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GALLIPOLI – L’autunno è stagione di funghi e dalla Asl arriva l’invito a “non fidarsi delle apparenze” insieme alle “regole d’oro” per evitare intossicazioni. Il rischio di sgradite sorprese a tavola, da piccoli malori a seri sintomi gastro-intestinali (nausea, vomito, diarrea e dolori addominali) o anche peggio è, infatti, sempre in agguato. Dall’azienda sanitaria il consiglio di far sempre controllare (gratuitamente) quanto raccolto tra boschi e macchia mediterranea dagli esperti del Centro di controllo micologico della Asl (a Lecce in viale Don Minzoni 6/8 al primo piano dell’ex Inam, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 13.30 – telefono 0832/215392).

«Il clima mite di questi giorni – fanno sapere gli esperti del Ccm – ha portato alla notevole “fioritura” di funghi della specie “Boletus pulchrotinctus” che da ignari raccoglitori viene scambiato per “porcino”, mentre appartiene alla famiglia delle Boletaceae, sottofamiglia Boletoideae Singer, sezione Luridi (funghi a pori rossi). A scopo puramente precauzionale va considerato non commestibile, in quanto sospettato di possedere un certo grado di tossicità.  In realtà, si tratta di un fungo molto tossico se consumato crudo e con tossicità incostante se ingerito cotto».

Da qui l’avviso diffuso ai sindaci del Salento per “assicurare i necessari livelli di sicurezza per i cittadini”, con la raccomandazione di seguire scrupolosamente alcuni semplici ma importanti consigli contenuti in un vero e proprio decalogo con le regole per evitare intossicazioni. Eccole:

  1. non consumare funghi se non sono stati controllati da un micologo della ASL di Lecce;
  2. consumare quantità moderate, specie a cena;
  3. non somministrare ai bambini;
  4. non ingerire in gravidanza;
  5. consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione;
  6. consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente;
  7. sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro sei mesi;
  8. non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e campi coltivati (possibile presenza di pesticidi);
  9. non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo della ASL;
  10.  fare attenzione alla conservazione domestica, nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina botulinica (Botulismo).

Gallipoli – Molte giovani donne hanno paura dei controlli e non si informano. Intanto per il cancro al seno si abbassa l’età delle malate. A lanciare l’allarme è stato il senologo Luigi Manca che venerdì scorso è intervenuto all’Hotel Tiziano a Lecce al corso rivolto ad alcune associazioni che agiscono nel campo della prevenzione dei tumori femminili; promotore dell’evento il senologo Antonio Carriero, che ha moderato l’incontro dal tema “Riscopriamo noi stesse”. «E’ un paradosso – ha sottolineato Manca – rispetto al passato si sta riducendo l’età di incidenza del tumore alla mammella. La ragazza più giovane che ho operato aveva 24 anni e sono numerose quelle di 25-30 anni. Il tumore colpisce giovani donne giovani che devono avere dei figli o che spesso non sono ancora sposate, Un problema importante anche sotto il profilo psicologico. Tanto che vi sono mogli o fidanzate che vengono lasciate dal partner”. Il dottor Carriero senologo al “Vito Fazzi” di Lecce, ha insistito sull’unico strumento a disposizione: la prevenzione, la cui importanza non è stata ancora compresa da molte donne. Anche per colpa della  scarsa informazione sulle nuove possibilità di indagine oggi a disposizione , la prevenzione che “vuol dire andare alla ricerca di tumori piccoli, in fase precoce; una prevenzione che deve poter raggiungere le donne di tutte le classi sociali. Un tumore scoperto quando misura 1 centimetro ha una grande probabilità di guarigione”.

Tra le novità tecnologiche a disposizione il nuovo mammotome, il nuovo ecografo 3D e tutti i mammografi con tomosintesi in grado di rilevare ogni piccolo nodulo. «Oggi vi sono dei test genetici – aggiunge il chirurgo senologo Manca – la cui positività predice un’alta probabilità di sviluppare un tumore al seno. Mutazioni genetiche che si chiamano Brca1  e Brca2. E’ il test che ha indotto l’attrice Angelina Jolie a sottoporsi a mastectomia totale». In Italia nel 2015 è nata l’associazione “Abracadabra” che raggruppa le donne positive a questo test e che quasi tutte vogliono fare la mastectomia profilattica. I test genetici Brca si fanno anche al “Vito Fazzi” di Lecce (Reparto di Genetica, all’Oncologico) e questo spiega come mai si registra un aumento delle mastectomie.

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Maglie – Sette milioni di euro e il vecchio ospedale “Michela Tamborino” diventerà un Presidio territoriale di assistenza così come previsto dal regolamento regionale del giugno 2015. E’un provvedimento della direzione generale dell’Asl Lecce a dare il via al progetto di trasformazione finanziato con fondi europei del programma Fesr 2014-2020, che va a completare il piano di riconversione di tutti gli ex presidi ospedalieri dismessi. L’intervento di riqualificazione costerà 3,9 milioni di euro, da destinare in buona parte ad opere edili (1 milione 845mila euro), adeguamento strutturale e consolidamento (340mila), interventi antincendio (950mila) e rifacimento impianti (681mila). Il Presidio territoriale di assistenza ospiterà 28 posti letto di Residenza sanitaria assistita R1; un servizio specialistico per persone gravemente non autosufficienti in ventiloterapia meccanica e assistita, peg, pazienti affetti da malattie neurodegenerative progressive; 12 posti letto dedicati all’Unità di degenza territoriale per adulti (Udt) e altri 15 per attività di Hospice. “La riconversione sarà accompagnata – si afferma nella nota dell’Asl – da un investimento corposo in tecnologie, che consentirà il potenziamento della diagnostica per immagine e il collegamento in rete. In programma c’è l’acquisto di forniture diagnostiche e sanitarie per 1 milione 155mila euro, arredi per 175mila euro, allacci e adeguamenti delle apparecchiature elettromedicali per 50mila euro. In particolare, è prevista l’acquisizione di una Risonanza magnetica articolare, una Tac, sei ecotomografi di fascia alta, due ecotomografi portatili sempre di fascia alta, un colonscopio per screening, 11 defibrillatori automatici, 7 elettrocardiografi, un mammografo digitale, un tavolo operatorio mobile per attività di Day Service e diverse altre apparecchiature che arricchiranno, notevolmente, il parco tecnologico del Distretto sociosanitario di Maglie diretto da Aldo Schiavano”.

«La rifunzionalizzazione dell’ex presidio – spiega il direttore dottor Schiavano – è già in essere. Con il recente accordo sottoscritto tra la ASL ed i sindaci dei comuni di Maglie e Poggiardo, il DSS sarà orientato prevalentemente a potenziare i Day service chirurgici di Oculistica e di Chirurgia plastica. E’ già stata allestita la seconda sala operatoria dotata anch’essa di microscopio operatorio, di facoemulsificatore e dell’attrezzatura specifica collegata di recente. Le tre sale operatorie attive, inoltre, sono state dotate di due monitor multiparametrici e due monitor defibrillatori e, per quanto riguarda l’Unità di degenza territoriale, siamo in attesa di acquisire dal comune il certificato di agibilità per procedere celermente a richiedere l’autorizzazione e l’accreditamento alla Regione».

CASARANO. Resta ancora da chiarire l’episodio che ieri mattina ha portato una donna di Casarano a partorire secondo modalità “poco ortodosse” nel locale ospedale “Ferrari”. «Attendo una relazione in merito alla valutazione dell’urgenza del caso ma occorre chiarire che il parto non è avvenuto nel parcheggio o per strada, ma in reparto, e che quanto successo nulla c’entra con la chiusura del Punto nascita e con il Piano di riordino», afferma, interpellato in merito, il direttore sanitario della Asl di Lecce, Antonio Sanguedolce. La ragazza 24enne, alla 34^ settimana di gestazione ed alla sua terza gravidanza, sta bene così come la neonata, ma i rischi sono stati tanti. «Quanto accaduto conferma, semmai, la necessità che i Punti nascita siano dotati di Utin», afferma ancora il direttore sanitario spiegando come il protocollo di gestione per simili casi (34^ settimana di gravidanza) preveda che il parto debba avvenire in struttura dotata del reparto di Terapia intensiva neonatale. Per questo, dopo una prima visita in reparto, il medico di turno ha invitato la donna a recarsi a Tricase, il solo ospedale in provincia, con Lecce, ad avere l’Utin. «La ragazza sarebbe stata indirizzata verso Tricase, o Lecce, anche due mesi fa. Le procedure di chiusura del reparto di Ostetricia del “Ferrari” non hanno nulla a che vedere con l’episodio. Resta da capire, e per questo ho richiesto una specifica relazione, che tipo di valutazione in merito all’urgenza del caso sia stata fatta dalla ginecologa di turno e perché non sia stato predisposto un trasporto “protetto” con ambulanza e personale medico a bordo», conclude Sanguedolce, riservandosi di approfondire l’accaduto.

Quel che è certo è che intorno alle 5.30 di domenica 1 ottobre la 24enne si è recata, accompagnata dalla madre, al Pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” accusando forti dolori. Una volta condotta nel reparto di Ostetricia (comunque aperto fino a martedì 3 settembre, in teoria non solo per le urgenze, in attesa che il Tar si pronunci sulla sua eventuale chiusura) il medico di guardia, dopo averla visitata, l’ha solo invitata a recarsi a Tricase senza comprendere che il parto stava per avvenire a momenti. E così è stato visto che il travaglio stava per concretizzarsi appena fuori dall’ospedale quando la piccola che portava in grembo ha deciso che quello fosse il momento giusto per venire alla luce. A soccorrere la donna è stata la guardia giurata in servizio all’ingresso dell’ospedale che ha prontamente allertato il personale del pronto soccorso. Solo in tal modo la giovane ha potuto far ritorno in reparto.

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CASARANO – GALLIPOLI. È  scontro tra Casarano e Gallipoli per gli ospedali. Mentre nel primo centro si attende l’esito dei ricorsi presentati al Tar, in riva allo Ionio, il sindaco Stefano Minerva ha illustrato al direttore sanitario della Asl di Lecce, Antonio Sanguedolce, ed al direttore del dipartimento Salute della Regione, Giancarlo Ruscitti, “le ragioni per cui è giusto mantenere l’ospedale di Gallipoli come unico di primo livello per una sanità del territorio che funzioni”. Questa mattina l’incontro presso la direzione sanitaria del “Sacro Cuore” presenti il Presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro, il direttore sanitario dell’ospedale Dell’Angelo Custode, il direttore amministrativo dei due ospedali, Anna Maria Paolini, ed il presidente dell’associazione “Sacro Cuore di Gesù”, Giacinto Scigliuzzo. «Ruscitti e  Sanguedolce hanno visitato il nostro ospedale e toccato con mano l’importanza dello stesso. Nel corso dell’incontro – afferma il sindaco Minerva – abbiamo dimostrato come la scelta della Regione – e ne approfitto per ringraziare il Presidente Michele Emiliano per l’attenzione e il lavoro svolto – sia una scelta oculata e che trova giustizia sia nella struttura in sé che dal punto di vista fisico-territoriale».

Altra è l’aria che si respira a Casarano, dove il sindaco Gianni Stefàno ed il comitato “Pro Ferrari” presieduto da Claudio Casciaro, attendono che si concretizzi l’ipotesi dei due ospedali di “pari livello” prospettata loro in Regione nei recenti incontri avuti proprio con Ruscitti e Sanguedolce. A questo punto si tratterebbe di una “promozione” per il “Ferrari” (ora di base) e di una “retrocessione” per il “Sacro Cuore” (ora già di primo livello). Un altro incontro alla presenza dei due direttori e dei due sindaci, dovrebbe tenersi nei prossimi giorni. Intanto si resta in attesa di conoscere (il 4 ottobre) l’esito del ricorso al Tar contro il Piano di riordino che declassa l’ospedale cittadino, ed ancor prima – già in settimana – il pronunciamento dei giudici amministrativi sulla richiesta di sospensiva richiesta sempre attraverso l’avv. Fabio Cintoli di Roma (cui è affidato il ricorso principale) contro la disattivazione dei reparti di ostetricia- ginecologia e di pediatria. La delibera contestata è la n. 2044 del 18 settembre con la quale la Asl rende operativa la decisione della Regione disponendo la chiusura di Ostetrica – Ginecologia e di Pediatria già dallo scorso 24 settembre, con una settimana di proroga solo per le urgenze. Ma tale fase di “passaggio” non appare semplice. Nei reparti da smantellare (e trasformare in semplici ambulatori) ci sono ancora dei ricoverati e da Pediatria, genitori e medici fanno emergere il problema dell’assenza a Gallipoli della Risonanza magnetica. In sostanza, i piccoli pazienti che dovessero aver bisogno di tale esame, una volta ricoverati al “Sacro Cuore” dovrebbero tornare in ambulanza a Casarano, dove è presente l’unico macchinario per la risonanza in provincia oltre al “Fazzi” di Lecce.

Sulla vicenda si registra la ferma opposizione dei sindacati di categoria (che hanno disertato il recente incontro convocato dalla Asl) e del consigliere regionale Mino Borracino secondo il quale “non è possibile trasferire reparti senza Le relative apparecchiature scientifiche”. «Non resta che lasciare pediatrica a Casarano», conclude Borracino.

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BARI. “Innovazione e sostenibilità delle cure: le proposte da Sud”, è il tema del Forum Mediterraneo in Sanità organizzato da AreSS Puglia e Fondazione Sicurezza in Sanità, che si terrà il 12 e 13 settembre nel contesto della Fiera del Levante a Bari. Un dialogo tra esperti per ascoltare pazienti e operatori e analizzare il tema “salute” dall’interno, tra storie di successo e ipotesi di innovazione. Dopo l’apertura alle 9,30 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sottosegretario al Ministero della Salute Davide Faraone, subito diversi spunti di riflessione e di confronto per conoscere più in profondità cosa sta accadendo nel contesto sanitario pubblico.
Il primo evento mattutino “Persona – partecipazione e responsabilità” (Sala Auditorium – ore 11,30), presenterà i risultati di due diversi progetti sul clima organizzativo e sull’umanizzazione delle cure nelle strutture di ricovero, con la Asl Lecce capofila di quest’ultimo progetto a livello regionale. La sessione sarà coordinata da Nicola Pinelli, Direttore Generale della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Sarà quindi Nicola Bellè, del Laboratorio Management e Sanità (MeS) Scuola Sant’Anna Pisa, ad entrare nei dettagli della ricerca “Professionista e clima organizzativo: i risultati 2017 delle Aziende Sanitarie pugliesi”. A seguire l’approfondimento su “Paziente e Umanizzazione: la valutazione partecipata 2017 degli ospedali pugliesi”, con l’intervento di Sonia Giausa, responsabile scientifico del Progetto Regionale per l’ASL Lecce, e Sara Carzaniga coordinatrice della ricerca Agenas “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”.

Seguirà il commento dei risultati delle ricerche, con l’intervento di Tonino Aceti, coordinatore Nazionale del Tribunale Diritti del Malato – Cittadinanzattiva, di Filippo Anelli, presidente ordine dei medici di Bari (OMCeo) e di Giovanna Teresa Pontiggia, segretaria dell’Ordine degli Psicologi di Puglia.

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Ospedale “Sacro Cuore di Gesù”

Nuovo allarme della Asl di Lecce per far fronte ad un momento di forte carenza di sangue. Dopo l’emergenza che nel giugno scorso aveva causato il blocco delle sale operatorie dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, torna a farsi sentire il direttore generale della Asl leccese, Silvana Melli: «Serve uno sforzo comune – ha sottolineato durante la conferenza stampa –  perché è in gioco qualcosa di importante per la salute e vita di ognuno». Mobilitate tutte le associazioni di donatori, a cui sono state inviate le autoemoteche in diverse piazze del Salento. In quattro uscite sono state raccolte 134 sacche, lo stretto necessario per evitare di andare in emergenza, ma un quantitativo non sufficiente per stare tranquilli.

Nell’ultimo triennio le donazioni sono cresciute in modo sensibile, passando dalle 11.834 sacche del primo semestre 2015 alle 13.901 del primo semestre 2017, grazie all’opera di sensibilizzazione, alle periodiche campagne di raccolta con autoemoteca e all’attività dei centri immunotrasfusionali degli ospedali di Lecce, Gallipoli, Casarano, Galatina e Copertino (si può donare sangue dal lunedì al sabato), in cui, a seguito dell’ultimo appello di giugno è stato registrato un buon afflusso di donatori. Ma la guardia non va abbassata, sottolineano medici e associazioni dei volontari: nei mesi estivi la richiesta di sangue continua a salire tra esigenze, normali, traumi, incidenti, turisti con patologie che richiedono trasfusioni.

CASARANO. Il “Ferrari” di Casarano perde il Punto nascita ma conserva l’area “materno-infantile”. La “consolazione” arriva dall’incontro tecnico-organizzativo svoltosi ieri pomeriggio presso la Direzione generale della Asl Lecce alla presenza dei direttori del presidio e dei reparti di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia del “Ferrari” di Casarano e del “Sacro Cuore” di Gallipoli. L’incontro ha rappresentato l’avvio del percorso che già dal prossimo primo settembre porterà alla disattivazione del Punto nascita dell’ospedale di Casarano, così come previsto dal Piano di riordino della Regione Puglia. I diversi passaggi organizzativi avverranno “nei tempi giusti e in modo concertato e condiviso con i clinici di entrambi gli ospedali interessati, per garantire un percorso idoneo e sicuro”, come scritto nel comunicato della direzione generale della Asl leccese. Allo studio c’è, però, la possibilità di assicurare al nosocomio casaranese  “servizi sanitari diurni pediatrici e ginecologici”: niente posti letto per i ricoveri ma la garanzia di prestazioni ambulatoriali e in day service. Nel corso di altri incontri, anche con le organizzazioni sindacali, verrà valutata la distribuzione del personale. In particolare, “Pediatria e Ostetricia di Gallipoli saranno dotate del personale medico necessario per assorbire le attività dismesse a Casarano, il che comporterà anche una più adeguata organizzazione del lavoro nei reparti coinvolti”.

L’importante tema è stato al centro anche del dibattito del primo Consiglio comunale svoltosi ieri nel quale Attilio De Marco (Pd) ha confermato che, secondo quanto già dichiarato in campagna elettorale, “l’ospedale rimarrà di Primo livello”. «Il “Ferrari” era divenuto di base e ora non lo è, a prescindere dal destino del Punto nascita», ha affermato De Marco. Da parte sua il sindaco Gianni Stefàno attende di incontrare (a giorni) il direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli e il direttore del Dipartimento regionale alla Salute, Giancarlo Ruscitti, e non sono escluse nuove azioni legali contro  gli ultimi provvedimenti della Asl.  «Pensavo che la regione avrebbe atteso l’esito del ricorso al Tar che sarà deciso ad ottobre. Non capisco il perché di tale accelerazione», afferma Stefàno. Critico anche il consigliere comunale Emanuele Legittimo, ex presidente del Comitato civico “Pro Ferrari”, il quale afferma: «Abbiamo lottato in passato come comunità nonostante la costante presenza di quella componente di casaranesità che se non ci fosse farebbe di Casarano una Città. Ci portano via due reparti e, come ho sempre detto, un potenziale polo pediatrico di eccellenza. La politica regionale non ha voluto ascoltare né tantomeno attenersi ai criteri oggettivi, penalizzando un intero comprensorio. Non sono serviti i “buoni auspici” o i rapporti preferenziali sbandierati in campagna elettorale da esponenti del centro sinistra».

Inaugurazione del Presidio sanitario estivo a Gallipoli

GALLIPOLINuovo Presidio sanitario estivo a Gallipoli in via Sant’Angelo, nel cuore del centro storico. Sono così in tutto 22 i punti di assistenza predisposti dalla Asl Lecce lungo la costa salentina. A Gallipoli l’altro presidio è sul lungomare Marconi, all’ingresso monumentale del vecchio ospedale. In più, sul lungomare Galilei è in servizio un’ambulanza h24. La finalità di tali “guardie turistiche” è quella di garantire un’assistenza sanitaria di base evitando, nel contempo, di ingolfare i Pronto soccorso degli ospedali.  In via Sant’Angelo, in particolare, è prevista una turnazione con sette medici in attività ambulatoriali 24 ore al giorno. «Avere un ulteriore presidio sanitario – afferma il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva – risponde alla necessità dettata dal fatto che Gallipoli, più di ogni altra località turistica del Salento, ha un afflusso turistico imponente, con una popolazione che d’estate passa da 21mila abitanti a oltre 200mila. L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione i locali idonei e l’Asl ha prontamente fornito la strumentazione sanitaria e il necessario personale». Al sindaco fa eco il direttore generale della Asl, Silvana Melli: «Grazie a questa collaborazione operativa con l’Ente locale si riesce ad assicurare a residenti e turisti un’assistenza sanitaria per le necessità di minore gravità, mentre per le emergenze vere e proprie si può fare ricorso al servizio 118 e al Pronto soccorso dell’Ospedale di Gallipoli. Un’offerta sanitaria completa, dunque, e in grado di garantire un’estate più sicura a tutti: in caso di bisogno, trovare un medico sarà molto più semplice». All’inaugurazione di mercoledì 19 luglio sono intervenuti alcuni amministratori comunali, il direttore medico dell’Ospedale di Gallipoli, Egidio dell’Angelo Custode, e il direttore del Distretto socio sanitario, Roberto Vergaro.

ospedale gallipoliGALLIPOLI. Emergenza sangue superata: lo afferma l’Asl di Lecce con una nota di questa mattina. La carenza di sangue aveva causato due giorni fa il blocco delle sale operatorie dell’ospedale “Vio Fazzi” di Lecce. Da lì era scattato un appello a tutti i donatori ed alle loro associazioni affinché producessero uno sforzo supplementare per superare il grave stop. La risposta c’è stata, come testimoniano i servizi trasfusionali di Gallipoli, Casarano, Lecce, Galatina e Copertino. “Nella giornata di ieri l’appello alla donazione ha prodotto una forte sensibilizzazione tra i donatori volontari – si legge in una nota del’Asl – ma anche tra le persone che si sono avvicinate per la prima volta a questa modalità di rendersi utili verso il prossimo. Nella mattina di oggi la no-stop in tutti i centri immunotrasfusionali della Asl di Lecce ha fatto registrare un buon afflusso di donatori, segno che la donazione di sangue sta facendo sempre più breccia nella sensibilità dei salentini. C’è ancora tempo per compiere un bel gesto di altruismo”. Ma la guardia non va abbassata, sottolineano medici e associazioni dei volontari: con luglio e soprattutto agosto in arrivo, la richiesta di sangue sicuramente salirà tra esigenze, normali, traumi, incidenti, turisti con patologie che richiedono trasfusioni.

 

Silvana Melli

Silvana Melli

LECCE. «Cari ragazzi, non giocate con la vostra vita!». L’appello è del direttore generale della Asl Lecce, Silvana Melli, alla luce dei sempre più frequenti episodi che vedono i giovani alle prese con vecchie e nuove dipendenze. «Abbiamo il dovere di aprire una riflessione seria, di spalancare gli occhi su certi comportamenti pericolosi che possono provocare conseguenze anche irreparabili», afferma Melli. Sul banco degli imputati gli episodi di bullismo, le ludopatie e la dipendenza da internet. A preoccupare sono anche gli episodi di “Blue Whale” (gioco dell’orrore online che può indurre al suicidio o ad atti autolesionistici) che coinvolgono, annientandone la volontà, sempre più giovani: da ultimo un minorenne pugliese. «Nel villaggio globale – dice Melli – certi fatti possono capitare in ogni casa, non sono lontani echi del “mondo virtuale”, anche se con questo hanno talvolta a che fare, ma sono vita reale, un malessere che spesso ci sfiora e, alle volte, ci coglie in pieno. Ragionarne nelle Istituzioni e, soprattutto, parlarne con i diretti interessati, genitori e figli, può servire a svelare temi delicati e affrontare comportamenti che, altrimenti, possono apparire incomprensibili». Un fronte ampio su cui la Asl è impegnata direttamente con il dipartimento di Salute mentale e il dipartimento Dipendenze patologiche e con diversi servizi e consultori specifici. «La nostra Asl sta lavorando per lanciare una campagna informativa nelle scuole su questi problemi delicati che, in maniera trasversale, hanno in comune un elemento: il valore della vita svilito sino ad essere trasformato nella posta di un “gioco” in cui, però, perdono tutti. Non solo i giovani e le famiglie chiuse nel bozzolo dell’isolamento, ma la società e le istituzioni che, talvolta, non riescono ad offrire risposte adeguate», conclude il direttore generale.

 

 

 

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ospedale - ostetricia ginecologia - 4.1.2013 casarano  (2)CASARANO. In attesa che il nuovo Consiglio regionale dica la sua sul Piano di riordino ospedaliero varato lo scorso marzo dalla Giunta Vendola (nel quale tra Casarano e Gallipoli è previsto un solo “punto nascita”), la delibera n. 568 del 15 maggio del direttore generale della Asl di Lecce da il via libera ai “Punti territoriali del percorso di nascita”.
Si tratta delle “linee guida” in materia di assistenza alla gravidanza che disegnano una “rete  integrata tra ospedale e territorio”. Nei vari distretti socio-sanitari della provincia sono previsti 17 “Punti di assistenza”: tre a Lecce, due a Casarano, Campi, Nardò, Gallipoli, Gagliano del Capo, ed uno a Martano, Galatina, Maglie e Poggiardo. La sistemazione delle strutture potrà avvenire sia presso i consultori familiari sia all’interno degli ospedali dismessi ovvero negli ospedali dov’è prevista la chiusura dei “punti nascita”. Seguendo l’esempio di quanto sperimentato, “con buoni risultati”, già dalla fine del 2012 nei consultori del distretto di Gallipoli, viene introdotta l’“Agenda della gravidanza” al servizio di gestanti e operatori, con un documento che accompagnerà la donna sino al parto e poi nel puerperio.

VISITA A SORPRESA: Nella foto il Sindaco Risi con il direttore generale dell’Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, giunto nel presidio sanitario senza alcun prevviso. Con loro anche il direttore Umberto Caracciolo

NARDÒ. «Forse è la volta buona», si lascia scappare il Sindaco Marcello Risi, sorpreso dal sopralluogo del nuovo direttore generale dell’Asl, Giovanni Gorgoni, mentre era impegnato come avvocato in una perizia per un processo. La cautela del primo cittadino è ampiamente giustificata: dal protocollo d’intesa sottoscritto il 6 settembre 2013, dopo la chiusura del vecchio “San Giuseppe-Sambiasi” è sicuramente stato realizzato qualcosa ma mancano ancora un bel pezzo di strada per ritenere onorato quell’accordo tra Comune, Asl e Regione.

Così, quando il numero uno è arrivato nei locali del Presidio territoriale di assistenza, ha trovato il direttore Umberto Caracciolo, intento a stilare un elenco dettagliato di interventi urgenti di manutenzione, tutti finalizzati a fornire servizi agli utenti in condizioni più adeguate delle attuali: cure straordinarie per l’ex reparto Medicina uomini, destinato all’accoglienza di pazienti in Stato vegetativo permanente (Suap) e di dieci posti letto di Unità di degenza territoriale; il laboratorio di Patologia clinica;  l’adeguamento della seconda sala operatoria destinata a interventi chirurgici in modalità Day service.

«Margini di crescita di questo presidio sono ampi: il centro avanzato di dialisi qualche pomeriggio non funziona per carenza di medici; il Day service chirugico anche.  Le carenze di organico costringono il Centro di procreazione assistita ad andare avanti con un solo medico. «Ora siamo ad un punto di svolta – afferma Risi – i fondi da 1 milione e mezzo per interventi straordinari e attrezzature consentiranno di attivare i restanti servizi previsti». Per queste ultime l’elenco è lungo: fra pochi giorni sarà disponibile il nuovo avanzatissimo mammografo, ma mancano ancora all’appello il Laser Yag e Argon, il fluorangiografo e un Oct (Tomografia ottica computerizzata) per l’ambulatorio di oculistica; lo spirometro e la sonda ecografia per pediatria; Holter pressori per cardiologia, un ecografo per senologia; un ortopantomografo per dentistica; uno spirometro per pneumologia; apparecchi per esami di dosaggio ormonale  e un ecografo per il punto di Procreazione medicalmente assistita; uno spirometro, un tapin roulant, un elettrocardiografo e un apparecchio per gli esami delle urine per Medicina dello sport e un densitometro osseo.
Complimenti per come è tenuta la struttura e per l’efficienza e la qualità dei servizi da parte del dg Gorgoni, con una buona notizia: la realizzazione  di un’area pediatrica.

vito-fazzi-large-LECCE. Si terrà domani, 21 marzo, dalle ore 9, presso l’Aula conferenze del Polo oncologico del “Vito Fazzi” di Lecce, il corso di formazione Asl Lecce dal titolo: “La prevenzione dei tumori eredo-familiari della mammella e dell’ovaio”, organizzato dalla dott.ssa Assunta Tornesello, di Alezio, direttore dell’U.O. Oncologia e Oncoematologia pediatrica presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, e dalla dott.ssa Elisabetta De Matteis, oncologa del medesimo ospedale e responsabile dell’Ambulatorio dei tumori eredo-familiari.

Il corso è destinato a varie professionalità dell’ambito sanitario aziendale, inclusi medici, infermieri, biologi e psicologi. Tuttavia, vista la rilevanza sociale della tematica, è aperto agli uditori esterni. Al corso parteciperanno, tra gli altri, il dottor Massimo Federico, originario di Taviano e professore ordinario di Oncologia medica, direttore della Cattedra di Oncologia Medica II dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il cui lavoro in Emilia Romagna è un modello per tutti i centri che si occupano di tumori eredo-familiari e di counseling oncogenetico.

asl galatoneGALATONE. Cambiano le regole per la raccolta del sangue e l’Asl di Lecce si adegua. A rientrare nella rete di ammodernamento delle strutture c’è anche il Poliambulatorio (foto) di Galatone. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, non si può più raccogliere il sangue donato con le autoemoteche delle avarie ssociazioni (come Avis e Fidas), ovvero fuori dalle chiese o nelle piazze del paese, per via di un accordo Stato-Regioni che ha obbligato queste ultime a dotare i centri trasfusionali e tutte le sedi di raccolta esterna di requisiti tecnologici e organizzativi molto rigorosi. Per questo sarà necessario adeguare le strutture, e la Regione Puglia ha stanziato un finanziamento di 4,4 milioni di euro. Nei giorni scorsi il direttore generale dell’Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, ha già avviato le gare di fornitura, per un importo complessivo di 800mila euro.
L’adeguamento comprenderà i Simt di Lecce e Gallipoli, i Sit di Lecce, Copertino, Casarano, Gallipoli e Galatina, le reti strategiche degli ex ospedali di Campi, Maglie, Nardò, San Cesario, Poggiardo e Gagliano del Capo e i Poliambulatori di Galatone, Martano, Veglie, Aradeo, Otranto, Cutrofiano, Ugento e Scorrano. Intanto tra le otto strutture pugliesi che hanno già ottenuto l’accreditamento c’è anche quella di Gallipoli mentre per il 30 aprile dovrebbero concludersi i lavori a Casarano.

Ospedale di casarano 4giancarlo negroCASARANO. Mentre il nuovo direttore generale della Asl Lecce, Giovanni Gorgoni, appena insediatosi (al posto di Valdo Mellone), esclude “accorpamenti” tra gli ospedali salentini, il Natale appena trascorso è stato segnato da un grande gesto di speranza per il “Ferrari”. Grazie alla generosità dei familiari di Salvatore Ria, 69enne di Collepasso, deceduto a causa di un’emorragia cerebrale il 24 dicembre, per tre persone è cambiata l’aspettativa di vita.
Dopo l’accertamento della morte, effettuato dalla commissione di osservazione composta dal vicedirettore sanitario Franco Marrella, dall’anestesista Giovanni Franza e dal neurologo Roberto De Masi, i parenti del defunto hanno acconsentito alla donazione degli organi, dando prova di grande sensibilità.
I reni sono stati prelevati da un’equipe medica proveniente da Bari e il fegato da un’equipe di Roma. Le cornee, prelevate dai medici del “Ferrari”, sono state consegnate alla banca delle cornee di Mestre.

«Ringraziamo la sensibilità dei famigliari – commenta Marrella – che hanno deciso di affrontare questo evento con estrema generosità. Grazie al loro gesto, tre persone avranno una nuova vita, senza contare i destinatari delle cornee. Un grande ringraziamento, inoltre, va fatto a tutto il personale del “Ferrari” che, ancora una volta, ha risposto in modo ineccepibile rendendo possibile la donanzione degli organi».
Eppure c’è qualcosa che sarebbe potuto andare meglio. Nel 2014, infatti, a fronte di due prelievi eseguiti, ci sono state ben otto opposizioni, segno evidente che tanto ancora resta da fare, soprattutto nel campo della sensibilizzazione.
«Un simile numero di opposizioni – commenta Giancarlo Negro (foto), referente del “Ferrari” per le donazioni – benché possa essere un caso, è comunque qualcosa che ci lascia un po’ di rammarico e ci dice che bisogna lavorare ancora di più sull’opinione pubblica».
Intanto la Regione ha concesso alla Asl dieci mesi di tempo per spendere quanto già finanziato: nel milione e 800mila euro destinato ai vari distretti, ci sono anche i fondi per i nuovi ecografi e cardiografi destinati al distretto di Casarano.

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comune villaTAURISANO. La Giunta non riconosce le quote a carico del Comune di Taurisano in relazione al servizio del trasporto disabili per il periodo dal 1 gennaio 1999 al 30 giugno del 2005.
L’Asl Lecce a giugno scorso aveva richiesto il recupero complessivo di 36.886,21 per il servizio trasporto presso le strutture di riabilitazione. Di rimando a ottobre il Comune di Taurisano aveva ribadito quanto già espresso nelle note del 2001 e del 2003: il Comune non è tenuto a versare alcuna somma all’ Asl sia perché ha provveduto al trasporto dei disabili “utilizzando personale e automezzi propri” sia perché “il trasporto presso i centri di riabilitazione, essendo finalizzato alla fruizione di una prestazione sanitaria, è di competenza del servizio sanitario nazionale” Cosa, peraltro, anche ribadita dall’Anci Puglia. Da qui la delibera approvata nei giorni scorsi.

GALLIPOLI. Il reparto di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” potrà operare presto a pieno regime, garantendo i ricoveri diretti dei pazienti, in condizioni anche gravi, trasportati dal servizio di emergenza del 118 e aumentando la ricettività sino ad otto posti letto. Nelle scorse settimane la Regione ha avviato la fase conclusiva per l’accreditamento dell’unità operativa del reparto dell’ospedale gallipolino richiedendo, e sollecitando, alla direzione della Asl di Lecce la trasmissione della documentazione atta a completare l’iter autorizzativo. Una procedura che, al di là dei cavilli burocratici, alla fine porterà ad eliminare anche l’anomalia relativa all’impossibilità formale del ricovero diretto dei pazienti in Rianimazione, e soprattutto di completare la messa a regime della divisione  (attiva dopo l’inaugurazione con i primi quattro posti letto), che potrà passare a ospitare sino ad otto degenti.

«Confidiamo  che una celere ed efficace sinergia tra la Asl di Lecce e la Regione comporti il riconoscimento dell’Unità di terapia intensiva cardiologica – dice Giacinto Scigliuzzo dell’associazione pro ospedale di Gallipoli – dotando la stessa delle necessarie apparecchiature per le indagini emodinamiche». Solo confermando e potenziando le unità di Rianimazione, Utic e Pneumologia, conclude Scigluzzo “i pazienti in imminente pericolo di vita potranno avere la garanzia della sua operatività al meglio a salvaguardia della vita umana”.

TUGLIE. L’immobile comunale sito in largo Fiera (foto), attuale sede dell’associazione Donatori di sangue – Fidas, della Protezione civile e della compagnia teatrale “La Calandra”, diventerà un Centro per servizi sanitari. A volerlo il Consiglio comunale del 31 ottobre scorso che ha deliberato, con l’astensione della minoranza, l’accordo di concessione del piano terra all’Asl Lecce per quarant’anni, previo pagamento di novantamila euro, l’equivalente di dieci anni di canone mensile di locazione, che saranno utilizzati per i lavori di ristrutturazione.
«Nei prossimi mesi – afferma il sindaco Massimo Stamerra – Tuglie avrà un nuovo centro con la presenza di un servizio di continuità assistenziale, di ambulatori specialisti, di un punto prelievi e di un ufficio vaccinazione. Questo, non solo permette di azzerare le distanze tra le strutture sanitarie e i cittadini, ma creerà altri benefici sociali e di indotto a favore della comunità. Il primo piano dell’immobile, invece, sarà concesso a terzi per la realizzazione di un centro diurno socio-educativo e riabilitativo per persone con disabilità». Ci sono, però, i rilievi della minoranza. «Se l’immobile fosse stato ristrutturato con i Fondi sociali europei o con altre risorse – afferma Antonio Vincenti a nome del gruppo “Bene comune” – ciò avrebbe consentito al Comune di locare un’immobile già pronto, con un canone mensile superiore a quello che oggi l’Asl corrisponde al proprietario del locale adibito a Guardia Medica (pari a 600 euro mensili). Già da ora bisognava assicurare la presenza all’interno della struttura di una delle associazioni più attive sul territorio comunale, la Fidas, e capire poi a quanto ammonteranno realmente i costi, quando si darà inizio ai lavori e quando, invece, è prevista la conclusione. Si rischia così di iniziare i lavori, in assenza di reale copertura economica e di far sorgere a Tuglie l’ennesima opera incompiuta».

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valdo mellone direttore asl lecce - x casaranoCASARANO. Il Salento è in cima alle tristi classifiche sul numero dei casi di tumore ai polmoni; nel Salento la maglia nera in tutti i sensi spetta al distretto sanitario di Galatina, Sogliano Cavour, Soleto, Cutrofiano, Aradeo e Neviano. L’incidenza di questo tipo di cancro supera di gran lunga la già drammatica media provinciale. Lo testimoniano i dati della Repol, la rete per la prevenzione oncologica leccese.

Seguono i distretti di Poggiardo, in tutt’altra area geografica, e di Casarano; in fondo all’elenco Gallipoli, in base a rilevazioni effettuate dal 2003 al 2007. Come mai? La Repol – di cui fanno parte Asl, Arpa Puglia, Centro nazionale delle ricerche, Provincia di Lecce, Università, Inail, Osservatorio epidemiologico regionale e Registro mesioteliomi – ha deciso nel dicembre scorso di procedere con una indagine a campione ed ora stanno per essere distribuiti 1.100 questionari  che verranno consegnati a 500 malati di tumore ai polmoni ed a 600 persone sane. Gli intervistatori preparati allo scopo, sono medici, infermieri, tecnici della prevenzione, tutti dipendenti dell’Asl. Lo studio è stato denominato “Protos”, primo in greco.

«E’ necessaria questa indagine per capire i dati elaborati dal Registro tumori – dice il direttore generale dell’Asl, Valdo Mellone (foto)- che evidenziano come l’incidenza di neoplasie polmonari nella popolazione maschile negli anni 2003-2007 abbia superato quella che si registra nel Centro Nord, pur essendo il territorio leccese caratterizzato da una ridotta presenza di attività industriali ad elevato impatto ambientale».

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...