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La piazza di Felline, meta turistica estiva, dove si affacciano alcuni ristoranti. Il centro della frazione è anche sede di numerose sagre

La piazza di Felline, meta turistica estiva, dove si affacciano alcuni ristoranti. Il centro della frazione è anche sede di numerose sagre

FELLINE. Destagionalizzazione, qualità, servizi, infrastrutture, crisi, collaborazione, promozione turistica, eco-sostenibilità. Sono le parole più ricorrenti tra gli imprenditori della ristorazione e del turismo di Felline, al termine di una stagione difficile (anche per il meteo) che ha confermato le grandi potenzialità della nostra terra ma anche le lacune che accusa in diversi settori. Emerge chiara la voglia di collaborare e di differenziare maggiormente la proposta turistica, mantenendo alto lo standard qualitativo.

L’associazione “Felline Officina Turistica” presieduta da Marta Cesi, titolare dell’enoteca “Vite colta”, ne è un esempio: riunisce alcuni professionisti della ristorazione, dell’accoglienza e della produzione agricola per promuovere il progetto “Felline – Borgo del buon vivere”, nato per rendere il paese più vivibile ed eco-sostenibile. «Offrire più servizi al turista, valorizzare le bellezze del territorio e avere cura dell’ambiente circostante» è la ricetta di Cesi. Per Mario Ferocino (“Il muraglione” e “Cisternella”) è fondamentale la qualità dei cibi da servire al cliente. Stagione soddisfacente per Antonio D’Agostino (“Il mulino di Alcantara”) che, però, riporta le lamentele dei turisti per l’assenza del servizio Bancomat. Per Fabiano Viva (“Posto divino”) “servono scelte politiche forti per puntare ad un turismo elitario, potenziando infrastrutture e servizi anche per cercare di destagionalizzare il flusso turistico”. Antonella De Vitis (“Antico monastero”) auspica un serio intervento delle istituzioni: «Bisogna vendere ai turisti l’intero “Pacchetto Italia”, di modo che si riesca a portare nel Salento anche chi va a visitare le città d’arte del Nord e del Centro».

officina turistica piazza castello

FELLINE. L’“Officina turistica” a Felline rimane aperta, anche e soprattutto ora che l’estate è finita. L’obiettivo della neonata associazione di ristoratori e operatori in altri settori, dopo un luglio e agosto più che positivi, è destagionalizzare i flussi di vacanzieri e “spostarli” da Lecce, attirandoli nel piccolo borgo con attività e servizi che una città non può offrire.

«Finora la risposta dei visitatori alle nostre iniziative – tira le somme la presidente Marta Cesi – è stata buona: la rassegna musicale e il mercatino vintage organizzati in piazza Castello sono andati alla grande. Ma ora dobbiamo concentrarci sul “dopo estate”, cercando la collaborazione con le agenzie turistiche del posto per confezionare pacchetti turistici che riescano a far tornare i turisti qui da noi, magari proponendo loro percorsi archeologici,  visite in aziende agricole e altre cose caratteristiche».

L’alta stagione non ha deluso, certo, e questo fa sì che adesso, i 9 componenti dell’associazione vogliano puntare più in alto, ma non senza prima risolvere alcune criticità emerse: «Si dovrebbe potenziare – osserva la Cesi – il numero dei posti letto, ancora troppo basso rispetto al numero dei posti a sedere nei vari ristoranti; inoltre ci sarebbe bisogno di un posto dedicato per le esibizioni musicali, oltre che di una sede ufficiale dell’associazione dove poter esporre e vendere i nostri prodotti». Ne fanno parte le shopper bag che recitano “Mangio bene, dormo bene, vivo meglio”: parte del ricavato sarà devoluto al Rifugio per animali di Alliste e Felline, mentre il resto verrà utilizzato per sostenere, come si legge sulle locandine, “la crescita ecosostenibile del centro storico”.

L’Officina turistica, d’altra parte, è stata fondata proprio allo scopo di “ottenere per il nostro borgo – spiega la presidente – un marchio territoriale sotto il quale il comportamento degli operatori s’indirizzi verso la buona accoglienza, la sostenibilità ambientale, la diffusa fruibilità dei monumenti”. Per ora, all’ambizioso progetto, hanno aderito in 9: i ristoranti “Antico monastero”, “Il Muraglione”, “Posto divino” e “Il Mulino di Alcantara”; i bed & breakfast “Dolce Felline”, “Porta terra” e “Felline in b&b”; lo studio di grafica e web designer “Progetty” e l’enoteca “Vite colta”.

«La collaborazione tra di noi è stata fruttuosa – conclude la Cesi – ma ovviamente ci auguriamo di essere sempre più numerosi in modo da essere d’esempio anche per gli altri paesi».

L’Officina turistica è anche social: sulla pagina Facebook si trovano i filmati delle serate e gustose videoricette.

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tende in pineta gallipoli

GALLIPOLI. Quanti euro saranno incassati con la tassa di soggiorno a carico dei vancanzieri? Le prime cifre stanno cominciando a ballare, in attesa di dati certi. A Gallipoli dall’Ufficio che segue l’applicazione della tassa al suo debutto, parlano di appena 20mila euro nella seconda quindicina di agosto ma non  disperano di raggiungere i 150mila complessivi previsti in bilancio alla colonna “entrate”. Ma come, oltre 200mila presenze e così pochi soldi? Ma chi affitta garage, magazzini, stanze di certo non denuncia niente. «La massiccia presenza sul territorio di case-vacanze rende difficile incassare il dovuto», è la risposta. Ma la maglia nera del turismo “in nero” spetta, almeno fino all’anno scorso, a Ugento che  ha battuto Lecce, Otranto, Nardò, Salve e Melendugno. Però le marine ugentine, con i villaggi turistici aperti da maggio a ottobre, una bella somma al Comune l’assicurano: 375mila euro nel 2012.

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bici spiagge gallipoli

Legambiente Gallipoli scrive a Piazzasalento. “Sono state tante le biciclette in circolazione a Gallipoli che in alcune ore sembrava Amsterdam”, commentano i volontari del cigno verde, attenti osservatori di fenomeni che vanno incontro all’ambiente, diminuiscono l’inquinamento da idrocarburi e rendono più vivibile la città. Centinaia, forse migliaia di bici, in gran parte utilizzate da giovani, arrivati in treno o in pullman e comunque da chi ha preferito una via più lenta ma sicura davanti a rischi reali di alcol test. Imprenditori privati, da almeno un paio di anni, hanno fiutato l’affare e c’hanno azzeccato. Ma questa tendenza come sarà valorizzata dall’Amministrazione pubblica? Piste ciclabili, rastrelliere, le prime cose che vengono in mente. Per fortuna, col Sac “Salento di mare e di pietre” è previsto anche un attrezzato sistema di bike-sharing

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rifiuti a Baia verdeGALLIPOLI. Pubblichiamo la lettera di un lettore di Alezio a Piazzasalento.

“Gallipoli, agosto: – al semaforo,ci sono i tizi del circo che distribuiscono biglietti omaggio: la macchina davanti a me (targata Lecce, probabilmente/presumibilmente di Gallipoli) dopo una decina di metri,butta via i biglietti fuori dal finestrino; – vedo un ragazzo (di Gallipoli) uscire dal tabaccaio, scarta le sigarette e butta a terra le cartacce, pur avendo il cestino a pochi cm da lui; – al Martinucci una ragazza, sempre di Gallipoli, butta a terra i fazzoletti che avvolgono il cono gelato; – sulla via di Gallipoli, prima dell’ospedale, da una macchina (sempre targata Lecce,  sempre presumibilmente di Gallipoli) è volata una bottiglia di vetro. Ora mi raccomando, lamentatevi ancora dei turisti, ma sappiate che la scusa vale solo un paio di mesi all’anno”.

Carlo Piccinno – Alezio

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Oggi, alle 13.30, la rubrica “Sì viaggiare” del Tg2 ha mandato in onda il Salento: quello delle Bandiere Blu, quello del “mare pulitissimo e dei servizi d’accoglienza di qualità”, come si ascolta nel breve servizio dedicato. Melendugno, Borgagne, Otranto, Castro e Salve: queste le località raccontate dalla nota trasmissione.

Cliccando sul link, si può accedere al video relativo: il Salento è protagonista dal minuto 3.30! 😉

Tg2 – Sì Viaggiare.

turisti stranieri

turisti stranieri a Gallipoli

L’estate è finita, ma della Puglia e del Salento si continua a parlare, nel bene e nel male. Di positivo c’è la notizia che IlSole24ore ha pubblicato nella giornata di ieri: da un’analisi congiunta dei primi dati (offerti da Trenitalia, Aeroporti di Puglia e il motore di ricerca hotel Trivago), la Puglia risulta la meta preferita dai turisti stranieri per la stagione 2013. Americani, Giapponesi, Tedeschi, Russi, Spagnoli, Cinesi, Inglesi e Francesi: la maggior parte di loro ha trascorso le vacanze nello stivale d’Italia, mentre Sardegna e Sicilia occupano il secondo e terzo posto nella lista delle regioni italiane più desiderate. Si tratta di un primato prezioso, certamente, e di cui è necessario far tesoro, per poter essere sempre più competitivi a livello di qualità.

 

 

premio barocco 2012

foto di Emiliano Picciolo

GALLIPOLI. Ritorna il Premio Barocco, per la sua 44esima edizione, il 12 settembre alle 21 presso il Teatro Italia di Gallipoli. La data scelta non è casuale: “Programmare l’evento nel mese di settembre – spiega il patron Fernando Cartenì – ci ha concesso la possibilità di lavorare più serenamente e in modo più programmato, oltre a stipulare degli accordi con gli operatori turistici del Salento. Sono stati stilati, infatti, veri e propri pacchetti, già da tempo divulgati su scala nazionale. Ogni anno, infatti, riceviamo decine e decine di richieste, da parte di appassionati provenienti da tutta Italia”.

Ci prova, dunque, la storica manifestazione che affonda le sue radici nel 1969, a prolungare l’estate gallipolina, con l’augurio che si radichi un fenomeno come quello del turismo in bassa stagione.

A parte la scelta del periodo, la formula delle kermesse rimane la stessa: verranno insignite della Galatea Salentina le personalità di spicco nei vari settori professionali. Per la diretta televisiva, Sky passa il testimone al Gruppo Norba.

spiagge e tende gallipoli

GALLIPOLI. “Capitale del turismo giovanile”, “Paese dei balocchi”, “Nuova Rimini”, “Nuova Ibiza”, sono alcune delle definizioni in cui ormai giornalmente ci si imbatte quando si parla di Gallipoli. Il dato è certo e persino i Tg nazionali parlano di un turismo in netta crescita per la cittadina jonica in controtendenza con altre, pur importanti e note,  località. Ma il turismo a Gallipoli fa discutere, perché se un incremento significativo  c’è stato, quello che invece è mancato, almeno nella fase centrale di agosto, è stata la qualità anche secondo l’opinione di qualche addetto ai lavori, di molti residenti e turisti e dell’assessore regionale Silvia Godelli.

Il fenomeno in effetti è di tale portata da essere sotto gli occhi di tutti. Ad attrarre migliaia di giovanissimi, la movida con discoteche, lidi e locali notturni per musica live.  Primo fra tutti il Parco Gondar con un’offerta musicale degna, sulla carta, dei grandi parchi londinesi, che ha portato sul palco artisti di  fama internazionale, alcuni dei quali hanno scelto il Salento come unica data al sud o addirittura in Italia.

Le “Cave”, discoteca molto apprezzata e frequentata  che ha organizzato serate con grandi ospiti musicali e noti dj  ed ancora  i Lidi trasformati in vere discoteche aperte praticamente tutto il giorno con feste a tema e  aperitivi. Un modello di successo che in un paio d’anni  ha fatto il giro dello stivale, tanto da diventare un’icona, alcune discoteche piemontesi  hanno persino organizzato dei “Gallipoli party”. Anche alla nota compagnia aerea Ryan Air non è sfuggito l’affare e, nella sua campagna promozionale,  ha individuato nel concerto degli “Skunk Anansie” il 14 al Gondar, l’evento più interessante della Puglia organizzando un volo low cost a soli 19 euro.  Una vittoria, verrebbe da pensare se non fosse per il fatto che Gallipoli deve registrare alcuni punti di riconosciuta criticità.

Abusivismo commerciale, appartamenti super affollati, decine e decine di tende accampate sul litorale, spiagge invivibili le prime ore del mattino, atti vandalici, una media di 80 interventi giornalieri del 118 solo per problemi legati all’abuso di alcol, patenti ritirate, sequestri di droga, violenze ambientali e non solo (si parla con insistenza di un presunto stupro).

Lido San Giovanni, Conca d’Oro e Baia Verde  le zone più disagiate con residenti che lamentano la sporcizia e l’impossibilità del riposo notturno, (su facebook è apparso anche  un video denuncia) e mentre qualcuno si ingegna per imitare questa formula vincente qualcun altro va via sbattendo la porta e giurando di non tornarci più.

turisti al mare

SANNICOLA. Agosto tempo di vacanze e di amicizia. E Marcello, Emanuela, Valentina, Ivano, Agostino, Emanuele e Mattia sono un allegro  gruppo di amici, poco più che ventenni, che si incontrano per il caffè al bar del villaggio “Mesciu Peppe” a Lido Conchiglie. I primi tre (rispettivamente di Napoli, Como e Cutrofiano) sono turisti, mentre  tutti gli altri di Galatone e lavorano, chi come cameriere, chi come aiuto cucina, nei vari locali della zona.

«Vengo a Lido Conchiglie da molti anni – racconta Emanuela – da quando ero bambina e ogni anno incontro la mia migliore amica Valentina. Da bimba ero soddisfatta della vacanza “tutto mare”, alternata alla sala giochi dello stabilimento balneare. Ora inizio a notare che, essere senz’auto a 20 anni a Lido Conchiglie è un problema». Le fanno eco gli altri ragazzi che apprezzano, invece, quello che viene organizzato per gli anziani. «Potrebbero pensare, però, anche a noi, con serate di divertentismo e balli di gruppo, sale giochi e lo stesso karaoke, ma con musiche attuali», affermano. Anche l’offerta commerciale potrebbe essere riadattata, “con negozi di borse e scarpe adatti alla nostra età”, proseguono le ragazze.

A Rivabella, invece, un gruppo di turisti milanesi appena arrivati si gode il fresco ai tavolini del Ponticello. Sono Marika, Cristian, Ilenia, Luca, Simona e Roberto, milanesi doc, e Francesca, originaria di Bari ma da 5 anni a Milano. «Cerchiamo mare, relax e divertimento», confessano. Marika e Roberto sono stati a Gallipoli a giugno e, rimasti contenti, sono tornati ad agosto con il gruppo di amici. «Ma siamo rimasti incastrati nel traffico della Baia verde – raccontano – e non ci è piaciuto. Ma ad agosto è così e per lavoro non possiamo che venire in questo periodo: ci aspettiamo la famosa buona cucina pugliese, da cui siamo stati già sedotti».

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Sabato 17 agosto 2013, lungomare Galilei. Nella settimana ferragostana, al “cavallone” di arrivi da terra si deve sommare il gran numero d’imbarcazioni, molte anche di grosse dimensioni, che hanno deciso di cavalcare l’onda, e non in senso figurato. Il video amatoriale girato da “Silvana e Franco” e postato su Facebook riprende,  e sorprende, una schiera di barche e yacht “impegnate” a galleggiare a pelo d’acqua. A distanza di un paio di giorni, la situazione non è cambiata di molto, e ciò dà un’idea di quanto pesi ormai Gallipoli come meta turistica: quasi quanto Montecarlo, stando al commento del videomaker.

mare spiagge gallipoli

GALLIPOLI. La crisi invernale non aveva consentito rosee previsioni per questa stagione ed in effetti un calo c’è stato anche se i dati negativi non appaiono allarmanti. Soprattutto se si evita il confronto con l’anno d’oro, cioè quel 2011 che ha fatto registrare, a detta di tutti gli operatori, numeri altissimi al di sopra della media e difficili da ripetersi.

I numeri, in sostanza, non sarebbero troppo distanti da quelli dello scorso anno. Quello che cambia è piuttosto il target del turista e la lunghezza della vacanza.

«Agosto va da sé», dichiara la maggior parte degli operatori del settore turistico; i problemi si riscontrano infatti nei mesi di giugno e luglio.  Da molte receptions fanno sapere che le richieste di soggiorni lunghi sono molto poche rispetto alle passate stagioni a vantaggio di quelle per brevi permanenze, da due a quattro giorni. Cambia anche l’età media degli ospiti, pochissime famiglie e pochi stranieri in agosto e tanti giovanissimi e coppie giovani (“la Rimini del Sud” è stata definita in riviste specializzate) che preferiscono spostarsi spesso in vari luoghi nel corso della stessa vacanza. Altre indagini e ricerche a carattere nazionale parlano di Gallipoli come la meta preferita da single di ambo i sessi.

La situazione si presenta frammentata e varia in base alla tipologia delle strutture ricettive. I Bed and breakfast collocati nel centro storico, soprattutto i più consolidati,  sono quelli che avvertono meno il fenomeno, qualcuno addirittura, come il “Corte Patitari” parla di buone richieste per settembre.

Stesso discorso per i grandi alberghi del centro a quattro e cinque stelle come Hotel Bianco, dove riferiscono di un calo non evidente,  e Palazzo del Corso con una clientela adulta e spesso fidelizzata che non risente di difficoltà economiche legate alla situazione nazionale. Dall’hotel 33 Baroni confermano la tendenza al soggiorno più breve e un calo seppur minimo a luglio e per settembre. Anche la catena Caroli Hotels non ha particolari difficoltà poiché “grazie alle varie attività organizzate per il turismo sportivo, naturalistico e d’affari, si riesce ad avere numerose presenze in tutto l’arco dell’anno”, come afferma il direttore Attilio Caroli Caputo.

Chi invece avverte una diminuzione del movimento sono gli alberghi più piccoli e i bed and breakfast più decentrati, dove lo scorso anno già in giugno si registrava il pienone di prenotazioni per agosto, mentre in questa stagione si è arrivati a ridosso del periodo centrale con ancora delle disponibilità.

Anomala la situazione al campeggio “la Masseria”, dove i numeri di giugno e luglio superano quelli dello scorso anno mentre le presenze in agosto sono calate in modo vistoso per quanto riguarda i soggiorni in tenda. Bene anche qui invece le richieste per settembre, periodo in cui già si applicano le tariffe di bassa stagione.

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arrivi del 10 agosto

GALLIPOLI. La prima ondata è stata quest’anno il 3 agosto, un sabato: appena finito di lavorare si parte, spesso in treno ormai (dice una ragazza romana: «Niente auto: troppo stress l’anno scorso…»), ma non manca chi arriva il sabato in tarda mattinata da Brescia con sul volto le lunghe ore al volante. Gli uni e gli altri convergono, come successo anche nella seconda ondata di arrivi (e partenze) sabato 10, nell’area che funge da terminal degli autobus di linea e di quelli a lunga poercorrenza. Ci sono amici arrivati a Gallipoli, la capitale del turismo under 25-30 ormai, con altri mezzi o già qui e con cui ci si vuole riunire. Il via vai è notevole e colpisce chi invece sta ad aspettare un proprio familiare nella zona antistante il cimitero.

Valigie che vanno e vengono, persone sedute per terra sotto il porticato vicino (stranamente, sabato 10 piovigginava anche se nessuno sembrava accorgersene), discorsi che s’intrecciano. C’è chi chiama a casa per il fatidico “mamma, tutto bene”, chi cerca gli amici finiti da qualche parte, chi si scambia informazioni sulla città e sul suo mare. E sui prezzi. «A Baia verde questa settimana centrale ci è costata 1400 euro; ne volevano 1800 per cinque posti letto ma poichè era lo stesso proprietario dell’anno scorso, ci ha fatto lo sconto perchè siamo state brave», racconta con un filo di orgoglio una giovane napoletana. Di rimando un ragazzo milanese: «Noi abbiamo trovato un appartamento con sei posti a 1200».

L’attesa si prolunga, gli autobus fanno fatica ad entrare in città tranne quelli che provengono da sud. E Gallipoli impazza nei discorsi. «Ormai di Gallipoli, del suo mare, del divertimento assicurato che c’è qui si parla ovunque, ovunque», giura una ragazza romana (con comitiva al seguito) che ricorda un suo concittadino che in una intervista volante trasmessa dalla Rai “in dieci parole quattro erano  per Gallipoli”. Una fissa. Per quello che combinano alcuni, una fissa pericolosa? «Macchè! Certo, ci sono gli esaltati, ma ci sono anche negli stadi o per strada, che c’entra… E poi basta vedere in giro un poliziotto e vedi che si calmano subito». Già, a vederli in giro, poliziotti e carabinieri nella “capitale delle vacanze” di nome ma non di fatto, vista la disattenzione di alcune Istituzioni che non mandano personale adeguato a oltre 120mila presenze.

Sabato 17 arriverà la terza ondata, quella di chi collega – e sono in numero crescente ormai – vacanze ed eventi. Qui in palio c’è l’immancabile Notte della Taranta di Melpignano. Del resto, se anche il “New York Times” si spinge a dire che almeno una volta va visitata Lecce (e Gallipoli e Otranto, tappe collegate), sarebbe meglio attrezzarsi.

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estate torre san giovanni ugento

GALLIPOLI. Ma insomma, questo turismo “mordi e fuggi”, di under 20 e oltre, è da buttare oppure no? Non poteva mancare su questo delicato e dibattutissimo punto il confronto ravvicinato tra il Sindaco Francesco Errico e il suo principale oppositore, il consigliere Aldo Petrucci e l’associazione Gallipoli 2012 di cui Petrucci è espressione.

«Credo che in un periodo di profonda crisi  quale quello che stiamo attraversando – ha dichiarato Errico – nessuno possa permettersi di fare distinzioni tra tipologie di turismo specie se, come accade a Gallipoli, anche quello “mordi e fuggi” garantisce nel corso delle settimane un’attività a pieno regime per le nostre strutture ricettive, come ben testimoniano i dati in crescendo sull’affluenza». Per il primo cittadino semmai il problema è un altro: «L’aspetto più importante è invece quello di dare regole certe e chiare per evitare le situazioni caotiche degli anni scorsi. Per esempio, tra le cose fatte, credo che il protocollo con Assobalneari per le serate di musica nei lidi stia dando risultati positivi e tangibili, come l’ottenimento che le discoteche si dotassero di sistemi fonoassorbenti».

Petrucci e i suoi non ci stanno invece neanche un po’: «Al Sindaco consigliamo di studiare su cosa è il nostro turismo». Il riferimento è alla ricerca dell’agenzia della Regione “Puglia turismo”: «Così scoprirebbe che Gallipoli, secondo la classifica dell’Istat 2001, è al sesto posto in Puglia  con 492.924 presenze, dopo Vieste, Ugento, Otranto, Peschici e Bari. Quando si passa alle presenze reali , che hanno come metro la produzione di rifiuti, si scopre che Gallipoli è seconda dopo Ugento con ben 2.113.748 presenze stimate sul territorio. Viene definito “turismo che non appare” ; a noi sembra più idonea la definizione “turismo che non paga”. Sporca, crea disagio ma non paga. Di quali strutture ricettive, di quali dati parla quindi il Sindaco, se ufficialmente questo turismo non esiste?».La partita è appena iniziata.

Lido Marini

PRESICCE. Desolazione. È questo il sostantivo che meglio di qualunque altro riesce a descrivere la situazione attuale di Lido Marini. Di giorno la spiaggia risulta affollatissima, probabilmente perché su questo litorale sabbioso convergono i turisti ospitati in diverse strutture ricettive, dagli alberghi ai villaggi, agli agriturismi, ai resort esistenti nel circondario. Ma la sera l’ambiente si intristisce e diventa possibile fare quello che fino a qualche tempo fa era letteralmente impossibile: passeggiare.

Ma il mare pulito e la passeggiata serale non bastano per attrarre i turisti che vanno diminuendo sempre di più. Lo stato di totale abbandono di questa località marina da parte del Comune di Ugento rischia di far regredire Lido Marini ai livelli degli anni Sessanta.

Ci sono buoni motivi per i quali Lido Marini è considerato in certo qual modo dei presiccesi. Si tratta di tradizioni e di abitudini consolidate che hanno fatto scegliere proprio quella marina come sede privilegiata per costruire la seconda casa dove passare l’estate. Non è, infatti, un caso che  il 70% degli alloggi a Lido Marini è di proprietà di cittadini di Presicce, come la gran parte delle attività commerciali. Trova quindi una spiegazione l’iniziativa di un gruppo di presiccesi che sta meditando di dare vita ad un comitato per perseguire il comune di Ugento ritenuto responsabile di omissione di servizi istituzionali.

«È vergognoso – ha dichiarato il proprietario di una casa – quest’anno non è stato programmato neanche uno spettacolo, un intrattenimento qualunque. Persino la piazzetta dove un tempo c’erano i giochi per i bambini adesso è rimasta al buio, senza illuminazione».

Gli operatori turistici sono disperati, ma per i proprietari di abitazioni la situazione non è migliore. «Ma quale motivo dovrebbe avere un turista per continuare a venire da noi?» si è chiesto un emigrante proprietario di una casa che fino all’anno scorso ha sempre trovato da affittare. «I proprietari degli alloggi di Lido Marini non sono cittadini di Ugento e non votano ad Ugento e questo spiega tutto. Ma il comune di Ugento incassa milioni di euro che noi paghiamo per tasse e deve spiegarci dove finiscono questi soldi» conclude.

Le lamentele, quindi, coprono un vasto raggio e sono anche una cartina al tornasole della grave crisi generale che amplifica ed esaspera  problemi e difficoltà.

torre san giovanni ugento

UGENTO. Luglio è ormai da qualche anno un mese interlocutorio, posto in mezzo tra la frenesia e i pienoni agostani e la calma e la tranquillità di giugno, quando spesso spiagge e servizi sono di solo appannaggio dei locali e turisti ce ne sono pochi.

Accade quindi che questo mese si riveli un po’ la cartina al tornasole dello stato di salute del turismo nostrano, dal momento che è abbastanza scontato che le strutture registrino il tutto esaurito nelle canoniche “due settimane” di Ferragosto, mentre non è affatto detto che il trend positivo possa gettare le sue basi anche nel mese precedente.

E proprio tale sembra essere la situazione a Torre San Giovanni, dove a luglio si è registrato un calo di presenze piuttosto tangibile: mentre lidi e villaggi sono comunque pieni, sempre più spesso i locali del centro fanno i conti con la poca gente disposta a uscire la sera e a spendere qualche soldo. Lo conferma Ezio Spennato, proprietario del lido Euro Beach: a suo dire, luglio ha addirittura performato peggio di giugno, quando i residenti che non hanno ancora iniziato i lavori stagionali sono comunque in giro e generano più movimento.

Di diversa opinione Andrea Pierri, della braceria “Petra Nera”: la clientela non ha subito flessioni, anzi è incrementata di molto e si tratta in egual misura di turisti e locali: dalla sua il locale ha uno staff giovane, l’idea di organizzare serate a tema sempre diverse, e soprattutto l’intuizione di destagionalizzare, perché tenere aperto anche d’inverno genera fidelizzazione.

I villaggi, aperti fin dai primi giorni di maggio,  hanno fronteggiato la crisi con offerte last minute senza precedenti, grazie alle quali è stato possibile garantire comunque un buon tasso di riempimento. I loro ospiti, in effetti, sono in gran parte stranieri.

I lidi infine non riscontrano flessioni, considerati anche i prezzi popolari e la tendenza ad effettuare giornate di vacanze “mordi e fuggi”. Il mercato cambia e gli operatori vi si adeguano.

Si spera ora che agosto possa risollevare le sorti di questa stagione, partita forse non proprio col piede giusto.

passeggiata

ALLISTE. Bene luglio, agosto stabile, e le marine di Alliste si preparano all’ultimo mese d’estate sperando di chiudere in positivo. Ascoltando i dati di uno degli alberghi della zona, emerge un aumento delle presenze nel mese di luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il mese in corso, invece, il numero di prenotazioni rimane stabile, ma si attendono i turisti del last-minute ad incrementare di qualche unità le presenze. Il dato è probabilmente segno di un’inversione di tendenza che vede i vacanzieri scegliere, per quanto possibile, i periodi di bassa e media stagione per i loro viaggi.

Contrastanti con i dati dell’albergo, invece, sono quelli del B&b “Pilella”, gestito dalla signora Annagrazia: «Luglio è andato peggio dell’anno scorso, mentre agosto si prospetta come gli altri anni. Quest’anno, però, è migliorata la qualità dell’utenza: abbiamo ospitato molte più famiglie rispetto alle precedenti stagioni».

E loro, i vacanzieri, cosa pensano delle marine di Alliste? In generale ne apprezzano l’ospitalità ma anche – come racconta l’albergatore – la vegetazione tipica presente su alcuni tratti di scogliera e la macchia mediterranea che, tra una località e l’altra, caratterizza le campagne.

Molto apprezzata anche la pista ciclo-pedonale che costeggia il mare a Capilungo e nei dintorni. E, ovviamente, il segno “più” va sempre alla cucina, come conferma la signora Annagrazia che non finisce di tesserne le lodi.

Di contro, i turisti notano la scarsità di servizi e di comodi accessi al mare: «Oltre all’assenza di ristoranti e luoghi di ritrovo – afferma Annagrazia – i clienti sottolineano la mancanza della rete Internet, dell’ufficio postale, del bancomat. Ma prima di dotare le nostre marine di tutto ciò – conclude – credo sia necessario mettere in moto azioni per incentivare il turismo da giugno a settembre».

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Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoNon sappiamo quanti hanno notato una pubblicità agostana che abbiamo trovato quasi inquietante, di sicuro preoccupante. Due grandi e noti complessi turistici del Gargano, quattro e tre stelle, lanciavano la loro offerta di “last minute” per il periodo dall’11 al 24 agosto. Sì, avete letto bene. Ora leggete con attenzione la data in cui questa inserzione è stata pubblicata su “La Gazzetta del Mezzogiorno”: 9 agosto.
Cosa c’è che fa o dovrebbe far riflettere in questa parte dello Jonio? In pieno Ferragosto c’erano posti vuoti (e tanti, evidentemente, vista la palese fretta nell’organizzare la reclame a sei giorni dalla festa d’estate!) in una delle mete più famose del turismo nazionale e internazionale. Una volta, un paio di decenni fa appena, il Gargano “era” la Puglia. Appena vent’anni fa la Puglia finiva lì. Oggi, anno domini 2012, devono correre ai ripari per tentare di fare il pieno almeno nel giorno simbolo dell’estate italiana. Come gli appelli da Rimini, l’Isola d’Elba, le Dolomiti…
Qui da noi si è sfiorato ancora il “tutto esaurito”, sia pure nella sola intensa e pesante settimana centrale. Cosa bisogna fare, adesso, per non finire come gli alberghi vuoti del Gargano?

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Non è ancora “allarme rosso” ma la situazione non è certamente confortante. I turisti, quest’anno, sembra stiano temporeggiando più del dovuto, forse puntando tutto sulle offerte “last minute” con la speranza di strappare un prezzo più vantaggioso e risparmiare qualche euro.

Sia chiaro: il Salento non sembra perdere “appeal” e continua a “tirare” molto, godendo anche d’inaspettati traini mediatici, come quello di Biagio Antonacci, che ha scelto Gallipoli e Torre Pizzo come location della sua “Non vivo più senza te”, tra le hit dell’estate 2012. Ma qualcosa, quest’anno, sembra girare storto. Forse la tanto agognata destagionalizzazione è già partita, ma più per scelta dei turisti che di avveduti amministratori. Chi ha sinora preferito le nostre coste l’ha fatto perché “invitato” da prezzi più accessibili, soprattutto in bassa stagione, magari riducendo adesso i giorni di permanenza.

Località Renicedda a Mancaversa

A sorpresa, giugno è stato un mese molto positivo mentre luglio ha tradito un po’ le attese. Anche per Torre Suda e Mancaversa il discorso non si discosta molto da quest’analisi.

Concordi gli operatori del settore. «La crisi si fa sentire, ma giugno non è mai stato così affollato», spiega Fabio Giannelli di “salentoffitti.it”. E se luglio è stato “stabile”, si spera in una buona chiusura di stagione. Urge, però “una seria riflessione sul futuro” e le previsioni non sono rassicuranti, con una diminuzione d’arrivi che si attesterà “tra il 20 e il 40%”.

Sullo stesso tono l’analisi di Elio Pasca di “maresalento.it”. «C’è stato un forte calo anche per la fascia d’altissima stagione. Le cause? Senza dubbio la crisi economica dell’Eurozona, anche se sostanzialmente si registra una tenuta degli alloggi di lusso, nonostante la nostra area non offra molto in tal senso», afferma Pasca.

Per gli esercizi commerciali, però, non tutto è da buttare. «Sinora stiamo lavorando bene – sostiene Aldo Garofalo del “Cafè del Mar” di Torre Suda – ma il grosso dei turisti non è ancora arrivato e preoccupa un po’ vedere tante case sfitte».

Anche nel settore della ristorazione, nonostante ormai diverse attività puntino forte sui menù turistici, non si può cantar vittoria. «Il buon mese di giugno è stato controbilanciato da un luglio in affanno», conferma Valentino Interlandi del ristorante “Menta e Rosmarino” di Mancaversa.

E le lamentele dei turisti? Sempre le solite: «Bancomat assenti, trasporti inefficienti, spiagge sporche». Insomma, si fanno gli scongiuri per la seconda parte di stagione. C’è ancora il tempo per salvarsi in extremis ma occorre darsi da fare.

Marco Montagna

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