Senza tetto né soldi e col bambino sofferente

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Case popolari di via Cagliari

Gallipoli. L’essenziale sicurezza di un tetto sulla testa e il logorio dell’incertezza e della precarietà. Le storie si susseguono, all’ombra delle occupazioni abusive di case popolari con l’incubo dello sfratto forzato sempre in agguato. L’ultima in ordine di tempo arriva dai palazzoni Iacp di via Cagliari, da dove una coppia in stato di disagio e con un bambino malato, lancia un disperato appello alle istituzioni ed a quanti hanno possibilità di fornire un aiuto. Per la famiglia di Roberto Carroccia, pescatore di ricci quando si può e nient’altro, è un perenne stato di angoscia.

Con la moglie Daniela, disoccupata, occupano un appartamento di via Cagliari, dove si sono stabiliti dopo il decesso della legittima assegnataria. Un’occupazione forzata e dettata dal bisogno come in altri casi di famiglie gallipoline in stato di precarietà. La famiglia Carroccia ha anche l’ulteriore difficoltà di accudire un figlio, di appena tre anni, gravemente malato. La circostanza è messa giustamente in risalto dalla madre nel suo appello: nei giorni scorsi è giunta alla fase esecutiva la procedura di sfratto ordinata dal Tribunale dopo l’esposto presentato dai figli dell’originaria inquilina dell’alloggio popolare.

Dal Tribunale negli ultimi tempi erano state accolte almeno tre richieste di proroga dello sgombero su intercessione del legale della famiglia Carroccia, l’avvocato Speranza Faenza. Ora la situazione tende ad aggravarsi anche perché in una delle ultime comunicazioni giunte agli occupanti dell’abitazione, è stato preannunciato il distacco dell’energia elettrica e dell’acqua. E’ ora drammatica lotta contro il tempo per impedire il più duro degli epiloghi in una situazione già segnata: «Il nostro bambino è idrocefalo e con problemi di respirazione e deambulazione. Ci tocca sopportare già costosi viaggi a San Giovanni Rotondo per le cure. Senza luce non potremmo continuare a fare l’aerosol di cui ha costantemente bisogno». Chi può, si faccia avanti.

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