«Sofferenti da 5 anni e adesso la malattia»

identita salentina parabitaNon poteva certo mancare nella 15ma rassegna di “Identità salentina” a cura di Italia Nostra Sud Salento il tema degli ulivi malati, delle piante cioè che connotano il “volto” di questa terra in maniera così diffusa e pervasiva con 9 milioni di esemplari, ora a rischio. L’urgenza dell’allarme in atto ha fatto alla fine passare in secondo piano gli aspetti relativi ai programmi di tutela e valorizzazione economica, ma davanti ad un pubblico piuttosto numeroso ha visto emergere nuovi elementi di preoccupazione, come il fatto che gli ulivi monumentali e non sono in sofferenza da almeno quattro-cinque anni, come ha affermato Giuseppe Ferro, già dirigente dell’Aprol provinciale (associazione di produttori di olio) e ora esperto: «Adesso è scoppiata la malattia e l’ulivo non sa rispondere a questi attacchi».
Nonostante il convegno di Parabita (il secondo sul tema,il primo a maggio a cura del Comune) fosse prima del summit di Lecce del 3 ottobre, da cui si sperava sarebbero uscite conclusioni chiare e confortanti (cosa non accaduta), tecnici ed esperti intervenuti sono stati molto cauti e forse prevedendo una strada ancora lunga, hanno invitato a ”fare squadra”, sensibilizzando l’opinione pubblica e le Istituzioni e reperendo le risorse finanziarie necessarie. «Ci vuole una maggiore attenzione, in ballo c’è l’intero Salento, la sua storia, il suo futuro», è stato detto tra l’altro. In mente è venuto, come esempio da seguire, l’atto ufficiale della Giunta di Melissano che ha invitato ad un maggiore impegno e ad un coordinamento più stretto dei diversi soggetti in campo.
Il professore Mello dell’Istituto agrario “Presta” di Lecce ha raccontato l’esperienza fatta sul campo insieme a quaranta suoi studenti in zona “Li Sauli” di Taviano e “La Castellana” di Matino ma – a conferma delle difficoltà in cui si muovono gli esperti davanti ad un nemico ancora senza volto – le sue ipotesi (scolitidi) sono state contestate in quella stessa occasione. Si è però appreso che fenomeni di essiccamento della chioma sono presenti anche a Copertino e San Donato. Un altro elemento che aumenta la preoccupazione.

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