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Gallipoli – Le particelle 920, 922, 927, 928 e 929 del foglio 25 non sono state mai comprese nella confisca operata il 27 settembre del 2012; non potevano essere inserite nell’ordinanza del Sindaco del 30 marzo, Venerdì santo, come aree di sua proprietà e le destinava a parcheggi temporanei in vista dell’affollamento di quella zona, tra Baia verde e la strada che collega la litoranea e la Statale.  La sentenza del Tribunale penale ha accolto le ragioni addotte dall’amministratore unico Angelo Marrella, di Casarano, della società Praia del Sud. Il contenzioso era sorto il 4 aprile, all’indomani del’ordinanza sindacale richiamata, pubblicata il 31 marzo ed eseguita il 2 aprile, giorno di Pasquetta.

Aree mai confiscate e non del Comune Per effetto di questa decisione giudiziaria, l’area a disposizione del Comune e già utilizzata in passato per posteggi temporanei durante la stagione estiva, viene di fatto dimezzata. Questo dato, da non sottovalutare data la delicatezza ambientale di quel comparto non a caso protetto da norme speciali di rilevanza europea, ha subito ridato fuoco alle polveri per l’alta tensione che persiste principalmente a causa del cantiere ancora aperto nel tratto che va dal secondo ingresso della Baia verde al canale dei Samari. Il fatto che alcuni tra i più importanti lidi adesso si troverebbero senza più aree a disposizione per i propri utenti automobilisti.

L’attacco di Gallipoli Futura “Da quanto si apprende, le particelle “liberate” dalla illegittima confisca renderanno non più adibili a parcheggio tutto lo spazio antistante gli stabilimenti balneari Zeus, Helios, Banzai… si arriverebbe così a ridosso del Samsara, aggravando così una già di per se gravissima situazione posta in essere da quelli che definiamo “i lavori dell’assurdo” – scrivono i consiglieri comunali di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi – posti in essere dal Sindaco Minerva senza alcuna preventiva valutazione di compatibilità urbanistica con quelle che erano le reali esigenze di una litoranea come la nostra”. Dopo aver accusato il capo dell’Amministrazione di atteggiamenti “boriosi e tracotanti”, i consiglieri paventano – come peraltro già fatto fin dalla prima mossa della società coinvolta nell’ordinanza del Sindaco – possibili danni erariali a carico del Comune.

“Disagi” e sviluppi Intanto in Comune si sottolinea che, ad oggi, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Tribunale. In secondo luogo il Sindaco tende a smorzare gli allarmi sollevati dall’opposizione, secondo cui i disagi in quell’area sono destinati a salire con l’arrivo dell’estate. “Il Comune si è limitato ad agire secondo quanto dicevano le sentenze. Disagi? E perché mai? Ci sono contratti in essere tra società proprietaria e gestori degli stabilimenti balneari per quelle aree”. E non è neanche escluso che lo stesso Comune avvii una nuova istanza riguardante parte delle aree adesso escluse dalla confisca. In mano al Comune restano quindi poco più di 12 ettari.

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