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NARDÒLunedì 25 settembre i 27 scolari di Boncore raggiungeranno gli istituti di Porto Cesareo a bordo dello scuolabus. La lieta novella per le famiglie della frazione neretina arriva oggi, quando l’Amministrazione ha ufficializzato l’avvio del servizio dalla prossima settimana. La ditta affidataria è la “Autolinee Roberto & Dongiovanni”, a un costo per le casse comunali di 176 euro al giorno. Il caos è nato quando la scuola di Boncore è stata chiusa per numero estremamente basso di iscritti, costringendo così le famiglie a trasferire i figli nelle scuole di LEverano, Veglie e Porto Cesareo. Con quest’ultimo Comune è nato un tira e molla durato mesi, che ha portato anche a momenti di tensione. Soddisfatta l’assessore all’Istruzione Maria Grazia Sodero, che tuttavia non risparmia attacchi al Comune di Porto Cesareo: «L’interesse dei bambini viene prima di tutto – dichiara l’avvocatessa di “Andare Oltre” – e a scanso di equivoci, ritengo corretta la decisione delle famiglie di spostare i figli altrove, visto che non è accettabile far frequentare loro una “pluriclasse” con studenti di età diverse e ovviamente diverse esigenze didattiche. Ma la presenza della scuola a Boncore, in ogni caso, ci aveva indotto lo scorso anno ad assicurare il servizio in via eccezionale, presupposto venuto meno in questo anno scolastico. Aggiungiamo così il settimo segmento di trasporto scolastico dopo averne ereditati solo quattro nel 2016 ed è un sacrificio rilevante della comunità neretina per supplire in un compito che nel caso specifico la legge assegna a un altro ente che non ha avuto la diligenza, la sensibilità e la responsabilità per svolgerlo. Nella consapevolezza che è una decisione paradossale e pericolosa, perché legittima il principio che una famiglia neretina che iscrive il figlio in uno qualsiasi dei 97 comuni della provincia, possa pretendere poi dal Comune di Nardò il servizio di trasporto. E non a caso la legge stabilisce una cosa diversa». « Resta l’amaro in bocca – sono invece le parole del consigliere Paolo Maccagnano (Fronte Democratico) – perché abbiamo dovuto superare anche le speculazioni dell’opposizione e l’azione chirurgica di mettere benzina sul fuoco tra i residenti di Boncore. Questo perché a loro non interessa la risoluzione dei problemi ma il loro misero tornaconto politico, per il quale non risparmiano strumentalizzazioni sui bambini. L’aspetto più curioso è che l’anno scorso i consiglieri di opposizione contestavano all’amministrazione di aver deciso il trasporto eccezionale su Porto Cesareo, oggi gli stessi lo reclamano a gran voce. C’è malafede oppure gran confusione». Per Cesare Dell’Angelo Custode, anch’egli come Maccagnano consigliere comunale di maggioranza di area Emiliano, “questa amministrazione alla fine dei conti ha ulteriormente allargato il servizio di trasporto scolastico. Ai consiglieri di opposizione resta l’ennesima magra figura”. Chiamata in causa, arriva la replica della minoranza consiliare. «Se il servizio è stato garantito – dichiarano i consiglieri Pd Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano – è merito di una battaglia portata avanti dai genitori degli alunni, ai quali abbiamo offerto supporto senza badare alle loro simpatie politiche. E se da un lato possiamo dirci soddisfatti per il servizio che, è bene ricordarlo, è garantito per adesso fino al 31 ottobre, dall’altro non possiamo non constatare le strumentalizzazioni di “personaggi” come Maccagnano e Dell’Angelo Custode». Le polemiche evidentemente  proseguiranno anche dopo il suono della campanella.  

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Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Marcello Risi e Roberto My

Nardò – A Boncore “apriremo nuovi uffici a servizio della comunità, ritenuti più corrispondenti ai bisogni dei cittadini”. Con questa lettera firmata dal dirigente comunale Gabriele Falco e datata 18 settembre, l’Amministrazione comunale invita la Pro loco di Boncore a lasciare l’immobile di via Santa Chiara che da molti anni ospita l’associazione presieduta da Antonio Parente. La piccola frazione neretina torna quindi a far parlare di sé a pochi giorni dal “caso scuolabus”, dove ad alcune famiglie della località ad oggi non è ancora garantito il trasporto scolastico per i bambini iscritti negli istituti di Porto Cesareo dopo la chiusura del plesso di Boncore. C’è chi ritiene però che le due questioni – proteste per lo scuolabus che non c’è e sfratto della Pro loco – siano collegate. «Il Sindaco – scrivono i consiglieri comunali dem Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano – sfratta la Pro Loco perché ha ospitato i genitori degli alunni di Boncore, che in maniera sacrosanta portavano avanti una battaglia per il riconoscimento di un diritto loro e dei loro figli, quale il servizio di trasporto pubblico scolastico. Lo fa nello stesso giorno (lunedì 18) in cui le madri dei piccoli alunni della frazione si recano in Municipio per far sentire la propria voce. Molto probabilmente – concludono i due consiglieri comunali – la colpa della gente di Boncore, della Pro Loco e di chi la guida è stata quella di chiedere sostegno alla parte politica “sbagliata”, quella a lui avversa».

Non c’è solo il Pd a stigmatizzare il comportamento di Mellone ed a sospettare una sorta di rappresaglia. Per il suo predecessore, Marcello Risi, la città vive in “un rosario senza fine”, con l’ennesimo sfratto dopo quelli “della Società operaia, delle associazioni ‘Emigranti’ e ‘Finanzieri’ e altri sodalizi”. Per quanto riguarda Boncore, secondo Risi l’attuale Amministrazione comunale “ha contribuito alla chiusura della scuola elementare, soppresso gli scuolabus per i ragazzi della frazione e ordinato lo sfratto alla Pro Loco (considerata troppo autonoma)”. Altro attacco arriva dal consigliere comunale Roberto My (Art.1): «L’Amministrazione precedente (di centrosinistra) – ricorda My –  in stretta sintonia con i dirigenti scolastici aveva posto in essere provvedimenti necessari a garantire il servizio di pre e post scuola, con proficue relazioni istituzionali e deroghe che avevano consentito il mantenimento delle classi elementari nel Villaggio Boncore (pur se con l’accorgimento delle pluriclassi). In quel periodo gli alunni residenti nel comprensorio di Boncore usufruivano anche del servizio di scuolabus. Una Amministrazione che, invece, sottrae progressivamente servizi alle comunità più disagiate perché più lontane dal centro cittadino, viene giustamente percepita da quelle comunità come insensibile e distante. E nessuno deve recriminare se i cittadini di Boncore hanno preferito iscrivere i loro figli nelle scuole di Porto Cesareo». Il Sindaco Giuseppe Mellone, interpellato, al momento non ha inteso replicare; dal suo staff fanno sapere che sabato 23 settembre la vicenda avrà una risposta in una conferenza stampa. C’è infine chi sottolinea un dato politico: alle elezioni amministrative del 2016 Boncore si rivelò un piccolo feudo del centrosinistra, al primo turno la coalizione di Risi conquistò il 61% e al ballottaggio superò il 70%.

Nardò – La vicenda della chiusura del plesso scolastico nella frazione di Boncore, con le conseguenti difficoltà legate ai trasporti per gli scolari costretti a postarsi ni paesi vicini, Porto Cesareo in primis, ha assunto martedì le tonalità di uno scontro anche fisico. Se il confronto finora era stato sì teso, ma soltanto a livello verbale, nella giornata di ieri il registro è cambiato, con un principio di colluttazione – stando a quanto ricostruiscono il Sindaco Giuseppe Mellone ed i suoi sostenitori – in cui è volato qualche ceffone all’indirizzo del consigliere Paolo Maccagnano: “Oggi il consigliere Paolo Maccagnano è stato schiaffeggiato da una persona durante un confronto pubblico a Boncore” scrive Mellone, evocando il “clima che l’opposizione ha creato tra i residenti di Boncore, bombardati da falsità e raggiri”.

L’incontro cui ci si riferisce era stato indetto proprio per venire a capo del problema bus; oltre alla presenza dei residenti e dei delegati del Sindaco, c’erano due consiglieri di opposizione Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano; quest’ultimo pochi giorni fa aveva acceso i fari sulla problematica questione, al quale aveva risposto con l’assessore all’istruzione Mariagrazia Sodero illustrando alcune ipotesi di soluzione del problema. “Considero – ha attaccato ancora Mellone – Siciliano e Piccione i responsabili morali di quanto accaduto”. Al malcapitato consigliere sono giunte attestazioni di solidarietà da più parti. a partire dai propri colleghi in Consiglio. “Il Pd – si afferma in una nota dei democratici a firma del segretario Salvatore Falconieri — condanna fermamente il deprecabile gesto messo in atto ai danni del consigliere di maggioranza, nei confronti del quale manifesta ampia solidarietà. Nello stesso tempo – aggiunge Falconieri – rispedisce al mittente le dichiarazioni rilasciate dal sindaco secondo il quale l’accaduto sarebbe da addebitare esclusivamente al modo di fare politica dei consiglieri di opposizione”.
“Non si può giocare con le necessità delle persone”, afferma dal canto suo il consigliere Maccagnano, il quale nel primo pomeriggio di oggi con una nota ha fatto sapere che ha accettato le scuse che gli sono state presentate e che considera l’episodio definitivamente chiuso. “Il mio riferimento – chiarisce il consigliere – è ai consiglieri di opposizione che sebbene abbiano censurato l’accaduto, non hanno avuto l’intelligenza di comprendere che il grave episodio si è verificato anche e soprattutto a causa dei continui attacchi all’Amministrazione comunale”.

“Io ero lì per trovare una soluzione – scrive il consigliere Siciliano in una lettera aperta a Mellone – non per fomentare gli animi in una situazione di disagio molto avvertito e in un clima teso. Siamo stati i primi, io e il collega Daniele Piccione, a condannare quel ceffone, i primi a manifestare a Maccagnano il nostro rammarico”. Per i due consiglieri, venendo al problema sul tavolo, c’è da fare un protocollo d’intesa con Porto Cesareo per fissare alcuni punti fermi e risolvere il problema scuolabus.

Commenti molto critici verso il governo Mellone sono venuti infine anche dal coordinamento cittadino di Articolo 1 e dall’associazione culturale ep olitica “Nardò Bene Comune”. I primi vedono nell’aggressione al consigliere comunale “lo speccho fedele del degrado che investe da alcuni anni i rapporti tra i rappresentanti delle Istituzioni e tra gli stessi e la cittadinanza”. Dopo aver respinto il “gesto inconsulto del cittadino di Boncore”, Articolo 1 rileva “l’imbarbarimento del linguaggio e del confronto politico, che è anche il prodotto del modo rabbioso e aggressivo l’attività politica di Mellone quando era in minoranza ed anche adesso”.
“Un elettore ha schiaffeggiato un consigliere comunale perché, a suo dire, stanco di essere preso in giro sulla situazione delle scuole a Boncore. Mellone ha dato la colpa del fattaccio ai consiglieri di opposizione. Entrambi i fatti sono da condannare fermamente”: inizia così la nota di Nardò Bene Comune, che considera “falso che questo episodio di violenza sia da imputare ai consiglieri di opposizione”. “Oggi dobbiamo sottolineare altro: qualcosa di più grave. Da oggi, il sindaco (o chi scrive i suoi post) accusa esplicitamente l’opposizione – è l’accusa – di essere responsabile di violenze fisiche. Da oggi il sindaco ha deciso di portare lo scontro dalle idee alla violenza fisica. Ha detto ai suoi sostenitori che sono sotto attacco di violenze fisiche. Un fatto gravissimo”.

Nardò – Boncore: fa ancora discutere la chiusura del piccolo plesso scolastico che in questi anni aveva servito la frazione neretina, situata a ben 23 chilometri dal centro abitato. La scuola (rispondente al Polo 3) ha definitivamente chiuso i battenti nello scorso giugno. Oggi è il consigliere di opposizione Lorenzo Siciliano a puntare nuovamente i fari sulla vicenda, mettendo in luce le difficoltà coi trasporti di chi ora si vede costretto a frequentare le scuole dei comuni limitrofi: “Questa mattina (11 settembre, ndr) ho incontrato personalmente le decine di genitori letteralmente inferociti per questa incredibile vicenda – fa sapere l’esponente pd attaccando l’Amministrazione – ed ho garantito loro il mio impegno pieno che si tramuterà, già domattina, in una richiesta di ordine del giorno di Consiglio Comunale, con una proposta di protocollo d’intesa tra il Comune di Nardò e quello di Porto Cesareo perché si metta subito a disposizione della frazione uno scuolabus che possa trasportare i bambini e le bambine presso le loro scuole”.
Non tarda ad arrivare la replica dell’assessore all’Istruzione Maria Grazia Sodero: “La chiusura della sezione pluriclasse in località Boncore – precisa in una nota l’assessore – è stata decisa dall’ufficio scolastico territoriale vista la penuria di iscrizioni: solo sette per quest’anno. I Comuni di Leverano e Veglie – sottolinea – hanno chiesto l’autorizzazione per poter transitare nel nostro territorio e raggiungere le famiglie di quell’area, garantendo così il servizio trasporto. Porto Cesareo non ha inteso procedere nella stessa direzione, ma da parte nostra – afferma – c’è la disponibilità a trovare un’intesa nell’interesse degli studenti”. Infatti gli amministratori cesarini si sono detti disponibili a condizione che gli scolari siano accompagnati fino al territorio di Porto Cesareo.

Nardò. Bandi regionali, il Comune pensi a Boncore. La richiesta arriva dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Daniele Piccione. «La regione Puglia – spiega Piccione – consente ai comuni di piccole, medie e grandi dimensioni di partecipare a un bando per progetti di “Rigenerazione Urbana Sostenibile”. Entro il 30 Ottobre i Comuni possono candidarsi come “Autorità Urbana” previa dimostrazione di capacità amministrativa e sulla base di una proposta di strategia integrata per lo sviluppo urbano sostenibile». Da qui la richiesta dell’esponente del centrosinistra, che lo scorso 8 agosto ha presentato apposita interrogazione chiedendo all’amministrazione comunale quali saranno gli intendimenti a riguardo (alle ultime comunali Boncore, località al confine con Porto Cesareo, risultò una sorta di “feudo” del centrosinistra, che in quel seggio superò il 60%). «La pro loco del Boncore – aggiunge infine Piccione – ha tra l’altro rinnovato a giugno una proposta progettuale da inserire nel “Documento programmatico per la Rigenerazione Urbana” riferito alle contrade di Boncore, Santa Chiara, Donna Menga e Case Arse alla luce dei nuovi Bandi regionali Regionale di interventi dei Programmi Integrati per la rigenerazione Urbana Fondi Comunitari FP.O. FESR – FSE 2014-2020».

La piazzetta di Santa Caterina e in basso da sinistra Edoardo Fonte (Lampara) e Antonio Inguscio (Pro loco)

La piazzetta di Santa Caterina 

NARDÒ. Navigare in internet gratuitamente in alcune zone del territorio. È il servizio messo a punto dal Comune e che funzionerà per le 24 ore. Basterà un notebook o un palmare, smartphone o tablet dotato di ricevitore wi-fi e ci si potrà collegare facilmente. Fornitore e gestore del servizio è la società Fastweb. Le sei zone prescelte per il servizio gratuito sono Boncore (per 50 utenti contemporanei), piazza Castello (100 utenti), piazza Salandra (150 utenti), piazza Sant’Antonio (50 utenti), piazza Sant’Isidoro (50 utenti), piazza Santa Caterina (100 utenti), piazza Nardò a Santa Maria al Bagno (100 utenti), zona 167 (50 utenti). “Diamo vita a una rete comunale wi-fi – spiega Andrea Giuranna, consigliere delegato all’Innovazione – che è uno dei servizi in grado di avvicinare la nostra città a una dimensione finalmente smart e al passo con i tempi. Speriamo in questo modo di far crescere la cultura digitale e di favorire il diritto di accesso alla rete da parte di tutti. La scelta dei luoghi non è casuale, visto che accanto ad aree simboliche e molto frequentate come piazza Salandra, figurano luoghi periferici come Boncore o Sant’Isidoro che hanno una dotazione di servizi certamente bisognosa di implementazione”.

scuola nardoNARDÒ. Un plesso che non ha avuto le opportunità che gli spettavano. Sembra questa la tela su cui è dipinta la situazione della frazione neretina di Boncore, a 23 km dalla città: qui da diversi anni è attivo un plesso di scuola primaria che lavora con pochi bambini divisi per interclassi (in quest’anno scolastico si contano una ventina di iscritti) in una struttura che risulta fornita e in ottimo stato. Tre docenti sono all’attivo nel plesso: tutte hanno scelto di rimanere di ruolo nella frazione pur provenendo dai comuni limitrofi, per cercare di tenere viva la sede amministrata dal Polo 3. Ci sarebbero state le possibilità per far partire, quest’anno, una classe di scuola dell’infanzia, con ben 18 iscrizioni già pronte e una grande richiesta da parte delle poche famiglie residenti nel “villaggio”, che sono state, con l’inspiegabile stop alle procedure, costrette anche quest’anno a far frequentare ai figli le scuole di Porto Cesareo e Leverano: disagi ad aumentare, visto che in molti sono costretti a prelevare i bambini prima dell’orario della mensa, che arriverebbe a costi spropositati in quanto provenienti da un altro comune. Oltre al danno, la beffa: con i fondi per il diritto allo studio da anni il Comune mette un bus a disposizione dei ragazzi in età di scuola media, per far frequentare loro l’istituto di Porto Cesareo, ma stando ai fatti pare ci siano anche degli alunni di scuola elementare che usufruiscono del servizio, svuotando ulteriormente l’utenza di Boncore, che già dal prossimo anno – con l’uscita di sette bambini di quinta elementare – rischia di chiudere.

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BoncoreNARDÒ. Otto milioni di euro per dotare finalmente gran parte delle marine (esclusa S. Maria al Bagno, già fornita), Pagani-Cenate, Vacanze serene e Boncore di rete fognante per un regolare smaltimento dei reflui domestici. La deliberazione della Regione è di fine maggio, pubblicata in questi giorni, e riguarda anche altri centri del Salento con problemi analoghi (vedi Gallipoli con Rivabella, Baia verde e Lido Conchiglie). Nel caso di Nardò gli 8 milioni metteranno in sicurezza igienico-sanitaria e ambientale gran parte degli agglomerati costieri d’estate densamente popolati e frequentati. La somma è per 6 milioni a carico della Regione e per 2 milioni a cairo dell’Autorità idrica pugliese. “Le opere finanziate – si legge in una nota dello staff del Sindaco – rientrano nel quadro dell’accordo sottoscritto fra il Sindaco Marcello Risi, il Presidente della Regione Michele Emiliano e i vertici dell’Acquedotto pugliese e dell’Autorità idrica pugliese”. Dell’accordo fa parte anche la realizzazione della condotta sottomarina per un importo aggiuntivo di 3 milioni di euro. “Si tratta, com’è noto – si sottolinea nel comunicato del Comune –  del progetto che il sindaco Risi, d’intesa con Michele Emiliano, ha ritenuto di sospendere per verificare, anche con esperti della Regione Puglia e con esperti del Ministero dell’Ambiente, soluzioni alternative allo scarico a mare. La somma stanziata resterà, comunque, a disposizione del territorio di Nardò per eventuali ipotesi alternative alla condotta”.

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