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L'ex cinema Moderno

L’ex cinema Moderno

Parabita. Incentivi e finanziamenti per i parabitani virtuosi che smaltiranno l’amianto. Arriva, infatti, dalla Provincia di Lecce il sì definitivo al “Progetto rimozione amianto” presentato dal Comune di Parabita per la bonifica ambientale del territorio comunale.

L’organo provinciale cofinanzierà, in tal modo, con 10mila euro (a fronte dei 15mila richiesti) i privati cittadini o le aziende che, avvalendosi di ditte specializzate, prenoteranno la corretta bonifica di coperture, tettoie, lastre, pannelli, tegole, canne o serbatoi contenenti il pericoloso “cemento-amianto”. Il contributo sarà pari all’80% delle spese sostenute per gli interventi di rimozione, trasporto e smaltimento, per un massimo di 500 euro a famiglia.

Sempre nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente si inserisce  la recente ordinanza firmata dal sindaco Alfredo Cacciapaglia per il monitoraggio trimestrale dell’ex “Cinema Moderno” di via Vinci. La struttura, un tempo orgoglio cittadino, è chiusa dalla seconda metà degli anni ’80 ed essendo un edificio abbandonato risulta  potenzialmente pericoloso anche per la sua copertura. Secondo i risultati delle analisi condotte, su richiesta dell’Amministrazione comunale, dal servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Maglie, non sono presenti, al momento, fibre libere di amianto o sospetti danneggiamenti del materiale.

Ciò risulta dai tre campionamenti eseguiti in altrettanti punti esterni alla struttura. L’immobile rimane, tuttavia, sottoposto a controlli periodici per poter verificare l’andamento di un’eventuale usura della copertura.

Stessa cosa per il capannone dove sorgeva l’azienda “Paravita srl”, lo stabilimento industriale di imbottigliamento di acqua minerale, la cui situazione è sotto stretto controllo. Nel marzo 2012 era stata la stessa ditta a far pervenire al Comune le certificazioni di monitoraggio effettuate da un laboratorio specializzato. Le analisi non  evidenziarono rischi di contaminazione ambientale rendendo sufficiente solo un periodico controllo dell’area.

Recente è anche un’altra ordinanza relativa alla valutazione dello stato di manutenzione della copertura in amianto per un immobile privato sito in via Piave.

«Di recente abbiamo smaltito 12 quintali di amianto in aree pubbliche. L’impegno, anche per il Cime Moderno, dimostra le diverse modalità con le quali cerchiamo di aggredire la presenza di amianto sul terriotrio in attesa del censimento obbligatorio previsto dal Piano regionale», ha affermato il sindaco Cacciapaglia.

amianto

PARABITA. Dodici quintali di cemento-amianto e sette quintali di guaina sono il risultato dell’intervento di bonifica promosso nei giorni scorsi dall’Amministrazione comunale nelle campagne cittadine . Tra le  contrade interessate troviamo Santa Teresa, San Martino, Conche e l’extramurale di Levante, dove la polizia municipale aveva individuato alcune discariche abusive e improvvisate con pericolose quantità di materiali tossici e inquinanti.

Nuove operazioni di risanamento sono in programma nelle prossime settimane: tra gli obiettivi più immediati, la zona 167 e la vecchia strada per Tuglie, in prossimità e alle spalle del casello ferroviario, dove si è resa necessaria una pulizia straordinaria dei materiali inerti.

C’è tempo, inoltre, fino al 14 agosto, invece, per ritirare i nuovi kit domestici per la raccolta differenziata dei rifiuti, forniti da Igeco in seguito all’avvio del nuovo appalto biennale con il Comune (per un costo complessivo di circa due milioni di euro). In via Pasquale Russo (zona S. Eleuterio), nel deposito temporaneo della ditta, sono in distribuzione i quasi 5mila set di bidoncini per la raccolta di umido, vetro, metallo e carta. Per chi non avesse ricevuto i sacchetti per la raccolta della plastica, invece, possono essere ritirati gratuitamente presso gli uffici preposti nel palazzo comunale.

La sede del Consorzio di bonifi ca Ugento-Li Foggi

Ugento. La prima risposta della Regione è già arrivata: sono stati concessi dieci giorni di proroga per i termini di prescrizione al Piano di classifica per il riparto delle spese, approntato dl Consorzio Ugento Li Foggi.  Ma la  protesta non è finita.

In pochissimo tempo   sono state raccolte mille firme dall’Unione provinciale agricoltori  per chiedere alla Regione che tutto il Salento sia escluso dai comprensori di bonifica; l’ultimo Consiglio provinciale ha approvato a maggioranza un ordine del giorno con cui si chiede alla  Regione e ai consorzi di bonifica “Arneo” ed “Ugento-Li Foggi” l’immediata interruzione dei termini di prescrizione per consentire  “le necessarie modifiche dei piani di contribuenza, tali da renderli conformi alle realtà territoriali dei diversi Comuni e rispondente al dettato legislativo”.

Precedentemente 50 sindaci riunitisi in Provincia convocati dal presidente Gabellone, si erano dichiarati d’accordo  nel sostenere che la perimetrazione dei territori definita dal Piano è stata fatta in modo improprio e generalizzato includendo terreni di fatto esclusi dai vantaggi dell’opera di bonifica.   Perché il punto  su cui si discute animatamente da una  ventina di giorni e che ha suscitato contestazioni a più livelli sta tutto qui: deve pagare chi riceve reali benefici. Al momento l’invio delle cartelle riguarda oltre 190mila soggetti, tra aziende e semplici proprietari terrieri.

Fari puntati, quindi, sul Piano di classifica (in base, tra l’altro, agli indici idraulici e alle opere irrigue realizzate e gestite) redatto dalla società  Agriconsulting per conto del consorzio Ugento Li Foggi.

Quello che ha fatto insospettire è stata la  rapidità con cui si è giunti alla classificazione. Ecco la cronologia: il 13 marzo scorso la Regione Puglia ha approvato  la legge n. 4, con cui viene ridisegnata  la disciplina degli enti di bonifica presenti nel territorio pugliese; la settimana successiva è stato redatto, su commissione del Consorzio, il Piano di riparto di tutti i 78 comuni, che è stato inviato il 20 aprile ai Comuni per l’affissione all’albo; entro il 26 maggio i cittadini interessati avrebbero dovuto valutare la veridicità della classificazione  e notificare al consorzio  per evitare l’imposizione contributiva.

La legge regionale, infatti, dopo sette anni di assenza, e dopo una lunga serie di battaglie legali e sentenze (quella della Corte di Cassazione del 2009 stabiliva l’imposizione contributiva solo per i terreni che traggono un beneficio diretto e specifico e distingueva il perimetro di contribuenza da quello di attività del Consorzio), ha introdotto l’imposizione contributiva solo sui terreni “che traggono un beneficio diretto e specifico”,

Critiche e contestazioni, quindi, da parte dei Comuni ma c’è chi sottolinea anche il ruolo positivo che potrebbe avere il Consorzio. È il caso del direttore della Coldiretti di Lecce, De Serio, che parla della necessità di una opportuna riorganizzazione dei consorzi  e mette in guardia dal  far passare l’opinione che si tratti di carrozzoni inutili.

Intanto è stato approvato il programma annuale e triennale di manutenzione delle opere irrigue (sono 32 i distretti). Lo stato attuale delle strutture non è dei migliori: l’età media delle condotte è di 20 anni e “gran parte delle diramazioni interrate si trovano in condizioni precarie”,  i “quadri elettrici presenti hanno un’età di oltre 20 anni “questo fattore determina livelli di criticità e costi delle manutenzioni più elevati” i canali costruiti sono stati realizzati da oltre 40 anni  e per questo “occorre una costante e periodica manutenzione ordinaria, specialmente per quanto riguarda i recapiti finali e le foci a marea che interessano zone abitate a forte vocazione turistica”.

Insomma servono soldi per la manutenzione ordinaria e straordinaria: per il triennio 2012-14 sono previsti 16.235.000,00 e per  l’anno in corso 3.039.450.

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Una parte dell'ex discarica da bonifi care

Taurisano. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè e i versi avevano un significato chiaramente metaforico. A Taurisano, invece, stanno per diventare realistici.

Il sito dell’ex discarica  dei rifiuti solidi urbani in località “Marasculi”, infatti,  sarà bonificato e diventerà uno spazio verde da sfruttare per scopi naturalistici e socioculturali. Non si tratta di una cosa di poco conto. È in gioco un intervento su un’area di circa due ettari, che negli anni scorsi era stata già  oggetto di indagine di un piano di caratterizzazione finanziato dai fondi europei. Ora l’obiettivo principale è quello di eliminare una fonte di inquinamento ambientale del territorio, impedendo la diffusione dei contaminanti nel suolo, nel sottosuolo e nell’aria.

L’intervento avrà un costo complessivo di più di un milione di euro ed è stato finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dei Fondi europei di sviluppo regionale. La Regione  ha impegnato quasi 5 milioni di euro a favore  di sei amministrazioni comunali, cinque delle quali nel Salento, per la realizzazione di interventi di bonifica individuati dalla procedura negoziale attivata con le aree Vaste Salento 2020 – Vision 2020. Oltre  Taurisano hanno beneficiato dell’intervento: Presicce, Ugento, Maglie e Spongano.

Naturalmente soddisfatto l’assessore all’Ambiente Francesco Damiano che alla fine del mese scorso ha firmato a Bari il disciplinare che regola  i rapporti tra Regione Puglia e Comune per la realizzazione dell’interevento di bonifica dei siti contaminati.

«L’auspicio – dice l’assessore – è che questi interventi, oltre ad essere necessari per ripristinare e bonificare gli ambienti interessati, siano utili per sensibilizzare tutti i cittadini sulla necessità di prevenire e di evitare il ripetersi di fenomeni di inquinamento ambientale che danneggiano la più importante risorsa del Salento rappresentata dal proprio territorio». Per questo il Comune si impegnerà sul piano della prevenzione.

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Il Parco Montegrappa, preso d'assalto dalle formiche

Tuglie. Non si tratta di feroci tigri della Malesia e neppure di pittbull pronti ad aggredire i passanti, ma solo di piccolissime e innocue formichine.

Eppure, se le formiche sono così tante e per di più, a causa della presenza di numerosi nidi, promettono di diventare ancora più numerose, il problema potrebbe essere da non sottovalutare. Soprattutto se le formichine si trovano in posti abitualmente frequentati da bambini molto piccoli. ed ecco che anche il più innocuo degli insetti può risultare se non pericoloso, almeno fastidioso.

Sarà per questo – e anche per diverse lamentele arrivate dai genitori che sono abituali frequentatori del parco di Montegrappa – che il Comune ha finalmente deciso di intervenire. La spesa prevista per bonificare alberi e prati letteralmente infestati dalle formiche sarà di 900 euro comprensive di Iva.

Il Comune si è rivolto a due ditte di fiducia: l’Alfa&Omega di Copertino e la Progetto verde di Collepasso, chiedendo a entrambe di presentare un preventivo di spesa per la disinfestazione completa del parco. La prima azienda aveva chiesto un budget di 1.500 euro che, aggiungendo l’Iva, sarebbero diventati 1.800 euro. Ecco perché si è deciso di affidare i lavori alla seconda ditta, che da preventivo ha assicurato di poter liberare il parco dalle formiche attraverso tre diversi interventi e dietro il pagamento di una più modesta cifra di 750 euro che, anche aggiungendo l’Iva, non superano i 900 euro di spesa a carico del bilancio comunale.

Il responsabile del settore Lavori pubblici, patrimonio e ambiente, l’architetto Fiorella Petruzzi, ha firmato lo scorso 14 giugno la determina con cui si dispone l’avvio dei lavori, che dovrebbero concludersi prima della stagione turistica, in modo da consentire una piena fruizione del parco da parte dei visitatori.
Al geometra Angelo Bagnato è stato affidato il delicato compito di direzione e contabilità dei lavori.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...