Seclì, ecocentro da riaprire

La struttura di contrada Lusci

La struttura di contrada Lusci

Seclì. L’aver evitato la stangata dell’Ecotassa non mette al riparo i cittadini di Seclì dal pagare tasse salate e purtroppo crescenti per la raccolta dei rifiuti. L’impegno, se si vuole arrivare a pagare di meno,  è quello di attivare tutte le possibilità per migliorare la raccolta separata dei rifiuti.  Il servizio rifiuti sarà presto gestito a livello intercomunale dall’Aro 6 che, oltre a Seclì, comprende altri otto centri: Nardò (capofila), Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Tuglie. Il bando per i prossimi nove anni è già pronto e la spesa prevista per Seclì è di 202mila euro l’anno. Se è vero che si risparmia solo se si differenzia e se si conferisce di meno in discarica, grande importanza assume l’Ecocentro comunale (costato 80mila euro) costruito in contrada Lusci durante l’amministrazione del sindaco Donato Zizzari.
La struttura, quasi ultimata nel 2010 (sembra mancasse soltanto l’allaccio elettrico), non è, però mai stata attivata. Per il sindaco Antonio Casarano l’obiettivo immediato è quello di  riparare i tanti danni dovuti ad atti di vandalismo di questi sei anni di abbandono.
È stato portato via ciò che era era nel container destinato ad ufficio, comprese porte e finestre, il sistema di videosorveglianza e pure i sanitari del bagno. «Cercheremo di aprirlo con personale del Comune o attingendo ai lavoratori socialmente utili», afferma Casarano.

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