Suoni, rumori, silenzi e le altre voci

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Dall'alto della collina di "Santu Mauru" a Sannicola

Alla creatività  degli organizzatori di sagre salentine  non c’è limite. Ce ne sono di tutti i tipi e dai nomi più strani, con un  denominatore comune: musica, stand enogastronomici che esaltano il gusto della cucina mediterranea, rumore ad alto volume.

E gente, tanta gente. I locali, ma soprattutto i  turisti le frequentano. Dicono che in nessuna regione italiana la presenza delle sagre sia così intensa. Va bene così, una sagra a sera per combattere un po’ la calura un po’ la noia.

Nel variegato panorama, ne manca una, la “Sagra del silenzio”, da realizzare in località dove non c’è bisogno d’altro, dove bastano il paesaggio e i suoni naturali, lo stormire delle foglie, il canto dei grilli, dove si andrebbe non per trovare qualcuno ma per trovare se stessi. Non ci sarebbe bisogno di colonna sonora né  di luminarie, basterebbero la luna e le stelle.

Dove ambientare una sagra del genere? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Il Salento offre delle location spettacolari che ancora pochi conoscono e frequentano. Si tratta di solito di posti belli, che riescono a  coniugare  il silenzio con l’anelito di trascendenza sicché il risultato è che la bellezza acquista i contorni del sacro o e il sacro diventa benessere psico-fisico.

Sono luoghi, quelli del silenzio,  di solito situati  in alto, sommità di serre, o nascosti in pinete. In basso quelli del rumore, i “divertimentifici” che superano con i decibel i silenzi e il sonno, dove le notti si dilatano e arrivano fino alle sei-sette di mattina.

L’età come discriminante, ma non sempre. I luoghi del silenzio (che ha una sua voce) e quelli del rumore con altre voci si confrontano sul territorio, come su queste pagine. Ognuno sceglie secondo le proprie esigenze e stati d’animo, se vuole ritrovare o ritrovarsi.

Ad agosto si ha l’impressione che i luoghi dei suoni superino quelli del silenzio. Eppure erano in tanti a salutare l’alba dall’abbazia di S. Mauro di Sannicola.

Lì c’era anche la musica, ma non disturbava il silenzio. Che miracolo.

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