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Casarano – “I tristemente famosi sputi, contenenti gli stadi giovanili di Philaenus spumarius (volgarmente Sputacchina, ndr), sono ormai ben visibili sulla vegetazione spontanea al suolo. Nelle foto scattate pochi giorni fa in agro di Casarano sono ritratti, su una comune pianta spontanea come il crisantemo giallo (Glebionis coronaria), sputi contenenti neanidi di I e II età ovvero i primi due di cinque successivi stadi giovanili che precedono la comparsa degli adulti, questi ultimi in grado di volare e trasmettere il batterio su olivo e altre piante ospiti”: a richiamare l’attenzione sugli interventi che dal dicembre 2016 sono obbligatori per prevenire la crescita e la diffusione dell’insetto taxi della Xylella fastidiosa sono ormai in tanti (tra cui Infoxylella, da cui è tratto il brano precedente), ma nelle campagne si notano ancora ben poche arature e diserbi finalizzati a debellare le larve dell’insetto, favorito peraltro dalle temperature miti. “L’avvio della generazione 2018, con la schiusa delle uova e la comparsa delle neanidi di I età, è comunque risalente a qualche settimana addietro come risulta dal primo ritrovamento a Lecce e
Valenzano (Bari) il 6 febbraio scorso (nell’ambito del Progetto H2020 POnTE, Attività “Studio della biologia di Aphrophoridae in Puglia”)”, si aggiunge.

Arature e diserbi dall’1 marzo al 30 aprile per bloccare le larve In accordo alla deliberazione della Giunta regionale n. 1999 del 13 dicembre 2016, intitolata ”Aggiornamento delle Misure fitosanitarie per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa sul territorio regionale”, anche quest’anno persiste l’obbligo di controllo delle “popolazioni dei vettori allo stadio giovanile (foto scattata il 7 marzo) mediante lavorazioni meccaniche o altri metodi autorizzati in tutti i terreni pubblico/privati, agricoli/extra-agricoli ricadenti nelle aree demarcate “infetta”, “contenimento e cuscinetto”, “tampone”. Il periodo che può risultare determinante sul piano quantomeno del contenimento dell’infezione, va dall’1 marzo al 30 di aprile.

Controlli della Regione: in due mesi oltre 2mila ulivi infetti nella zona cuscinetto La Regione annuncia controlli e intanto resta sotto attacco per la lentezza con cui vanno avanti i ristori per gli agricoltori colpiti dal morbo; da qui un altro recente sollecito ai Comuni ancora inadempienti sul piano burocratico. Intanto però Intanto però gli agenti selezionati ed affiancati al Servizio fitosanitario regionale monitorano la zona cuscinetto ed i risultati non sono proprio incoraggianti. negli anni ’16-’17 gli alberi infatti individuati sono stati 893; dal 2 gennaio e fino ai primi di marzo le piante risultate positive sono state ben 2.251. Il totale degli ulivi da buttare giù al momento è di 2.986.

Sentenza: “i monumentali non si toccano anche se malati”. Ed è polemica A complicare la situazione, qualora ce ne fosse bisogno, è arrivata la sentenza del Tar Puglia che ha bloccato i tagli nella zona contenimento-cuscinetto di tutte le piante nel raggio di cento metri da quella malata, ritenendo il provvedimento regionale carente di motivazioni. I giudici amministrativi hanno comunque escluso dalle eradicazioni gli alberi “monumentali”. Dal Servizio fitosanitario regionale è stato ribadito che nelle zone interessate dagli abbattimenti non ci sono “monumentali”.  Critiche dal Consiglio nazionale olivicoltori: “Va bene la difesa strenua del paesaggio e di alberi che sono dei monumenti – hanno scritto in una nota – ma è più importante tutelare l’apparenza o privilegiare la sostanza, tra cui l’esistenza della olivicoltura nazionale?”.

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