Scuolabus e proteste

by -
0 717

Alliste. Genitori divisi sull’utilità effettiva del servizio di scuolabus istituito dal Comune di Alliste e rivolto agli allievi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Le polemiche toccano vari, presunti  “punti deboli” del trasporto  comunale, affidato dopo un bando pubblico alla “Global service” di Melissano per tre anni.

La pensilina ad una fermata dello scuolabus

C’è chi si lamentava, fino a poco tempo fa, di essere costretto a pagare la tariffa intera di 15 euro, pur usufruendo solo per metà del servizio: il figlio interessato prende il bus solo all’andata, e non per sua scelta. Risolto, piuttosto velocemente, il problema economico (l’utente avrebbe ottenuto dal Comune di pagare 9 euro, con una riduzione del 40 per cento della tariffa intera), resta il disagio di dover andare a prendere personalmente all’uscita, alle 16.15, quegli scolari  che hanno scelto il tempo continuato. Lo scuolabus, infatti, fa la sua ultima corsa alle 13.15; dopo non c’è più niente.

Il sindaco Antonio Ermenegildo Renna spiega il perché: «Dalla scuola, di comune accordo con i genitori, è arrivata la richiesta di non estendere il servizio al pomeriggio, giacché sono pochi gli studenti che usufruiscono del tempo pieno; si è preferito piuttosto aumentare le corse delle 13.15, dato l’alto numero di utenti».

Qualcun altro si lamenta del costo del servizio per il Comune, circa 90mila euro per il triennio, tanto da definirlo uno “sperpero dei soldi dei cittadini”. La proposta – sul profilo Street blog di Facebook – che si avanza sarebbe quella di acquistare dei pulmini usati e di rendere il servizio pubblico. Ma i pulmini sono già del Comune, come spiega il primo cittadino, acquistati con i finanziamenti dalla Regione: «L’unica soluzione per risparmiare ulteriormente sarebbe poter disporre di personale interno che ricoprisse gli incarichi di autista e accompagnatrice, ma nessuno degli impiegati ha la patente apposita, né ha mostrato alcun interesse di fronte alla mia offerta di prenderla gratuitamente in cambio del servizio reso». Qualcun altro protesta per le modalità di pagamenti dei ticket: oggi in banca, ieri in Posta.

Roberta Rahinò

Commenta la notizia!