Una storia di crisi

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Un carro allegorico della passata edizione

Gallipoli. Come sono lontani i tempi in cui un Arlecchino illuminato dava il benvenuto, in prossimità dell’hotel Jolli, a chi arrivava a Gallipoli per il Carnevale. Siamo nel 1964 ed illuminato era anche il Rivellino con le riprese del  “Cinegiornale” che diffondevano la sfilata su scala nazionale.

La prima edizione dell’attuale Carnevale nasce nel 1954, nella sede dell’allora Azienda Turistica, grazie all’interessamento, tra gli altri, di Lino Magno, Aldino De Vittorio e Mario Pagliarini. Già due anni dopo il Carnevale di Gallipoli, ha una organizzazione perfetta pur con i soliti problemi economici.

Dopo uno stop nei primi anni ’70, don Armando Manno, da poco alla guida della nuova Parrocchia di San Gerardo, nel 1976 ha l’intuizione di riprendere la tradizione carnevalesca e la sfilata ritorna, almeno su via Milano, grazie alla collaborazione di Gino Cuppone e di Uccio Piro.

Nel 1979 la svolta. Foscarini davanti alla richiesta di un contributo da parte del Comitato guidato da  don Armando, suggerisce di riprendere la vecchia tradizione e di organizzare la sfilata sul corso Roma.
Di quel Comitato, presieduto da Uccio Piro, fanno parte, tra gli altri, Giuseppe Albahari, Antonio Giungato, Enzo Benvenga, Fernando Cartenì e Gino Cuppone. Si riprende, quindi, con le sfilate nell’anno in cui viene incendiato il carro “Portobello” di Nino Prete. Quel comitato dura dieci anni, ma intanto il Carnevale di Gallipoli diviene dell’Arco Jonico, con il coinvolgimento dei paesi vicini.

Poi è di nuovo buio pesto. Grazie però alla sensibilità di circoli e Associazioni, si riprende. E così  i Clubs di Juventus, Inter, Milan e Lecce formano un comitato del quale fa parte anche Gino Cuppone chiamato a presiedere l’Associazione del Carnevale sorta nel 1991. Salvo un periodo di due anni, in cui a organizzare il Carnevale è lo staff del Premio Barocco, è sempre l’Associazione ad organizzare la kermesse. E così la manifestazione carnevalesca riprende a vivere.

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