Sono questi i mestieri di cui c’è bisogno qui

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Davanti al numero impressionante di giovani disoccupati che aumentano sempre di più (nel Salento si parla di 210mila) la domanda che richiede una risposta precisa è quella che tocca il cuore del problema: di quale lavoratori il nostro territorio ha bisogno? Risposte chiare che servono per evitare percorsi che non solo non portano da nessuna parte, ma che possono togliere ai giovani, dopo una serie di delusioni, anche la possibilità di sperare di farcela prima o poi.

Qualche tempo fa la Provincia di Lecce, attraverso  sette Centri per l’impiego (Lecce, Gallipoli, Campi, Martano, Galatina, Nardò, Tricase) ha tracciato linee reali definendo le figure lavorative di cui ha bisogno il Salento. Ha fotografato, quindi, la realtà, e ha stilato una sorta di graduatoria: al primo posto sono gli artigiani le figure più richieste, al secondo si trovano i metalmeccanici, al terzo gli addetti al turismo.Si tratta di tre ambiti trainanti e, per quanto riguarda il terzo, in forte  espansione in particolare negli ultimi dieci anni. In generale, quindi, sono i tre citati prima gli ambiti in cui formare le figure professionali. Ogni Centro per l’impiego ha  “fotografato” la sua realtà con richieste specifiche. A Gallipoli, considerata la vocazione turistica del territorio, si richiedono cuochi, camerieri di sala, addetti alla reception con conoscenza delle lingue, ma anche magazzinieri, tecncici delle coltivazioni biologiche, disegnatori meccanici, manutentori di impianti fotovoltaici. Considerato l’aumento della popolazione anziana, sono molte le richieste di persone competenti per l’assistenza. Si recuperano anche i vecchi mestieri: ciabattini, arrotini, lavoratori della pietra leccese, della cartapesta, ricamatrici dalle mani sapienti.

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