A due anni dal bando un ricorso tira l’altro: 14 milioni attendono

di -
0 937

I carabinieri del Nucleo antisofi - sticazioni hanno “visitato” l’ospedale. Tutto, o quasi, in ordine

Casarano. Ennesima fumata nera sui lavori di adeguamento e messa a norma del «Francesco Ferrari» di Casarano.

A rinviare l’assegnazione definitiva della gara è il Consiglio di Stato, che, con una recente ordinanza, ha sospeso la precedente sentenza della sezione distaccata del Tar di Lecce.

Il bando in questione era stato pubblicato dalla Asl di Lecce il 15 febbraio 2010, allo scopo di procedere con la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori di completamento ed adeguamento a norma del presidio ospedaliero di Casarano. In ballo ci sono ben 14milioni 210mila euro. A tanto, infatti, ammonta la base di gara. Degli oltre 14milioni messi a disposizione, dieci milioni 550mila sono destinati ai lavori, 150mila agli oneri non soggetti a ribasso e 250mila alle attività di progettazione.

Ad aggiudicarsi il corposo appalto era stata la società Edilcostruzioni srl. Era abbastanza prevedibile, però, che, dinanzi ad un importo di quella portata, l’azienda classificatasi al secondo posto, il Conscoop-Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro, non gettasse così facilmente la spugna.

Per questo motivo, il Conscoop ha presentato ricorso al Tar, contestando la legittimità della decisione della Asl.

Per tutta risposta, anche la Edilcostruzioni, difesa dall’avvocato Pietro Quinto, ha presentato un ricorso incidentale, impugnando a sua volta la legittimità della procedura di gara con riguardo alla mancata esclusione del Conscoop.

Il Tar si è pronunciato sulla questione con una sentenza depositata lo scorso 12 gennaio. Il Tribunale amministrativo regionale, sezione di Lecce, ha respinto il ricorso della Edilcostruzioni ed ha accolto quello del Conscoop, presentato dall’avvocato Federico Massa, «sia con riguardo alla domanda demolitoria che con riguardo alla domanda di risarcimento in forma specifica».

A quel punto, però, è stata la Edilcostruzioni a passare al contrattacco, rivolgendosi direttamente al Consiglio di Stato.

Per il momento, la contromossa della Edilcostruzioni si è dimostrata vincente. Il massimo organo della giustizia amministrativa, infatti, con un’ordinanza emessa lo scorso 24 febbraio, ha sospeso la precedente sentenza del Tar.

L’istanza cautelare presentata da Edilcostruzioni è stata accolta dal Consiglio di Stato, allo scopo di evitare «il pregiudizio grave e irreparabile che potrebbe derivare dalla esecuzione della sentenza appellata».

Nello specifico, la Camera di consiglio, composta dal presidente Pier Giorgio Lignani e dai consiglieri Alessandro Botto, Bruno Rosario Polito, Angelica Dell’Utri e Paola Alba Aurora Puliatti, ha sospeso l’esecutività.

Alberto Nutricati

Commenta la notizia!