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buchi di bilancio

Gallipoli. Eccolo pronto il bilancio con l’amaore in bocca, tra scelte obbligate e tagli pesanti e l’Amministrazione comunale, per non intaccare gli equilibri del patto di stabilità, ha dovuto rivedere anche le previsioni legate all’aumento delle tasse. Oltre ovviamente a puntare con decisione ai tagli delle spese.

La bozza è stata licenziata dalla Giunta del sindaco Errico ed è passata al vaglio della commissione prima del Consiglio di di fine mese. «Non c’era altra strada da percorrere –  spiega il vicesindaco e assessore alle Finanze, Antonella Greco – per non esporre l’ente al possibile sforamento del patto di stabilità abbiamo operato i tagli alle spese, fatto fronte alla consistenti riduzioni dei trasferimenti dello Stato, e aumentato a malincuore alcune aliquote per far fronte a costi e spese che per dieci dodicesimi del bilancio sono già state effettuate e quindi vanno coperte».

Antonella Greco

In queste condizioni dunque anche il Comune di Gallipoli ha dovuto fare di necessità una “dolorosa” virtù mettendo mano alle tasche dei cittadini. Ma cercando nel contempo di garantire agevolazioni e riduzioni per le famiglie più disagiate, mantenendo invariate le tariffe di scuolabus, mense scolastiche, parcheggi, servizi cimiteriali e museali, soggiorni per anziani.

In termini pratici c’è da rilevare che l’amministrazione Errico, pur rigettando nelle intenzioni l’eventualità segnalata dagli uffici per l’aumento del 40% della Tarsu, ha poi dovuto, in corso d’opera, attuare il ritocco “inevitabile” pari al 20%. Per quanto riguarda l’Imu, l’imposta municipale propria viene confermata l’aliquota standard del 4 per mille sulla prima casa (e del 2 per mille su alcuni fabbricati rurali), mentre  per le seconde case si passa dal 7,6 al 10,6 per mille. Confermato l’incremento dell’Irpef comunale dello 0,6 per cento e quindi passa dall’attuale 0,2 all’0,8 per cento. Sulle voci di entrata proprio quelle di natura tributaria previste nell’ordine dei 15 milioni e passa di euro rappresentano la vera boccata d’ossigeno per le casse comunali. Così come il gettito delle contravvenzioni che si attesta complessivamente sui 2milioni e 370 mila euro. Nelle previsioni contabili per l’anno in corso si è inserito solo un terreno di proprietà comunale tra i beni alienabili e quindi in vendita.

«Gli immobili comunali da mettere in vendita ci sarebbero pure – chiarisce l’assessore Greco – ma in un periodo di crisi e con il mercato fermo prevedere entrate in bilancio rivenienti dalla vendita entro la fine dell’anno di immobili che siamo sicuri non troveranno nessun acquirente, significherebbe poi portare il Comune fuori dal patto di stabilità con gravi conseguenze. Stiamo comunque lavorando per trovare nuove risorse».

 

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Gianni Stefàno

Casarano. Per il nuovo Bilancio occorrerà aspettare: forse sino a fine ottobre. La nuova proroga dà respiro alle casse comunali (almeno per la tempistica) ma cambia poco (o nulla) la situazione complessiva. «Si tratta di conoscere l’importo complessivo dei debiti fuori bilancio prima di capire cosa poter fare in concreto: di certo la situazione è pesantissima», ha affermato il sindaco Gianni Stefàno, dalla scorsa primavera alla guida della città.

Ad aggravare una situazione già complicata giunge ora anche la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato (per ben 272mila euro) quale conseguenza dello sforamento (nel 2011 con il commissario straordinario Erminia Ocello) del Patto di stabilità. Stessa sanzione applicata anche ad altri otto comuni della Provincia tra i quali Matino (per 151mila euro), Melissano (105mila) ed Alliste (111mila).

Per Casarano c’è anche un altro dato (da paura). «L’indebitamento complessivo dell’Ente supera i 30 milioni di euro», come affermato dallo stesso sindaco.

Quanta parte di tale (considerevole) cifra sia “fuori bilancio”, ovvero senza copertura finanziaria, chi l’abbia provocata e quando lo si potrà (forse) sapere poi.  Oggi la città si chiede come uscirne fuori. «Si parte da una riduzione drastica delle spese rilanciando, se il mercato lo consentirà, la vendita degli immobili comunali».

Si lavora, dunque, ai nuovi bandi per un nuovo tentativo di vendita (il quinto) che riguarderà (con scadenza a fine settembre) l’ex ufficio sanitario di piazza San Giovanni (ultima base d’asta 390mila euro), il mercato rionale di contrada Botte (480mila), gli impianti sportivi della zona Pip (560mila) e l’area adiacente (500mila).

Tra gli interventi programmati il tagli alle spese per i fitti passivi, ad iniziare dai locali di Area sistema ed Area vasta che costano circa 60mila euro all’anno, così come per i locali di via Padova dove sono i servizi sociali destianti a palazzo D’Elia mentre al Cisi, nella zona idustriale, verranno ridotta l’area occupate.

Di recente era stato il gruppo consiliare “Liber@città” (dell’ex vicesindaco Francesca Fersino) ad intervenire sul tema del debito chiedendo al sindaco ed alla sua maggioranza come intendono affrontare la situazione, “mettendo al corrente la città sullo stato delle casse comunali”, ed il  nuovo balzello della sanzione da 272mila euro,  “frutto di gestioni commissariali che hanno gettato benzina sul fuoco con rimborsi spesa e indennità varie”.

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Il sindaco Livio Nisi e il Comune. Malgrado le diffi coltà economiche si è già al lavoro per l’Estate Galatea

Galatone. Appena eletto Sindaco aveva preannunciato, tra i primi provvedimenti della nuova Amministrazione comunale, un taglio all’indennità per la sua carica e per quella degli assessori.

Detto e fatto: Livio Nisi, il nuovo primo cittadino di Galatone, ha mantenuto la promessa con l’approvazione, da parte della sua Giunta nella prima riunione, di una deliberazione con la quale viene disposta  la diminuzione delle indennità per il Sindaco e l’intero esecutivo pari al 20% dell’importo massimo previsto dalla normativa che regola i compensi per gli amministratori comunali.

«In un momento di grave crisi economica generale e di seria difficoltà finanziaria per gli enti locali e i comuni – ha precisato il sindaco Nisi – è necessario che gli amministratori diano per primi un segno di attenzione e grande responsabilità, ed è nostra intenzione operare fin d’ora in questa direzione».

Una scelta, quella dell’abbassamento delle indennità   spettanti a sindaco e assessori, certamente positiva per le casse comunali che attualmente, a quanto è dato sapere, non godrebbero di ottima salute.

Nei giorni successivi all’elezione, Nisi stesso, in effetti,  aveva già descritto pubblicamente la situazione economica del Comune manifestando anche qualche difficoltà relativamente anche al rispetto del Patto di stabilità.

Un buco finanziario, dun que che, sebbene sembri ammontare a circa un milione e mezzo di euro, sembra non scoraggiare per nulla il sindaco, tra l’altro già al lavoro con l’intera sua squadra per pianificare il cartellone degli eventi relativi all’Estate Galatea.

A tal proposito  l’assessorato alla Cultura ha promosso un forum ,“del dialogo permanente”, invitando tutte le associazioni galatonesi a parteciparvi: «Si tratta di un primo passo nella direzione dello sviluppo culturale della città, della partecipazione attiva e propositiva e della realizzazione del più grande obiettivo, costruire la “Città del Galateo”», come si legge nel comunicato che annuncia l’incontro.

Daniele Colitta

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Il vicesindaco Claudio Scordella

Taurisano. «In tempi di crisi anche noi dobbiamo fare la nostra parte». È con questa motivazione che il sindaco e la Giunta comunale di Taurisano hanno deciso di dare una sforbiciata alle proprie indennità di funzione.

Così, a partire dal prossimo «27», il 10% degli «stipendi» di Lucio Di Seclì e della sua squadra rimarrà nelle casse comunali. La decisione è arrivata con la delibera di Giunta nella quale sindaco e assessori hanno affermato di voler applicare “una coerente politica di contenimento dei costi della politica”. Il risparmio sarà di circa 8.000 euro l’anno e si aggiunge al precedente taglio del 30% che il primo cittadino e gli assessori avevano operato all’indomani del loro insediamento.

Il vicesindaco Claudio Scordella parla di “scelta densa di significato simbolico”. «In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo – dice – nel quale alle famiglie sono chiesti continuamente sacrifici, è giusto che gli amministratori diano, per primi, il buon esempio». Il denaro risparmiato sosterrà le attività del Comune nel campo dell’istruzione e dei servizi sociali.

PT

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Melissano, il Municipio

Melissano. Soldi che vanno e soldi che vengono. Quelli che potrebbero arrivare e quelli che mancano all’appello per il patto di stabilità 2010.

La Giunta comunale  ha autorizzato il legale Massimo Fasano ad attivare la procedura di recupero verso i responsabili sussidiari (ex-segretario comunale ed ex-revisori dei conti), in relazione all’ammanco nelle casse dell’ente procurato alla fine degli anni Novanta dall’allora contabile Salvatore Conte.

La decisione disposta nei giorni scorsi dall’esecutivo guidato dal sindaco Falconieri è successiva ad una comunicazione inoltrata dallo stesso Fasano al ragioniere comunale Daniele Scarlino, responsabile del procedimento. Nella lettera, l’avvocato riferisce che l’esito della procedura immobiliare nei confronti dell’ex-impiegato è negativo per il Comune poiché non riuscirà a coprire neppure le spese, allegando una bozza del piano di riparto e dell’atto di precetto con l’attualizzazione delle somme dovute.

Conte era stato condannato con sentenza della Corte dei Conti, al pagamento della somma di 743milioni 107.509 delle vecchie lire: l’atto di precetto rinotificato (e andato insoluto) il 18 novembre scorso ammonta ad € 618mila 582,16. Contro il ragioniere, è stato anche attivato un procedimento di esecuzione presso terzi per colpire una quota della sua pensione.

Vista la situazione, il legale ritiene possano quindi attivarsi le azioni nei confronti dei responsabili sussidiari, così come stabilito dalla Corte dei Conti sezione giurisdizionale d’appello (28 maggio 2003) ovvero l’ex-segretario comunale Alberto Maria Borredon (responsabile per il 16% pari a poco più di 70mila euro) e gli ex-componenti del collegio dei revisori dei conti, il presidente Luigi Manco (10,4% e circa 47mila euro) e gli altri due professionisti Francesco Stendardo e Antonio Palma (ciascuno per l’8,8% e una cifra poco al di sotto dei 40mila euro). Palma, tra l’altro, è attualmente revisore unico dell’ente. Esentata la Banca popolare pugliese che ha già raggiunto un accordo con l’ente e definito la propria posizione restituendo la somma di € 130mila.

Quelli che mancano sono indicati nel decreto ministeriale del 24 novembre 2011: 69mila euro in meno e Melissano per l’anno 2010 ha sforato il patto di stabilità. «Gli enti che hanno sforato il Patto – spiega Stefano Cortese di “Progetto Melissano” sono assoggettati al limite delle spese correnti, che non potranno superare il valore minimo dei corrispondenti impegni assunti nell’ultimo triennio».

Attilio Palma

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Casarano. L’anno scorso il Comune di Casarano ha speso più di quanto ha incassato con una differenza a debito di 2.635.170,79 euro. È il risultato del conto consuntivo del 2010 deliberato dal commissario straordinario Giovanni D’Onofrio e pubblicato all’Albo pretorio.

Il rendiconto è il verdetto ufficiale della sofferenza finanziaria di Palazzo dei Domenicani. Era meno nota, invece, quanto fosse  concreta la possibilità di un dissesto finanziario. Lo ha svelato la relazione dei revisori dei conti del Comune che ha, in sostanza, lanciato l’allarme sulla probabilità di un fallimento.

L’organo di revisione, infatti, nella sua consueta relazione annuale, rivela che la “situazione di deficitarietà strutturale” (così viene definito il dissesto in termini tecnici) è molto vicina. Il bilancio consuntivo del Comune di Casarano rispetta solo sei su dieci dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale. Basterebbe l’inosservanza di uno solo di questi parametri e il default sarebbe cosa fatta.

«L’Ente, dunque, non si discosta molto dalla situazione di deficitarietà strutturale – si legge nella relazione – mancando solo un parametro per essere considerato deficitario. Si invita, pertanto, l’Ente a monitorare i parametri di riferimento al fine di una migliore gestione ed in particolare quelli riferiti ai residui attivi e passivi».

Un quadro a tinte fosche che si è ancora di più intorbidato dopo l’ultima asta pubblica per la vendita degli immobili comunali, andata deserta. I due immobili – il mercato coperto di contrada “Botte” e l’ex Ufficio Sanitario di piazza San Giovanni – non sono stati venduti e sicuramente saranno rimessi all’asta molto presto con un prezzo più basso, ma la società di cartolarizzazione “Casarano Città Contemporanea”, ha chiesto da tempo la liberazione dei locali da parte degli occupanti.

Se l’ex Ufficio sanitario è occupato solo dall’”Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra”, il mercato coperto ospita tre attività commerciali. Gli occupanti hanno chiesto una proroga, ma la società che gestisce la vendita dei “gioielli di famiglia” non intende scendere a compromessi. Sulla vicenda è intervenuto il Pdl che ha chiesto al commissario di «mantenere fede a quanto già promesso agli operatori ovvero che, in caso di mancata vendita, avrebbero potuto continuare a lavorare tranquillamente».    

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L’ex Casa di riposo dei Cappuccini

Gallipoli. Anche il Comune di Gallipoli vende, come altri per cercare di far quadrare i conti e non solo quindi per disfarsi di beni inutilizzati o inutilizzabili. Non proprio l’argenteria di casa, ma edifici, terreni e pezzi di strade rimasti marginali dopo interventi di modifica dei tracciati viari ed in base ad elenchi fatti e rifatti dalle varie maggioranze negli anni.

Per il 2011 gli amministratori comunali hanno messo in vendita dieci beni immobili, dal valore complessivo stimato di 2 milioni 658mila euro, anche se l’ente locale prudentemente ne ha iscritto nel bilancio appena approvato un valore inferiore, cioè 1 milione 350mila euro. Evidentemente a Palazzo Balsamo non si nascondano le difficoltà nel piazzare proficuamente sul mercato immobili che magari non risultano essere poi tanto appetibili per varie ragioni.

Nell’elenco da pochi giorni a disposizione di tutti i cittadini vi è un lotto edificatorio in via Tommaseo, confinante anche con la linea ferroviaria e via Padova; è di 676 metri quadri ed è destinato a edilizia residenziale mista (B.10 la classificazione tecnica).

In vendita ci sono anche anche un lotto di 5.150 metri quadri confinante con le vie Imperia, Spoleto e Pavia, destinato a fiere e mercati ma con la possibilità di edificare al primo piano residenze e uffici; un terreno agricolo confinante con la Peep 3 di 1.100 mq; il terreno in cui insiste un impianto di sollevamento tra le vie Agrigento e Aosta di 833 mq; un edificio residenziale in via Scalelle (sarà chiesto agli attuali proprietari di esercitare eventualmente il diritto di prelazione); gli alloggi nelle vie Venezia, Lazzari, Pisanelli e XX Settembre tra cui rientrano la Casa dei Cappuccini, il conservatorio di San Luigi (anche per questo lotto verranno sentiti prima gli affittuari); l’ex mattatoio di via Abruzzo; terreni in diritto di superficie al mercato ittico all’ingrosso; un tratto di strada vicinale dismesso ed un relitto stradale in località Masseria Bianca.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...