Solo donne per questa festa

Il comitato della festa tutto al femminile

Il comitato della festa tutto al femminile

Seclì. La festa della Madonna degli Angeli è nel cuore dei cittadini di Seclì, che da tempo immemorabile la festeggiano nella terza domenica di ottobre. Anche quest’anno, nel rispetto della tradizione, il giovedì che precede la festa la statua della Madonna è stata presa dalla cappella del Palazzo baronale, dove è abitualmente collocata, e portata in processione nella Chiesa Madre, dove ogni sera è stato recitato il rosario fino alla sera della vigilia. I festeggiamenti, esclusivamente religiosi ma molto partecipati, hanno avuto il clou nella messa delle 19 della domenica e con la  processione, per le vie del paese con la statua della Madonna accampagnata dalla banda. A conclusione  i fuochi d’artificio.

La festa ha una singolarità: il comitato organizzatore è rigorosamente femminile ed è questo un privilegio che le donne del paese amano continuare ad avere nel tempo. Molti ricordano i tempi in cui i cittadini, a causa di ristrettezze economiche, non offrivano somme di denaro per i festeggiamenti ma i prodotti della loro terra: grano, uva, tabacco, olive e quant’altro producevano. La festa si faceva col ricavato della vendita dei prodotti raccolti.

Altri tempi, chiaramente, ma la devozione rimane la stessa. La sua origine risale alla fine del Seicento perchè la “Regina degli Angeli” era venerata da suor Chiara di Gesù, al secolo Isabella D’Amato, figlia quartogenita dei primi signori del paese (nata nel 1618 e morta nel 1693). Si deve a questi feudatari  la costruzione del Palazzo Baronale, della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e del  Convento di Santa Maria degli Angeli. La tradizione vuole che la piccola D’Amato  fosse fin da fanciulla animata da “uno spirito sublime di bontà”. A 20 anni, come si legge nella lapide ottocentesca della cappella di famiglia all’interno del castello, ebbe la prima visione della Regina degli Angeli, vestita di bianco e con una collana d’oro al collo. Da allora i momenti di estasi furono numerosissimi. Divenuta suora presso le clarisse di Nardò, già alla sua morte era venerata  come santa. La causa per la sua Beatificazione è ferma perchè non si trovano più le sue spoglie mortali.

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