«Non sarà Natale senza Ivan in casa»

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Matino. Una voce che urla in silenzio il suo dolore, che aumenta giorno dopo giorno. La voce è quella di Antonella Rizzo, madre dello scomparso Ivan Regoli.

Tre mesi sono passati quasi in un soffio, perché la vita va avanti e il fare e disfare di ogni giorno continua ad esistere, ma per lei ogni ora sembra un’eternità, lei che trascorre il tempo infinito a pensare a Ivan, a cercare suo figlio, per quanto possibile e nonostante tutto. Nonostante viva quasi da sola quest’angoscia, nonostante si trovi a combattere contro un muro di omertà, contro chi probabilmente sa e non dice: «Se c’è qualcuno che sa qualcosa per favore parli». Questo è l’appello che da sempre accompagna ogni suo discorso.

Non sarà un Natale facile, anzi sicuramente non sarà Natale per niente, la magia di questa festa di certo non basterà a riportare un po’ di serenità a questa madre ormai affranta e ad Alessio, fratello di Ivan.

«Troverò la serenità solo quando saprò dov’è Ivan, solo quando lo rivedrò accanto a me» – ha detto la signora Antonella. Le parole non escono quasi più, la mente è travolta dai pensieri negativi che ininterrottamente distruggono ogni giornata. A caratterizzarla sempre la tempra combattiva e risoluta, ma anche la forza di un carattere che si è formato con la vita e le esperienze è destinato a cedere di fronte all’impotenza e all’impossibilità di agire e diventa sempre più difficile anche qualsiasi azione della vita quotidiana che diventa meccanica e vuota, perché la mente è ferma a quel 12 settembre, giorno della scomparsa.

Ad oggi nessun indizio, nessuna traccia da seguire, Ivan sembra scomparso nel nulla. Quello che chiede sua madre è che non si fermino le ricerche, e a questo proposito ha una richiesta che si spera non rimanga solo un’altra domanda caduta nel vuoto: dedicare proprio in occasione del Natale un albero ad Ivan, l’albero come simbolo della vita e della speranza, come segno di rinascita.

Un mondo per ricordare a tutti che Ivan c’è ancora, che non si dimentichino che è comunque un ragazzo scomparso e che si parla comunque del dolore di una famiglia, indipendentemente dal passato che segna la vita di ognuno.

Si tratta pur sempre del dolore di una madre che non sa dov’è suo figlio, dolore che non vale né più né meno di quello di chiunque altro e come tale merita rispetto. Una richiesta semplice, che suona quasi come un modo per incoraggiare se stessa, per farsi forza per affrontare i giorni, non si sa ancora quanti, che dovrà trascorrere senza Ivan.

                                                                                     MAQ

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