Cani, ora parte la sterilizzazione

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Il Rifugio per cani di Alliste, costruito in località Cupa. E’ un esempio di come si possa contrastare il fenomeno del randagismo investendo soprattutto sulla prevenzione. Da sottolineare anche il valore sociale ed educativo soprattutto per i più piccoli

Alliste. Una cittadina a misura di…cane.

È un esempio per tutti la politica di prevenzione del randagismo attuata dal Comune di Alliste fin dall’ottobre 2009 e che si esplica mediante il controllo veterinario del territorio, la sterilizzazione a tappeto dei randagi e soprattutto il nuovo Rifugio per animali sorto in località Cupa.

Per portare avanti compiutamente la propria opera, il Comune si avvale di un’équipe di esperti: alla società cooperativa sociale “studio Renna”, con sede in Alliste, ha affidato il supporto alla gestione del programma prevenzione randagismo, comprensivo del controllo dei cani presenti sul territorio, il supporto al programma di sterilizzazione delle cagne vaganti, il supporto alla campagna di adozioni.

E la dottoressa Roberta Peschiulli di Taviano, già collaboratrice del Comune per interventi sanitari sui cani randagi, è stata incaricata del controllo sanitario dei cani vaganti sul territorio, comprensivo di servizi e fornitura farmaci. Nel mese di settembre, per tali prestazioni, è stata impegnata la cifra di 2.640,00 euro, ed ora andranno avanti per l’intera durata di ottobre.

Gli altri esperti, di cui il Comune di Alliste si avvale, sono quelli che svolgono la loro attività all’interno del Rifugio per animali, in contrada Santa Potenza a Felline: da Luisella Guerrieri, responsabile comunale randagismo e tutela animale, agli operatori Laudino Renna, Ivana Stamerra, Miriam Conte, Sara Patera e Gianluca Legittimo.

«Non è un canile il Rifugio – tiene a sottolineare la Guerrieri – perché non è un luogo “senza via d’uscita” per i nostri cuccioli, da cui conseguirebbe l’esborso, da parte del Comune, di somme destinate ad incrementarsi sempre più». E i fatti le danno ragione.

«Ben 120 cani sono stati adottati, in circa due anni, all’interno del Rifugio – continua la Guerrieri – in seguito ad un opportuno percorso di accompagnamento che consiste in un colloquio con la veterinaria, l’inserimento di un microchip e l’assistenza per il primo periodo». Il Rifugio è inteso, infatti, come luogo di sosta temporaneo, in cui gli animali vengono curati, nutriti e socializzati.

Il Rifugio è anche un esempio di struttura socialmente utile: sono tante le scolaresche e le famiglie che vengono a far visita a quei cuccioli che qui convergono dai paesi limitrofi. Un centro di formazione a 360 gradi, dunque, di cui beneficiano naturalmente non solo gli animali ma anche i numerosi visitatori, tanti bambini in modo particolare.                                                             

RR

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