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bilancio comunale melissano

Melissano. Niente dissesto, almeno per ora. Arriva una confortante notizia per l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Roberto Falconieri. Il 28 maggio, la Corte dei conti di Bari ha sospeso la procedura di “dissesto guidato”, accogliendo le richieste dell’Ente – nell’occasione rappresentato da Giancarlo Ria, responsabile dei Servizi finanziari e segretario comunale – deliberate nel Consiglio comunale dell’8 maggio. La benevola pronuncia della magistratura contabile conferma che le mosse in extremis dell’Amministrazione (il ricorso al Riequilibrio finanziario pluriennale e al Fondo di rotazione) si sono rivelate apprezzabili.

Con questi due strumenti giuridici si “paralizza” di fatto, la procedura di “dissesto guidato”, messa in moto dalle due sentenze da “cartellino giallo” emesse dalla Corte negli ultimi mesi. L’orientamento più mite dei magistrati, verso gli enti a rischio di dissesto, qual è Melissano, è basato su una pronuncia della Sezione Autonomie del gennaio 2013. Il prossimo step prevede la presentazione, entro il 22 giugno, di un piano di riequilibrio che spalmi in dieci anni il debito dell’Ente. Con il Fondo di rotazione, invece, il Comune potrebbe risolvere l’annoso problema della scarsa liquidità.

Intanto, nel Consiglio del 17 maggio, è stato approvato il rendiconto 2012 con un disavanzo di 3.062.573,30 euro, recependo alcuni rilievi del revisore dei conti, che aveva espresso parere negativo. Per il Sindaco, però, “troppe volte ci si abbandona a giudizi di condanna precostituiti”, mentre, dall’opposizione, “Progetto Melissano” parla di una situazione che resta “drammatica” e che “si rifletterà sul territorio e sulle famiglie”. Assente per protesta l’ex vicesindaco Valeria Marra che impugna la delibera dinanzi al Tar per “manifesta violazione di legge”, lamentando il mancato rispetto dei termini per il deposito della documentazione presso i consiglieri e l’assenza di alcuni allegati che potrebbero “falsare il risultato del rendiconto”.

Ancora un nulla di fatto per i beni comunali in vendita: le gare per l’acquisizione della quota di maggioranza della farmacia comunale, del cinema “Aurora” e di altri terreni, sono andate, ancora una volta, deserte e si andrà a trattativa privata.

Marco Montagna

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Melissano. Urge liquidità per sanare le casse pubbliche e il Comune di Melissano decide di vendere la sua quota (51%) della “Farmacia Comunale srl”. La proposta è stata approvata nel Consiglio del 5 dicembre con gli otto voti della maggioranza. Contrari “Progetto Melissano” e l’ex vicesindaco Valeria Marra (Moderati e Popolari). «Siamo arrivati ad un punto cruciale – ha spiegato il sindaco Roberto Falconieri – che, sino all’ultimo, volevamo evitare con altre soluzioni, senza, però, ottenere gli effetti sperati. È un atto dovuto». Marra, che critica la perizia sulla quota della Farmacia firmata dal dott. Guida (“opinabile”), fa notare che “l’operazione servirà ben poco e non coprirà nemmeno il disavanzo dell’Amministrazione”. Netto il “no” di Progetto Melissano. Ferruccio Caputo evidenzia che “il punto di non ritorno nasce da prima ancora che la Farmacia fosse inaugurata”, mentre Michele Parata bacchetta la maggioranza per il continuo ricorso ai “salvagente” come “l’alienazione del patrimonio e l’aumento delle tasse”. Già pronto il bando per l’acquisto della quota comunale all’asta. Si partirà da una base di un milione di euro. La restante parte della Farmacia (49%) è di proprietà del dottor Emanuele Vergari che, tra l’altro, vanta il diritto di prelazione sulla quota comunale.

MM

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Melissano, il Municipio

Melissano. È scontro, a Palazzo di Città, sul ritardo nel pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali, che hanno ricevuto quanto dovuto un giorno dopo la data prevista. L’episodio si è già verificato alcune volte in passato, a causa delle gravi difficoltà finanziarie in cui versa l’Ente.

A fine maggio, però, con la notizia di un possibile ritardo è scattata anche la solidarietà fra colleghi. Otto dipendenti, infatti, hanno deciso di attendere qualche giorno in più per il pagamento dello stipendio, in modo da andare incontro ai colleghi che in famiglia hanno un solo reddito oppure che sono impegnati con mutui. Anche il sindaco e gli assessori – e sarebbe stato strano il contrario – hanno scelto di lasciare l’indennità di carica nelle casse della banca per qualche giorno.

L’intera vicenda, comunque, non ha mancato di suscitare aspre polemiche tra la maggioranza e i gruppi di opposizione di “Progetto Melissano” e i “Moderati e Popolari”, quest’ultimo facente capo all’ex vicesindaco Valeria Marra.

I consiglieri di opposizione hanno accusato il sindaco Roberto Falconieri di aver condotto il Comune sull’orlo del collasso, accumulando debiti con le aziende fornitrici di beni e servizi e ritardi nell’approvazione dei bilanci consuntivi e previsionali. Accuse simili anche dai «Moderati e Popolari», che in una nota firmata dal segretario cittadino Gianluca Manco hanno additato l’amministrazione Falconieri come la responsabile di una situazione vicina al dissesto finanziario e incapace di contenere le spese.

Il primo cittadino, in tutta risposta, ha rimandato le critiche ai mittenti, accusando le opposizioni di parlare in malafede, facendo finta di non conoscere i fatti e additando l’amministrazione senza proporre soluzioni ai problemi. In particolare, poi, il sindaco ha invitato chi lo accusa di non saper contenere le spese a dimostrare con i documenti quali sono state le spese “pazze” e quali uscite il Comune poteva evitare.

Pierangelo Tempesta

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Melissano, il Municipio

Melissano. Maggioranza ed opposizione nel vivace confronto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale per l’approvazione del conto consuntivo 2010.

Il disavanzo di gestione è pari a 1667,94 euro, quello di competenza a 112mila 623,09 euro. Il parere del revisore dei conti Antonio Palma era favorevole ma condizionato a due punti: primo, l’eliminazione di un importo relativo ad un mutuo non contratto; secondo, la rimozione dei residui attivi vetusti (ante 2006 per 486mila 494 euro) ed iscrizione tra le immobilizzazioni finanziarie al netto del relativo fondo svalutazione crediti.

Il primo rilievo è stato approvato all’unanimità (era assente il consigliere di maggioranza Antonello Endemione), il secondo non è stato accolto dalla maggioranza dei Democratici per Melissano che ha annunciato comunque una revisione straordinaria dei residui attivi mediante una commissione interna che valuterà entro marzo 2012 la reale esigibilità o meno dei crediti.

Il sindaco Roberto Falconieri ha comunicato, non avendo parlato in aula del consuntivo, di aver allegato agli atti un documento (articolato su sei pagine) in cui vengono esposte una serie di precise argomentazioni che contrastano o rettificano, su alcuni aspetti, il parere del revisore perché quanto scrive, sottolinea il primo cittadino, “non è vangelo”. Poi, rivolgendosi all’opposizione, ha detto: «Meno male che non governate poiché avete dimostrato la vostra mostruosa ignoranza sulle nozioni fondamentali di contabilità».

La minoranza di “Progetto Melissano” con il capogruppo Ferruccio Caputo evidenzia che “stiamo parlando di un ente dissestato, di un malato terminale. Come si può imputare un mutuo inesistente del quale non esiste neanche una richiesta alla Cassa depositi e prestiti, in un documento ufficiale di un ente e come si fa a dichiarare il 29 marzo scorso il rispetto del patto di stabilità 2010 quando poi invece il risultato effettivo e reale  è quello del non rispetto del patto di stabilità per una ‘differenza tra risultato e obiettivo annuale e saldo finanziario’ negativo di  € 69mila? Lo sforamento porterà gravi conseguenze.nel 2010 L’indebitamento complessivo del Comune ammonta a 6milioni105.775 euro”.

Il secondo aspetto cruciale,  continua Caputo  «riguarda i debiti fuori bilancio: nel 2010 sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio per 541mila 854 euro. Inoltre ci sono 333mila801 euro di debiti fuori bilancio che sono fermi lì nel cassetto, documentati e attestati dai responsabili dei vari settori. Il revisore invita a stralciare  dal bilancio i residui attivi vetusti, importi che derivano dal lontano, anzi lontanissimo 2001, 2003, 2004 e 2005, importi che non verranno mai riscossi e che vengono portati di bilancio in bilancio perché lo stralcio comporterebbe un forte aumento del  disavanzo. Siamo davvero messi male, in che situazione ci ha portati il sindaco».

Matilde Surano (Progetto Melissano) attacca: «Caputo ha chiesto al sindaco più volte se il patto di stabilità è stato rispettato o no ma lui non ha risposto».

Attilio Palma

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...