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TUGLIE – Stava scontando un residuo di pena di sei mesi, a fronte di una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti e furto per un anno, il 44enne tugliese Roberto De Salve ritrovato cadavere ieri mattina nella sua cella a Borgo San Nicola. Stando ai primi controlli, sul corpo non risultano segni di violenza. Di certo inutili si sono rilevati i primi tentativi di rianimazione. Sull’accaduto la Procura di lecce ha aperto un fascicolo d’indagine e sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Roberta Licci a fare chiarezza sulla morte di Salve. I famigliari del 44enne vogliono vederci chiaro e si sono affidati all’avvocato Luigi Greco.

marco barba con fucileGALLIPOLI. Si è rivolto al giudice del Riesame per ottenere gli arresti domiciliari, cioè a casa sua a Gallipoli; è uscito dall’udienza di qualche giorno fa, con il carico di capi d’imputazione aumentato e con il biglietto di ritorno nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Da quando era stato assegnato ai “domiciliari” per le condizioni di salute non conciliabili con le sue condizioni di salute, Marco Barba non se n’è stato propriamente tranquillo, anzi. Era uscito dalla galera il 15 ottobre, dopo essere stato arrestato pochi giorni prima, alla fine di un rocambolesco inseguimento dei carabinieri sulla superstrada Lecce-Brindisi; in auto, con la moglie, la figlia e la nipotina, c’erano 12 grammi di cocaina e dosi di marijuana. Lui aveva giustificato la tentata fuga con queste parole: «Temevo che fossero killer travestiti da carabinieri». L’obbligo di stare in casa senza uscire se l’è giocato quando è venuta alla luce una lunga sequela di minacce e tentativi di estorsione ai danni di un ristoratore gallipolino e di un suo dipendente risalenti all’agosto scorso. Minacce inoltrate anche via facebook. Per questo il 3 dicembre Barba ha fatto ritorno in cella.

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GALLIPOLI. Dopo una condanna a due anni e otto mesi per detenzione di sostanze stupefacenti si trovava agli arresti domiciliari, ma un controllo dei carabinieri presso la sua abitazione gli è valso il ripristino della detenzione in carcere. A.N., di Gallipoli, al momento delle verifiche dei militari della compagnia locale nella tarda serata di giovedì scorso, era in compagnia di una persona non autorizzata a trovarsi nella sua abitazione, e con numerosi precedenti penali. Ad aggravare la situazione è stata la scoperta di un telefono cellulare che, secondo l’analisi dei tabulati telefonici, l’uomo avrebbe utilizzato per mettersi in contatto con D.C., recentemente arrestato per essere stato trovato con 30 grammi di eroina. Il gallipolino, date le violazioni incompatibili con la detenzione domiciliare, è stato condotto dai militari presso la casa circondariale di Borgo San Nicola.

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