Strada sicura, ecco due rotatorie

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Il tratto “urbano” della strada provinciale 361

Parabita.  Non sono rimaste lettera morta le istanze prodotte dall’Udc (locale e provinciale) e dall’Amministrazione comunale, che a più voci reclamavano un pronto intervento dell’ente di palazzo dei Celestini per la risoluzione della “Questione 361”.

Il presidente della Provincia Antonio Gabellone ha assicurato che nel piano di messa in sicurezza delle arterie salentine di prossima attuazione verrà inserita anche la tratta “comunale” dell’ex strada statale 459 (oggi provinciale 361) che collega Maglie a Gallipoli, da sempre nel mirino delle amministrazioni locali per la sua pericolosità.

La Provincia infatti ha annunciato che lungo i sette chilometri della “tangenziale” di Parabita (una volta nel demanio provinciale, oggi di proprietà comunale per una discutibile decisione della giunta Merico) saranno realizzate due rotatorie. Una all’altezza dell’ingresso in paese, nei pressi dello svincolo per le località Barbuja-Rischiazzi (vicinanze del ponte in prolungamento su via Nizza) e l’altra in prossimità di località Paradiso, a valle, nell’area antistante il monumento agreste dedicato alla protettrice parabitana, Madonna della Coltura (sullo svincolo che porta al versante comunale della provinciale per Alezio).

Le due rotatorie serviranno per meglio disciplinare il traffico sulla “tangenziale” considerato che faranno da deterrente all’alta velocità dei veicoli che nel tratto in discesa spesso transitano come proiettili impazziti procurando seri pericoli all’incolumità pubblica.

Altra battaglia è quella che riguarda la “riconsegna” dei sette chilometri alla Provincia. Sin dal suo insediamento l’Amministrazione guidata dal sindaco Alfredo Cacciapaglia ha cercato di ripristinare “lo stato dei luoghi” di una strada che, per conformazione ed ubicazione, negli intendimenti particolari di Palazzo di Città e generali dei cittadini, non può essere considerata di competenza comunale. Il Comune ogni anno spende soldi pubblici per lo sfascio della rigogliosa vegetazione presente sulla banchina e per la manutenzione ordinaria della strada, quando invece potrebbe destinare quei fondi in altre attività e servizi sociali ad uso e consumo esclusivamente della collettività parabitana. E da palazzo di Città assicurano che tenteranno tutte le procedure possibili per “disfarsi” di quei sette chilometri.

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