Sannicola. Rapina in banca: sette minuti e tanta paura

Sannicola. Sette minuti, non di più. Tanto è bastato a due rapinatori per entrare nella filiale della banca Monte dei Paschi di Siena, di Sannicola, farsi aprire le casse e poi svanire nel nulla con un bottino da trentamila euro. Il tutto, non solo in pieno giorno – erano più o meno le 11 del 28 febbraio scorso – ma per di più nella piazza centrale del paese, dove si affaccia il municipio, qualche associazione, un ristorante e numerosi bar.

A vederlo mentre beve il caffè in un locale adiacente la banca, il direttore della filiale, Maurizio Baffa, sembra tranquillo. «Ma me la sono vista brutta», racconta, non nascondendo un filo di tensione nella voce «Durante quei minuti terribili ho mantenuto la calma, ma i miei colleghi dopo mi hanno detto che sembravo impietrito, bianco in volto come un foglio di carta. Per fortuna, nessuno si è fatto male. I rapinatori erano in due – prosegue il direttore – e sono entrati col viso travisato, ma senza troppi clamori. Uno è venuto dritto nel mio ufficio e mi ha fatto alzare, l’altro con un salto è passato oltre gli sportelli, dalla parte in cui sono seduti i dipendenti, e con un taglierino in mano si è fatto consegnare il contenuto delle due casse».

Un bottino da trentamila euro, non poco se si considera che si tratta di una filiale di un piccolo paese di provincia che non supera i seimila abitanti.
«Abbiamo delle procedure di sicurezza che, se rispettate, ci garantiscono di venir fuori dalle rapine con il minimo danno possibile per la banca. Ogni filiale – spiega il direttore – ha dei limiti da rispettare riguardo alle somme di denaro da tenere nelle casse. Chi ci ha rapinato, però, ha scelto il momento giusto: un momento in cui le casse erano piene perché non eravamo in periodo di pagamento delle pensioni». Nonostante le banche formino i dipendenti a saper affrontare le emergenze, vedersi puntato un taglierino contro non è un’emozione che si può imparare a gestire. «Le rapine – racconta Baffa – arrivano sempre all’improvviso e, personalmente non ne subivo una dal 1997.

Sono momenti critici, che per fortuna durano pochi minuti. In questa occasione mi ha stupito anche la reazione composta dei clienti, che sono rimasti calmi e non si sono fatti prendere dal panico. Forse anche perché i rapinatori non hanno urlato e non hanno minacciato i clienti, chiedendo loro di sdraiarsi a terra come si vede nei fi lm. Nell’arco di sei o sette minuti, era finito tutto».
Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Gallipoli, guidati dal capitano Stefano Tosi, e quelli della stazione locale.

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