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alloggi popolari

alloggi popolari di via Cattaneo matinoMATINO. Quanto temuto da tempo è purtroppo avvenuto, ovvero il distacco dalla rete idrica per 28 famiglie degli alloggi popolari di via Cattaneo (foto). Il provvedimento di sospensione del servizio da parte di Acquedotto Pugliese ha fatto seguito ad una morosità di circa 110mila euro accumulata tra il 2010 e il 2016, e al mancato accordo su una possibile rateizzazione del debito. Un primo distacco coatto nella fornitura risale, infatti, già al 14 dicembre 2015. Ad aggravare la situazione anche il fatto che non tutte le famiglie di quella palazzina sono insolventi, altre vi abitano da poco tempo, altre ancora non abitano più in loco ed erano per lo più abusive. Il fatto è che, al momento, la struttura è dotata di un contatore unico con allaccio comune il che aggiunge problemi nella gestione dell’intera vicenda. Malgrado l’intervento dell’Ente idrico, alcuni condomini riuscirono a ripristinare il servizio tramite un allaccio abusivo. Risolutivo si sperava potesse essere il tavolo tecnico convocato, da ultimo, lo scorso 15 dicembre dal sindaco Tiziano Cataldi, con l’accordo circa l’installazione di più contatori, il frazionamento delle forniture da parte di Aqp e l’impegno da parte degli insolventi di presentare un piano di ripartizione del debito entro il 14 gennaio 2017, data oltre la quale anche l’allaccio abusivo sarebbe stato rimosso.

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Una delle palazzine interessate ai lavori

Una delle palazzine interessate ai lavori

UGENTO. Quasi due milioni di euro per la manutenzione straordinaria degli alloggi popolari. Lo stanziamento è arrivato nei giorni scorsi dalla Regione. I fondi serviranno alla sistemazione di 42 alloggi situati tra via Edison, via Sabin e via Acquarica. I lavori inizieranno presumibilmente nel mese di giugno: Arca Sud Salento ha individuato l’azienda Edil Togen per l’esecuzione degli interventi. Previsti diversi lavori tra cui: la rimozione delle parti strutturali pericolanti e il ripristino del calcestruzzo e delle armature; la sostituzione degli infissi esterni; la revisione e la tinteggiatura delle opere in ferro; il rifacimento del marciapiede.
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Case popolari di via Cagliari

Case popolari di via Cagliari

case popolari in degrado 3

GALLIPOLI. Un corposo programma di recupero e di ristrutturazione degli alloggi popolari di proprietà dell’Arca sud Salento (ex Iacp) e una pioggia di finanziamenti anche per gli stabili della provincia di Lecce. E a beneficiarne saranno immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica di diversi comuni tra cui anche Casarano, Nardò, Gallipoli e Racale.
Nel mese scorso infatti il Servizio politiche abitative della Regione Puglia con una propria delibera ha ammesso a finanziamento interventi per alloggi da rimettere in uso per un totale di 2.027.000 euro (linea A) e fabbricati da recuperare con interventi di manutenzione straordinaria per un totale di 2.250.000,00 (linea B).

L’Arca Sud Salento con il commissario straordinario Daniela Lupo e il direttore generale Sandra Zappatore aveva disposto la partecipazione al bando pubblico per ottenere le risorse necessarie ad aumentare l’offerta locativa degli alloggi popolari nel territorio provinciale ed in quei centri abitati ad alta tensione abitativa, nonché per interventi di manutenzione straordinaria di interi fabbricati. Gli interventi finanziati per la provincia di Lecce sulla “linea A” riguardano 156 alloggi che necessitano di interventi di recupero non superiori ai 15 mila euro di cui 3 a Gallipoli (via Massa, via Cagliari e via Pitagora), 5 a Casarano (via Palermo, Amalfi, via Torino, via Abruzzi, via Marche) e 7 a Nardò (via Fani, via San Francesco D’Assisi, Via Giovanni XXIII, via Barba, via Luzzatti, via Pignatelli).
Gli interventi finanziati sulla “linea B”, riguardano invece 6 fabbricati (per un totale di 102 alloggi), di cui tre a Gallipoli, nel blocco di via Carlo Massa (contributo di 1milione e 300 mila euro per 83 alloggi) e tre in quel di Racale, stabile in via Siena (con 950mila euro per 19 alloggi). Nei giorni scorsi si è svolto anche un incontro del circolo di Sel con i dirigenti di Arca Sud che ha chiarito in merito alla situazione dei lavori di manutenzione straordinaria di via Cagliari finanziati per 700 mila euro non ancora realizzati. Dopo il contenzioso tra le ditte per l’aggiudicazione i lavori dovrebbero partire a breve.       VC

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valerio nocera - sxSANNICOLA. Hanno preso il via nei  giorni scorsi i lavori per gli allacci alla rete idrica e fognaria presso gli alloggi di edilizia popolare di via Tiepolo. Per gli aventi diritto si profila, dunque, l’attesa soluzione all’annoso problema che ha ritardato, tra non poche polemiche, l’effettiva immissione nelle abitazioni malgrado l’assegnazione definitiva già pronta. L’avvio delle opere indispensabili per il rilascio del certificato di agibilità ha fatto seguito a numerosi solleciti inviati dall’Amministrazione comunale all’Agenzia regionale per la casa e l’abitare (ex Iacp). La questione è poi diventata terreno di scontro politico con il consigliere di minoranza Valerio Nocera (a destra nella foto) che, riportando quanto comunicato dalla stessa Arca sud, ha affermato: «Gli alloggi sono pronti già dal marzo 2014 e tocca solo al Comune chiudere l’iter».
Nei giorni precedenti all’avvio dei lavori per gli allacci, il vicesindaco Graziano Scorrano (a sinistra) aveva ripercorso le tappe della vicenda. «Il 17 ottobre 2014 il Comune ha autorizzato lo Iacp e l’Acquedotto pugliese per la costruzione dell’impianto idrico e fognante presso le abitazioni. Lavori poi non eseguiti malgrado i numerosi solleciti, scritti e telefonici». All’ultimo sollecito di agosto, però, la ditta appaltatrice aveva richiesto il certificato di agibilità dei locali, che il Comune, in assenza degli allacci ad acqua e fogna, non poteva però rilasciare.

convento ex cappuccini-gallipoliGALLIPOLI. Potrebbe essere la volta buona per la realizzazione dei 32 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata a canone sostenibile nell’area dell’ex complesso dei Cappuccini (foto). Il Comune di Gallipoli già dal mese scorso ha provveduto a formalizzare la concessione dell’area all’imbocco di Corso Italia, all’Arca Sud Salento (l’ex Istituto autonomo case popolari) per sessant’anni e determinando in 50 mila euro l’onere complessivo per la cessione del diritto di superficie delle aree necessarie che ricadano nell’ambito del complesso che ospitava la ex casa di riposo per anziani. L’area assegnata era di fatto già nella disponibilità giuridica dell’amministrazione comunale gallipolina che ha ancora da risolvere la situazione dello sgombero di alcuni locali occupati abusivamente da un famiglia in stato di precarietà.
Anche per questa situazione si stanno valutando le soluzioni che già sono state prese in considerazione per le altre famiglie destinatarie delle ordinanze di sgombero degli immobili comunali occupati senza titolo. L’intervento per la realizzazione dei nuovi alloggi di edilizia popolare nell’area ex Capuccini rientrano nei Programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile finanziato dalla Regione Puglia già dal febbraio del 2010.

Iacp Via PimmenthalCASARANO. Giallo sugli alloggi popolari (nella foto quelli di via Pimentel). A seguito del bando indetto lo scorso anno, sarebbe stata stilata una graduatoria provvisoria della quale non sarebbe stata data notifica ai diretti interessati. Ma quel che è peggio, secondo quanto segnalato da un cittadino in attesa degli esiti della graduatoria, il Comune starebbe procedendo con l’assegnazione degli alloggi attingendo dall’elenco provvisorio, senza che la vecchia graduatoria sia stata esaurita e senza rispettare l’ordine della nuova. Nello specifico, il cittadino in questione denuncia l’assegnazione di un appartamento posto sotto sequestro per sfratto esecutivo dall’autorità giudiziaria e al quale sarebbero dovuti essere apposti i sigilli sino al 2020.
«Il Comune – incalza chi denuncia la situazione – ha ancora in piedi la vecchia graduatoria del 2007-2008, con una quindicina di persone in attesa di assegnazione. Nonostante ciò, è stato assegnato un alloggio, peraltro sequestrato, ad una persona esclusa dalla vecchia graduatoria e che in quella attuale si trova a metà. Il bando presenta, inoltre, altre anomalie come la mancata assegnazione di punteggio per le famiglie oggetto di sfratto esecutivo, prevista dalla normativa regionale. Nessuna irregolarità risulta, tuttavia, al sindaco Gianni Stefàno. «La vecchia graduatoria mi risulta esaurita e stiamo attendendo dall’Istituto autonomo case popolari il via libera per rendere definitiva la nuova e poter procedere con le assegnazioni eliminando eventuali situazioni di irregolarità per gli alloggi abusivamente occupati».

VIA CRISPI CASE POPOLARINardò. Scade il 30 aprile il termine per presentare la domanda per ottenere l’assegnazione dell’alloggio popolare occupato senza averne titolo. Chi infatti in questi anni si è “insediato” in una casa di proprietà pubblica, in questo caso comunali, scavalcando graduatorie e assegnazioni, può adesso provare a regolarizzare la propria posizione con questa sanatoria. In città il problema è ricorrente: le cronache degli ultimi anni raccontano di occupazioni abusive in via Crispi (nella foto) e in via Carrino (dove erano state realizzate abitazioni riservate ad anziani  soli), passando per via Duca D’Aosta.

Ad annunciare ora questa sorta di “condono abitativo” sono il sindaco Marcello Risi ed il suo vice Carlo Falangone, assessore con delega all’Emergenza abitativa. Si potranno avvalere di tale provvedimento i nuclei familiari in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale del 7 aprile 2014. Non potrà invece richiedere un alloggio chi gode di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altri immobili, chi ha già ricevuto o riceverà l’assegnazione di alloggi realizzati con contributi pubblici e chi, fuori dai casi previsti dalla normativa, ha ceduto in locazione l’alloggio assegnatogli in precedenza. «L’Amministrazione comunale – hanno spiegato Risi e Falangone – ha previsto la possibilità di rateizzazioni molto vantaggiose. Saranno esclusi coloro che hanno occupato l’immobile commettendo il reato di violazione di domicilio e coloro che hanno riportato condanne penali per reati di criminalità organizzata con vincolo associativo».
Gli interessati potrebbero essere una quarantina, residenti in altrettanti abitazioni ma in modo abusivo. Ma le famiglie in attesa di un tetto secondo le graduatorie potrebbero essere 240 e per loro non si sa, al momento, quando arriverà il loro turno.

Voce al Direttore

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