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bolla vescovile

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NARDÒ. Già dal suo primo ingresso in diocesi, il 16 settembre 2013, si era capito che nulla sarebbe stato più come prima. Infatti, in appena un anno, i primi frutti non si sono fatti attendere, anzi si possono già cogliere. Ai segni del potere, monsignor Fernando Filograna (foto) preferisce il potere dei segni. Eccolo, camminare spesso per strada come un qualsiasi prete, senza croce pettorale e senza zucchetto rosso in testa.
L’impressione è che ci si trovi davanti ad un pastore che non disdegna di impregnarsi dell’odore del suo gregge e che comunque guarda più alla sostanza delle cose e all’efficienza. Per rendersi personalmente conto delle diverse realtà, ha visitato tutte le parrocchie dei 18 comuni, ha già disposto i primi avvicendamenti di parroci ed ora, acquisito quanto necessario e con il coinvolgimento di tutto il clero, ecco la notizia inedita: dal primo ottobre prossimo la curia avrà, per la prima volta nella storia della diocesi, il proprio Statuto.
La bolla vescovile di promulgazione è del 3 settembre: costituito da tre parti e 57 articoli il documento è già stato presentato ai nuovi vicari e ai direttori degli uffici di curia e il prossimo 26 settembre verrà ratificato dall’assemblea presbiterale.

Così si volta definitivamente pagina, a tutto vantaggio della trasparenza ed anche della collegialità: pure i fedeli laici non ne resteranno esclusi, giacchè per essi sono previste specifiche ed autonome competenze. La Chiesa si apre, dunque. «Fin dai primissimi tempi del mio servizio – scrive il presule nominato da papa Francesco – ravvisavo la necessità di una riforma della curia, al fine di definire con sempre maggiore chiarezza ed efficacia le competenze degli uffici che la compongono». Non più prassi più o meno consolidate, quindi, ma regole certe per tutti. E dunque, meno burocrazia e più attenzione ai bisogni dell’uomo: la chiesa locale non più centripeta, ma immersa nel quotidiano, per meglio condividerne problematiche e aspettative. Nel solco tracciato dal vescovo di Roma. Snellimento al massimo degli uffici di curia, cui sovrintenderanno, secondo le statuizioni del diritto canonico, oltre che il vescovo ed il vicario generale, mons. Gino Ruperto di Alezio, ora altri quattro vicari e precisamente: per l’area giuridica don Luca Albanese di Casarano; per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis di Copertino e parroco a Gallipoli; come don Piero Nestola, per le problematiche sociali, già nominato anche delegato per le Marine; per le Persone e gli stati di vita don Adriano Dongiovanni di Casarano. Infine, particolare non da poco, sarà possibile anche l’assunzione di personale dipendente, secondo i contratti collettivi di lavoro. Ora si attende il comunicato ufficiale per conoscere anche i vari uffici di curia ed i loro direttori, ma tutto lascia intendere che avverrà all’insegna del rinnovamento e del decentramento amministrativo.

Voce al Direttore

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