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Abel Martin Bettucchi

Gallipoli – Un riconoscimento dello Stato italiano per tre giovani gallipolini. Questa mattina il presidente Mattarella ha nominato i nuovi 29 Alfieri della Repubblica e contestualmente ha assegnato tre targhe al valore a tre progetti collettivi protagonisti di azioni per il bene del paese, dalla salvaguardia della natura al volontariato. Una di queste è stata assegnata agli studenti del liceo “Quinto Ennio”, guidato da Antonio Errico, Roberto Leone, Gabriele Mariello e Alessandro Bruno per il loro già pluripremiato rivestimento per alimenti commestibile (fatto di aloe, bava di chiocciola ed altre essenze naturali) che serve a evitare lo sviluppo dei batteri in frutta e verdura. La notizia è stata diramata direttamente dall’ufficio stampa del Quirinale e persino gli stessi protagonisti non hanno ancora ricevuto nota ufficiale. «Anche noi abbiamo ancora poche informazioni – commenta Roberto Leone – in quanto noi stessi lo abbiamo appreso dai giornali e dal comunicato del Quirinale. A breve dovrebbe arrivarci un telegramma. È stata di certo una sorpresa apprendere questa notizia. Siamo davvero onorati di ricevere un riconoscimento così importante per il lavoro svolto, insieme alla professoressa Congedo, che è stato evidentemente apprezzato persino dalle più alte cariche dello Stato».

Ma ha i colori di Gallipoli anche la nomina ad alfiere di Abel Martin Bettucchi, 19enne di Genova, intervenuto da solo durante un incendio a Gallipoli, soccorrendo una famiglia e impedendo che il rogo si allargasse. Il ragazzo si trovava a Gallipoli per un campo estivo di volontariato organizzato da Legambiente lo scorso luglio. «Il 4 luglio – racconta emozionato – mi trovavo a Gallipoli per un campo di volontariato organizzato da Legambiente quando, andando con un collaboratore da Punta della Suina verso la città, vidi del fumo proveniente dalla zona dell’ospedale. Io e il collaboratore ci recammo immediatamente nella zona; mi accorsi subito che il fuoco si stava dirigendo nei pressi di un’abitazione, al cui interno si trovavano due bambini, la madre e un inserviente. Scavalcato il muro che cingeva l’abitazione, presi dei tubi da irrigazione e, attaccati alle bocchette d’acqua, iniziai a creare una barriera “ignifuga” attorno al muro perimetrico affinché le fiamme non raggiungessero la casa». Il ragazzo di Genova dice di sentire la città bella come una seconda casa e ci tornerà nuovamente la prossima estate. «Sono onorato di ricevere questo riconoscimento, anche se devo ringraziare Maurizio Manna poiché è stato lui a insegnarmi tutto ciò che so sull’antincendio attivo». Per tutti appuntamento al Quirinale lunedì 12 marzo.

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