Sannicola, acque e polemiche

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alluvione sannicola foto Francesca calo

L’alluvione del 2004 su via Alba (foto di Francesca Calò)

SANNICOLA. Continua a produrre discussioni e polemiche il progetto per la realizzazione delle opere idrauliche da un milione  e 700 per adeguare il sistema di raccolta delle acque pluviali.
Alle schermaglie politiche tra il centrosinistra, che reclama il merito di aver ottenuto il finanziamento dalla Regione con l’allora sindaco Giuseppe Nocera, ed il centrodestra, che oggi guida il paese e che, invece, contesta tale considerazione, nei giorni scorsi si sono aggiunti anche i rilievi dei tecnici del progetto “fortemente critici” nei confronti della relazione redatta dall’ingegner Piero Formoso. Al tecnico, l’Amministrazione oggi guidata da Mino Piccione, nel luglio del 2014 aveva conferito la direzione dei lavori.

«La relazione è stata osannata in un pubblico comizio dal Sindaco, lo scorso ottobre, come atto che documentava errori progettuali ed erogazioni arbitrarie di somme alla ditta Saci, esecutrice dei lavori», si legge in una nota sottoscritta dall’architetto Mauro Leone e dagli ingegneri Mario De Filippo, Clemente Fuso e Fernando Cataldi ed inviata al sindaco Piccione, a tutti i consiglieri comunali ed  all’ingegner Ettore De Luca, redattore del collaudo tecnico amministrativo.
Gli stessi tecnici ritengono “falsi ed impropri sotto il profilo tecnico e normativo” i rilievi posti loro annunciando di aver avviato “tutte le propedure legali” atte a tutelare la loro “professionalità ed integrità morale”.

Da parte sua, il sindaco Piccione respinge le accuse al mittente annunciando di voler rispondere “in termini tecnici e nei prossimi giorni” ai ai rilievi tecnici che sono satti contestati. «Sia però chiaro che al nostro insediamento non abbiamo trovato alcun progetto approvato ma solo una bozza di preliminare. In merito sono state dette molte sciocchezze», afferma Piccione.
Il progetto in questione, ancora incompleto, prevede interventi ritenuti “decisivi” per mitigare, o annullare, il rischio allagamenti soprattutto nella zona dove convergono le acque bianche di Neviano, Tuglie e Seclì e che poi si riversano nella zona del “canalone”, spesso soggetta ad allagamenti.

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