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ALBERTO CACCIATORE

Parabita – Continua il botta e risposta tra le forze politiche di Parabita. Giovedì 19 aprile, alle 19 in piazza Umberto I, a parlare  saranno i consiglieri di opposizione Alberto Cacciatore, Antonio Prete e Adriano Merico, gruppo consiliare Cambiamo Insieme, pronti a fare il punto sugli ultimi travagliati avvenimenti seguiti al reinsediamento della Giunta e culminati con le pre-annunciate dimissioni del sindaco. A nemmeno un mese dall’esito positivo del ricorso proposto dinanzi al Tar del Lazio dal sindaco Alfredo Cacciapaglia e dalla sua maggioranza, dunque, il calderone politico torna a bollire, in un clima oggi più polemico che mai. Al centro del dibattito, e certamente anche al centro della scaletta del comizio delle minoranze, c’è l’ultimo intervento tenuto dal sindaco, anche lui in piazza la scorsa settimana con un’”invettiva” che non ha risparmiato critiche ai rivali, in Consiglio comunale e fuori, e che ha tenuto banco nei giorni successivi con diversi strascichi polemici.

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Forse getterà davvero la spugna di qui a poco e comunque prima della fine regolare fissata nel 2020, segnato da una vicenda “che ha dell’inverosimile” e da un clima pesante fatto di lettere anonime e di “raccomandazioni” fintamente benevole. Intanto, però, di sicuro c’è che in Comune – dov’è stato reintegrato insieme al Consiglio comunale per infiltrazioni criminali smontate dal Tribunale amministrativo del Lazio – Alfredo Cacciapaglia fa il Sindaco a tempo pieno, tra delibere dei tre commissari revocate (tra cui quella che regolamentava gli incarichi legali), spostamenti di personale, provvedimenti operativi (come quello riguardante i parcheggi per i dipendenti comunali, il front office del parco), in un clima che i più definiscono piuttosto teso e su cui potrebbe incidere – nel bene e nel male – anche la decisione del Ministero dell’Interno, d’intesa con la Prefettura di Lecce, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la cancellazione del “tutti a casa” operato dal Tar laziale.

“Abbiamo tolto dal paese il marchio della mafiosità” “Sui tempi e sui modi stiamo discutendo fra noi, ma non saremo ancora qui per molto”: alla fine di un comizio durato quasi due ore in una piazza Umberto I gremita lungo i bordi, Cacciapaglia ha annunciato le dimissioni ed ha investito formalmente gli uomini e le donne della sua Giunta ad andare avanti, a “recuperare i rapporti tra du voi innanzitutto” e ad essere sicuri che “la gente vi premierà perché avete tolto dal paese, col ricorso fatto, il marchio della mafiosità”. Li ha chiamati spesso per nome – Biagio, Tiziano, Sonia… – gli amministratori che non lo hanno lasciato solo e che anzi hanno partecipato convinti alla battaglia giudiziaria contro un “provvedimento che la città non meritava”. Con un avvertimento l’ha voluto lanciare, pubblicamente, ai suoi amici e alleati, che continueranno a lavorare “con uguaglianza ed onestà come fatto finora”. Anzi ha affidato loro un “metodo infallibile” per poter vincere ancora alle elezioni: stare dall’altra parte da quella in cui sta Alberto Cacciatore. E’ l’unico politico citato per nome e cognome dal Sindaco: “Uno che vuole insegnare trasparenza e correttezza a noi! Uno che ho cacciato a calci nel sedere e che ogni giorno scrive e dà lezioni”, dice Cacciapaglia di colui che dal 2010 al 2012 è stato suo vicesindaco in quota Udc e che fa apparire quasi come il registra di battaglie e attacchi che hanno rovinato politicamente i suoi stessi alleati e lacerato il paese che ora va pacificato.

Zero in pagella ai commissari nominati da Roma Ad Andrea Contadori, Gerardo Quaranta e aSebastiano Giangrande, funzionari prefettizi nominati dal governo devono essere fischiate le orecchie non poco ieri sera, a sentire l’elenco delle presunte mancanze addebitate loro dall’Amministrazione tornata in carica: il parco nell’abbandono, erbacce e buche per le strade, un asilo ultimato e rimasto chiuso (per problemi di allacci fognari ed elettrici, ndr), una Provinciale cosiddetta killer – la 361 –  senza ancora soluzioni. “Perché nessuno ha più protestato? Questa per me è omertà”, ha rimarcato Cacciapaglia. Nessun riconoscimento di merito ai commissari straordinari che pure avevano cercato di rimpolpare gli organici a livelli apicali (Ufficio tecnico, Affari generali, e Legale-Finanziario) senza ricevere soddisfazione dalla Prefettura. Frecciatine sono state lanciate anche a coloro che nelle Istituzioni “dovrebbero difenderci e non lo hanno fatto” e ringraziamenti alle forze dell’ordine “che comunque vanno sempre ringraziate”. Lui esce di scena, ha detto, non si ricandiderà, con un appello ai suoi: “Avete un patrimonio per aver salvato l’onore della città: non lasciatelo ad altri”.

 

 

 

 

PARABITA. Cambio della guardia in Consiglio comunale. Maria Concetta Toma, eletta lo scorso anno nel gruppo “Cambiamo insieme”, ha dato le dimissioni lasciando il posto ad Alberto Cacciatore, primo dei non eletti della cordata Pd-Udc della quale il gruppo è espressione dal maggio 2015. Cacciatore rientra in Consiglio accanto al capogruppo Antonio Prete e al consigliere Adriano Merico, dopo la parentesi di sostituzione di quest’ultimo, il cui incarico era stato “congelato” per 5 mesi per effetto della legge Severino. Proprio gli accordi pre-elettorali sono stati la motivazione dell’avvicendamento. «Le mie dimissioni – spiega l’ex consigliera – garantiranno in Consiglio la presenza delle altre forze politiche che dettero vita all’accordo del maggio 2015 e dal quale nacque la coalizione “Cambiamo insieme”.

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PzzSlnt_32_01.inddPARABITA. L’insediamento di Alberto Cacciatore (foto a destra), tra i banchi dell’opposizione potrebbe essere demandato al primo Consiglio comunale utile dopo il 5 dicembre. Questi i tempi tecnici da attendere –  15 giorni a partire dalla pubblicazione nell’Albo pretorio comunale – per la scadenza della delibera di surroga, saltata durante l’assemblea consiliare dello scorso 18 novembre. Il punto all’ordine del giorno, già rimandato durante un’Assise sospesa per mancanza del numero legale, si è nuovamente concluso con un nulla di fatto per l’astensione al voto della maggioranza (ad eccezione del consigliere Tiziano Scorrano) e dell’altro gruppo di opposizione “Ideale futuro”.
Per Cacciatore, primo dei non eletti di “Cambiamo insieme” chiamato a sostituire fino al prossimo febbraio Adriano Merico (a sinistra), si è trattato “di una manovra studiata per far rimanere le minoranze con un uomo in meno in vista dell’approvazione del bilancio di previsione del 30 novembre”. È stato approvato, invece, non senza piccati botta e risposta tra Giunta e opposizione, il riconoscimento dell’indennità di fine primo mandato del sindaco Alfredo Cacciapaglia, per circa 8.600 euro. Novità, intanto, si registrano anche fuori da Palazzo di città.
Domenica 22 novembre, con i lavori dell’assemblea costituente, ha preso ufficialmente il via “Fare sinistra”, nuovo soggetto politico che aggrega le forze extraconsiliari della sinistra parabitana. L’obiettivo è quello di riunire interlocutori storici e volti nuovi intorno ad un tavolo di confronto sulle esigenze disattese della comunità locale.

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