«Ci provarono, con violenza»

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Taurisano. Volevano costringerla ad avere un rapporto sessuale; non essendo riusciti a vincere le resistenze altrui, si sono masturbati e infine si sono puliti col maglione della malcapitata. Tutto questo squallido film alla presenza dell’amica e padrona di casa che non avrebbe mosso un dito nonostante le richieste di aiuto della vittima designata, invogliata anzi a ingurgitare gin e cocacola fin dall’arrivo in quella casa.

In tre ore di incidente probatorio, la 14enne oggetto di molestie sessuali ha raccontanto questo ed altro ai due magistrati, uno del Tribunale dei minori ed uno del Tribunale ordinario di Lecce, essendo gli attori più o meno consapevoli di 16 anni (l’ex fidanzato della ragazzina) e di 23 anni, amico di quest’ultimo.

Le dichiarazioni della studentessa – di Taurisano, come i due giovani – sono state raccolte dalle due Procure dopo le conferme arrivate dall’esame del Dna di materiale organico su indumenti recuperati dai carabinieri sul luogo in cui si era consumato un reato penale, particolarmente grave. Sì, perché le circostanze temporali in cui tutto si è svolto era la notte di Natale dell’anno scorso (a quel periodo si riferiscono le età dei tre protagonisti).

La ragazzina ai familiari aveva raccontato di stare andando a messa, invece si era recata da colei che considerava amica per cenare in compagnia di altre persone. L’allarme era scattato quando i genitori l’avevano vista rientrare ubriaca e con abiti diversi da quelli suoi.   Avevano quindi chiamato i carabinieri e con un’ambulanza del servizio 118 avevano portato la figlia in ospedale a Casarano. Lì i primi accenni alla violenza e il riscontro di lividi sulle gambe e sul collo della ragazzina.

L’incidente probatorio in ambiente protetto, data l’età della vittima, ha anche chiarito che l’episodio, durato dalle 22,15 alle 23,35, non si sarebbe svolto sul pianerottolo di casa, come sostenuto dall’ex fidanzatino, ma sulla veranda, alla presenza appunto dell’amica che l’ospitava, la cui posizione adesso diventa più delicata in vista di un vicino processo.

Anche se, c’è da dire, l’esame del Dna parla sì di “perfetta compatibilità” tra il materiale organico esaminato e i due giovani, ma non specifica di che materiale si tratti.

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