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Gallipoli – Biglietteria, prima accoglienza, orientamento, guardaroba, visite guidate, assistenza culturale, laboratori didattici, organizzazione di percorsi, gestione del bookshop museale, programmazione e realizzazione editoriale e oggettistica, vendita prodotti editoriali ed oggettistica: il Comune di Gallipoli cerca in fornitore di questi servizi (strumentali e aggiuntivi) che interessano i principali contenitori culturali cittadini, cioè Biblioteca S. Angelo, Sala Coppola, Museo civico “Barba”, Museo del Mare, locali ex Pretura quando saranno disponibili. Sarà la Centrale unica di committenza (in comune con Galatone, Casarano e Ruffano) a bandire la gara che avrà come importo base 96mila euro per tre anni, rinnovabili per altri tre (più iva).

Grotta del Cavallo_Baia di UluzzoNARDÒ. Da Racale a San Pancrazio salentino (provincia di Brindisi); da Salice ad Alezio,; da Galatone da Copertino a Gallipoli, passando per Porto Cesareo, Sannicola,  Galatina, Veglie, Leverano: tutti con Nardò, capofila, per partecipare al bando  del Ministero per i beni e le attività culturali che riceverà e selezionerà “proposte di sostegno alla progettazione integrata di scala territoriale/locale per la valorizzazione culturale”. L’occasione è fferta alle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Per partecipare bisogna aggregarsi ed ecco il raghgruppamento comprendente 13 Comuni per un totale di 195.596 abitanti (la soglia minima era di 150mila abitanti). La Giunta comunale di Nardò ha approvato il 2 settembre (scadenza dei termini il 5) una deliberazione con cui manifesta la volontà di concorrere ai finanziamenti per i progetti che presenterà e ha dato mandato al Sindaco Giuseppe Mellone di sottoscrivere la domanda di partecipazione. In caso di finanziamenti, verrà formalizzata anche l’associazione di Comuni. Per “interventi di conservazione, fruizione e valorizzazione, anche a fini turistici, di poli di rilevanza strategica del patrimonio culturale dei territori della Regioni meno sviluppate” ci sono disponibili 5 milioni 600mila euro.

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palazzo_De_Iudicibus casaranoCASARANO. Quasi 170 milioni di euro per finanziare il recupero e la valorizzazione di centinaia di beni culturali in tutta la Puglia. A tanto ammontano le risorse gestite dalla Regione nell’ambito del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013. In tale contesto, è dello scorso 18 settembre la Determinazione del responsabile del servizio Beni culturali della Regione Puglia con la quale vengono ammesse alla fase di “verifica documentale” le varie istanze presentate dai Comuni per ottenere i finanziamenti (il termine scadeva il 15 settembre).

Le istanze presentate sono state 219, delle quali 55 non sono state ammesse. Ad avere l’ok in questa prima fase di selezione anche il progetto di recupero di palazzo De Judicibus (foto) di Casarano così come il recupero dell’ex distilleria di Matino, il centro servizi di accoglienza e informazione turistica in un fabbricato nel centro storico di Parabita, il recupero della chiesa di Santa Filomena di Ugento e di villa Scarciglia a Sannicola. Bene anche la valorizzazione di piazza Garibaldi e di alcuni tratti del centro storico a Tuglie, il recupero del convento di Presicce, il restauro del Castello di Neviano, del Baronale di Felline e del Marchesale di Taviano così come di palazzo Santaloja a Melissano, la riqualificazione di piazza Crocifisso a Galatone e la realizzazione del parco filosofico “Vanini” a Taurisano. Tra le istanze al momento non ammesse risultano quella per il recupero e la valorizzazione della Torre costiera Dell’Alto a Santa Caterina di Nardò (la domanda è giunta in Regione addirittura prima del previsto), quella di Seclì per il Palazzo Ducale (manca il cronoprogramma e la descrizione della sostenibilità economico-finanziaria).
Per la successiva fase di valutazione dei progetti è stata, inoltre, nominata un’apposita commissione presieduta da Silvia Pellegrini, funzionaria della Regione e responsabile del servizio Beni culturali.

10426572_10155380882015103_4356162839157933750_n10957720_1544168912498601_5500748593058932014_nNardò. Applicando le più recenti conquiste nei settori della restituzione per immagini, scansione laser e tecniche di modellazione basate sulla fotogrammetria digitale, un gruppo di ricercatori  dell’Information Technologies Lab del Cnr Ibam di Lecce coordinato da Francesco Gabellone (Nardò), con Ivan Ferrari (Alezio), Francesco Giuri (Nardò; nella foto insieme) e Maria Chiffi (Nardò), hanno restituito in forma tridimensionale quasi cento oggetti di corredo della tomba di Kha, ricollocati poi virtualmente nel loro contesto originario per diventare gli elementi base di una narrazione. C’è quindi il loro contributo nel Museo egizio di Torino (foto in alto), riaperto dopo i lavori di ampliamenti avviati cinque anni fa. Ai 6.500 reperti già presenti nell’importante museo, aino stati messi in mostra altri 26mila pezzi finora custoditi nel magazzini. Gabellone, Ferrari, Giuri e Chiffi hanno dal canto loro fatto “rivivere” gli oggetti dell’antichissima tomba e le loro relazioni con Kha e la sua consorte Merit. I visitatori potranno così osservare anche, frazie alle tecniche dell’archeologia virtuale, i contesti dell’epoca.   Sono stati realizzati tre filmati in computer grafica: la tomba della regina Nefertari, la cappella di Maia e la tomba di Kha, scoperti dall’italiano Ernesto Schiaparelli nel 1906, “contesti archeologici di straordinaria importanza per lo studio e la conoscenza dell’arte e della cultura dell’antico Egitto”, come rilevano i quattro esperti.

“ Le nuove forme di comunicazione museale, basate sulla narrazione dinamica e l’informazione multimodale – scrivono i padri di questa innovativa forma di condivisione culturale –  hanno fortemente modificato le logiche espositive e le modalità stesse di fruizione dei contenuti culturali da parte del pubblico. Al tempo stesso l’impulso delle nuove tecnologie ha imposto prepotentemente nuove forme ibride di comunicazione. Da recenti studi risulta evidente che tutti quei musei che hanno caratterizzato la propria offerta culturale attraverso le tecnologie digitali e la partecipazione attiva del pubblico, hanno ottenuto i maggiori successi in termini di affluenza e, con molta probabilità, una maggiore comprensione delle informazioni culturali comunicate”.

Nella foto di Fernando Spirito, Torre Dell’Alto vista da Portoselvaggio. In basso la riunione al chiostro di Sant’Antonio, nel riquadro Aurelia Muia

SacNardò. Nardò, Galatone, Arnesano, Avetrana, Campi Salentina, Carmiano, Copertino, Galatina, Guagnano, Leverano, Manduria, Porto Cesareo, Salice Salentino, Veglie: sono quattordici i comuni raggruppati nel Sac “Arneo Costa dei Ginepri”, di cui Nardò è capofila.
La sigla sta per “Sistema ambientale culturale”, e consiste in un percorso ideato dalla Regione Puglia (ne esistono 18 in tutto) e finanziato dall’Unione Europea per mettere in rete e valorizzare le diverse risorse ambientali e culturali offerte da un territorio e garantirne la gestione integrata e sostenibile.
La rete da creare è quella di un insieme di enti (pubblici e privati) che lavorino insieme per una buona offerta turistica: «Esiste un turismo diverso da quello divertentistico – spiega Aurelia Muia, di “Project Lab Scarl”, che con “Music & show” gestisce l’appalto del Sac “Arneo Costa dei Ginepri” – che dobbiamo valorizzare con un sistema di creatività e innovazione, aprendo una nuova pagina nella promozione turistica dei beni». Nuova pagina che consisterebbe in nuovi metodi, coordinati, di gestire le risorse: «Manca a questo territorio pieno di tesori – continua Aurelia Muia – la capacità di fare sistema, nel pubblico e nel privato. Le varie realtà non hanno una costituzione manageriale che permetta di gestire in rete le risorse per fruirne al meglio e in maniera sostenibile».

A Nardò, nei giorni scorsi nel chiostro di Sant’Antonio, si è svolto l’ultimo e conclusivo dei sette incontri con gli operatori culturali, ambientali ed economici dei Comuni che fanno parte di questo Sac, finalizzati non solo a far conoscere da vicino questa nuova opportunità con annesse azioni previste, ma anche alla creazione di un calendario unico, nel quale saranno inserite iniziative di diverso stampo: molti eventi (tre dei quali della durata di sette giorni) legati all’identità culturale e alla salvaguardia dei tesori, rassegne teatrali, sei laboratori (scrittura creativa, fotografia, artigianato) che daranno vita ad altrettanti concorsi, e l’evento conclusivo, la suggestiva accensione simultanea delle torri costiere, corredata da un programma sportivo. «Le torri sono ancora le sentinelle del territorio, modello di vedetta e interesse verso il nuovo», rileva l’imprenditrice di “Project Lab”. Il tutto con il coinvolgimento delle scuole, dei giovani, e anche dei laboratori urbani giovanili e degli ecomusei, per un totale di poco più di 160mila euro di fondi con cui finanziare le iniziative promosse fino al 30 giugno. Da loro si attendono proposte.
Obiettivi finali, dunque, l’aumento dell’accessibilità fisica, della fruizione dei “tesori identitari” in chiave escursionistica e di vera e propria scoperta da rendere la più attraente possibile. «Capiamo cos’è che vogliamo promuovere e mettiamoci in rete. Questo è l’elemento più importante. Mettendoci insieme potremo essere davvero competitivi», l’auspicio finale.

Mino Natalizio copiaNARDÒ. Il “Documento programmatico per la valorizzazione dei Beni e delle attività culturali” di Nardò è pronto: tre cartelle e mezzo di analisi e indicazioni, strumenti e alleanze, speranze e ambizioni. La Consulta comunale cultura, presieduta da Maria luisa Tacelli, ne ha preso atto e la commissione consiliare del settore ne è stata informata. L’assessore Mino Natalizio (a destra nella foto) può partire per riempire di elementi più concreti il piano per il lancio dei beni culturali cittadini a fini turistici.
Il Sindaco Marcello Risi  (a sinistra nella foto)si dice fiducioso e convinto “che l’Assessorato alle Politiche culturali e comunitarie, grazie anche alla collaborazione della Consulta della cultura e della commissione consiliare della Cultura, riuscirà a raggiungere, alla fine della consiliatura, l’ambizioso traguardo fissato, favorendo così lo sviluppo socio economico della nostra Nardò, attraverso il “granaio” della Cultura”.

«C’è da dire – sottolinea l’assessore Natalizio – che molte delle attività contenute nel Documento sono già a buon punto, dalla realizzazione del Polo museale al rafforzamento del brand “Nardò Città d’Arte” anche attraverso la creazione di un logo; dall’organizzazione di eventi culturali alla valorizzazione e  fruizione integrata degli attrattori naturali, turistici e culturali con i progetti, già finanziati, del Sac (Sistemi ambientali e culturali); per finire al consolidamento e al rafforzamento della collaborazione con Università, Scuole e Soprintendenza».
Sfogliando  il Documento  s’intravede l’obiettivo finale: risalire nelle classifiche delle mete turistiche salentine agendo anche sulla leva del richiamo culturale.  Si richiama uno studio di “Sviluppo Italia” del 2008, da cui si evince che Nardò non è tra le città d’arte di Puglia più note: le uniche che compaiono nelle guide internazionali sono Lecce e Alberobello; precedono Nardò anche Gallipoli, Castellana Grotte, Otranto, Martina Franca, Ostuni, Andria e Trani.
è vero che lo studio è datato e che, nel frattempo, il turismo balneare  è cresciuto considerevolmente e che Nardò – con Gallipoli, Lecce e Otranto – figura sulla copertina del Touring club Italia; ma è anche vero che l’indice di notorietà internazionale è molto basso, anche rispetto a cittadine, come Manduria e Oria, concorrenti per attrattive turistico-culturali. Imperativo categorico: emergere.

chiesa casaranello restauro 2011 CasaranoCASARANO. È stato presentato ufficialmente il sito web realizzato dall’associazione “ArcheoCasarano – Origini e futuro” e dedicato ai beni culturali della città di Casarano. Il sito, visitabile all’indirizzo www.casaranello.it, riserva particolare attenzione alla chiesetta di Casaranello (nella foto uno degli affreschi interni) e all’annessa necropoli, senza però trascurare i palazzi storici e le altre chiese cittadine. La realizzazione del portale è stata finanziata dalla Provincia di Lecce e rientra nell’ambito della finalità dell’associazione di valorizzare del patrimonio culturale ed artistico della città. «Questo strumento – afferma il presidente dell’associazione ArcheoCasarano, Alessandro De Marco (foto a destra) – può rappresentare un importante strumento di rilancio dell’intero territorio, migliorandone l’attrattività culturale e creando così un circolo virtuoso di cui tutti possono beneficiare».

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GALLIPOLI. Il 10, 11 e 12 settembre, presso il chiostro di San Domenico e l’area del Mercato coperto, dalle 9 alle 18.30 s’inaugureranno i primi laboratori di progettazione partecipata a cura del “SAC Salento di mare e pietre”.

Gli incontri, gratuiti e aperti tutti, vogliono rappresentare un’occasione di scambio e confronto tra cittadini, amministratori, esperti, imprese e associazioni, con l’obiettivo ultimo di formulare proposte concrete (che permettano di partecipare a bandi di gara e accedere a finanziamenti) per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali che fanno parte del “SAC Salento di mare e di pietre”.

Quattordici i Comuni che rientrano nel progetto: Alezio, Alliste, Aradeo, Collepasso, Gallipoli, Matino, Melissano, Neviano, Parabita, Racale, Seclì, Sannicola, Taviano e Tuglie.

Per maggiori informazioni su programma e iscrizioni ai laboratori, si può consultare il sito www.salentodimareedipietre.it o visitare la pagina Facebook.

La Necropoli messapica (foto di Massimo Negro)

Alezio. La Necropoli messapica e il museo di via Kennedy saranno presto più belli ed efficienti. Il cambiamento sarà possibile grazie ai finanziamenti provenienti dal progetto con Sannicola capofila e finanziato dalla Regione “Sac-Salento di mare e di pietre”, che mira alla valorizzazione dei giacimenti ambientali e culturali. Il finanziamento ha permesso anche l’acquisto di alcune vetrine espositive che saranno ospitate all’interno del Museo civico messapico e implementeranno la mostra “Alitia, una città che si racconta”.

Sempre all’interno del Museo, tutti i visitatori potranno assistere alle proiezioni di alcuni documentari relativi al periodo messapico, grazie ai nuovi strumenti tecnologici che andranno a corredare le stanze dell’antico palazzo Tafuri.

La Necropoli, situata in località Monte d’Elia, vedrà attivato il laboratorio didattico utile per una migliore fruizione dell’area archeologica da parte di studenti. Sarà inoltre allestito un impianto di cartellonistica riguardante la storia dei messapi e l’esposizione di alcune riproduzioni in terracotta dei reperti trovati nel sito. Ma le novità non finiscono qui; grazie ad un’istanza avanzata nelle scorse settimane dal sindaco Vincenzo Romano alla Sovraintendenza archeologica di Taranto, presto altri reperti archeologici aletini attualmente giacenti presso il museo tarantino faranno ritorno ad Alezio. L’attuazione del progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e del territorio comunale, che non avrà nessun onere a carico del Comune, prevede anche la collaborazione con il “Consiglio nazionale delle ricerche”.

«A breve sono previsti alcuni interventi di restauro e di carattere tecnico presso le tombe messapiche. Siamo molto soddisfatti del progetto – afferma l’assessore Walter De Santis – e ringrazio il sindaco Romano per la riconferma della delega alla Cultura. Continueremo nell’azione di valorizzazione intrapresa negli anni precedenti, pur sempre all’interno delle ristrettezze economiche che hanno colpito l’intero comparto della cultura».

Nicolas Pisanello

Galatone. «Galatone, nonostante le molte “disattenzioni” urbanistiche, artistiche e monumentali e le tante emergenze che interessano anche la qualità della vita, piace!». Si potrebbe riassumere così lo stato dei fatti, tratto dal resoconto ufficiale dell’ufficio informazione turistica della Pro loco, in base al risultato dell’indagine statistica mirata all’analisi dell’offerta turistica nel nostro paese, promossa dalla Pro loco di Galatone e curata degli addetti del Servizio civile nazionale Unpli (Unione nazionale Pro loco d’Italia).

I dati sono stati resi noti durante la serata dal titolo “Percentualizzando. Numeri, riflessioni, proposte verso un turismo informato e consapevole”, durante la quale si è cercato di mettere in luce caratteristiche apprezzate dai turisti ma anche aspetti problematici.

Galatone è stata apprezzata e lodata dalla gran parte dei turisti che nel periodo estivo (1 luglio/30 settembre) hanno deciso di passare a visitarla, così come particolarmente efficace è stato il servizio offerto dall’associazione Pro loco. Quasi duemila le presenze censite. I dati dicono che la maggior parte dei turisti sono italiani, ma c’è anche un 20% di stranieri, prevalentemente inglesi e francesi. Le richieste dei turisti si dividono per fasce d’età; in particolare è emersa una maggiore richiesta di informazioni riguardo alberghi, agriturismi e zone per camperisti e campeggi, e per eventi culturali e folkloristici.

Apprezzati in particolare la bellezza artistica ed architettonica (Santuario del Crocifisso e Palazzo marchesale, in particolare), il paesaggio naturale, la buona cucina e la cordialità della gente. Tra le criticità invece, soprattutto lo stato di conservazione e la difficoltà di fruibilità dei beni artistici e monumentali, la scarsa pulizia di strade e lidi e la disorganizzazione dei collegamenti pubblici tra i vari comuni salentini.

Tra le proposte per il 2013, oltre ad una consapevole e mirata offerta turistica che rispetti le esigenze dei visitatori, è quindi d’obbligo un concreto impegno alla valorizzazione dell’enorme potenziale artistico che la nostra città possiede e che spesso, dagli stessi cittadini, viene dimenticato.

Silvia Resta

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Il Museo d’Arte contemporanea di Matino, ospitato nel ristrutturato Palazzo Marchesale, segna un altro punto a suo favore, dopo le importanti testimonianze d’attenzione ricevute nei mesi scorsi. La rivista del Ministero dei Beni culturali che recensisce i luoghi ed i centri d’arte più importanti della penisola italiana, che si chiama “I luoghi del contemporaneo”, gli ha dedicato uno spazio, segnalandolo per la sua validità.

Il “Museo d’arte contemporanea” intitolato dal grande artista matinese Lugi Gabrieli di cui espone molte opere, ha ottenuto il qualificante riconoscimento dopo aver superato l’”esame” di una serie di criteri e di analisi da parte di un rigoroso comitato scientifico istituito presso lo stesso Ministero. Oltre a Matino, in Puglia sono segnalati Polignano e Martina Franca.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...