«Sul treno della Memoria nei luoghi in cui crollò la civiltà»

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CONTATTO COL DRAMMA La spedizione tugliese che ha preso parte al recente “Treno della Memoria”. Da sinistra Pietro Rocca, Marco Gatto, Elisabetta Calò, Maurizio Imperiale, Diletta Rocca, Matteo Schirinzi e Mino Calò

Tuglie. Sette giovani tugliesi hanno preso parte al “Treno della Memoria”, il viaggio di vita ed emozioni organizzato di recente dall’associazione “Terra del fuoco mediterranea” per mantenere vivo il ricordo e scoprire i luoghi dove si è compiuto l’Olocausto.

Tra i circa 600 giovani pugliesi partiti dalla stazione centrale di Bari c’erano anche Mino Calò (capo scout del gruppo Agesci Tuglie 1), Marco Gatto, Elisabetta Calò, Piero Rocca, Maurizio Imperiale, Matteo Schirinzi e Diletta Rocca. Al loro ritorno hanno espresso con parole ricche di emozioni ciò che hanno potuto vedere e vivere in prima persona. «L’esperienza ci ha resi pienamente consapevoli del passato, ha cambiato il nostro modo di guardare al presente – afferma Marco Gatto – e ci ha chiesto di essere più responsabili del nostro futuro».

L’“impotenza” è la sensazione più forte provata da Diletta Rocca. «Nel momento in cui ho messo i piedi nel campo di Birkenau, guardando a destra, a sinistra e in fondo non si riusciva a trovare la fine, non si riusciva a non notare l’immensità di quel luogo di morte» afferma la ragazza.

«Chi torna da quel luogo, che rappresenta il crollo della civiltà, uscendo dal cancello – afferma Piero Rocca – assume l’impegno di esserne testimone per tutta la vita e di rimanere sempre guardiano dei diritti e della libertà di ogni uomo». «Coloro che hanno vissuto direttamente la deportazione pian piano vanno via, ecco perché è necessario avere nuovi testimoni. È questo il motivo – afferma Mino Calò – che mi ha spinto, in qualità di capo scout, a partecipare, con due ragazzi, a questo viaggio nel tempo. Un’esperienza che tutti dovremmo fare per impedire che si ripetano altri Auschwitz, altre Foibe, magari con modalità differenti».

Per Elisabetta Calò l’esperienza vissuta «è stata davvero toccante, diversa dalle solite. Infatti non si è trattato di un semplice viaggio il cui scopo era divertirsi e rilassarsi, bensì di una vera e propria avventura che si potrebbe anche definire indelebile in quanto ha lasciato in ognuno di noi una traccia, un’impronta che segna una speciale esperienza di vita».

Il primo Treno della Memoria risale al gennaio del 2005 quando vi presero parte 650 ragazzi piemontesi e 50 leccesi, guidati dai giovanissimi educatori di Terra del Fuoco. Da allora i campi di sterminio nazisti sono stati visitati da oltre 10mila giovani provenienti da tutta Italia.

GP

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