Racale: scuole primarie, si cambia. Ma non senza proteste

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La scuola materna di via Lucania. Una delibera comunale ne ha stabilito l’annessione al Polo 1; non è d’accordo la dirigente del Polo 2

Racale. Per l’anno scolastico 2012-13 Racale avrà un unico istituto comprensivo. È quanto è stato deciso dalla Regione Puglia nel contesto del Piano di dimensionamento scolastico.

Non era stata certamente questa la richiesta né da parte  dei dirigenti scolastici né del Comune. Questo aveva chiesto che rimanesse inalterato l’attuale assetto (due istituti comprensivi) con la variante approvata con delibera di Giunta di ammissione al Polo 1 della scuola materna di via Lucania. In un incontro congiunto tra i dirigenti scolastici dei due poli era stata ribadita la necessità di mantenere la situazione attuale dei due istituti comprensivi per motivi sia didattici (garantire la diversificazione dell’offerta formativa) sia strumentali (il mantenimento dei due poli avrebbe permesso maggiore facilità di accesso ai finanziamenti comunitari e il mantenimento dei livelli occupazionali).

Il quadro attuale è il seguente: istituto comprensivo 1° Polo che comprende la scuola dell’infanzia di via Mazzini e via Garibaldi, la primaria di via Mazzini e la secondaria di primo grado  di via Quarta. Il 2° Polo, intitolato a Don Tonino Bello, si compone di cinque plessi: tre di scuola  dell’infanzia (via Marsala, via Lucania e via Siena), uno di scuola primaria (via Siena) e uno di scuola secondaria di primo grado (via Quarta).

Questo, quindi, l’assetto  scolastico che Comune e dirigenti scolastici avevano chiesto di mantenere.

Con qualche difficoltà da parte della dirigente del 2° Polo che aveva scritto una nota alla Provincia di Lecce e alla Regione Puglia contestando la decisione comunale di annettere la scuola materna di via Lucania al Polo 1 dal prossimo anno scolastico. Questo accorpamento, sempre secondo la dirigente, avrebbe causato la perdita di autonomia del 2 Polo. La Provincia di Lecce aveva preso atto della nota senza esprimersi in merito perché le sue competenze riguardano le scuole secondarie e non le primarie. Non sarà stata questa annessione a causare la perdita di un istituto comprensivo, quanto i limiti imposti dal decreto legge Gelmini del luglio scorso che fissa a mille il numero utile per mantenere l’autonomia.

In conclusione la proposta del Comune è stata bocciata dalla Regione. D’altronde anche l’Ufficio scolastico regionale aveva espresso parere negativo circa il mantenimento dei due istituti comprensivi a favore di uno solo con la seguente motivazione: “Per assicurare maggiore stabilità all’assetto scolastico sul territorio comunale ed evitare possibili nuove operazioni di dimensionamento negli anni immediatamente successivi”

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