato e’ stato un forte desiderio di essere ascoltati, di avere degli spazi di ascolto. Nessun bambino, nessun ragazzo nasce bullo o vittima. Noi adulti abbiamo un potere, quello di fare, abbiamo la responsabilità di agire e di prenderci le responsabilità delle conseguenze per aver scelto di non fare. Quest’anno, come ogni anno, da cui l’associazione si e’ costituita, abbiamo proposto in alcune scuole del territorio, prima ancora dei fatti di cronaca nazionali e locali, dei progetti / laboratori sulle tematiche del bullismo, del cyberbullismo e della violenza: le risposte sono state flebili o nulle. Sottolineo, in quanto elemento importante, che le proposte erano a titolo gratuito. Ora mi chiedo e vi chiedo: dovremmo domandarci se il benessere dei ragazzi ci sta a cuore, se e’ importante o meno. La domanda e’ meno banale di quello che sembra: se vogliamo migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi dobbiamo essere pronti a fare sistema, a sfruttare ciò che arriva dal territorio, non pensando che si toglie tempo alla didattica, essere pronti ad investire tempo ed energie non solo per trovare soluzioni alle emergenze cercando pozioni magiche.

Maria Lucia De Vito – Tricase

Galatone.inddGALATONE. «Presenza, ascolto ed attenzione costanti da parte della comunità cittadina per salvaguardare i ragazzi e prevenire situazioni a dir poco spiacevoli». È quanto sostiene Giorgio Colopi (foto, accanto Annamaria Campa), psicoterapeuta che da tempo collabora con diverse scuole della provincia, ed in particolar modo di Galatone, all’indomani della notizia relativa all’episodio di “bullismo” avvenuto di recente in città. Quattro ragazzi del posto, tra i 13 ed i 16 anni, avrebbero costretto un 12enne a stendersi sui binari per poi, a quanto pare, colpirlo alle gambe  con dei  pallini e liberarlo solo all’arrivo della littorina. Sull’inquietante vicenda continuano ad indagare i carabinieri.

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Piazza didel popolo e palazzo baronale  PresicceSTIVALA_6321039546a15c35f5fbc02c6ec4c17dPRESICCE. Mentre tutto il paese è nel pieno dei festeggiamenti natalizi pare che continuino a verificarsi e a passare nell’indifferenza generale episodi di bullismo nei confronti di un disabile. A denunciarlo è un familiare della vittima che ormai stanco di subire in silenzio vorrebbe stanare i responsabili. Per questo lancia un appello: «Se siete stati testimoni di un atto di bullismo denunciate subito». «Nessuno si deve permettere di maltrattare e di prendere in giro un ragazzo disabile – racconta il familiare – e io non posso temere che succeda qualcosa ogni volta che esce da solo. È successo durante la festa di San Luigi quando qualcuno gli ha rubato quei pochi spiccioli che aveva in tasca, e anche alla festa dei “Colori dell’olio “è accaduto di nuovo. Mi dispiace dirlo, ma a Presicce non c’è attenzione per i disabili».

Inoltre mette sotto accusa tutti i cittadini che con molta leggerezza parcheggiano proprio sulle strisce gialle, riservate ai diversamente abili, impedendo a chi ne ha bisogno di usarle. «Mi dispiace che si siano verificati questi episodi, di cui non ero a conoscenza – commenta l’assessora ai Servizi alla persona, Marisa Stivala (riquadro) – noi come amministrazione cerchiamo di garantire il rispetto di tutti. In ogni caso siamo pronti ad intervenire nel momento in cui dovessero verificarsi di nuovo e si scoprissero i responsabili. Così come abbiamo fatto l’anno scorso a scuola, dove dopo alcune segnalazioni, di concerto con la dirigente scolastica abbiamo fermato i bulli e lì abbiamo messi in punizione».

Continua l’assessora: «Proprio da gennaio, inoltre, partirà a scuola un progetto sulle dipendenze, nel quale sono coinvolti tutti e due i Comuni, e attraverso lo Sportello rosa faremo partire un progetto contro il bullismo». La sensibilità e l’attenzione della popolazione verso questo problema, comunque, rimangono qualità gradite.

progetto bullismo - la terza da sx l'assessore pamela lecci

L’assessore Pamela Lecci, terza da sinistra, tra le volontarie

MATINO. È con le parole di Marco Mengoni che la campagna di sensibilizzazione contro il bullismo ha parlato ai ragazzi della scuola Media di Matino. «Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani», il ritornello della canzone che gli oltre 300 ragazzi della “Dante Alighieri” hanno cantato a squarciagola lo scorso 21 aprile, prima di approfondirne il testo insieme a volontarie e promotrici del progetto. «Aprile è il mese dedicato alla lotta al bullismo – ha spiegato l’assessore alle Pari opportunità Pamela Lecci – ma è solo una coincidenza, perché noi ci stavamo già muovendo in questa direzione».
Quello del bullismo, a Matino come altrove, è un problema particolarmente sentito. L’incontro con gli studenti, nato dall’impegno dello sportello Pari opportunità del Comune e dalla collaborazione della dirigente scolastica Giovanna Marchio, è stato utile a  potenziare negli alunni una  crescita sociale  attraverso  un approccio  ai problemi comportamentali di tipo empatico, stimolando una riflessione sulle loro dinamiche relazionali, sui segnali di disagio, sullo star bene a scuola.

Al progetto “Io non ci sto” (questo il nome dell’iniziativa) hanno lavorato Laura D’Amore, Roberta Imperiale, Stefania De Matteis, Irene Albanese e Giulia Vinci.
«Siamo tutti vittime e tutti bulli al tempo stesso» hanno ricordato le formatrici ai ragazzi, invogliandoli ad essere sempre se stessi, lontano dalle maschere e dai ruoli dietro cui spesso si fanno scudo. Perché essere bulli è essere forti fuori ma fragili dentro. «Fare gruppo non deve servire a dividere, ma ad unire, nel segno dell’amicizia. Bisogna essere sempre se stessi, senza farsi trascinare dal branco. Si è vincenti quando ci si fa promotori della condivisione», hanno spiegato le promotrici del progetto.
Il prossimo 8 maggio, a scuola, anche l’incontro con i genitori, per un’azione efficace che trovi il sostegno e l’indirizzo anche delle famiglie.

Scout Racale 2 La Specchia intervistano sindaco metalloRACALE. La “sfida”, lanciata sul portale scout “returntodreamland.it”, era questa: intervistare il sindaco del proprio comune su un argomento d’attualità e scrivere un articolo giornalistico da pubblicare, in qualsiasi forma, su uno o più mezzi di comunicazione. Obiettivo raggiunto, quindi, per le ragazze della squadriglia Puma del gruppo scout Agesci “La Specchia Racale 2”, appartenente alla parrocchia della B.V.M. Addolorata.
Gloria Coletta, Monalisa Gravili, Giulia Cimino, Elena De Lorenzis e la capo-squadriglia Ludovica Gravili hanno ospitato, qualche settimana fa, nella sede del gruppo scout di via Siena, il sindaco Donato Metallo per discutere con lui di bullismo e cyberbullismo – quest’ultimo nato con la diffusione capillare dei social network – ossia la violenza verbale e psicologica praticata con attacchi mirati e sistematici diretti a screditare la reputazione del destinatario e ad offenderlo pubblicamente.
L’argomento è particolarmente sentito da adolescenti e giovanissimi. Il lavoro delle Puma è stato coordinato dai “capireparto” Mattia Spiri e Mary Renna e dall’”aiuto caporeparto” Quintino Stamerra. È stata una schietta chiacchierata quella intercorsa tra il sindaco e le ragazze. Lo stesso Metallo ha raccontato di aver subito un atto di bullismo, quand’era adolescente. Le Puma e il primo cittadino hanno concordato soprattutto su un punto: il bullo sfoga la sua aggressività e le sue frustrazioni sugli altri perché ha più bisogno di attenzioni, vive in condizioni sociali più difficili, è più debole, più solo e più fragile. «Si dovrebbero tramandare le visioni, un po’ utopistiche, delle favole di una volta alle nuove generazioni – scrivono le giovani intervistatrici nella relazione di fine articolo – per ridurre l’aggressività che invade la nostra realtà».

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IMG_6319CAMPI SALENTINA. Nell’ambito della seconda giornata della XX edizione della Città del Libro, la rassegna internazionale degli autori ed editori del Mediterraneo, spazio anche all’approfondimento di delicate tematiche sociali che coinvolgono e condizionano la formazione delle nuove generazioni, quindi di grande interesse per adolescenti, famiglie ed educatori. Al centro del dibattito il tema attualissimo del bullismo e del doping, due facce della stessa medaglia che deviano da quello che dovrebbe essere un percorso sano e naturale, nella vita così come nello sport. Ospite dell’appuntamento, curato dall’Osservatorio nazionale Bullismo e Doping, l’atleta di Galatone Daniele Greco (foto), specializzato nel salto triplo, disciplina di cui è campione europeo indoor in carica, che vanta la 2ª miglior prestazione italiana outdoor con 17,47 m (2012) e la 2ª indoor con 17,70 m (2013).

Ho trovato l’incontro con i ragazzi molto stimolante – ha affermato Greco – mi ha ricordato quando da piccolo incontrai per la prima volta un campione dello sport. Ho visto in loro l’emozione di vedere di persona uno sportivo importante. Sono stati dei ragazzi molto partecipi e molto interessati anche perché sono argomenti che suscitano interesse in ognuno di noi, ponendoci interrogativi su come queste piaghe possano trovare soluzione”. L’incontro presso la Città del Libro (in programma sino a domani a Campi Salentina) ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte dei ragazzi che hanno avuto modo di confrontarsi con alcuni grandi campioni sportivi. Un modo per trasmettere ai giovani un messaggio positivo di una vita di sport all’insegna dei valori autentici.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...