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acquedotto pugliese

Leuca (Castrignano del Capo) – Il Fai (Fondo ambiente italiano), sezione di Avellino, per le “Giornate Fai d’Autunno” giunte al venticinquesimo anno,“ha posto la sua attenzione sul bene naturale più rilevante esistente nel territorio irpino: l’acqua” e quindi sulle sorgenti più famose, quelle dei siti dell’Acquedotto pugliese, che concorrono “per il 25% al fabbisogno idrico della Puglia”, come sottolinea il presidente dell’Aqp Simeone di Cagno Abbrescia. Sabato 13 e domenica 14 ottobre, quindi, visite guidate alle sorgenti  Madonna della Sanità di Caposele (Av),  Sorgente Peschiera Pollentina in Cassano Irpino (Av), e l’Impianto di potabilizzazione in Conza della Campania (Av). Come dire l’inizio della storia dell’Acquedotto pugliese e la fine della sete in Puglia, fino a Leuca (1939). A corredo delle Giornate Fai d’Autunno anche una Giornata di studio su “Acqua bene comune”, l’11 ottobre a Bari, presso il Palazzo dell’Acquedotto pugliese.

Da Caposele a Santa Maria di Leuca i 4mila metri cubi di acqua al secondo che sgorgano dalla montagna Paflagone in provincia di Avellino impiegano cinque giorni per arrivare a Santa Maria  di Leuca dopo aver percorso 384 chilometri. E raccontano una storia che è iniziata 150 anni fa per soddisfare un bisogno primario della Puglia assolata e “siticulosa”, sitibonda come la definiva Orazio (Epod.3,14). Il medesimo Orazio nella V satira del Primo libro dei suoi “Sermones” , in cui racconta il viaggio da Roma a Brindisi, arrivato ad Ascoli Satriano, annota la meraviglia dei suoi compagni di viaggio perché l’acqua aveva un costo, era venduta, l’acqua che romani e campani consideravano “vilissima”, di nessun conto, abituati a vederla sgorgare da fontane pubbliche e private. In Puglia, invece “venit vilissima rerum/hic aqua”  qui l’acqua si paga.  Virgilio (Nelle Georg.( 3, 425) accenna alla presenza di invasi d’acqua piovana nel Salento (con rane e ranocchi) , acqua che ristagna d’inverno e si prosciuga a primavera. Strabone sottolinea  la scarsità d’acqua nella regione pugliese, nel Salento «(Il suo terreno) pur povero d’acqua non di meno lo si vede ricco di pascoli e di foreste».  Qualche temporaneo invaso d’acqua qua e là, ma complessivamente la Puglia ha avuto una sete “storica” prima della realizzazione dell’Acqudotto  pugliese” che fu salutato come una delle opere più grandiose del tempo.

L’idea geniale (e vitale) dell’ingegnere Rosalba. Fu l’ingegnere salernitano Camillo Rosalba, funzionario del Genio civile, il primo ispiratore della struttura di base dell’Acquedotto. Nel 1868, infatti, suggerì il progetto  di captare l’acqua del Sele, che per natura si versa sul versante tirrenico, e trasportarla invece sul versante opposto per mezzo di una galleria che doveva arrivare nella valle dell’Ofanto. Il progetto all’epoca sembrò molto ambizioso, avveniristico e costoso, per questo fu momentaneamente abbandonato. Nel 1904 venne bandita una gara internazionale per la costruzione dell’Acquedotto, vinta dalla “Società anonima italiana Ercole Antico e soci concessionaria dell’Acquedotto Pugliese” che si aggiudicò i lavori per 125 milioni di lire. L’acqua arrivò a Bari  nell’aprile del 1925, nel 1918 a Brindisi, nel  nel 1939 a Santa Maria di Leuca dove la costruzione della cascata sottolineò enfaticamente la vittoria su un percorso accidentato anche da polemiche politiche. L’arrivo dell’Acquedotto in provincia di Lecce pose fine a una situazione difficile: dei  130 comuni (attualmente ricadenti nella provincia di Lecce, Brindisi e Taranto), solo 6 erano dotati di acquedotto (compresi Brindisi e Taranto), 7 usavano sorgenti naturali, tutti gli altri attingevano da cisterne pubbliche e private e da pozzi. spesso fonte di infezioni. La paura di malattie (nel 1866 sulla Puglia si era abbattuto il colera provocato dall’acqua inquinata) era stata ormai allontanata per sempre.

Dalle fonti alla ciclovia Il futuro è anche una ciclovia che partendo da Caposele approda a Santa Maria di Leuca (450 chilometri).  La legge di Stabilità del 2016, infatti,  ha inserito la Ciclovia di Acquedotto Pugliese – tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). Il percorso si snoda sul canale principale e su strade secondarie e piste di servizio dell’Aqp e i  primi tratti sono già percorribili.  Una  “Guida della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”, scritta da Roberto Guido e edita da Ediciclo, accompagna la narrazione di una realtà che tocca la storia della Puglia nei suoi vari aspetti.

Torrepaduli (Ruffano) – Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo) Lavori in corso sulla rete idrica e la società Acquedotto pugliese preannuncia, per i prossimi giorni, la sospensione del servizio idrico a Torrepaduli e a Giuliano di Lecce, frazioni, rispettivamente, di Ruffano e di Castrignano del Capo. A renderlo noto è la stessa società che, per martedì 25 settembre ha in programma alcuni interventi per la riparazione di una perdita a Torrepaduli e preannuncia la sospensione temporanea della normale erogazione idrica, per un totale di circa otto ore, dalle 9 alle 17.

I lavori a Giuliano Stesso lasso di tempo anche per Giuliano dove i lavori saranno eseguiti giovedì 27 settembre. Come sempre accade per questo tipo di interventi, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dei comuni interessati a razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.

Salve – Sono stati mesi davvero pesanti, per molte famiglie di Salve, quelli passati senza l’acqua da marzo fino ad oggi. Se si aggiungono  complicanze relative alo stato di salute di qualche persona delle due palazzine interessate (su quattro dell’Iacp), la situazione ancora  oggi rischia di toccare il fondo. “Mia zia ha sempre pagato e si trova lo stesso senza la fornitura di acqua; è malata di diabete ed ha anche delle complicanze di trombosi e altri acciacchi – racconta la nipote – e per lavarsi, si reca ogni giorno a casa della figlia, nella palazzina vicina e tutti i giorni mio nonno va a portarle l’acqua”.

Il Sindaco Francesco Villanova

Per una morosità accumulatasi negli anni di circa 80mila euro, l’Acquedotto pugliese ha lasciato a secco 14 famiglie in un contesto molto confuso. Neppure sull’importo di bollette non pagate e, come già successo in altri casi simili, non c’è chiarezza neanche sui nuclei familiari in arretrato con i pagamenti. Non c’è chiarezza su chi siano le famiglie debitrici, considerato che alcune nel frattempo non abitano più dov’erano prima ed al posto loro c’è chi ha occupato l’abitazione abusivamente. Inoltre, la mancanza di bollettini regolarmente pagati preoccupato ulteriormente gli inquilini che comunque sono in regola.

La storia è venuta fuori nel 2015 quando Aqp ha interrotto le forniture dopo aver cercato in precedenza di recuperare le somme. “Era comparso in quel periodo anche un “amministratore”, un professionista di Tricase – raccontano alcuni – e in quell’anno ogni famiglia ha versato 550 euro a fronte di semplici ricevute”. Come che sia, l’acqua era stata ripristinata. Sul finire del marzo scorso i tecnici dell’Aqp sono tornati sul posto con i carabinieri ed hanno smantellato il contatore principale interrompendo definitivamente il flusso. Qualcuno, in questa guerra non dichiarata, installa un nuovo contatore del tutto irregolare e l’Aqp denuncia  il furto di acqua. Altri hanno installato dei contenitori fuori dalle palazzine (foto) risolvendo temporaneamente il problema.

 Si sono susseguiti solleciti di pagamento, incontri richiesti e tenuti ma fino ad ora non è emersa una soluzione praticabile. Si è pure stabilito che per aprire la nuova pratica ogni famiglia deve pagare 50 euro e per estinguere il debito 100 euro per 48 mesi, oltre ovviamente alle bollette regolari ogni due mesi. Si è tentato il 27 agosto scorso, su iniziativa del nuovo Sindaco Francesco Villanova, di radunare tutte e 14 famiglie ma non è stato possibile. Si riproverà domani alle 17 in Comune. In attesa di una via d’uscita da una matassa ingarbugliata, in cui comunque il debito è sceso a 67mila euro, c’è chi ha provveduto per andare avanti in piena estate con le autocisterne; altri si sono trasferiti altrove, in casa di amici e parenti. Tutti sperano nella mediazione del Sindaco per definire finalmente chi e quanto deve pagare ogni assegnatario degli alloggi.

I. D. 

Nardò – In un primo momento la Regione aveva destinato 800mila euro in opere idriche e fognarie nella zona Pagani, tra la città e Santa Caterina; davanti alle pressioni del Comune per completare una volta per tutte le infrastrutture necessarie, da Bari l’importo è stato più che raddoppiato: 1 milione 900mila euro. Il progetto è stato approvato oggi dalla Giunta presieduta dal Sindaco Giuseppe Mellone ed ora l’Acquesotto pugliese può procedere alle opere di completamento dell’urbanizzazione nelle vie D’Amore, Castrignanò, Pagliara, Formoso, Colangelo, De Rossi, Benedetto XIII, Benegiamo, Abate Filippo, Sisto V, Arnaldo di Crollalanza, Costadura, Gregorio XIII e Paolo VI e della rete fognante (quella idrica è già esistente) su via Felline.

Il primo progetto, finanziato con 800mila euro era risultato insufficiente rispetto alle

Giuseppe Mellone

esigenze della zona Pagani. L’Amministrazione comunale, col Sindaco Mellone e il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Oronzo Capoti, era perciò tornata alla carica presso Aqp e presso l’Autorità idrica regionale. Si erano quindi susseguiti sull’area interessata approfondimenti tecnici e sopralluoghi sul campo  che hanno indotto l’Autorità idrica e l’Acquedotto pugliese ad aumentare la dotazione finanziaria fino a quasi 2 milioni di euro, comprendendo così la copertura idrica e fognaria delle aree tipizzate dal Piano regolatore generale come aree di completamento (zone B) e di espansione (zone C) per circa 3.653 metri di rete idrica e 3.727 metri di rete fognante.

È un altro risultato di cui siamo orgogliosi – commenta Mellone – perché so quante richieste e quante preghiere, sacrosante, mi giungono ogni giorno dai residenti di quest’area. Devo dare merito all’assessore Capoti e agli uffici per aver indotto Autorità idrica pugliese (presieduta dal Sindaco di Andria Nicola Giorgino) e Acquedotto ad aumentare il finanziamento e a consentirci di coprire tutta questa porzione di territorio. So anche che ci sono altri cittadini che aspettano, ma stiamo facendo di tutto per rispondere anche a loro”. “Grazie a un lavoro tecnico e burocratico certosino di cui oggi raccogliamo i frutti – conclude l’assessore Capoti – i lavori interesseranno una quindicina di strade in zona Pagani in cui i residenti attendevano da molti anni opere infrastrutturali che sono irrinunciabili”.

 

                                                 

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Neviano – L’Acquedotto pugliese programma un intervento per la realizzazione di un nuovo tronco idrico e preannuncia la sospensione del servizio in una zona di Neviano. A renderlo noto è la stessa società che, per lunedì 23 luglio, prevede di eseguire le opere necessarie con la conseguente sospensione temporanea della normale erogazione idrica, per un totale di circa otto ore, dalle 8 alle 16, tra via Castello (dove verrà la nuova canalizzazione), largo Osanna e via Regina Elena.  In questo lasso di tempo, avverte Acquedotto Pugliese, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda sempre di “razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione”.

Nardò – “Porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi dell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò; realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “eco filtri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano

proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”: a sollevare il delicato e vecchio problema su cosa si scarica nel torrente Asso è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Leu, foto), di Patù, che ieri ha presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale, guidata dal presidente Michele Emiliano, ad intervenire nella indicata ed auspicata direzione prima citata.

Tutto nelle vore, acque piovane e non  “Nel territorio di Nardò, nelle contrade Paduli e Colucce, ad alcuni km a nord dell’abitato, nei pressi della strada provinciale per Leverano, si verifica da molto tempo un probabile inquinamento ambientale ai danni delle acque sotterranee e della salute pubblica. Tale probabile inquinamento delle acque sotterranee (falde acquifere) – rileva Abaterusso – si realizza per immissione di reflui, rivenienti da depurazione fognaria, in cavità carsiche delle rocce (inghiottitoi), ossia le vore Colucce, Parlatano, Olivari, Manieri 1 e Manieri 2, nelle quali, trasportati dal Torrente Asso, confluiscono i reflui prodotti dai depuratori fognari di Copertino, Nardò zona Industriale, Maglie impianto consortile, Galatone, Neviano, Aradeo”. Nell’Asso confluiscono anche le acque piovane convogliate da numerosi canali naturali, raccolte dal grande bacino idrografico omonimo che parte dalle zone di Collepasso, Casarano, Cutrofiano e così “giunge, per pendenza naturale dei luoghi fino a Nardò, attraversandone in periferia anche l’abitato (non è ultimato il nuovo ramo del canale che dovrebbe sostituire il tratto urbano dell’Asso). Anche le acque piovane trasportate dal torrente Asso e dai suoi affluenti confluiscono nel sistema carsico delle vore nella zona di Nardò”. Anche perché l’importante bacino idrico del torrente non ha uno sbocco in mare.

Mille metri cubi all’ora di refluo fognario: il torrente mai in secca La preoccupazione contenuta nella mozione di Abaterusso deriva anche dal fatto che il torrente dovrebbe riceve solo ed esclusivamente acque di origine meteorica e, di conseguenza, dovrebbe rimanere in secca in assenza di precipitazioni piovose. Così invece non è anche perché “negli ultimi ‘60 anni gli afflussi di acque al Torrente Asso sono nettamente aumentati e grande parte di tali afflussi sono oggi rappresentati da acque di origine non meteorica, provenienti da ben cinque impianti di depurazione fognaria civili ed industriali, che scaricano all’interno del torrente Asso un volume complessivo giornaliero di oltre mille metri cubi/ora di refluo fognario” per cui Abaterusso deduce che “è ragionevolmente ipotizzabile che il carico inquinante giunga fino alle marine di Torre Squillace, S. Isidoro, Frascone e Torre Inserraglio“. Da qui la richiesta al Governo regionale di bloccare tale inquinamento e di inserire questo ingente flusso liquido nel piani di recupero e riutilizzo in fase di studoo alla Regione, Con Aqp e Autorità idrica.

 

 

Gallipoli – Gli ultimi incontri dei vari soggetti interessati (pubblici e privati) si sono tenuti nei mesi di marzo aprile e in entrambi si sono registrati passi in avanti notevoli (“entusiasmanti” li definisce l’assessore comunale alle Politiche europee, Silvia Coronese,foto) dei quattro progetti Ue di cooperazione Grecia-Italia 2014-2020 di cui il Comune di Gallipoli è partner (in uno è capifila) nell’ambito del Programma Interreg; il comitato di sorveglianza ha dato il via libera a 41 di essi sui 192 ricevuti.

“Il Programma Interreg ha come obiettivo principale – rileva l’assessore Coronese – la definizione di una  strategia di crescita transfrontaliera tra la Puglia e la Grecia,  finalizzata allo sviluppo di un’economia dinamica basata su sistemi  smart, sostenibili e inclusivi per migliorare la qualità della vita dei  cittadini di queste Regioni. Le iniziative progettuali supportate si collocano in  generale nell’ambito di tre Assi prioritari: Innovazione e competitività,  Gestione integrata dell’ambiente, Sistema sostenibile dei trasporti. Quest’Amministrazione comunale ha  colto le preziose potenzialità connesse alla inclusione dell’Ente nel  Programma in questione a pochi mesi dall’insediamento e si è immediatamente attivata per l’adozione di  tutte le iniziative utili in merito”, aggiunge Coronese.

Eliminare gli agenti inquinanti dalle acque reflue Il progetto “Re-Water Eco technologies for the waste water management” è il primo dei quattro a cui ha aderito nel novembre 2016 il Comune di Gallipoli su proposta dell’Acquedotto pugliese (capofila). Obiettivo l’introduzione di tecnologie sostenibili  ecocompatibili sugli impianti di depurazione delle acque reflue al fine  di ridurre l’inquinamento marino nelle zone costiere dei territori  coinvolti, dove il refluo trattato sarà riutilizzato per gli usi civili. A Gallipoli verrà installata una “stazione” in prossimità del  depuratore di via Scalelle (nella foto gli effetti degli scarichi sottocosta) , che consentirà di eliminare gli agenti inquinanti  dalle acque reflue, che potranno così essere riutilizzate per  irrigazione, pulizia stradale ed operazioni di decoro urbano, anche  tramite l’utilizzo di una autobotte che verrà acquistata dal Comune di  Gallipoli. Partner sono Acquedotto pugliese,  Politecnico di Bari,  Comune di Patrasso, Università di Patrasso. Il  budget totale finanziato è pari ad € 900.023,92 ripartito tra i  partecipanti.

Una rete di scali per idrovolanti (c’è pure Nardò) Il secondo progetto si chiama “Enhancing regional transportation through Sustainable Water Aerodrome Network Swan” e fa riferimento alla rete di scali per idrovolanti da realizzare fra Italia (Salento) e Grecia. Qui il capofila è l’Autorità portuale di Corfù. Gli altri partner di questa  rete di trasporto sostenibile di aerodromi  acquatici che collegherà i siti prescelti (una zona in mare aperto da usare regolarmente da  idrovolanti e velivoli anfibi per l’atterraggio ed il decollo. sono Comune di Corfù, Capitaneria di Porto di Taranto, Comune di Nardò. Il  budget finanziato è pari ad € 2.784.000.

Trasporti con soggetti pubblici e privati interconnessi (capofila Gallipoli) Terzo progetto è “Cooperation for sustainable transport (Trust)” e vede il Comune di Gallipoli come capofila. Lo scopo da perseguire è migliorare la  cooperazione tra pubblico e privato sviluppando le connessioni nel  sistema di trasporto multimodale (porti, aeroporti, ferrovie, rete  stradale, piste ciclabili), per raggiungere le principali mete  attrattive, culturali-ambientali, tra Paesi transfrontalieri,  razionalizzando così la gestione dei flussi di traffico dei privati  motorizzati. Attraverso una piattaforma e delle applicazioni verrà  fornita agli utenti la necessaria informazione sull’opportunità di  utilizzare l’intermodalità nei sistemi di trasporto. Il partenariato è composto inoltre da Regione dell’Epiro, Università Lum Jean Monnet di Bari, Agenzia dei trasporti “EgnatiaOdos sa”. Il finanziamento è di € 837.330. “La prossima settimana ci sarà un incontro a Bari con i vertici delle Fse: per noi questa rete su rotaia e su gomma deve essere parte importante di questo progetto”, è l’auspicio dell’assessore comunale delegato.

Piccole crociere e Yacht di lusso Infine, il quarto progetto s’intitola “Themis – territorial and maritime network supporting the small cruises development” proposto dall’Autorità portuale di Bari (lead partner) ed ha l’obiettivo di sostenere lo  sviluppo e le attività dei porti adriatico ionici attraverso la  creazione di nuovo traffico marittimo, in particolare quello delle  piccole crociere e dello yachting di lusso, avvantaggiando territori  ancora non sfruttati dal punto di vista del turismo crocieristico. Partner sono Camera di  Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Bari, Autorità portuale di Corfù, Comune di Paxos. Il budget finanziato è di € 2.699.590,00.

Entro l’anno prossimo progetti realizzati “Mi auguro che la realizzazione dei suddetti  progetti, prevista per il prossimo anno – conclude l’assessore Silvia Coronese – diventeranno dei mezzi utili  anche per accrescere le presenze turistiche nel nostro territorio e  aiutate la destagionalizzazione”.

 

Salvatore Albano

Porto Cesareo – Da centro balneare e turistico sanzionato dall’Unione europea per “infrazioni” in materia di smaltimento dei liquami, a paese fornito delle infrastrutture basilari a tutela della salute pubblica e di un ambiente tanto delicato quanto straordinario. Mentre stanno procedendo come previsto gli interventi per la realizzazione della rete urbana per i rifiuti domestici liquidi ed il collegamento tra il depuratore locale e quello di Nardò per lo scarico o utilizzo finale, il Comune porta a casa altri 10 milioni di euro per portare la rete idrica e fognaria in località “La Strea” ed in altri siti più periferici con contestuale potenziamento del depuratore in vista dell’aumento dell’utenza servita. È il risultato dell’incontro svoltosi a Bari, tra l’Autorità idrica pugliese, che aveva ricevuto la richiesta di finanziamento da parte dell’Acquedotto pugliese, il Sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano (foto), e l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Luigi Baldi. Il passo successivo sarà l’estensione delle reti primarie in località Torre Lapillo e gli altri insediamenti a nord di Porto Cesareo.

Sul versante dei lavori in corso, infine, l’Amministrazione comunale ha inoltrato richiesta al commissario straordinario per la rete fognaria (nominato proprio per sbloccare la situazione sanzionata con una procedura d’infrazione europea) per l’interruzione momentanea dei lavori in corso nel periodo estivo sul territorio comunale, “per evitare disagi a commercianti, residenti e turisti, nel periodo estivo”. Proprio oggi è stato ripristinato il manto stradale dove gli scavi sono completati, cioè su Garibaldi e su via Silvio Pellico (la via delle pescherie), mentre sono in corso gli ultimi interventi su via Monti e vie adiacenti a corso Garibaldi. “È soddisfacente constatare che l’intero territorio comunale – commenta il Sindaco Albano – sarà servito in tempi utili da rete idrica e fognaria. Con l’estate alle porte, lavoreremo con impegno per ridurre al minimo i disagi di cittadini e turisti”.

Taurisano – Il depuratore per liquami da bottino che ricade nel territorio di Taurisano e che raccoglieva gli scarichi anche di altri Comuni della zona non è più attivo: la società che lo gestiva – la Impec Costruzioni di Pozzuoli – ha infatti rescisso il contratto, perché colpita da un’interdittiva antimafia emessa dalla Procura di Napoli. Ma a questo provvedimento giudiziario però, negli uffici del Comune e in quelli della Provincia non è ancora arrivata una comunicazione ufficiale. Il sindaco di Taurisano, Raffaele Stasi (foto), dichiara: “Nonostante abbiamo fatto richiesta alla Procura di Napoli per accertarci che la Impec sia stata raggiunta da un provvedimento antimafia, al momento non abbiamo agli atti documenti che lo confermano. La chiusura del depuratore ci è stata comunicata dalla stessa ditta con una lettera arrivata al Comune il 17 aprile: si leggeva che già il 1° marzo l’impianto era stato chiuso, per una serie di motivazioni tecniche. Dunque, la rescissione del contratto è stata unilaterale e noi ne siamo stati messi a conoscenza solo a fatto compiuto”.

La Provincia è in gioco perhé con una convenzione risalente al 2004, l’allora maggioranza comunale di centrodestra aveva affidato la gestione di questo depuratore alla Provincia, che a sua volta bandì una gara di gestione poi vinta dalla Impec. Continua il sindaco: “Mercoledì abbiamo avuto un incontro con il presidente della Provincia Antonio Gabellone (di Tuglie) e i tecnici per capire come risolvere il problema della chiusura dell’impianto. L’ipotesi più significativa che è emersa è quella di convocare nei prossimi giorni un tavolo tecnico con l’Ente Acquedotto pugliese e la presidenza della Regione”.

Il coinvolgimento dell’Acquedotto nasce dal fatto che quest’ente gestisce un altro depuratore (per i reflui della fogna dinamica) che ricade nel territorio di Taurisano ed è attiguo al depuratore per liquami da bottino attualmente chiuso. “Sul depuratore gestito dall’Acquedotto – dice il sindaco – il Comune ha già sbloccato un finanziamento e in un eventuale nuovo appalto ci sarà l’aumento delle trincee drenanti”. Potrebbe essere questa una soluzione, si lascia intendere. Con la chiusura dell’impianto gestito dalla Impec, i due lavoratori lì impiegati restano a casa. Ma a preoccupare è soprattutto il rischio ambientale: dove vengono sversati, adesso, i liquami non assorbiti dal depuratore? Il Sindaco Stasi è tranquillo: “Non c’è un’emergenza ambientale catastrofica, perché per i liquami da bottino ci sono altri due depuratori, uno a Melendugno e un altro, vicinissimo, a Presicce. Ciò non toglie, chiaramente, che abbiamo tutto l’interesse a risolvere al più presto la situazione su Taurisano”.

Racale – Nel weekend e nei giorni di festa per alcuni cittadini di Racale fare la doccia, lavare i piatti o azionare la lavatrice può essere un’impresa impossibile: colpa dell’Acquedotto Pugliese, che – stando alle segnalazioni – sospende l’erogazione d’acqua per ore, lasciando letteralmente a secco i malcapitati. Una storia che i residenti conoscono bene e che da anni si ripete puntualmente con lo stesso copione, fra rassegnazione e proteste.

A riportare l’attenzione sul caso è una cittadina di Racale, la signora Anna D’Antimi (foto): “Questa situazione va avanti da sette anni e mezzo, sono esasperata. Faccio continue segnalazioni all’Acquedotto e i loro tecnici sono venuti più volte a controllare il nostro impianto di casa, ma le tubature sono a posto, eppure l’acqua continua a non arrivare”. La signora D’Antimi abita in una zona centrale di Racale, in via Maddalena (a 300 metri dal Comune), e non è la sola ad avere questo problema. I vicini, però, sembrano rassegnati a conviverci, e alcuni si sono organizzati dotandosi di serbatoi industriali. “Ma perché un cittadino dev’essere costretto a sborsare altri soldi di tasca propria, quando per lo stesso servizio viene già pagato l’Acquedotto?” commenta D’Antimi facendo riferimento ai costi del cosiddetto “servizio idrico”, che gli utenti si vedono addebitare in bolletta. “Purtroppo – prosegue la signora – è un problema di senso civico: finché i cittadini non impareranno a segnalare i disagi e a chiedere il rispetto dei propri diritti, sarà difficile spingere le istituzioni a intervenire”.

Le cause del problema – Sulle risposte dell’Acquedotto Pugliese al problema la signora D’Antimi riferisce: “Si sono sempre trincerati dietro problemi di siccità e riduzione di pressione. Alcuni tecnici mandati qualche settimana fa dall’Acquedotto per un intervento sulle tubature mi hanno detto però che a Mancaversa la pressione è sempre altissima, tanto da spaccare le tubature, che infatti sono state sostituite più volte. Come si spiega questa differenza a distanza di pochi chilometri? Hanno anche parlato della possibilità che qualcuno si sia allacciato abusivamente alla rete dell’acquedotto, ma è possibile che qualcuno stia ore e ore con i rubinetti aperti regolarmente ogni week end?”. E riporta un altro episodio: “Il 16 marzo ho fatto l’ennesima segnalazione. Dopo un’ora, stranamente l’acqua è arrivata e poco dopo mi ha chiamato un loro tecnico, chiedendomi se avessi risolto. Gli ho risposto di sì, e lui mi ha riferito di aver fatto un ‘ritocchino’, senza spiegarmi a cosa si riferisse. Segnalai ancora nei weekend successivi, chiedendo il ‘ritocchino’ di cui mi aveva parlato il tecnico: capii però che dall’altra parte del telefono erano, come se io di quel ‘rimedio’ non dovessi sapere. È questo che mi fa arrabbiare di più: potrebbero risolvere il problema immediatamente ma sembra che non lo vogliano fare”.

I provvedimenti – La signora D’Antimi riferisce di essere in contatto con un avvocato del Codacons Lecce, che sta studiando le carte e preparando una diffida per inadempienza del contratto contro l’Acquedotto Pugliese. “L’avvocato mi ha suggerito di aspettare – conclude la signora – ma se la situazione non si risolve non escludo di fare anche una denuncia ai Carabinieri. Del resto, addirittura un operatore del loro centralino di segnalazione guasti mi ha detto ‘Signora, se fa causa all’Acquedotto fa bene, perché lei ha ragione’, e la telefonata è registrata”.

Salve – Un intero condominio è stato denunciato dai carabinieri per furto aggravato di e continuato di acqua. L’episodio, comune a molte situazioni di morosità, è stato riscontrato dai tecnici dell’Acquedotto pugliese e accertato dai militari della Stazione di Salve che hanno denunciato in stato di libertà 14 condomini di una palazzina popolari. Accertato il mancato pagamento delle forniture, verso la fine del 2016 erano stati gli operai della società idrica a staccare, fisicamente, il contatore relativo alla fornitura idrica della palazzina murandone la nicchia che lo ospitava. A distanza di un anno, però l’Acquedotto ha verificato come la stessa nicchia fosse stata liberata dalla muratura e come gli stessi condomini avessero provveduto a ripristinare abusivamente la fornitura idrica per tutti gli appartamenti realizzando una nuova tubatura con un nuovo contatore che eludeva il precedente. Dopo aver raccolto “gravi indizi di colpevolezza”, i carabinieri hanno attribuito a tutti i  condomini il reato di furto aggravato e continuato denunciato i responsabili alla Procura della Repubblica. A carico degli stessi c’è anche il nuovo conto dell’Aqp pari a circa 13mila euro per un prelievo illecito di ben 4.248 metri cubi d’acqua. L’importo va a sommarsi alle precedenti bollette mai pagate.

Torre Suda – Cittadini e villeggianti della prossima stagione estiva potranno contare su servizi sempre più efficienti con l’importante intervento portato a termine da Acquedotto Pugliese nella marina di Racale. Giunti a conclusione i lavori per il completamento delle rete idrica, il servizio è ora esteso all’intera marina, grazie al posizionamento di nuove condotte, per una lunghezza complessiva di 19 chilometri. L’intervento è costato 4,5 milioni di euro e rientra tra quelli previsti dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), nell’ambito del “Fondo per lo sviluppo e la coesione” – Settore idrico e si inquadra nei piani di ammodernamento e l’efficientamento della rete idrica realizzati da Aqp, che solo nel 2016 (ultimo dato consolidato) ha richiesto un impiego di risorse pari a 48 milioni di euro.

Nardò – Niente acqua per otto ore il giorno 8 febbraio, giovedì in località Boncore, a Nardò e in alcune strade di Torre Lapillo: lo rende noto l’Acquedotto pugliese che sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nelle aree interessate, in particolare per la riparazione di una perdita sulla condotta adduttrice. Per consentire l’esecuzione dell’intervento la normale erogazione idrica verrà sospesa dalle 9 e fino alle 17 a Boncore e in via Zanella e traverse a Torre Lapillo. “Disagi saranno avvertiti – si legge in una nota di Ap – esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dei comuni interessati a razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.

Taviano – Interventi sulla rete idrica e sospensione del servizio da parte dell’Acquedotto pugliese a Mancaversa, Torre Suda, Posto Rosso e Marina di Capilungo,Torre San Giovanni, Ruffano e Frazione di Torre Paduli. Lo rende noto la stessa società che martedì 30 gennaio prevede degli interventi di riparazione di alcune perdite sulla condotta principale. Per consentire tali lavori, nei centri indicati, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica per un totale di otto ore, dalle 9 alle 17. In questo lasso di tempo, avverte Acquedotto Pugliese, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dei comuni interessati a razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.

Taviano – Interventi sulla rete idrica e sospensione del servizio da parte dell’Acquedotto pugliese a Taviano, Melissano, RacaleAlliste e nella frazione Felline. Lo rende noto la stessa società che giovedì 4 gennaio prevede degli interventi di riparazione di alcune perdite sulla condotta principale. Per consentire tali lavori, nei centri indicati, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica per un totale di otto ore, dalle 9 alle 17. In questo lasso di tempo, avverte Acquedotto Pugliese, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dei comuni interessati a razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.

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Bari – Oggi, secondo l’ultimo dato Istat, il tasso di perdita delle reti pugliesi (34,7%  di m3 per km al giorno) è sostanzialmente inferiore al valore medio nei capoluoghi di provincia italiani (50% di m3). Pur non essendo l’acquedotto colabrodo d’Italia, l’Aqp ha aperto la caccia alle perdite. Impiegando tecnologie di recente collaudo: un primo tratto del Canale principale è stato esplorato e controllato con l’ausilio di un drone subacqueo. “L’attività straordinaria, unica esperienza in Italia – assicurano dall’Acquedotto pugliese – ha permesso la verifica di un tratto del Canale principale interessato da dissesto, senza dover interrompere il flusso e quindi senza disagi per la popolazione, soprattutto in questo momento di perdurante siccità che sta ponendo a dura prova il sistema idrico potabile gestito da Aqp”. Sono stati due giorni di intenso lavoro che hanno visto impegnate decine di lavoratori e personale tecnico altamente specializzato, che attraverso gli occhi elettronici di un Rov (Remoted operated vehicle), un sommergibile a comando remoto dotato di videocamera rotante a colori ad alta risoluzione e sistema sonar, hanno acquisito quei dati preziosi per procedere al risanamento del canale, un’arteria che per prima, oltre cento anni fa, ha portato in Puglia l’acqua delle sorgenti del Sele.

Negli ultimi anni Aqp ha investito oltre 300 milioni di euro in progetti di riduzione e controllo delle perdite, introducendo sofisticati software gestionali e mettendo in campo una sistematica azione di ricerca con personale specializzato (squadre dotate di officine mobili sono impegnate quotidianamente, su tutto il territorio servito). Attività che ha permesso la sostituzione di 314 km di rete, la introduzione dei cosiddetti distretti idraulici e di valvole automatiche di controllo della pressione, la sostituzione di 2/3 del parco contatori d’utenza.

 

 

GALLIPOLI – L’autunno avanza ma l’emergenza idrica resta. Per far fronte alla perdurante siccità, l’Acquedotto pugliese preannuncia ulteriori restrizioni nella pressione idrica a partire dal 10 novembre. La decisione è giunta al termine del vertice sull’emergenza svoltosi questa mattina a Bari presso l’assessorato regionale ai lavori pubblici, d’intesa con l’Autorità di distretto del Bacino dell’Appennino meridionale, presenti l’assessore Anna maria Curcuruto, il presidente di Anci Puglia Domenico Vitto, l’Autorità idrica pugliese e Aqp. A preoccupare è la riduzione di portata delle due storiche sorgenti di Caposele e Cassano Irpino (33% in meno rispetto alla media del periodo) e delle dighe. La società idrica punta, comunque, a garantire i livelli minimi di erogazione 8come previsto dalla Carta dei servizi), assicurando una pressione di 0.5 atmosfere al contatore. Ciò non garantisce, tuttavia, che l’acqua possa giungere ai piani superiori al primo se non doati di autoclave. Ricordando la campagna di sensibilizzazione “Acqua: risparmiare si può”, l’Acquedotto invita gli utenti ad avere comportamenti “virtuosi” per evitare gli sprechi. L’Anci, da parte sua, si è impegnata ad invitare le Amministrazioni comunali ad emettere apposite ordinanze e a promuovere controlli capillari. Dalla Regione, infine, l’impegno “a monitorare la disponibilità delle fonti”. Di certo, davanti al perdurare della siccità, si prevedono ulteriori restrizioni.

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Nardò – Contrada Pendinello, su via Avetrana, senz’acqua ma non è colpa dell’Aqp. È quanto si evince da una nota dell’ufficio stampa dell’Acquedotto pugliese chiamato nei giorni scorsi a provvedere, per quanto di sua competenza, per eliminare i disagi insieme al Servizio regionale di riforma fondiaria della Puglia (ex Ersap, ente regionale per lo sviluppo agricolo). “Con riferimento alle notizie diffuse dalla stampa negli ultimi giorni, relativamente alla situazione di disagio in cui versano alcune famiglie residenti a Pendinello, nel territorio del comune di Nardò, a causa della mancata erogazione del servizio idrico, Acquedotto pugliese precisa che l’acquedotto rurale di Pendinello non è gestito da Aqp e, quindi, i problemi relativi all’insufficiente manutenzione della rete, che sarebbero alla base del disservizio, non sono imputabili ad esso”: questo lo stringato comunicato in risposta sia a quelle famiglie senz’acqua da diversi giorni, sia al Comune che – intervenuto in loro sostegno – aveva diffidato Aqp e Servizio  regionale di riforma fondiaria. Gli stessi utenti, esasperati dal disservizio, peraltro verificatosi anche in periodi antecedenti a questo, avevano denunciato i due presunti “colpevoli”.

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Nardò – Da quasi una settimana senz’acqua e, visti vanificati tutti gli appelli e le richieste di ripristino, è partita una denuncia nei confronti dell’Acquedotto pugliese del Servizio regionale di riforma fondiaria della Puglia (ex Ersap). Saputa la notizia, si è messo in movimento anche il Comune: il Sindaco Giuseppe Melone ha inviato una formale diffida alla società dell’Ap ed all’ente regionale. Interruzione di un servizio di pubblica utilità il reato configurato. A trovarsi in questa grave condizione di disagio sono una ventina di famiglie residenti in via Avetrana, località Pendinello. “La mancata erogazione di questi giorni – si legge in una nota del Comune – sarebbe dipesa dal cattivo funzionamento delle pompe che consentono la distribuzione dell’acqua dalle cisterne (rifornite periodicamente da Aqp) alle utenze domestiche. In più, il manutentore solitamente incaricato della riparazione dei guasti lamenta il mancato rinnovo dell’incarico da parte dell’ex Ersap. Una situazione estremamente problematica – prosegue la nota – che va ad aggiungersi a un’altra lagnanza dei residenti di località Pendinello e cioè al fatto che durante la stagione estiva e quindi con il crescente bisogno di acqua, Aqp non provvede con la necessaria puntualità al rifornimento delle cisterne”. Il problema sarà affrontato lunedì in seno alla I Commissione, alla quale sono stati invitati anche i rappresentanti di Aqp e Servizio riforma fondiaria della Puglia. Si fa infine notare che “nessuno dei responsabili del Servizio di riforma fondiaria ha saputo fornire spiegazioni sull’accaduto”.

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Corigliano d’Otranto – Niente acqua per otto ore il giorno 12 ottobre, giovedì in via D’Annunzio: lo comunica l’Acquedotto pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato del paese, in particolare l’installazione di nuove opere acquedottistiche. Per consentire l’esecuzione dell’intervento rubinetti a secco dalle 8 e fino alle 16 ma riguarderà, si ribadisce, solo gli utenti di via G. D’Annunzio. “Disagi saranno avvertiti – si legge in una nota di Ap – esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”.

GALLIPOLI. Malgrado le prime piogge d’autunno, le fonti dell’Acquedotto pugliese restano al minimo e la società preannuncia la riduzione del servizio. Da giovedì 28 settembre verranno effettuate, quotidianamente, manovre di riduzione della pressione idrica su tutto il territorio servito, “garantendo, comunque, i livelli minimi previsti dalla Carta dei servizi”. I maggiori disagi potranno, dunque, aversi nei piani più alti degli stabili senza autoclave o con una insufficiente capacità di riserva.

Nelle sorgenti “storiche” di Caposele e Cassano Irpino la disponibilità d’acqua è ridotta del 34% rispetto alla media del periodo mentre gli invasi registrano un calo di 225 milioni di metri cubi. L’emergenza non ha colpito, finora, gli utenti finali solo perché Aqp è riuscita a recuperare 58 milioni di metri cubi d‘acqua, pari alla portata di una diga di medie dimensioni. Nei mesi scorsi la stessa Regione Puglia ha emesso un decreto per l’emergenza idrica, disponendo il divieto di utilizzare la risorsa per “usi impropri” e ad agosto è stata avviata una campagna di comunicazione finalizzata ad un uso “responsabile” coinvolgendo i Sindaci, molti dei quali hanno emanato ordinanze e misure specifiche sul contenimento dei consumi. «Le attuali, persistenti, condizioni metereologiche impongono una attenzione ancora maggiore e ulteriori misure di prevenzione che coinvolgono tutti: l’azienda, le istituzioni e i cittadini», fa sapere Aqp. Da ciò l’appello ai cittadini per dare il proprio contributo attraverso “piccoli gesti quotidiani”. Acquedotto Pugliese raccomanda di dotarsi di un impianto idrico interno adeguato ai propri fabbisogni, magari provvisto di autoclave o booster.

RACALE-ALLISTE. Sospesa la normale erogazione idrica nella giornata di mercoledì 20 settembre nei centri abitati di Racale, Alliste e Felline. Lo stop temporaneo è dovuto ad alcuni interventi per il miglioramento del servizio da parte di Acquedotto Pugliese, impegnato nella riparazione di una perdita sulla condotta adduttrice. Per consentire l’esecuzione di tali lavori, la sospensione durerà otto ore circa, a partire dalle 9 fino alle 17. Consigliata ai residenti dell’area interessata la razionalizzazione dei consumi, per evitare eventuali disagi.

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CASARANO. Potrebbe essere una giornata difficile, quella di giovedì 14 settembre, a Casarano per la fornitura idrica. L’Acquedotto Pugliese ha, infatti, annunciato una riduzione del carico idraulico che potrà avere conseguenze sull’intero centro abitato a causa della necessaria riparazione di una perdita sulla condotta “adduttrice” di via Giusti. I problemi potrebbero esserci a partire dalle ore 9 e sino alle 17.

Acquedotto PuglieseLEZIO“Acqua pubblica, acqua pulita!” è il tema del dibattito in programma sabato 27 maggio, alle ore 18.30, presso l’auditorium del liceo “GiannellI” ad Alezio. L’incontro, patrocinato dal Comune di Alezio, è organizzato dal comitato aletino della “Rete dei comitati per i beni comuni”. In vista del 31 dicembre 2018, quando scadrà la concessione del servizio idrico integrato alla società Acquedotto pugliese, i promotori chiedono che lo stesso servizio continui a restare pubblico “eliminando ogni mira di profitto” ricordando l’esito “plebiscitario” del referendum del 2011. Previsti gli interventi di Federico Cuscito di Acqua Bene comune di Bari,  Felice Santarcangelo dei Comitati dalla Basilicata, Prisco Piscitelli, medico epidemiologo Giovanni De Filippis, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl Lecce, Mario Pendinelli e Cristian Casili, consiglieri regionali, Luigi Russo, presidente del Csv Salento e di Eurispes Puglia, Marta Innocente di Acqua bene comune – Beni comuni di Alezio e del sindaco Vincenzo Romano.

Voce al Direttore

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L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...