Slot d’azzardo, all’esame le scarcerazioni

salvatore de lorenzis racaleRACALE. Venerdì 13 il Tribunale del riesame si pronuncerà sulle numerose istanze di carcerazione dei 27 accusati di numerosi reati collegati al gioco d’azzardo truccato, sotto la guida di una vera e propria associazione di stampo mafioso. Indagini ancora in corso e intercettazioni emerse dal 24 febbraio, giorno dell’operazione “Clean game” continuano ad assegnare a Salvatore De Lorenzis (foto) di Racale uno dei posti di spicco in questa “società” di fatto in cui compaiono esponenti della Scu salentina e della ‘Ndrangheta di Gioiosa jonica. Il più chiaccherato dei quattro fratelli De Lorenzis confessa ad una dipendente delle sue società di essere stato chiuso in casa dal 2i luglio al 30 agosto (del 2013, ndr) per paura di essere ammazzato a cuasa di pendenze con altri soci: «Per i problemi se la prendono sempre con me, delinquenti, polizia, carabinieri», dice Salvatore.

Dal quale stanno cercando di prendere le distanze Saverio e Pasquale. Il primo, risulta dalle indagini, aveva denunciato, sempre nel 2013 un pesante tentativo di estorsione ed una intimadizione proprio ad opera di Salvatore.
L’inchiesta comunque va avanti, soprattutto per chiarire bene il ruolo di alcuni funzionari di Lottomatica (società dello Stato) e dei Monopoli di Stato, su cui pesano sospetti di complicità. Intanto il Tribnale amministrativo regionale ha respinto la richiesta  di “liberare” alcune società passate di mano proprio alla vigilia dell’imposizione, da parte della Prefettura di Lecce (in contatto con la Prefettura di Roma), dell’interdittiva antimafia.

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