Gallipoli – Domenica 23 il Gallipoli Football 1909 giocherà il primo big match della stagione contro il Brindisi. Uno scontro al vertice tra la seconda e la terza in classifica che il Gallo avrebbe dovuto affrontare spinto dall’entusiasmo del pubblico di casa, che invece non potrà esserci. Il giudice sportivo del Comitato regionale Puglia della Lega nazionale dilettanti ha disposto che i giallorossi disputino l’incontro a porte chiuse, comminando anche una multa di 500 euro. La sanzione arriva a seguito dei fatti della partita di domenica 16 in casa del Mesagne Calcio, caduta in un periodo di tensione tra società e una parte del tifo a causa del ritorno in maglia giallorossa di Achille Casalino, difensore gallipolino ed ex capitano durante l’era Barone che nel dicembre 2014 si rese protagonista di un clamoroso passaggio al Casarano.

Il fattaccio di Mesagne “Durante tutta la durata della gara – recita la motivazione del provvedimento del giudice sportivo – 10/15 sostenitori che occupavano la tribuna dietro l’assistente n. 2 emettevano mugugni e ululati schernitori e discriminanti all’indirizzo dei tesserati di colore della società ospitante“. Il fatto è stato subito stigmatizzato dalla società calcistica gallipolina. In un comunicato diramato sui propri canali ufficiali, il Gallipoli “esprime sconcerto e indignazione per l’episodio vile e premeditato. Allo stesso modo, porgendo le più sentite scuse ai calciatori del Mesagne Calcio, condanna in maniera netta e inequivocabile il comportamento razzista e irresponsabile di una (fortunatamente…) piccolissima frangia di ‘tifosi’ che cerca in tutti i modi di danneggiare la società”. Da qui l’invito ai veri tifosi del Gallo a isolare “questa sparutissima minoranza e a sostenere, come sempre fatto, i nostri gloriosi colori”.

Lo sfogo di Francesco Errico “Questo è il ringraziamento per tanto sacrificio – commenta Francesco Errico, consigliere del Gallipoli e già presidente onorario, rivolto direttamente ai responsabili su facebook – ma se pensate di scoraggiarci avete sbagliato, finiremo l’anno calcistico e poi decideremo il da farsi. Voi di ultrà non avete niente. Dal dialogo passiamo direttamente all’azione legale e saremo spietati come gli 11 ragazzi che ogni domenica vanno a gettare il sangue in campo per onorare quella maglia e quei colori che gente come voi non è degna nemmeno di nominare”.

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Le scuse del Sindaco Minerva Sulla questione è intervenuto anche il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva: “Dopo aver appreso la spiacevole notizia, a nome dell’Amministrazione comunale, della società Gallipoli Football 1909 e della città intera, intendo porre ufficialmente le mie più sentite scuse per quanto accaduto. Un episodio intollerabile e una condotta indecente: tali atteggiamenti, offendono la nostra città e tutto il calcio italiano. La sgradevole vicenda che ha interessato solo un numero ristretto di ultrà gallipolini non rispecchia il sentimento di accoglienza e rispetto che ci appartiene e contraddistingue. Ho dunque espresso la volontà ad accogliere nella nostra città i calciatori suddetti per dare loro la giusta e meritata accoglienza”. Si tratta degli atleti di nazionalità senegalese Sakho e Tourè, e di nazionalità gambiana Koubally e Nyassi, quest’ultimo a Mesagne nell’ambito di un progetto di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

M. C. 

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