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Gallipoli – L’attacco feroce e incessante della Xylella fastidiosa al patrimonio degli ulivi salentini (foto nella zona di Gallipoli) e non solo, visto che le ultime sue tracce si rinvengono anche nell’Alto Brindisino, comincia a produrre effetti collaterali positivi. Non soltanto sul versante della ricerca scientifica internazionale in campo da ormai un anno, ma anche per i sempre più frequenti sguardi rivolti da agricoltori e tecnici verso altre coltivazioni autoctone magari da riprendere e rilanciare. Con tecnologie del tutto contemporanee. “Chi semina tramanda”: è la mission di “Coltivatori di emozioni”, la piattaforma digitale che consente di coltivare e ricevere a distanza i prodotti tipici della terra, sostenendo il territorio, l’ambiente e le tradizioni. Il tutto allo scopo di avvicinare il consumatore alla natura e alle attività agricole rendendolo partecipe del ciclo biologico e dandogli la possibilità di gustare un prodotto sano e genuino.

Fondata nel 2016 a Novoli da Paolo Galloso (foto) – imprenditore, responsabile Ufficio Studi Federazione Anima di Confindustria e docente di Microeconomia – l’iniziativa intende promuovere la nascita di un nuovo ciclo di produzione responsabile in grado di sostenere le microeconomie locali, con opportunità di lavoro per i giovani. Partendo dal dato che l’Italia  – ed il Salento non fa certo eccezione – si contraddistingue per il gran numero di terreni incolti. Attraverso “Coltivatori di emozioni”, essi possono tornare a nuova vita e produrre reddito. Anche perchè proprio ultimamente la Regione Puglia ha varato la legge per concedere a giovani sotto i 35 anni l’utilizzo di terreni pubblici incolti  di aree rurali abbandonate. Insieme alla “Banca della terra di Puglia” che potrebbe rappresentare un ottimo aggancio legislativo.

Per tutte le informazioni e per aderire all’iniziativa è sufficiente accedere al sito www.coltivatoridiemozioni.com, di modo che anche chi vive in città può divenire “proprietario” di una coltivazione, seguirne l’andamento stagionale e ricevere a casa i prodotti. Le tipologie di adozione sono quattro. Si va da quella semplice, all’opzione “adotta e assapora”, passando per “adotta e cresci” e “adotta e vivi un’emozione” che offre la possibilità di trascorrere una giornata a contatto con la natura nell’azienda agricola che ha in cura i coltivi adottati. Al termine di ogni transazione, il sistema rilascia il Certificato di adozione.

Ad oggi, patrocinano l’iniziativa: Regione Puglia, Comune di Novoli, Gal Valle della Cupa, Fondazione Emmanuel, Stati generali dell’innovazione, Comunità montana Oltrepò Pavese e Gal Etna Sud.

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Nardò – Adotta un cane randagio e il Comune ti da un rimborso di 500 euro per le spese del primo anno: cibo, veterinario ecc. La proposta, che adesso prende la forma di un avviso pubblico, è contenuta nel regolamento contro il randagismo approvato dal Consiglio comunale neretino con lo scopo dichiarato di ridurre il costoso ricovero degli animali senza padrone in strutture attrezzate, come accade oggi nei canili di Castrì di Lecce, Corigliano d’Otranto e Casarano con una spesa di 800 euro annui per cane; i randagi a carico del Comune di Nardò sono attualmente 230. “Questo Regolamento – afferma il consigliere delegato al Randagismo Gianluca Fedele – è frutto di un lavoro lungo e complesso per il quale devo ringraziare, tra gli altri, il comandante Tarantino e il maresciallo Francone. In questo periodo ho avuto modo di scoprire il dramma degli abbandoni dei cani sul nostro territorio: decine e decine di esemplari, specie nel periodo estivo. Abbiamo fatto un censimento, per la prima volta dopo dieci anni, abbiamo messo in piedi una piattaforma web, abbiamo stilato e approvato questo Regolamento, che aiuterà i cani e farà risparmiare l’ente e la collettività”. Da qui la proposta rivolta ai cittadini di adozione e adozione a distanza dei cani ricoverati nei canili. I cani adottabili sono quelli ritrovati sul territorio comunale ed hanno completato tutti i controlli sanitari e i trattamenti previsti dalla normativa regionale (comprese sterilizzazione e castrazione). L’adozione è consentita a persone maggiorenni, residenti in Italia, che non abbiano subito condanne penali per delitti contro il sentimento degli animali o per maltrattamento degli stessi, che non siano destinatari di provvedimenti restrittivi nella detenzione di animali e che prendano formalmente una serie di impegni sulla custodia, la pulizia e la garanzia di salute del cane. Per favorire le adozioni il Regolamento comunale prevede che il Comune assicuri un rimborso per le spese veterinarie e l’acquisto di cibo (debitamente documentate con ricevute fiscali intestate all’adottante) nella misura massima di 500 euro per il solo primo anno. Il Regolamento prevede anche la possibilità dell’adozione-sostegno a distanza, offerta alle persone che vogliono un cane, ma che non sono in condizioni di tenerlo con sé. Gli interessati dovranno compilare apposita domanda che si trova, insieme al regolamento completo al link https://goo.gl/ygaQni.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...