A scuola senza zaino? Si può, lo ha dimostrato l’Alberghiero di Santa Cesarea Terme. E l’esperimento triplica

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Santa Cesarea Terme – Con la fine delle lezioni si è concluso all’Istituto alberghiero “Aldo Moro” di Santa Cesarea anche il primo anno di sperimentazione del progetto nazionale “Scuola senza zaino – Per una scuola Comunità”, unica scuola ad avervi partecipato insieme ad una analoga di Perugia in tutta Italia. A “Scuola senza zaino” hanno preso parte due classi prime,  la A e la B, ciascuna composta da 15 alunni, provenienti da tutto il territorio salentino, grazie anche al “gradimento oltre ogni aspettativa” espresso dai genitori al momento dell’iscrizione. “Il prossimo anno potremmo passare da due a sei classi sperimentali,triplicando il risultato ed ovviamente anche l’impegno didattico e le risorse – è il commento entusiasta del dirigente Paolo Aprile (foto) e delle docenti Loredana Fersini e Lucia Ciriolo – e a tal proposito abbiamo già chiesto alla Regione Puglia un contributo straordinario”. I soldi servono: i ragazzi infatti non usano libri e non ne acquistano, usufruendo dei materiali didattici creati e forniti dai docenti in formato digitale, ed usufruiti tramite Lim (lavagne elettroniche) o piattaforma GoogleClassromm direttamente sul proprio tablet, fornito in comodato d’uso dalla scuola.

Strumenti tecnologici al posto dei libri (da non acquistare) Ma come si fa “Scuola senza zaino”? Innanzitutto vanno preparati i locali e le attrezzature necessarie: ambienti ed arredi funzionali alle attività che si svolgono, prevalentemente, con  strumenti digitali; ; niente libri di testo, ma  sono gli alunni che,  guidati dai docenti, auto-producono  il materiale didattico per ciascuna disciplina, con ausilio sia di strumenti didattici che di supporti digitali; invece delle classiche  llezioni frontali, attività di ricerca-azione, con spirito di comunità per favorire esperienze significative; niente voti, ma lettere per abbattere la cosiddetta “ansia da prestazione scolastica, così diffusa tra gli adolescenti”; incontri mensili con i genitori, al fine di promuovere la loro partecipazione “attiva” nel percorso formativo; riunioni mensili del Consiglio di classe, per discutere sull’andamento didattico-disciplinare degli alunni e per condividere la progettazione. Al termine dell’anno scolastico è stato consegnato a ciascun alunno un certificato delle competenze di base nel quale viene  indicato il  livello  raggiunto in ogni disciplina e gli eventuali argomenti oggetto di recupero.

“Alberghiero” promosso: si passa da due a sei classi l’anno prossimo “Il Progetto si è sviluppato in diverse fasi e ha previsto percorsi di formazione-aggiornamento  che hanno coinvolto i docenti assegnati alle due classi Prime – racconta il dirigente Aprile – inoltre la scuola è stata oggetto di monitoraggio costante , in quanto unico Istituto secondario di Secondo grado della Provincia di Lecce ad aver aderito alla  Rete  nazionale “Scuola Senza Zaino”. Il 12 e 13 giugno si è infatti svolto presso l’Ipseo “A. Moro”, a cura della responsabile nazionale della Rete, settore Centro-Sud Italia, dott.ssa Maria Paola Pietropaolo,  la prima parte di un corso di aggiornamento che ha  avuto come oggetto “L’autonomia didattica ed organizzativa nella Scuola senza zaino” e che si completerà nel corso del futuro  anno scolastico 2018-2019”. Naturalmente èoeno è stato l’appoggio della responsabile per il Centro Sud Italia all’ampliamento delle classi coinvolte: da due a sei, con l’anno prossimo.

Tre valori di fondo: ospitalità, responsabilità, comunità Gli alunni delle due classi sperimentali hanno partecipato anche altre attività didattiche come il Progetto sulla Grecia salentina, le esperienze progettuali di e-twinning in lingua francese, la giornata del  Piano nazionale scuola digitale, il corso di Educazione civica digitale, la partecipazione alla giornata nazionale “Scuole senza zaino”, al progetto “let’s app” che ha previsto la  realizzazione e la progettazione di alcune app. “L’esperienza conclusa – afferma Aprile – è stata  positiva  sotto tutti gli aspetti: motivazione, interesse, partecipazione hanno portato tutti gli alunni a raggiungere traguardi positivi.  In questo progetto vengono messi in campo tre valori fondamentali: l’ospitalità, riferita alla funzionalità dell’ambiente ma anche all’accoglienza della diversità; la responsabilità poiché gli alunni sono protagonisti del loro apprendimento; la comunità nel senso che l’apprendimento è promosso in una prospettiva di comunità di pratiche”. “Scuola senza zaino”, chiariscono in conclusione dall'”Aldo Moro”, non è un modello predefinito “ma un percorso di ricerca – azione in continuo cambiamento, che sollecita l’autonomia e la partecipazione degli alunni alla gestione delle scuola e delle attività didattiche, valorizza il contributo e la libertà di insegnamento di ciascun docente e incentiva l’inclusione dei genitori”.

 

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