Quaranta anni, sicuri

Taviano. La storia della famiglia Lupo, all’interno della Unipol assicurazioni, nasce nel 1971, il 23 luglio di quell’anno, quando i giovanissimi, Antonio Lupo e sua moglie Velia Cimino, ricevono in una stanza di 3 metri per 3 su via Regina Margherita, alla presenza degli allora ispettori commerciale e amministrativo, Giampaolo Modeni ed Ezio Francia, il mandato di Agenzia generale ad operare nel territorio di Taviano e paesi limitrofi.

I due giovani, freschi sposi, non sapevano nulla di assicurazione. Antonio era un rappresentante di macchine per l’edilizia, da sempre impegnato politicamente nel Partito comunista italiano, già segretario della sezione di Taviano e consigliere comunale successivamente. Velia era maestra di scuola.

Ad introdurre i due nelle assicurazioni fu l’amico comune Gino Politi, con il quale iniziarono a fare prenotazioni di polizze per le automobili facendo versare ai proponenti assicurati un impegno di 2.000 lire. Quei tempi, oggi, Antonio Lupo, li ricorda così: «Non è stata una storia di rose e fiori. È stata, come lo è ancora, una storia fatta di sacrifici, enormi e continui, in una realtà come erano i nostri paesi quarant’anni fa, dove andare a parlare di mutualità, di capacità imprenditoriali, di prevenzione integrativa era un po’ come parlare in una lingua a dir poco sconosciuta».

Poi vennero i tempi del boom economico e Taviano seppe ricavare il meglio da quella terra rossa, forte e aspra nei colori, facendo affiorare dal proprio tessuto sociale, una vivida attività imprenditoriale e artigiana che finì con l’investire tutti i paesi a sud dell’arco jonico: con Taviano anche Alezio, Parabita, Casarano, Melissano, Racale e Alliste. In questo comprensorio fu soprattutto la floricoltura a portare ricchezza nelle famiglie: il fiore ingentilì non solo le case ma aprì le porte al benessere sociale.

Di tutto questo beneficiò anche l’agenzia Unipol di Antonio e Velia che moltiplicarono i clienti. La forza di questa agenzia è stata quella di ripartire ogni volta e di investire sul rapporto fiduciario con l’assicurato. Il suo slogan è stato questo “Servire l’assicurato e non servirsene”.

Alla fine degli anni ’90, Antonio e Velia si sono fatti da parte, dando spazio ai tre figli Stefano, Sergio e Simone. Con loro l’agenzia si è distinta e impegnata in un’azione sistematica di sostegno a favore delle attività culturali.  In questa maniera ha avuto la possibilità di ramificarsi in tutta la provincia, aprendo anche una filiale Unipol Banca a Gallipoli.

E nei prossimi anni? «Il nostro obiettivo – assicura  Stefano – sarà continuare a costruire giorno dopo giorno, con molta umiltà e attraverso l’ascolto e il dialogo con i nostri assicurati, un rapporto che si consolidi ancora di più, traducendo le diverse istanze in azioni visibili e concrete».

Rocco Pasca

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