Spiragli per 270 ex Filanto e Adelchi

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SPAZIO ALLA SPERANZA Le due imprese, pronte ad investire sono la “Iacobucci HF Elettronics” e la “Korus Group”: potrebbero essere riammessi nel ciclo produttivo e nel modo delle amestranze attive gli operai che non rientrano più nei piani industriali delle due imprese salentine in difficoltà

Casarano. Ennesima speranza di ricollocazione al lavoro per centinaia di lavoratori del settore calzaturiero, in particolare dei gruppi “Filanto” di Casarano e “Adelchi” di Tricase, da tempo in cassa integrazione.

Una nuova manifestazione di interesse, infatti, destinata a 270 unità lavorative, è stata espressa da due grandi aziende per intervenire sull’annosa questione dei cassintegrati del settore Tac salentino. Le due aziende sono: la “Iacobucci HF Elettronics” e la “Korus Group”. La prima è una società laziale, leader mondiale nella progettazione e realizzazione di interni per aeromobili; la seconda è una società che produce infissi.

La manifestazione di interesse si è rivelata nel gennaio scorso, presso la Provincia, durante il tavolo tecnico per la gestione della emergenza occupazionale del Pit9. Si è discusso dei risultati della riunione operativa che si era tenuta a Roma, della proroga della cassa integrazione destinata agli operai calzaturieri per

un altro anno, ma anche del famoso Accordo di programma quadro sottoscritto il 1° aprile 2008, che langue nei cassetti del Ministero dello sviluppo economico da quasi 4 anni. L’occasione è stata il sollecito ufficiale che il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, ha inviato al nuovo inquilino del Ministero, Corrado Passera.

La “Iacobucci HF Elettronics” e la “Korus Group”, quindi, sono pronti ad investire per la riammissione nel ciclo produttivo di 270 ex operai della “Filanto” e di “Adelchi” che non rientrano più nei piani industriali delle due imprese salentine.

Attingendo dai 32milioni di euro già disponibili nell’ambito dell’accordo del 2008, la “Iacobucci” potrebbe ricollocare stabilmente 200 lavoratori, perseguendo l’obiettivo di ottimizzare le sinergie con il sito della “Boeing” di Grottaglie, con il vicino distretto aerospaziale brindisino e stringere accordi di ricerca con la facoltà di materiali dell’Università del Salento.

Le restanti 70 unità verrebbero collocate nella Ip, azienda della galassia Korus, che opera nel settore della metallurgia leggera, in particolare nella produzione di infissi in legno e alluminio. La prima azienda ha previsto un investimento di 10 milioni di euro; la seconda di 8 milioni di euro. La “Iacobucci” ha già assorbito 150 ex dipendenti della “British American Tabacco” (Bat), la multinazionale del tabacco che l’anno scorso chiuse i battenti dello stabilimento di Lecce, mentre la “Korus” ne ha assorbiti altri 47.

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