Sindaco caccia vice: è scontro

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Da sinistra il sindaco Alfredo Cacciapaglia, il suo ex vice Alberto Cacciatore e Marco Cataldo, consigliere di opposizione

A Parabita si respira già aria di campagna elettorale. Saltati alcuni degli equilibri politici di maggioranza, con la fuoriuscita forzata dell’Udc dalla coalizione con il Pdl insieme al quale, nella lista civica “Uniti per servire”, aveva vinto le amministrative due anni fa, si susseguono comizi e botta e risposta in un circolo vizioso di accuse e polemiche.

Seme della discordia il “conflitto di interessi” costato ad Alberto Cacciatore (Udc) la poltrona di vicesindaco e le deleghe assessorili, essendo risultato, nel contempo, amministratore pubblico e direttore tecnico di un’impresa edile che ha partecipato ad un appalto comunale.

“La moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto”, ha motivato il sindaco, citando un motto latino, invocando trasparenza.
Luigi Russo, consigliere provinciale dell’Udc nonchè titolare dell’azienda chiamata in causa, ha chiarito la propria posizione in un comizio pubblico affermando che “il conflitto può nascere quando la ditta vince la gara, non quando vi partecipa. In caso di aggiudicazione avremmo, infatti, cambiato il pre-assegnatario con un’altra società del consorzio. In ogni caso ho già partecipato ad altre gare per il Comune e nulla di irregolare è mai emerso. Per questo mi chiedo perchè questi problemi emergano solo ora”.

Il perchè lo spiega il Sindaco, che si è detto all’oscuro delle precedenti procedure di gara, “essendo di competenza degli uffici preposti”, e che pochi giorni dopo la richiesta di ritirare l’offerta ha allontanato Cacciatore. L’Udc però non ci sta, e parla di “perversi giochi politici” con un Sindaco “forte con i deboli e debole con i forti” che sarebbe giunto alla decisione presa perchè “manovrato da altri membri della maggioranza, con i quali da tempo non correva buon sangue”.

«E’ una squadra che non sento più mia», lamentava già lo scorso marzo Cacciatore in una lettera, sentendosi messo da parte. «Se di trasparenza giudiziaria si parla, lo stesso principio deve valere per tutti i membri della Giunta», hanno insinuato i suoi mettendo sotto accusa anche una presunta gestione clientelare degli appalti.

«Gli inviti a partecipare alle gare li fa l’ufficio Tecnico, non la Giunta. Non ho le chiavi dell’ufficio tecnico, non ci trascorro le mie giornate, al contrario di qualcun altro, e non ho mai chiamato una ditta amica a partecipare», replica secco l’assessore ai Lavori pubblici, Biagio Coi, nel difendere l’operato dell’Amministrazione. Il Sindaco ha, poi, chiarito che “seppur di inopportunità si parla anche per un altro consigliere, azionista di un’impresa edile, in questo caso la legge non dà al Sindaco il potere di rimozione della carica”.
Ad incalzare, chiedendo le dimissioni del primo cittadino, è anche l’opposizione. «Il paese ha bisogno di progettualità ed è vergognoso che chi ci amministra pensi solo a litigare per gli affari di famiglia», ha affermato Marco Cataldo del gruppo “Bene comune”.

Daniela Palma

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