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Alfredo Cacciapaglia

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PARABITA. Si deciderà il 28 febbraio prossimo la vertenza davanti alla Giustizia amministrativa in merito allo scioglimento del Consiglio comunale di Parabita per infiltrazioni criminali di stampo mafioso. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio, cui si era rivolto l’ex Sindaco Alfredo Cacciapaglia assistito dall’avvocato Pietro Quinto. Il “tutti a casa” per i gravi motivi citati era suonato il 17 febbraio scorso. Nell’udienza del 24 maggio i giudici del Tar Lazio hanno ordinato il deposito, entro 90 giorni, di due importanti documenti citati a lungo nel decreto di scioglimento del ministero dell’Interno: la relazione della Commissione ispettiva del 28 novembre 2016 e il parere del Comitato provinciale ordine e sicurezza datato 21 ottobre dello stesso anno. I giudici vogliono copie senza gli “omissis” apposti nei due documenti per motivi di riservatezza. Questo il commento delL’avvocato di Cacciapaglia: “Trattasi di documenti che nella sostanza sono conosciuti dai ricorrenti e che sono stati ampiamente censurati nel ricorso introduttivo. Dall’esibizione in forma integrale di tali atti non dovrebbero, quindi, emergere novità sostanziali sull’oggetto del contenzioso e sulle contestazioni formulate nei confronti dell’Amministrazione Cacciapaglia”.

PARABITA. L’appello del Centro di Solidarietà Onlus per salvare Parco Angelica non sembra essere caduto nel vuoto. Almeno, stando alle intenzioni manifestate da diversi enti del terzo settore e associazioni no profit di Parabita che si starebbero muovendo per acquisire informazioni sulle procedure che porterebbero all’affidamento temporaneo del parco situato sulla provinciale Parabita-Alezio. A confermarlo è il sindaco Alfredo Cacciapaglia, che afferma di aver ricevuto, seppur ancora in via informale, diverse manifestazioni d’interesse per non far sì che il sogno del parco cada nel dimenticatoio. Il bene, sottratto alla criminalità organizzata e dato in gestione alla parrocchia S. Giovanni Battista prima e al Comune di Parabita poi, se attrezzato e reso funzionale potrebbe diventare un importante centro di servizi per tutta la collettività. L’occasione da non perdere è un bando emesso dalla “Fondazione con il Sud”, che prevede un contributo di 500mila euro a sostegno di progetti e attività di economia sociale su beni confiscati alla mafia. La chiamata ha scadenza 15 febbraio 2017 ed è rivolta ad associazioni che dimostrino di avere in gestione il bene per il quale si chiede il finanziamento per almeno 10 anni. Cosa che tecnicamente dovrebbe passare da un bando pubblico del Comune di Parabita vincolato all’ammissione al finanziamento.

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PARABITA. L’ufficio del Giudice di pace di Gallipoli arranca, tra difficoltà economiche e insostenibile mole di lavoro, con faldoni che confluiscono anche dai paesi limitrofi come Parabita, Alezio, Tuglie e Sannicola. Così il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva fa un appello ai colleghi sindaci, rimproverandoli di “usufruirne senza contribuire”. Pronta, però, la risposta del Primo cittadino di Parabita, Alfredo Cacciapaglia: «Si informi meglio, senza fare di tutta l’erba un fascio», la sua piccata risposta. Nervi tesi, dunque, sul protocollo d’intesa per la condivisione degli uffici giudiziari, per i quali era stata chiesta ai vicini la compartecipazione alle spese per il mantenimento della sede fornendo non solo la disponibilità del personale da dislocale, a rotazione, presso l’ex tribunale, ma soprattutto il contributo economico da integrare con quello già sborsato dal Comune di Gallipoli.

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PARABITA. Si partirà lunedì 3 ottobre con il telelaser, poi arriveranno gli autovelox della Polizia municipale. Le contromisure all’alto tasso di incidentalità della Provinciale 361 sono appena iniziate e porteranno contestazioni immediate e multe salate a chi non rispetta il limite di velocità. Semafori, spartitraffico e modifica della segnaletica stradale, nel frattempo, rimangono al vaglio del team di esperti deputato a trovare urgenti soluzioni per la sua messa in sicurezza e potrebbero essere adottatinei prossimi mesi. La strada in questione, la stessa dove da tempo si susseguono incidenti (otto da luglio) anche mortali (l’ultimo), è un tratto mediano della Gallipoli– Otranto, quella che collega Alezio, Parabita e Collepasso. Scartata l’ipotesi di una sua chiusura (eccetto residenti e frontisti) inizialmente chiesta dal sindaco Alfredo Cacciapaglia in assenza di altre immediate alternative, la Sp 361 rimarrà aperta ma il controllo sul rispetto del limite di velocità a 50 km/h sarà ferreo. La limitazione sarà valida dal confine con Collepasso, all’altezza dell’impianto di antenne radiotelevisive, fino all’ingresso di Alezio, dove sorge la stazione di servizio Camer. È quanto discusso in un vertice convocato dal Prefetto di Lecce Claudio Palomba al quale hanno preso parte, con il presidente della Provincia Antonio Gabellone, anche i sindaci di Parabita, Collepasso, Maglie e Alezio.

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PARABITA. In attesa delle prime sentenze del tribunale di Lecce sull’operazione “Colturaˮ (per 21 imputati sono stati chiesti oltre 200 anni di detenzione), l’Amministrazione comunale guidata da Alfredo Cacciapaglia intende “affermare e ribadire la cultura e lo spirito della legalità e della lotta alla mafiaˮ. Da ciò il via libera ad un legale per tutelare l’immagine della città dall’accanimento mediatico e da illazioni politiche. L’esplicito riferimento è all’operazione antimafia dei carabinieri del Ros di Lecce che lo scorso dicembre portò all’arresto dell’ex vicesindaco Giuseppe Provenzano la cui posizione verrà vagliata dal tribunale con il più lungo rito ordinario. In conseguenza dell’operazione dei Ros, in città è pure giunta la commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi, le cui indagini “potranno offrire l’opportunità di fare chiarezza e fugare ogni dubbio su eventuali supposte influenze malavitose all’interno dell’Enteˮ, come scritto in delibera. Un contesto, questo, che ha però elevato la soglia dell’attenzione mediatica sul Comune, balzato sulle cronache dei giornali e sui processi sommari dei social network. «La diffusione di notizie non fondate o frutto di mere ipotesi costituisce un danno per tutta la collettività – si legge nell’atto del primo settembre scorso –  fornendo una distorta ed alterata immagine della realtà cittadina, con indubbio pregiudizio sia per tutti gli operatori economici che per ogni onesto comune cittadino». Parabita non è un paese mafioso, dice in sostanza la Giunta, e chi dice il contrario, in assenza di riscontri fattivi che spettano solo alle autorità giudiziarie, deve assumersene le conseguenze.

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PARABITA. Stagione calda, in tutti i sensi, a Palazzo di città. Tra i temi bollenti dell’agenda amministrativa, il Bilancio di previsione. Sul documento finanziario, approvato di recente, si è consumato un duro scontro tra maggioranza e opposizione, con quest’ultima che ha puntato il dito su presunte irregolarità dei conti pubblici. Importanti voci di spesa (per circa 140 mila euro), secondo il gruppo “Cambiamo insiemeˮ, sarebbero rimaste fuori dal rendiconto perché prive della relativa copertura finanziaria. Se inserite avrebbero fatto emergere importanti passività nei conti parabitani. Nel bilancio mancherebbero, poi, anche pareri e relazioni dei responsabili di settore. Gli ultimi, aggiungono le opposizioni richiamando quanto affermato dallo stesso segretario comunale nell’ultima seduta consiliare, risalgono al novembre 2015, e quindi al passato rendiconto economico. «Solo accuse infondate, le voci non presenti in bilancio sono quelle relative a servizi non ancora verificati dagli uffici», ha spiegato il sindaco Alfredo Cacciapaglia.

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Alfredo Cacciapaglia

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PARABITA. Non si tratta solo dell’assenza di personale addetto alla circolazione dei treni. A creare disagi sono soprattutto le lunghe code d’attesa davanti alle barre automatiche dei passaggi a livello, pericolose per la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica. Senza contare i ripetuti atti vandalici che hanno danneggiato i locali della stazione, da febbraio 2015 ridotta a semplice fermata per strategie aziendali di contenimento dei costi. A farsi portavoce delle ripetute lamentele dei cittadini è il sindaco Alfredo Cacciapaglia (foto) che ha scritto al Prefetto di Lecce Claudio Palomba e al Commissario Straordinario delle Ferrovie Sud Est.

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PARABITA. Con il bando per i comuni dell’Aro 9 sempre al palo (ora con Casarano capofila), Parabita fa da se e avvia il nuovo servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani in città nei prossimi 12 mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. (lo scorso aprile era ferma al 24%) con il fondamentale contributo dell’avvio della raccolta differenziata dell’umido con le pattumelle a breve in distribuzione. Dal prezzo posto a base d’appalto, pari a 1.070.000 euro annui, di poco superiore al canone attuale, dovrà essere decurtato il ribasso di gara e la vendita degli imballaggi per circa 90mila euro. Oltre alle pattumelle per l’umido, è prevista anche l’installazione di 20 kit per la raccolta delle deiezioni canine, 100 cestini gettarifiuti e 100 minicigar per la raccolta delle cicche di sigaretta. Soddisfazione, in merito, viene espressa dall’assessore Chiara Barone e dal sindaco Alfredo Cacciapaglia. Screzi in Giunta si registrano, invece, sul tema della gestione tributi, con l’assessore Tiziano Scorrano che ha rinunciato alla delega in materia. Il perché è in alcuni provvedimenti presi dall’Amministrazione comunale sull’evasione fiscale, con un pugno duro che ha portato a pignoramenti per alcune decine di famiglie. «Il sindaco in alcune scelte amministrative e politiche ha ritenuto opportuno non coinvolgere l’assessore ai Tributi sulle iniziative da intraprendere probabilmente per una carente fiducia sull’operato, tanto da attivare autonomamente ma legittimamente iniziative senza ricercare la collaborazione sull’incarico affidato», spiega Scorrano, al quale rimangono ora le deleghe a Risorse umane, Bilancio e Attività produttive. «Fermo restando che nella riscossione dei tributi né il Sindaco né l’assessore o altri devono essere “coinvolti” su improbabili “iniziative” che sono di competenza della società di riscossione – afferma Cacciapaglia – attendo di sapere quali sarebbero state le sue iniziative posto che risponde di danno erariale chi, a fronte della mancata o rilevata evasione degli obblighi tributari da parte di alcuni contribuenti, omette di procedere al recupero delle somme»

Da sinistra Giuseppe Provenzano, Biagio Coi, Sonia Cataldo e Chiara Barone

Da sinistra Giuseppe Provenzano, Biagio Coi, Sonia Cataldo e Chiara Barone

PARABITA. Restano ancora un po’ nebulosi i contorni politici degli ultimi movimenti a palazzo di città. La nuova squadra di governo scelta dal sindaco Alfredo Cacciapaglia dopo l’azzeramento della Giunta di qualche settimana fa è già al lavoro. Ad essere confermati rispetto al poker uscente sono stati tre assessori su quattro. Tornano in carica Sonia Cataldo con delega alle Politiche culturali e Chiara Barone per Politiche giovanili e Ambiente. Le quote rosa erano state le prime ad essere confermate già nella Giunta provvisoria che ha affiancato il Sindaco nella gestione delle scadenze amministrative dell’Ente in attesa del ripristino dell’esecutivo. Nuovamente presente anche l’assessore Biagio Coi, delegato a Lavori pubblici, viabilità, traffico e servizi cimiteriali. Unica novità il quarto uomo, con il rientro dell’assessore Giuseppe Provenzano al quale, oltre alla delega allo Sport, è andata anche la fascia da vicesindaco.
Unico nome fuori dalla rosa, quello di Tiziano Scorrano che ha lasciato la Giunta con diversi strascichi polemici. Frecciate e accuse sono volate dritte all’indirizzo del neo vicesindaco, per Scorrano una sorta di “deus ex machina” dell’Amministrazione, da lui definita “un luna park dei divertimenti”.

«È stato un gioco sporco fin dall’inizio – ha spiegato Scorrano –  e la causa principale è Giuseppe Provenzano. È impensabile   che il vicesindaco dopo appena 15 giorni, rassegni inspiegabilmente le proprie dimissioni, salvo poi, dopo appena una settimana, ravvedersi e pretendere nuovamente la poltrona».
Commenti duri sono giunti anche dall’opposizione dei movimenti Ideale futuro, Movimento 5 Stelle e Rifondazione comunista. Cambiamo insieme, con i consiglieri Maria Concetta Toma e Antonio Prete, è anche scesa in piazza a chiedere chiarezza. Resta ancora in attesa di convalida, intanto, la surroga di Adriano Merico, fuori dall’aula per la legge Severino. Nel prossimo Consiglio comunale dovrebbe subentrargli Alberto Cacciatore, primo dei non eletti. Tra gli altri punti all’ordine del giorno anche l’approvazione dell’indennità di fine primo mandato del sindaco Cacciapaglia.

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PARABITA. Si è aperto con il giuramento del Primo cittadino e la convalida dei consiglieri eletti il primo Consiglio comunale dell’era Cacciapaglia bis.
Un’Assise nella quale per la prima volta, come ha specificato il Sindaco Alfredo Cacciapaglia (foto al centro), “le donne rappresentano più di un terzo dei consiglieri”. Con votazione unanime, la presidenza del Consiglio è andata alla maggioranza, con l’elezione di Tiziano Scorrano (foto a sinistra), anche se non è mancato il piccato commento della controparte. «Mi sarei aspettato che la carica di presidente, in quanto garante dell’imparzialità,  fosse lasciata alle minoranze, inaugurando una svolta nei rapporti tra maggioranza e opposizione», ha specificato il consigliere Antonio Prete, nel gruppo “Cambiamo insieme”.

Vicepresidente, dalle fila dell’opposizione, sarà Marcella Provenzano (foto a destra) che, durante il saluto all’aula, ha auspicato anche “un rapporto costruttivo, e mai pregiudizievole, nell’interesse dei cittadini e del bene comune”.
Qualche screzio, già nella prima adunanza, si è registrato sulla nomina della commissione elettorale comunale, della quale faranno parte i consiglieri Tiziano Laterza, Pierluigi Leopizzi e Antonio Prete (supplenti: Giuseppe Provenzano, Francesca Giannelli e Marcella Provenzano). Nella prima riunione post-elettorale del Consiglio anche la risoluzione della convenzione con il Comune di Matino (prevista in scadenza il prossimo 19 luglio) per la condivisione del segretario comunale.
A conferire il nuovo incarico, su base fiduciaria, stabilendo chi subentrerà alla dottoressa Consuelo Tartaro sarà, a breve, lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia.

comune parabita

Il municipio. Nella foto in basso Alfredo Cacciapaglia: nel 2010 ottenne il 36,93% delle preferenze subentrando ad Adriano Merico

alfredo cacciapaglia sindaco firma per la Chiesa dell'Umilt ParabitaPARABITA. Per Alfredo Cacciapaglia è “uguaglianza” la parola cardine del mandato amministrativo che si accinge a concludere. «Sono stato il sindaco di tutti, nessuno può accusarmi di aver fatto trattamenti di favore», annuncia deciso, ripercorrendo le battaglie dei cinque anni al timone di Parabita. «Sono stato inflessibile, quello sì, ma con tutti: se c’era da pagare hanno pagato amici e oppositori allo stesso modo, abbiamo dato lavoro a tutte le ditte di Parabita, non abbiamo fatto sconti agli sporcaccioni che inquinano, a chi voleva trarre profitti dalla politica, a chi non voleva il bene del paese». E il suo, a un mese dalla competizione elettorale che lo vede in lizza per la riconferma, è un bilancio più che positivo. Il risanamento dei conti pubblici, il primo degli interventi di cui va più fiero. «Quando mi insediai nel 2010 – ricorda – mi dissero che non c’erano nemmeno i soldi per comprare le matite. Era vero. Ho trovato debiti per quasi 1 milione di euro e, nel 2015, lascio le casse in attivo. Di poco, ma in attivo».

Questo, però, anche per l’aumento della pressione fiscale. «È vero – spiega Cacciapaglia – ma col sacrificio di tutti, oltre a coprire il disavanzo, abbiamo reso tanti servizi alla collettività». Tra questi l’estensione della pubblica illuminazione non solo alle contrade, ma anche in città. Nel parco comunale, per esempio, “per anni un luogo per gente di malaffare e oggi un giardino gremito dal divertimento di bambini e famiglie” ribadisce. E poi le scuole, la media “G. Dimo”, l’asilo “Fagiani”, la “Pisanello”, alla quale andranno 600mila degli oltre 2 milioni di euro di finanziamento ricevuti per il convento dei Domenicani, il più corposo mai intercettato a Parabita. L’allargamento di viale Stazione con un mutuo da 110mila euro, il basolato di via Padre Serafino, la sistemazione degli spogliatoi del campo sportivo, per continuare la lista.
Certo, molto rimane da fare: «Ho dovuto fare delle scelte. Ma in tutto quello che ho fatto ho messo il massimo impegno», conclude il sindaco, pronto ad una nuova campagna elettorale.

Contrada Rischiazzi ParabitaPARABITA. Hanno variato il percorso sul progetto ma non c’è stata la dovuta concertazione: per questo Sindaco e assessori di Parabita porteranno davanti al Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce sia la Provincia, ente cui fa capo la decisione di costruire una superstrada tra Otranto e Gallipoli, e Collepasso, Comune limitrofo. La modifica contro la quale si muove il primo cittadino parabitano Alfredo Cacciapiaglia è la soppressione “per motivi tecnici” di una delle due rotatorie previste nel territorio confinante con Collepasso. Per questo il 20 agosto scorso la Giunta comunale ha dato incarico ad un legale (spesa prevista 6.344 euro) nella speranza che il giudice amministrativo annulli questa variante al progetto.

La decisione di ricorrere al Tar è stata però criticata dai consiglieri di minoranza di “Parabita Domani” e “Bene Comune”, Alessandro Tornesello, Gianni Giaffreda, Marco Cataldo e Mauro Cataldo, per il quali il Sindaco avrebbe fatto meglio a chiedere “sistemi di sicurezza alternativi, estremamente più economici e meno invasivi”. Per questo era stata presentata anche una interpellanza in Consiglio comunale. “La cosa che sta a cuore al Sindaco Cacciapaglia – scrivono i quattro consiglieri – non pare essere la tutela del territorio par abitano o l’eventuale messa in sicurezza della strada provincia 361, ma poche centinaia di metri di asfalto. Ricordiamo che la sua proposta prevede uno sbancamento della collina per un dislivello di 25 metri, che va ad aggiungersi ad altre ‘opere’ che hanno devastato una delle più belle zone del Saleto”.

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Il sindaco Alfredo Cacciapaglia

Parabita. «Nessuna motivazione politica né condizionamento esterno o ragione personale»: è  stato lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia (foto sopra), in un appassionato comizio pubblico, a spiegare le ragioni del divorzio dal suo ormai ex-braccio destro dell’Udc Alberto Cacciatore (sotto) al quale ha revocato tutti gli incarichi assessorili e la stessa delega di vicesindaco.

Alberto Cacciatore

«L’ho fatto a tutela dell’interessato, mia e della trasparenza dell’amministrazione», ha insistito il sindaco. Pomo della discordia l’appalto comunale per la ristrutturazione di piazza Regina del Cielo, finanziato con 700mila euro, al quale ha partecipato l’azienda edile della quale lo stesso Cacciatore è direttore tecnico.

Da qui, il “conflitto di interessi” che ha portato prima ad un ultimatunm e poi all’allontanamento. «È mia intenzione, però, riaprire il dialogo con l’Udc», ha aggiunto il sindaco, esponente del Pdl. Non dello stesso parere il suo ormai ex vice che ha impugnato il provvedimento, di concerto con la segreteria provinciale del suo partito, parlando di “decisioni già prese” contestandone  la fondatezza e le modalità. «Non ci sono stati i passaggi necessari», ha spiegato Cacciatore secondo il quale tra l’aut-aut e l’estromissione sarebbero intercorse  solo poche ore” e senza poter chiarire la propria posizione.

DP

Giuseppe Nocera, Sindaco di Sannicola

Parabita. Che Facebook sia roba da ragazzini, è un concetto ormai sorpassato. Si innalza l’età degli iscritti e avanza sempre più l’idea che possa essere un ottimo strumento utilizzato dai politici e dai sindaci come dimostrato da una recente ricerca secondo la quale il 33% dei sindaci dei Comuni capoluoghi di provincia è su Facebook, anche se solo il 53% di loro mostra di aver compreso la vera natura dello strumento.

Nei Comuni del circondario, assenti (ancora per poco) i sindaci di Casarano e Gallipoli, sono però in pochi quanti utilizzano il famoso social network quale spazio di dialogo, e partecipazione diretta coi propri cittadini.

Il Sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia

Ricercati uno a uno, Vincenzo Romano, sindaco di Alezio, Antonio Ermenegildo Renna, suo omologo di Alliste, Giorgio Antonio Primiceri, di Matino, Roberto Falconieri, di Melissano, Massimo Basurto, di Racale, Lucio Seclì, di Taurisano, così come Massimo Lecci, di Ugento e Franco Miceli di Galatone, su Facebook non ci sono, almeno come tali.

Fanno eccezione a questo dato negativo Alfredo Cacciapaglia, sindaco di Parabita e Pippi Nocera, sindaco di Sannicola che contano 854 “amici” il primo, e oltre 1.600 il secondo. Il primo cittadino parabitano interagisce coi propri “amici”, posta notizie che riguardano il Comune e qualche volta ci scappa anche una frase in dialetto. dichiarandosi, però, “libero professionista – avvocato”, e non sindaco di Parabita, la sua ricerca può risultare più difficile. Di recente, tuttavia, è stata attivata la pagina informativa “Comune di Parabita”, che presto sbarcherà anche su Twitter, con annesso invio delle newsletter ai cittadini che vorranno essere informati in tempo reale sull’attività dell’amministrazione.

Sofia Marsano

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La multa incorniciata nello studio del Sindaco

Parabita. La legge è uguale per tutti, ed è bene che si sappia. A finire nel mirino delle telecamere dell’autovelox locale, stavolta è stato proprio il primo cittadino, Alfredo Cacciapaglia.

Viaggiava a bordo della sua automobile sulla strada statale Parabita-Alezio ad una velocità di 80km/h, sforando  il limite consentito di 50, quando l’occhio elettronico, che lui stesso aveva autorizzato, ha fatto scattare il temuto click. Un po’ come in un vecchio film degli anni ’60, in cui Alberto Sordi interpretava l’irreprensibile vigile urbano Otello Celletti che, prendendo alla lettera l’invito ad essere intransigente, per dare prova di sè, andò a multare proprio il sindaco, incurante delle sue proteste.

Anche Cacciapaglia si è visto recapitare, il verbale di riscontrata infrazione delle norme del codice della strada, con un salato bollettino da pagare di 176.50 euro intestato al servizio tesoreria del Comune. Lui, però, a differenza del film, non solo non ha protestato, andandola a pagare regolarmente, ma ne ha anche fatto una fotocopia a colori che ha incorniciato e affisso fuori dal suo studio, nel palazzo comunale. Come a dire: qui non si fanno sconti a nessuno.

«Ho voluto dare l’esempio – ha commentato – Se ho sbagliato è giusto che io paghi. Ed è giusto farlo sapere a chi crede che ci siano corsie preferenziali per amministratori o amici. Non ci sono differenze tra i cittadini, e io sono un cittadino come gli altri”.

DP

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Uno scorcio del centro storico nei pressi di via Vernicchia

Parabita. Il morente centro storico cittadino lancia il suo Sos. Da diverso tempo ormai non si registrano più azioni mirate alla sua salvaguardia e rivalutazione e per questo lo scrigno più importante della città, che conserva ancora intatti secoli e secoli di storia locale, rischia di scomparire e di essere completamente abbandonato a se stesso.

Qualcosa, però, sta cominciando a muoversi. Il sindaco Alfredo Cacciapaglia, di recente, ha istituito una nuova delega assessorile, alle “Politiche di sviluppo e riqualificazione del centro storico” che ha affidato al suo vice, Alberto Cacciatore.

Il nuovo incarico all’assessore che già si occupa dei tributi, della trasparenza e della comunicazione istituzionale dell’ente, era già nell’aria, dal momento che l’Amministrazione aveva palesato l’intenzione di rilanciare il borgo antico del paese, dopo la redazione di un atto di indirizzo, dotando  la pubblica amministrazione di un progetto di valorizzazione commerciale del centro storico, da redigere in accordo  con i soggetti pubblici, privati e con le associazioni. «La parte più antica del paese – sostiene il vicesindaco Alberto Cacciatore – è sicuramente tra le più belle e caratteristiche del Salento, ma oggi paga a caro prezzo l’assenza di adeguate politiche di sviluppo. Ora  l’Amministrazione intende rimediare garantendo l’incentivazione agli investimenti da parte dei privati, come accade oggi in molte altre località, ricche di locali gastronomici e piccole botteghe artigianali, e nel frattempo si prodigherà per la valorizzazione degli spazi attraverso una progettazione di recupero».

Far rivivere il centro storico significa rivalutare le bellezze architettoniche, come il castello angioino di piazza Umberto I e la casa medievale di via Vernicchia (datata intorno al 1.200) che fonti storiche indicano come la più antica abitazione di Parabita, entrambi di proprietà privata.

Il vicesindaco a breve incontrerà i proprietari per avviare azioni comuni che possano rendere fruibili al pubblico due “tesori”.

 

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Parabita. Per la realizzazione del Parco archeologico delle Veneri ci sono voluti quasi cinque anni di iter progettuale, alcuni mesi di lavoro e, soprattutto, 800mila euro di fondi pubblici. Sacrifici ed impegni che oggi sembrano vanificati perché quella struttura che avrebbe dovuto rappresentare il polo di attrazione turistica per il territorio è desolatamente chiusa ai visitatori e, cosa non secondaria, abbandonata a se stessa.

Quando un bene pubblico non è fruibile come invece dovrebbe, si è solito guardare al Palazzo, in cerca di responsabilità ed inerzie al rilento. Scovando nelle carte viene fuori qualcosa. Quella struttura fu inaugurata in pompa magna e un po’ di fretta nel marzo del 2009, un anno prima del rinnovo del Consiglio comunale. Fu un taglio del nastro in grande stile con annessa diretta televisiva su un network locale. Quel belletto davanti allo schermo celava però gli impicci che dietro la macchina da presa erano nascosti come la polvere sotto il tappeto.

Le situazioni irrisolte, oggi come allora, riguardano le procedure di esproprio dei terreni privati che fanno parte dell’intera area del parco. I proprietari reclamano dal comune quasi 50mila euro, ed altri 70mila euro rappresentano il conto salato per il contenzioso intanto sorto con la ditta edile che, a giudizio del Comune e dei suoi legali, avrebbe costruito arredi architettonici interni non previsti. Insomma le matasse ed i nodi da sbrogliare sono molteplici, e la contingenza non può che rimandare l’apertura “legalizzata” della struttura.

La giunta del sindaco Alfredo Cacciapaglia ha incaricato un collaudatore per redimere le controversie in corso e per verificare la qualità dei lavori, ed intanto ha dato mandato ai volontari della Protezione civile di procedere alla vigilanza del sito e ad un primo intervento per la pulizia del sito da quelle erbacce che inesorabilmente hanno invaso camminamenti e terrapieni.

Sulla vicenda negli ultimi tempi si sono fatte sentire anche le opposizioni consiliari che hanno chiesto l’attivazione del piano di gestione triennale che la precedente amministrazione comunale aveva progettato. Quel programma prevedeva una spesa a carico del comune pari a 13.300 euro l’anno a fronte di un introito del 30% dagli utili del costo di ingresso che in sintonia con il gestore si sarebbe dovuto stabilire.

Oggi in bilancio sono assegnati 4mila euro per la gestione, ma l’accordo con una cooperativa di giovani che sul finire dello scorso anno per poco tempo ha tenuto in vita la struttura è scaduto nel gennaio scorso.

Voce al Direttore

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...