Ballando sulle punte senza sosta: così si raggiungono i sogni

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Chiara Monteforte e Gigi Proietti

Sannicola. Una grande perseveranza e molto impegno hanno portato Chiara Monteforte, originaria di Sannicola, ma che vive a Roma, a calcare le scene dei principali teatri italiani.

Fino al 18 dicembre sarà al teatro Augusteo di Napoli con lo spettacolo “Di nuovo…buonasera” di Gigi Proietti. «La danza è sempre stata la sua passione – conferma la madre Antonella Conte – ha iniziato intorno ai quattro anni con la danza classica, da adolescente ha preferito la danza jazz e moderna, non ha mai smesso di ballare. Noi l’abbiamo sempre sostenuta e siamo orgogliosi e commossi dei suoi successi». La ballerina che ha lavorato in “Noio vulevòn savuàr” di Enrico Montesano, si è cimentata in “Parlami di me” di Cristhian De Sica dedicata dall’attore al padre Vittorio, l’anno scorso ha danzato in “Aladin”, musical di Francesco D’Orazio per la regia di Fabrizio Angelini.

«È proprio Angelini, regista e coreografo, che nello spettacolo recita anche, mi ha dato la possibilità di conoscere Proietti e fare il provino, che poi mi ha aperto un mondo – dice Chiara -. Vivere di danza è molto difficile, sono privilegiata, molte mie colleghe sono costrette ad avere un secondo lavoro, nella migliore delle ipotesi, nelle scuole di danza come istruttrici o occasionalmente nei corsi brevi di specializzazione».

Dalla danza classica, Chiara Monteforte si è progressivamente spostata verso gli altri generi: «La danza classica dà le basi – conferma l’artista – ed è fondamentale. A chi ama questa disciplina mi sento di dire che ci vuole molta costanza, bisogna studiare ed allenarsi per tre o quattro ore al giorno di media con punte anche di cinque ore in occasione di preparazione ad occasioni importanti. Mai meno di un’ora e mezzo».

L’impegno richiesto è serissimo, deve essere disposto a viaggiare e a passare lunghi periodi lontano da casa. «I provini  – prosegue la ballerina – sono il metodo di accesso alle opportunità. Sono pubblicizzati i bandi nei siti internet del settore e presso le scuole di danza. Raramente viene richiesto di portare un pezzo già preparato. Più spesso si impara una coreografia sul momento e la si esegue davanti a una  giuria, che scarta in maniera molto rapida tutti i ballerini e le ballerine che non la eseguono al meglio: da 50 passiamo a 20, poi a 10 e così via. Ai registi e ai coreografi serve sapere, non solo cosa sai fare, ma anche quanto velocemente impari ciò che serve per lo spettacolo. Bisogna saper controllare l’emozione, che sul palco deve essere positiva e trasformarsi in adrenalina».

                                      MCT

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