Sole, mare e vento della mala

piazza-san-domenico-sparatoriaGalatone. Non “futili motivi” ma “la rivalità tra due gruppi contrapposti che si contendono il controllo delle locali attività illecite”. Quanto ai più era apparso, sin dal primo momento, quanto meno “plausibile” viene ora ipotizzato anche dalla Direzione investigativa antimafia che, nella parte dedicata al Salento della sua relazione sul secondo semestre del 2012, qualifica sotto una luce a tinte ancor più fosche il fatto di sangue dell’ottobre dello scorso anno quando il 28enne Marco Caracciolo venne percosso e colpito da tre pistolettate davanti ad un bar del centro storico, in piazza San Domenico.

Dopo l’arresto in flagranza del 22enne Matteo Marzano, di tentato omicidio di Caracciolo dovranno rispondere anche il padre di questi, il 47enne Giuseppe, il fratello di Mattia, Antimo, di 29 anni, Antonio Patera (detto Gregorio) di 36 e Fabio Lanzillotto (detto “Parrucca”) di 29 anni: tutti di Galatone.

La relazione della  Dia getta uno sguardo anche sulle nuove dinamiche della criminalità salentina “sempre pià attratta dagli affari garantiti dalla droga rivenduta al minuto alle migliaia di persone che, d’estate e d’inverno, popolano la movida”, con Gallipoli nel mirino. Ma il “malaffare” vive anche di “estorsioni ed usura” e  non disdegna “il settore edilizio, il ciclo dei rifiuti e delle energie rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico”. «È confermata l’esistenza di gruppi delinquenziali ben integrati nel tessuto sociale ed una tendenza alla ricerca di legittimazione sociale da parte di esponenti della criminalità organizzata», ha affermato il direttore della Dia Arturo De Felice per il quale “la corruzione mira ad acquisire indebitamente e dirottare risorse finanziarie europee”.

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