L'identità in Rosé

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Simona Marchini e l’assessore Stefàno

Il recente e seguitissimo Festival del cinema di Venezia  ha avuto quest’anno un ospite graditissimo ed altrettanto  apprezzato: il vino rosato italiano, pugliese e salentino in particolare.

«I riflettori si sono accessi su una peculiarità produttiva che appartiene alla storia della nostra Italia intera, ma che è tratto identitario della Puglia enologica, delle sue comunità, dei suoi borghi, una tipicità enoica che custodisce sapienza produttiva, e tradizioni antiche. E che rappresenta un pezzo importante di quel percorso verso il futuro che vogliamo o continuare a costruire con i nostri produttori», ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agricole Dario Stefàno.

Non solo i film da tutto il mondo, quindi, ma anche i rosati hanno avuto i riflettori puntati al Festival di Venezia con  “Bianco Rosso e Rosé”, la manifestazione di Enoteca Italiana. Sabato 1 settembre, in occasione della presentazione  Bif&Fest, Bari International Film Festival 16-23 marzo 2013), attori e registi hanno brindato con ben 200 etichette in rosa. Protagonista la Puglia, che ha fatto da contorno ai suoi vini caratteristici con i suoi prodotti tipici. Presenti il regista Ettore Scola, l’attrice Simona Marchini, le gemelle giornaliste Rai Laura e Silvia Squizzato, il direttore di “Ciack” Piera Detassis ed altre personalità del mondo della cultura e del cinema.

Tra le 50 aziende vitivinicole pugliese, anche il “Rosa del Golfo” di Damiano Calò di Alezio; rappresentanze molto meno minori (sotto la decina di aziende) da Emilia, Marche, Toscana, Veneto, Sicilia, Basilicata, Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Calabria e Campania, in tutto circa duecento etichette di rosati italiani.

«Il vino rosato italiano – aggiunge l’assessore regionale Stefàno – è un’eccellenza produttiva che merita di essere tutelata e valorizzata, ed ha le carte in regola per ambire ai palcoscenici più prestigiosi. Non a caso siamo stati alla Mostra del Cinema di Venezia, tempio di una delle espressioni artistiche emblema dell’operosità creativa del nostro Paese. Ecco allora che i riflettori si sono accessi anche su una peculiarità produttiva che appartiene alla storia della nostra Italia intera, ma che è tratto identitario della Puglia enologica, delle sue comunità, dei suoi borghi, una tipicità enoica che custodisce sapienza produttiva, e tradizioni antiche. E che rappresenta un pezzo importante di quel percorso verso il futuro che vogliamo o continuare a costruire con i nostri produttori».

L’incursione di successo in quel di Venezia fa parte diun programma della Regione Puglia che ha visto, come tappe precedenti di promozione dei rosé, il prino concorso nazionale temnutosi in primavera tra Bari e Otranto, quindi la presenza massiccia di vini pugliesi al recente Palio storico di Siena, anche lì ricevendo consensi e attivando nuovi canali di consumo.

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