Sfilano le Confraternite

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Sannicola. Il laicato, presenza viva nella Chiesa, ha fatto bella mostra di sé durante le due intense giornate all’insegna della spiritualità vissuta in occasione del raduno  delle confraternite ospitato a Sannicola. L’occasione l’ha data il 211esimo anniversario della fondazione della Confraternita di Santa Maria delle Grazie e Ss Sacramento, che ricade nei festeggiamenti del Centenario del Comune.

Prima del convegno che ha preceduto la processione in abiti tradizionali e con le insegne e i gonfaloni, la città ha ospitato un importante convegno cui hanno preso parte don Salvatore Casole, Luigi Nocita, segretario delle confraternite, monsignor Giuseppe Satriano, vicario generale dell’arcidiocesi di Brindisi–Ostuni, monsignor Luigi Ruperto, Franco Ventura, don Piero Maludrottu,  il sindaco Giuseppe Nocera, il priore della Confratenita della Madonna delle Grazie e Ss. Sacramento, Pasquale Mercuri e la segretaria della stessa confraternita, Viviana Scorrano.

Ospiti i priori e i confratelli di tutte le confraternite della diocesi cui si aggiunge il presidente delle confraternite della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Sergio Grimaldi.

«Il nostro non è solo tradizione e folklore – ha spiegato Tonino Della Rocca, presidente diocesano delle Confraternite della diocesi di Nardò-Gallipoli – ma un cammino di fraternità e di gioia nell’incontrare il Signore. L’amore di Dio attraversa il cuore di tutti noi, pietre vive impegnate nella salvaguardia del bello incarnazione del bene».

«Le radici storiche delle confraternite – ha proseguito monsignor Satriano – si ritrovano nel XII secolo per opere di carità e pietà e di incremento del culto pubblico. In un periodo in cui non esisteva l’assistenza pubblica, i cristiani si associarono per aiutarsi reciprocamente. Oggi, seguire percorsi di fratellanza e di amore, non può essere per il cristiano un optional, come l’aria condizionata dell’auto, ma un valore fondante. La Chiesa è la locanda del buon Samaritano, dove Dio porta i feriti della storia. Non può chiudersi, ma deve aprirsi al mondo».

Soccorrere i feriti, curare gli ammalati sono da sempre gli imperativi categorici delle confraternite di Sannicola: la Misericordia è attiva ancora nel sociale con le funzioni di protezione civile e trasporto infermi; quella della Madonna delle Grazie e Ss Sacramento ha svolto attività sociali in passato, come dimostrano gli archivi studiati da Franco Ventura.

«I fratelli della nostra congrega – spiega lo studioso – aiutarono i terremotati siciliani nel 1894, offrirono ospitalità e sostegno ai missionari nel 1910, sostennero economicamente e moralmente le famiglie dei militari impegnati nei vari fronti durante le guerre.

Nel 1805 fu eletto il primo priore Scorrano e si ottenne dal re Ferdinando di Borbone il permesso per edificare una congrega accanto alla chiesa. Il secondo priore Napolitano fu affiancato da due assistenti, un segretario, un cassiere, un paciere e quattro infermieri. Le cronache raccontano che, ammalato un confratello, si nominarono tra i vicini di casa due persone con il compito di assisterlo assiduamente».

Non mancarono i confratelli di impegnarsi in politica, infatti furono i primi firmatari della petizione del 1830 riguardo alla separazione dei territori di Gallipoli e Sannicola e i pacieri amministravano la giustizia nelle controversie di poco conto.

Oggi vi è un nuovo impegno confraternale. «Molti nuovi iscritti – racconta Pasquale Mercuri, il priore – hanno dato nuova forza e spirito di iniziativa alla nostra congregazione tant’è che il 29 agosto ci sarà la vestizione di sei nuovi confratelli».

L’importanza di queste nuove vocazioni laiche è sottolineata anche da monsignor Gino Ruperto: «La crisi non è solo economica – incalza – ma è etica. Sentiamo il bisogno di missionarietà e corresponsabilità».

Maria Cristina Talà

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